Della reale importanza della componentistica
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Ashareth
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Argomento che mi sta molto a cuore: credo che una discussione seria a riguardo possa essere utile per chiunque bazzichi nel mondo del DIY audio.
In un progetto di autocostruzione, qual'e' il peso reale del fattore componentistica?
E' piu' importante la topologia progettuale o anche circuiti banali possono competere dopo un'abarthizzazione?
Fin dove arriva il TUU e dove comincia il Tamura amorfo?
Io, personalmente, ho sempre dato un peso rilevante allo schema e, messo in secondo piano la qualita' della componentistica; vuoi per questo motivo, vuoi per la cronica mancanza di fondi, il componente spettacolare nei miei progetti ha sempre latitato, pertanto non sono in grado di giudicare direttamente "l'effetto che fa" avere materiale di gran pregio all'interno di un progetto.
Ciononostante, seppur in maniera parziale, qualcosa l'ho sperimentato in prima persona.
Di questo, tutto quello che mi rimane e' che forse il mancato utilizzo di materiali pregiati per convinzione tecnica, ha le sue radici in Esopo e la sua favola della volpe e l'uva......
Che se ne pensa?
Ciao,
Enrico
In un progetto di autocostruzione, qual'e' il peso reale del fattore componentistica?
E' piu' importante la topologia progettuale o anche circuiti banali possono competere dopo un'abarthizzazione?
Fin dove arriva il TUU e dove comincia il Tamura amorfo?
Io, personalmente, ho sempre dato un peso rilevante allo schema e, messo in secondo piano la qualita' della componentistica; vuoi per questo motivo, vuoi per la cronica mancanza di fondi, il componente spettacolare nei miei progetti ha sempre latitato, pertanto non sono in grado di giudicare direttamente "l'effetto che fa" avere materiale di gran pregio all'interno di un progetto.
Ciononostante, seppur in maniera parziale, qualcosa l'ho sperimentato in prima persona.
Di questo, tutto quello che mi rimane e' che forse il mancato utilizzo di materiali pregiati per convinzione tecnica, ha le sue radici in Esopo e la sua favola della volpe e l'uva......
Che se ne pensa?
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Enrico
"Don't blink. Blink and you're dead. They are fast. Faster than you can believe. Don't turn your back. Don't look away. And don't blink. Good Luck. " (The Doctor)
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Come diceva Aloia, in un capitolato di progetto il prezzo è una delle voci del capitolato stesso.
Peraltro tu stai parlando (anche se parli di componentistica in generale, si intuisce che...) di elettroniche a tubi termoionici, il che sposta un po' i termini del problema.
In sostanza, la mia opinione di "vecchia volpe" è che, per avere i maggiori benefici dall'utilizzo di componentistica costosa, bisogna comprendere i limiti del progetto e della tecnologia applicata allo stesso: se sei un Hiroyasu Kondo o un Kyoaki Imai (o anche l'ing. Lorenzo Russo, per restare in Italia) la cosa "funziona", se sei un mariovalvola, un dueeffe, o anche pure un sig. Ciro Marzio, secondo me "funziona" senz'altro meno, a volte molto, molto meno. Se non sei nemmeno fra questi ultimi...
Senza intenzione d'offesa alcuna per nessuno dei citati (a titolo esemplificativo).
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Ciao, Luca
Peraltro tu stai parlando (anche se parli di componentistica in generale, si intuisce che...) di elettroniche a tubi termoionici, il che sposta un po' i termini del problema.
In sostanza, la mia opinione di "vecchia volpe" è che, per avere i maggiori benefici dall'utilizzo di componentistica costosa, bisogna comprendere i limiti del progetto e della tecnologia applicata allo stesso: se sei un Hiroyasu Kondo o un Kyoaki Imai (o anche l'ing. Lorenzo Russo, per restare in Italia) la cosa "funziona", se sei un mariovalvola, un dueeffe, o anche pure un sig. Ciro Marzio, secondo me "funziona" senz'altro meno, a volte molto, molto meno. Se non sei nemmeno fra questi ultimi...
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se sei un Hiroyasu Kondo o un Kyoaki Imai (o anche l'ing. Lorenzo Russo, per restare in Italia) la cosa "funziona", se sei un mariovalvola, un dueeffe, o anche pure un sig. Ciro Marzio, secondo me "funziona" senz'altro meno, a volte molto, molto meno.
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Originally posted by Luc1gnol0 - 22/05/2008 : 08:34:36
...o molto di più.
:p
Yes.
Sull'uso e la conoscenza della componentistica d'avanguardia voglio fare un pochino il presuntuoso.
Alla peggio risulterò sincero (anzichè ipocrita, o falso modesto)...
Pushpull? No, tnx!
("Tira e molla"? no grazie!)
Μὴ δῶτε τὸ ἅγιον τοῖς κυσίν, μηδὲ βάλητε τοὺς μαργαρίτας ὑμῶν ἔμπροσθεν τῶν χοίρων, μήποτε καταπατήσουσιν αὐτοὺς ἐν τοῖς ποσὶν αὐτῶν καὶ στραφέντες ῥήξωσιν ὑμᾶς
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sono assolutamente d'accordo con dueeffe.
Le leggende metropolitane e le filosofie ex-post , sono ben diverse dalla reale sostanza.
Se così non fosse, i due grandi giapponesi avrebbero raggiunto risultati maggiormente apprezzati. Neppure i loro ampli accontentano tutti .
Non sempre la loro preparazione si è tradotta in prodotti assolutamente affidabili.( si ricordino i condensatori artigianali di Kondo).
Le capacità indiscusse d'Imai,devono forzosamente convivere, comunque con quello che il mercato della componentistica offre.
Questo vale per tutti coloro che sono sul mercato.
Chi costruisce per diletto, è molto più libero. I vincoli sono molti di meno.
Con amplificatori poco potenti, privi di controreazione, il circuito è sempre estremamente scarno, apparentemente semplificato. L'utilità marginale del singolo componente risulta enormemente alta.
l'abbinamento tra i vari componenti, non è sempre prevedibile ex-ante.
Il Bottom audio, pare che abbia dimostrato qualcosa ..... mi dicono.
Mario Straneo
Le leggende metropolitane e le filosofie ex-post , sono ben diverse dalla reale sostanza.
Se così non fosse, i due grandi giapponesi avrebbero raggiunto risultati maggiormente apprezzati. Neppure i loro ampli accontentano tutti .
Non sempre la loro preparazione si è tradotta in prodotti assolutamente affidabili.( si ricordino i condensatori artigianali di Kondo).
Le capacità indiscusse d'Imai,devono forzosamente convivere, comunque con quello che il mercato della componentistica offre.
Questo vale per tutti coloro che sono sul mercato.
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Con amplificatori poco potenti, privi di controreazione, il circuito è sempre estremamente scarno, apparentemente semplificato. L'utilità marginale del singolo componente risulta enormemente alta.
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Mario Straneo
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Forse sincero ma sincero sempre nell'essere presuntuoso (non sto a ricordarti la lezione di Hume, hai cultura da vendere).Alla peggio risulterò sincero (anzichè ipocrita, o falso modesto)
Originariamente inviato da dueeffe - 22/05/2008 : 11:40:21
Una domanda generale: secondo voi è necessario, o solo utile, essere un ingegnere elettronico progettista in campo audio (per riproduzione "domestica", va specificato?), per poter sfruttare gli eventuali vantaggi attesi dall'uso di componentistica avanzata (o pure per far costruire su proprie specifiche, magari)? E magari anche un fisico con conoscenze adeguate della chimica dei materiali? O è possibile supplire a tutto con una ferrea costante volontà e/o una certa qual "esperienza"?
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Mi sembra un paralogismo il tuo, Mario.Se così non fosse, i due grandi giapponesi avrebbero raggiunto risultati maggiormente apprezzati.
Per cambiare tecnologia d'amplificazione, Dan D'Agostino è molto apprezzato, ma non mi pare che i vari Krell, nel tempo, siano andati esenti da critiche.
L'apprezzamento o il riconoscimento non è, di per sè solo, indice di competenza, intesa più come sapere di essere nel giusto e perseverarvi: giacché cose indubitabilmente giuste sono state riconosciute tali solo molto più tardi rispetto all'insorgenza della questione.
Per usare un'iperbole, dunque volutamente una forzatura, pensiamo allo schiavismo, all'apartheid, ai fatti di oggi in Sud Africa (o, mutatis mutandis, in Italia).
Non ho detto questo, né intendevo alludere a queste posizioni (peraltro di entrambi non apprezzo diversi prodotti, tanto per allinearmi al tuo dicto).Neppure i loro ampli accontentano tutti.
Ho inteso dire che Kondo o Imai, rispettivamente, sapeva o sa che cosa fa un nucleo di un trasformatore d'uscita, e come lo fa, e quando lo fa, e forse pure qualche perché sotteso al cosa/come/quando: tu od altri probabilmente no (ed io ancora di meno), e se qualcuno dei citati lo sa, quasi sicuramente non lo sa ancora al loro "livello".
Dunque, in sintesi, spesso si opera con poca o non sufficiente reale cognizione di causa.
Il metodo induttivo, peraltro, moltiplica le ipotesi: non per niente talvolta ci si riferisce all'arte dei materiali magnetici con l'espressione "black magic" (per restare nel campo ove Kondo ed Imai hanno profuso le migliori energie, forse).
Basta vedere pure il bailamme, in altri thread, su antiskating si, bracci tangenziali no, tappetini, molle, etc.
Figurarsi di chi ha meno capacità o conoscenze tecnologiche.Non sempre la loro preparazione si è tradotta in prodotti assolutamente affidabili.( si ricordino i condensatori artigianali di Kondo).
E vale per tutti, anche chi non è sul mercato ma autocostruisce. IMO.Le capacità indiscusse d'Imai,devono forzosamente convivere, comunque con quello che il mercato della componentistica offre.
Non mi risulta, nella mia modestissima (e non è piaggeria o ipocrisia) esperienza.Chi costruisce per diletto, è molto più libero. I vincoli sono molti di meno.
L'utilità potenziale, forse. I lodati ferri al nickel dell'ampli con la 6EM7 di dueeffe, funzioneranno con quegli effetti sempre e comunque?Con amplificatori poco potenti, privi di controreazione, il circuito è sempre estremamente scarno, apparentemente semplificato. L'utilità marginale del singolo componente risulta enormemente alta.
Originariamente inviato da mariovalvola - 22/05/2008 : 12:13:07
Quali effetti poi?
Bisogna circoscrivere l'obiettivo: qual'è?
Far "suonare meglio" un "monotriodo" a bassa potenza in un particolare abbinamento, in un particolare ambiente, con particolare programma musicale, con un particolare ascoltatore?
Le emozioni possono essere particolari?
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Una domanda generale: secondo voi è necessario, o solo utile, essere un ingegnere elettronico progettista in campo audio (per riproduzione "domestica", va specificato?), per poter sfruttare gli eventuali vantaggi attesi dall'uso di componentistica avanzata (o pure per far costruire su proprie specifiche, magari)? E magari anche un fisico con conoscenze adeguate della chimica dei materiali? O è possibile supplire a tutto con una ferrea costante volontà e/o una certa qual "esperienza"?![]()
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Ciao, Luca
Originally posted by Luc1gnol0 - 22/05/2008 : 12:16:46
Secondo me ci vogliono molti più fattori:
1)cognizione a livello tecnico (altrimenti non potrai mai capire cosa stai realmente facendo),
2)conoscenza e grande esperienza sui componenti
a)teorica
b)“sul campo”
c) continuo aggiornamento sui componenti di nuova generazione.
3)discreta familiarità con la musica, sia “tecnica” che “passiva” (ascolto dal vivo).
4)Continuo e maniacale confronto con oggetti commerciali e non (specie quelli di gran blasone).
5)Intuizione
L'utilità potenziale, forse. I lodati ferri al nickel dell'ampli con la 6EM7 di dueeffe, funzioneranno con quegli effetti sempre e comunque?
Quali effetti poi?
Bisogna circoscrivere l'obiettivo: qual'è?
Far "suonare meglio" un "monotriodo" a bassa potenza in un particolare abbinamento, in un particolare ambiente, con particolare programma musicale, con un particolare ascoltatore?
Le emozioni possono essere particolari?
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Ciao, Luca
Originally posted by Luc1gnol0 - 22/05/2008 : 12:35:59
L’eloge de la folie non è solo una questione di “ferri”.
I lodati “nikel” naturalmente NON funzioneranno con quegli effetti sempre e comunque.
Quei nikel funzionano in quel modo con quell’ampli.
In altri ampli funzioneranno molto diversamente (magari, chissà, anche meglio, o magari peggio..)
Per esempio se li provo su un altro mio ampli, il “lux et umbra” (SE di 245), semplicemente non vanno. Vanno alla grande invece gli Hashimoto (e ci sono dei perché ben precisi), così come in altre realizzazioni vanno alla grande i Tamura o i Tango.
Ed è proprio questo il nocciolo della questione…di ciò appunto che si stava discutendo.
Comporre un’accozzaglia di componenti “top” senza cognizione, probabilmente risulterà in una mera accozzaglia senza senso, deludente…
Tornando al caso specifico (teatro, “eloge de la folie” ecc. anche se non mi piace particolarmente parlarne, visto che era una situazione “mia”, però il discorso è finito lì…pazienza…), comunque, non si trattava di particolare abbinamento.
L’impianto infatti ha suonato con i diffusori più disparati (DCM, Spendor, Sonus Faber e nel tardo pomeriggio della domenica anche “Black Gate” e Holophone).
Ed anche l’abbinamento con le DCM non era stato “pensato a tavolino”, bensì è stato casuale (Riccardo sa anche il perché).
Ancor meno l’ambiente era particolare (se per “particolare” intendi “ad hoc”, ottimizzato o studiato a tavolino o provato in precedenza), risultando un teatro di quelle dimensioni una situazione estremamente difficile e critica per un 2W.
La scelta di quel luogo era semplicemente una provocazione innescata volutamente per quei giorni, e la prima ed unica prova (pre Bottom) è stata condotta venerdì 9 in tarda serata…
Il programma musicale può essere un motivo di discernimento in ambienti particolarmente grandi ed assorbenti come era quel teatro, appunto.
Chi ha voluto provare (la sera del sabato) in quel teatro il proprio ampli si è immediatamente accorto di quanto si doveva “spingere” per ottenere “suono”…
Ma chi è che si può permettere di possedere un teatro di quelle fattezze per ascoltare musica con l’impianto?
Io, per quel che mi riguarda, ti rispondo: magari potessi!
Con questo voglio dire che in una normale stanza di appartamento non v’è problematica alcuna riguardo ai vari generi musicali, e l’ampli si comporta di gran lunga in maniera migliore (nettamente!), non essendo costretto a lavorare in zona prossima ai suoi limiti.
Con delle JBL in una stanza 6x5m, anche alcuni “discotecari” non hanno avuto modo di ridire sulle pressioni sonore (Yes, mi diverto a fare anche di queste prove).
Per quel che concerne infine la particolarità di ogni singolo ascoltatore, beh, è un discorso “vizioso”, direi inutile nell’economia della discussione.
Perché vale per tutte le persone e per tutti gli oggetti, in ogni luogo e momento.
Al di là di tutto, resta comunque da parte mia, una totale disponibilità e curiosità al confronto (come ben dice Piergiorgio).
Salutoni,
Fabio.
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No, in quel contesto no: ma ho potuto farlo con Kondo (e Shindo e Sun Audio, per restare alla scuola giapponese)Luca, hai mai provato un Audio Tekne a casa tua in confronto alla tua catena basata sulla 10Y?
Mi spiace se mi son fatto fraintendere.In quanto alla presunzione, non conoscendo Hume, ma conoscendo le persone che citi ad esempio metterei piuttosto l'accento sulla disponibilità al confronto.
Originally posted by plovati - 22/05/2008 : 13:30:24
Non intendo negare apriori una disponibilità al confronto.
Io intendevo rispondere non a delle esperienze concrete - che siano di un Kondo san, Imai san, ing. Russo o del sig. Marzio, o di Mario, o di Fabio F. - ma alle domande così come poste da Enrico nella prima parte del suo post.
Per intenderci meglio:
ovvero:circuiti banali possono competere dopo un'abarthizzazione?
Un circuito è banale quando non è stato messo a punto fino ad aver raggiunto e metabolizzato i limiti dello stesso (il budget di spesa ne è al tempo stesso un componente costitutivo ed una "rappresentazione" complessiva degli stessi), ed in tal caso qualsiasi discorso sulla componentistica lo considero quasi fuori luogo.Fin dove arriva il TUU e dove comincia il Tamura amorfo?
Un circuito "solo" semplice, messo perfettamente a punto, e realizzato con cura esecutiva certosina non è mai davvero banale: ed è solo lì, a mio avviso, che un discorso sulla componentistica può avere (un) senso.
Dico può perché subentra un altro fattore: quando la componentistica è davvero avanzata, di pregio? Non sono io a doverti suggerire che molti, troppi, ragionano solo sul costo della medesima.
Il costo è fondamentale, ma solo quando (come può essere il caso di Fabio F., che non conosco) è dovuto ad una ricerca (non sui cataloghi), ricerca che spesso è più costosa che comprare il componente più costoso possibile. IMO.
Chi fu, Tom Schlangen-serpentine ad aver speso molti soldi nell'acquisto di toroidali per trovare quello che poteva essere usato con successo come TU? Non ricordo bene, ma credo possa essere esemplificativo di questa parte del mio pensiero sul fattore costo nella scelta della componentistica.
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Più o meno coincide con l'elaborata - ma si vede non sufficiente - descrizione che ho tentato di fare dell'ingegnere.Secondo me ci vogliono molti più fattori:
1)cognizione a livello tecnico (altrimenti non potrai mai capire cosa stai realmente facendo),
2)conoscenza e grande esperienza sui componenti
a)teorica
b)“sul campo”
c) continuo aggiornamento sui componenti di nuova generazione.
Io sono dell'avviso che la professione abbia molta influenza sui punti sopra citati: per questo motivo non ti ho inserito "accanto" agli Hiroyasu Kondo o Kyoaki Imai. Ma questo può essere un preconcetto non verificato, ed il tuo genio uscire dallo schema angusto del mio pensiero, nel qual caso ti prego sin da ora di scusarmi. Idem per Mario e per chiunque si senta da me chiamato in causa.
Può darsi: però Beethoven (che immagino non ti piaccia) era sordo (battuta, non vi adombrate subito).3)discreta familiarità con la musica, sia “tecnica” che “passiva” (ascolto dal vivo).
4)Continuo e maniacale confronto con oggetti commerciali e non (specie quelli di gran blasone).
Questa la considero un corollario, figlia di tutto il resto: un po' come ciò che chiamiamo fortuna, che è quando la preparazione incontra un'opportunità.5)Intuizione
Assolutamente no, era nella mia intenzione solo un esempio, si vede malriuscito, di celeste corrispondenza d'amorosi sensi tra un componente ed una specifica, concreta realizzazione (quell'ampli, non altri, quello specifico esemplare, non un altro presunto identico, etc), esempio portato da me solo per la ragione che metteva d'accordo tutti quelli che hanno scritto sul forum a riguardo della loro esperienza al BA (e quindi costituiva una sorta di esperienza comune, di "fatto").L’eloge de la folie non è solo una questione di “ferri”.
Mi piace la 45. Sei molto "produttivo", mi pare.Per esempio se li provo su un altro mio ampli, il “lux et umbra” (SE di 245), semplicemente non vanno.
Perché non fai come gluca che ogni tanto ci ammannisce un thread dovizioso sulle sue realizzazioni (BB, WB, etc.)? Sarebbe una bella cosa da leggere.
Che poi è quello che "normalmente" accade, intorno ai forum, ai guri-guretti-gurelli, ai giornalisti, etc.Comporre un’accozzaglia di componenti “top” senza cognizione, probabilmente risulterà in una mera accozzaglia senza senso, deludente
E' solo una nota di colore, non mi sto riferendo a questa discussione.
Scusami Fabio, si vede che non mi son espresso chiaramente pure su questo punto (anche se non vi taccio che incomincia a frustrarmi di trovar qui-pro-quo che sembran anche figli d'un partito preso).Tornando al caso specifico (teatro, “eloge de la folie”
Io non intendevo il setup del BA: se non altro perché le fiere sono fiere.
Io intendevo il tuo progetto, la sua realizzazione fisica, la sua messa a punto, effettuata da te con la tua precipua preparazione, sensibilità ed "intuizione" (nel senso di cui sopra), nel tuo ambiente, con la musica che piace a te (non con quel pezzetto del Requiem di Verdi che va sotto il nome di Dies Irae), con i diffusori che tu hai accuratamente scelto in base a quanto sopra ed altro ancora, etc.
Ascoltatore ed ambiente influiscono, a mio avviso, talmente tanto da non poter poi facilmente sovrapporre questo genere di esperienze: se la pensi diversamente, su quest'ultimo punto siamo dunque in totale disaccordo.
Scusa, non vorrei passare per l'amante delle pressioni estreme, non ne faccio certo una questione di capelli spettinati (anche perché c'è chi non ne ha).Con questo voglio dire che in una normale stanza di appartamento non v’è problematica alcuna riguardo ai vari generi musicali
Originally posted by dueeffe - 22/05/2008 : 15:15:15
Detto questo, la tua frase apre per me altre strade, altri discorsi, su cui per amore della attuale "discussione" non mi soffermo come vorrei.
Torniamo ai "componenti", se volete.
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... paralogismi a parte
la possibilità di procacciarmi nuclei particolari dalla Arnold (per farti un esempio) non sono tendenti a zero. Piccole campionature sono raggiungibili comunque.
Dueeffe usa particolari componenti non più in commercio. l'amplificatore lo ha costruito per suo diletto. Lui, ha avuto molte più strade aperte. Se avesse pensato di produrre certi oggetti in piccola serie, non li avrebbe fatti così.
E' ovvio , ma lo ribadisco: la ripetibilità impone una maggiore rigidità nella scelta dei componenti. Sicuramente ha un vincolo in più di chi non deve realizzare n copie dello stesso apparecchio. Meno oggetti si producono, maggiore è la libertà nella realizzazione.
Questa è la mia modesta esperienza... mi dispiace che diverga così tanto dalla tua.
Mario Straneo
Scusami... io ho poche RE604 Globe. Sarei un demente se pensassi di mettermi a vendere amplificatori con questo meraviglioso tubo. Da appassionato me la posso godere. Pertanto anche chi ha un approccio artigianale (orientato al commercio), si trova maggiori colli di bottiglia nella scelta dei componenti. la relativa abbondanza di una certo tubo/resistenza/ecc, è l'ultimo dei miei problemi. Posso comunque usarlo , fregandomene. Un costruttore che deve vendere, NO.Chi costruisce per diletto, è molto più libero. I vincoli sono molti di meno.
Non mi risulta, nella mia modestissima (e non è piaggeria o ipocrisia) esperienza.
la possibilità di procacciarmi nuclei particolari dalla Arnold (per farti un esempio) non sono tendenti a zero. Piccole campionature sono raggiungibili comunque.
Dueeffe usa particolari componenti non più in commercio. l'amplificatore lo ha costruito per suo diletto. Lui, ha avuto molte più strade aperte. Se avesse pensato di produrre certi oggetti in piccola serie, non li avrebbe fatti così.
E' ovvio , ma lo ribadisco: la ripetibilità impone una maggiore rigidità nella scelta dei componenti. Sicuramente ha un vincolo in più di chi non deve realizzare n copie dello stesso apparecchio. Meno oggetti si producono, maggiore è la libertà nella realizzazione.
Questa è la mia modesta esperienza... mi dispiace che diverga così tanto dalla tua.
Mario Straneo
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Si, sono d'accordo.la ripetibilità impone una maggiore rigidità nella scelta dei componenti.
Chi, anche in hi-end, ha tentato strade diverse (penso alla Jadis degli anni '80), si è poi ritrovato in acque agitate.
Secondo me hai limitazioni diverse: faccio esempi banali legati ai nomi citati.Meno oggetti si producono, maggiore è la libertà nella realizzazione.
Tu, da "mariovalvola qualsiasi" (scusami, non t'adombrare
Queste ricerche, atte a superare problemi di approvvigionamento o tecnologici, sono preclusi, per quel che ne so, all'autocostruttore.
Ovviamente se l'autocostruttore fosse pure il sultano del Brunei, le cose potrebbero essere diverse.
Non metterti a fare il <s>plo'</s> Luc1gnol0 della situazione, te ne prego...Questa è la mia modesta esperienza... mi dispiace che diverga così tanto dalla tua.
Originally posted by mariovalvola - 22/05/2008 : 19:52:10
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Secondo me hai limitazioni diverse: faccio esempi banali legati ai nomi citati.
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Originally posted by Luc1gnol0 - 22/05/2008 : 20:47:05
...e viceversa loro hanno/avevano limitazioni (diverse) rispetto a noi.
Oltre alla giustissima osservazione di Mario sulla maggior libertà di scelta di certa componentistica, ci si "picca" d'avere qualcosina in più a livello d'esperienza in ambito musicale e/o in altre "cosucce".
Con questo non voglio dire che siamo o ci riteniamo migliori d'altri (e con il termine "ALTRI" intendo TUTTI: DIYer, "mostri sacri", produttori, artigiani e quant'altro) ma neanche peggiori o limitati.
Per la questione musicale, il fatto che Beethoven fosse sordo in realtà non dice nulla.
Non lo era certo dalla nascita...
Lo è diventato, quando ormai il bagaglio d'esperienza era sufficiente e perciò lo poteva "sostenere" a pieno nella sua genialità.
Comunque sia, non credo sia costruttivo "punzecchiarsi" ad oltranza in modo virtuale (cioè senza riscontri) su ciò che si può o non si può ottenere, in una visione pessimista di ciò che è uno dei nostri hobbies.
Siamo su audiofaidate, e in ultima analisi dobbiamo e vogliamo "fare".
Cosa alla fine vien fuori (suoni orripilanti, o accettabili o belli o quant'altro) lo si riesce a capire soprattutto nei momenti di confronto con gli altri, cioè con persone e cose (appassionati, audiofili, "DIYer", oggetti commerciali, oggetti DIY, oggetti vintage ecc. ecc.).
Lì facilmente si capisce se certe "pretese" si riescono a raggiungere o meno...
Con questo voglio dire che sui risultati "potenziali", così come sui processi alle intenzioni, le chiacchiere stanno a zero.
Perciò, sempre se ti va, io tu e Mario ci si "vede" al prossimo Bottom Audio (impegni e contrattempi vari permettendo).
; )
prendila pure come sfida (bonaria, si intenda, siamo qui per divertirci, mica per far sul serio..)
:p
salutoni,
Fabio.
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Ciao,
innanzitutto ringrazio vivamente chi ha voluto partecipare al thread aperto da me; avrei voluto rispondere prima ma quando si e' in giro per cantieri si fa fatica....
Noto che la discussione ha preso una piega interessante seppur con opinioni piuttosto differenti fra loro.... e pure differenti dalla mia
Provo ad andare con ordine:
x Lucignolo:
Kondo e Imai hanno il merito di essere (o essere stati, nel caso del compianto patron di Audio Note) tra i precursori della rinascita del triodo. Oltre alla fortuna di aver avuto la possibilita' (economica, perche' no) di procedere con le loro sperimentazioni.
Faccio molta fatica a considerarli come gli unici depositari dello scibile valvolare.
Sicuramente, in quanto come gia' detto, precursori, hanno grossi meriti, ma ora come ora, nell'anno 2008, credo ci siano parecchi autocostruttori evoluti in grado di avvicinarsi (e superare pure) le prestazioni dei loro ampli.
x Mariovalvola:
il fatto che gli ampli di Kondo e Imai non siano unanimemente considerati il meglio vuol dire pochino: ci sono addirittura delle persone che preferiscono lo SS ai tubi....
Piuttosto, sono d'accordo che le logiche di mercato consentano al DIYer (illuminato?) di poter utilizzare pezzi di scarsa o dubbia reperibilita', garantendo una liberta' d'azione sconosciuta alle costruzioni commerciali (se le Ad1 fossero andate a 5$ la coppia, Imai avrebbe utlizzato le 6AS7?)
x dueeffe:
interessante disamina sul differente rendimento dei medesimi materiali a seconda del tipo di circuito.
Ora quello che a me preme sapere e che credo possa essere effettivamente utile per chiunque (proprio a livello didattico, oserei dire) e' se si possa EFFETTIVAMENTE stilare una specie di lista sulla compatibilita' sonica tra i componenti e i circuiti nei quali andranno inseriti.
Il fatto che questo possa essere solo frutto di prove empiriche non riesce a soddisfarmi. E neppure a convincermi, a dire il vero.
Sono terrorizzato dal concetto di "sinergia" perche' troppo spesso e' sinonimo di "compensazione": un progetto i cui componenti sono sistemati ad arte per compensarsi vicendevolmente le manchevolezze lo considero un progetto sbagliato e basta.
Piuttosto, la scelta consapevole a priori di componenti che remino tutti nella stessa direzione in un progetto organico (o ayurvedicamente parlando, "olistico") e' una possibilita' che mi affascina alquanto.
Siccome credo sia possibile fare (vuoi con l'esperienza, vuoi con le conoscenze tecniche) una discriminazione di partenza tra cio' che e' sicuramente bene e cio' che sicuramente e' male, mi piacerebbe che "chi sa" non tacesse e condividesse delle linee generali che non possono che far bene a questo tipo di attivita'.
Altra cosa che reputo discretamente interessante (magari supportata da prove sul campo) e' la quantificazione della reale differenza tra un componente normale e uno di pregio. Se uno si legge la recensione del TUU in versione SE fatta a suo tempo da Mario (confrontato nello stesso circuito con nientepopodimenoche un Tamura F7003 e un Tango #10429, mica cotica....) sembra che la differenza ci sia ma non sia cosi' esorbitante come il solo prezzo potrebbe far supporre: stanno davvero cosi' le cose??
Miii, quanto sono stato prolisso....
Ciao,
Enrico
P.S. x Lucignolo: credo che non sia necessario essere ne' ingegneri elettronici, ne' fisici, ne' tecnici dei materiali per costruire (e pure progettare) un ampli molto ben suonante....
innanzitutto ringrazio vivamente chi ha voluto partecipare al thread aperto da me; avrei voluto rispondere prima ma quando si e' in giro per cantieri si fa fatica....
Noto che la discussione ha preso una piega interessante seppur con opinioni piuttosto differenti fra loro.... e pure differenti dalla mia
Provo ad andare con ordine:
x Lucignolo:
Kondo e Imai hanno il merito di essere (o essere stati, nel caso del compianto patron di Audio Note) tra i precursori della rinascita del triodo. Oltre alla fortuna di aver avuto la possibilita' (economica, perche' no) di procedere con le loro sperimentazioni.
Faccio molta fatica a considerarli come gli unici depositari dello scibile valvolare.
Sicuramente, in quanto come gia' detto, precursori, hanno grossi meriti, ma ora come ora, nell'anno 2008, credo ci siano parecchi autocostruttori evoluti in grado di avvicinarsi (e superare pure) le prestazioni dei loro ampli.
x Mariovalvola:
il fatto che gli ampli di Kondo e Imai non siano unanimemente considerati il meglio vuol dire pochino: ci sono addirittura delle persone che preferiscono lo SS ai tubi....
Piuttosto, sono d'accordo che le logiche di mercato consentano al DIYer (illuminato?) di poter utilizzare pezzi di scarsa o dubbia reperibilita', garantendo una liberta' d'azione sconosciuta alle costruzioni commerciali (se le Ad1 fossero andate a 5$ la coppia, Imai avrebbe utlizzato le 6AS7?)
x dueeffe:
interessante disamina sul differente rendimento dei medesimi materiali a seconda del tipo di circuito.
Ora quello che a me preme sapere e che credo possa essere effettivamente utile per chiunque (proprio a livello didattico, oserei dire) e' se si possa EFFETTIVAMENTE stilare una specie di lista sulla compatibilita' sonica tra i componenti e i circuiti nei quali andranno inseriti.
Il fatto che questo possa essere solo frutto di prove empiriche non riesce a soddisfarmi. E neppure a convincermi, a dire il vero.
Sono terrorizzato dal concetto di "sinergia" perche' troppo spesso e' sinonimo di "compensazione": un progetto i cui componenti sono sistemati ad arte per compensarsi vicendevolmente le manchevolezze lo considero un progetto sbagliato e basta.
Piuttosto, la scelta consapevole a priori di componenti che remino tutti nella stessa direzione in un progetto organico (o ayurvedicamente parlando, "olistico") e' una possibilita' che mi affascina alquanto.
Siccome credo sia possibile fare (vuoi con l'esperienza, vuoi con le conoscenze tecniche) una discriminazione di partenza tra cio' che e' sicuramente bene e cio' che sicuramente e' male, mi piacerebbe che "chi sa" non tacesse e condividesse delle linee generali che non possono che far bene a questo tipo di attivita'.
Altra cosa che reputo discretamente interessante (magari supportata da prove sul campo) e' la quantificazione della reale differenza tra un componente normale e uno di pregio. Se uno si legge la recensione del TUU in versione SE fatta a suo tempo da Mario (confrontato nello stesso circuito con nientepopodimenoche un Tamura F7003 e un Tango #10429, mica cotica....) sembra che la differenza ci sia ma non sia cosi' esorbitante come il solo prezzo potrebbe far supporre: stanno davvero cosi' le cose??
Miii, quanto sono stato prolisso....
Ciao,
Enrico
P.S. x Lucignolo: credo che non sia necessario essere ne' ingegneri elettronici, ne' fisici, ne' tecnici dei materiali per costruire (e pure progettare) un ampli molto ben suonante....
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Le cose stanno così. Almeno per me.Altra cosa che reputo discretamente interessante (magari supportata da prove sul campo) e' la quantificazione della reale differenza tra un componente normale e uno di pregio. Se uno si legge la recensione del TUU in versione SE fatta a suo tempo da Mario (confrontato nello stesso circuito con nientepopodimenoche un Tamura F7003 e un Tango #10429, mica cotica....) sembra che la differenza ci sia ma non sia cosi' esorbitante come il solo prezzo potrebbe far supporre: stanno davvero cosi' le cose??
Tieni presente due aspetti :
- la prova era in monofonia. In stereo, qualcuno, la potrebbe sempre fare.
- il prezzo del TUU è la semplice sommatoria di alcuni costi (non tutti) sostenuti per la costruzione. Con Tango e Tamura non sappiamo il reale costo dei materiali e della realizzazione.
Mario Straneo
Mario
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LuCe
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Mi si perdoni se riporto il discorso terra terra. Forse è per tutti implicito, ma mi sembra che non sia stato detto quanto la tipologia del circuito stesso possa essere piu o meno sensibile alla qualità del componente. Banalmente nei libri di scuola è santificata la retrazione: con essa è sufficiente limitare la scelta dei componenti di qualità alla sola rete di retrazione. Ovviamente le cose non sono proprio così ma l'esempio rende l'idea di quando non sia corretto parlare di scelta di componenti senza avere tra le mani lo schema sul quale vanno a finire.
D'altra parte non si cada nella tentazione di dire che mettendoli buoni non si sbaglia mai perchè il componente ideale non esiste, alcuni offrano prestazioni migliori su certe caratteristiche e pessime in altre. La scelta non è mai facile ne banale. E qui viene sponataneo rispondere a Lucignolo che chiedeva se serve essere ingegneri....Il pezzo di carta non serve la conoscenza comunque tu la ottenga serve sempre .
Ciao
LuCe
D'altra parte non si cada nella tentazione di dire che mettendoli buoni non si sbaglia mai perchè il componente ideale non esiste, alcuni offrano prestazioni migliori su certe caratteristiche e pessime in altre. La scelta non è mai facile ne banale. E qui viene sponataneo rispondere a Lucignolo che chiedeva se serve essere ingegneri....Il pezzo di carta non serve la conoscenza comunque tu la ottenga serve sempre .
Ciao
LuCe
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Al mondo ci sono 10 categorie di persone: quelle che conoscono il binario e quelle no.
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semi OTNo, in quel contesto no: ma ho potuto farlo con Kondo (e Shindo e Sun Audio, per restare alla scuola giapponese)Luca, hai mai provato un Audio Tekne a casa tua in confronto alla tua catena basata sulla 10Y?
Originally posted by Luc1gnol0 - 22/05/2008 : 17:16:23
Ecco questo è interessante. Come andavano? L'argento di Kondo fa la differenza? E cambiare valvola su un Sun Audio?
E rispetto alla ciofeca autocostruita da un appassionato con molta minore conoscenza ed esperienza dei mostri sacri?
/semi OT
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Piergiorgio
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E' la dura legge dell'asintoto. O della progressione logaritmica. Ben nota anche nel campo delle potenze: per incrementare in maniera sufficientemnete percettibile il volume serve il doppio della potenza.Se uno si legge la recensione del TUU in versione SE fatta a suo tempo da Mario (confrontato nello stesso circuito con nientepopodimenoche un Tamura F7003 e un Tango #10429, mica cotica....) sembra che la differenza ci sia ma non sia cosi' esorbitante come il solo prezzo potrebbe far supporre: stanno davvero cosi' le cose??
Originally posted by mariovalvola - 23/05/2008 : 07:18:30
O in altri settori: passare da 14 secondi a 11 sui 100metri è facile, fare i 10 è durissima.
La resa vale la spesa? Questione di gusti, abitidini, carattere, ambiente, magari anche genetica...
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Piergiorgio
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Poiché non sono attrezzato a giocare a chi ce l'abbia lungo, o a chi se lo fosse eventualmente tagliato, rispondo "brevemente".
Studiare serve sempre: se fai altro, il tempo può mancare.
Se lo devi fare per motivi professionali, le cose vengono più semplici.
Io non ho visto nessuno proporre progetti e discussioni sullo stato solido meglio pensati di Mauro Penasa qui dentro, tanto meno dentisti, impiegati del catasto o braccianti agricoli.
Quanto alla realtà virtuale, a me piace lo spirito più volte definito "open source" di AFDT: per intenderci, se Roberto-mrjam mi desse un consiglio su un condensatore, o se Paolo Caviglia-drpaolo o Roberto-nullo mi dessero eventuali dritte su dei materiali smorzanti, personalmente sarei propenso a dare un certo qual peso a detti pareri.
Verso chiunque altro qui o altrove alluda, sottenda ma non spieghi pubblicamente con una filosofia assimilabile a quella a cui accennavo poc'anzi, faccia intravvedere soltanto, etc, sarei molto restio perfino ad un confronto su certi argomenti (forse questo intendeva ieri plo', e nel caso allora glielo confermo), figuriamoci alla sperimentazione in prima persona degli eventuali pareri da costoro espressi.
Se non altro perché di fregature ne ho già prese tante.
Infine, sulla "componentistica": a parte le domande iniziali di Enrico, che non ho visto precisate diversamente ed a cui rimane ferma la prima considerazione da me opposta, io francamente non ho capito moltissimo. Di che stiamo parlando? Del miglior - in base a cosa? - condensatore d'accoppiamento tra stadi SE a triodi in un circuito di amplificazione a due stadi? O di cos'altro?
Il confronto tra TUU e Tamura in permalloy è assolutamente fuorviante, soprattutto in un panorama dove tra il 95% ed il 99% degli autocostruttori fa i montaggi col multimetro e l'orecchio.
--- --- ---
Ciao, Luca
Studiare serve sempre: se fai altro, il tempo può mancare.
Se lo devi fare per motivi professionali, le cose vengono più semplici.
Io non ho visto nessuno proporre progetti e discussioni sullo stato solido meglio pensati di Mauro Penasa qui dentro, tanto meno dentisti, impiegati del catasto o braccianti agricoli.
Quanto alla realtà virtuale, a me piace lo spirito più volte definito "open source" di AFDT: per intenderci, se Roberto-mrjam mi desse un consiglio su un condensatore, o se Paolo Caviglia-drpaolo o Roberto-nullo mi dessero eventuali dritte su dei materiali smorzanti, personalmente sarei propenso a dare un certo qual peso a detti pareri.
Verso chiunque altro qui o altrove alluda, sottenda ma non spieghi pubblicamente con una filosofia assimilabile a quella a cui accennavo poc'anzi, faccia intravvedere soltanto, etc, sarei molto restio perfino ad un confronto su certi argomenti (forse questo intendeva ieri plo', e nel caso allora glielo confermo), figuriamoci alla sperimentazione in prima persona degli eventuali pareri da costoro espressi.
Se non altro perché di fregature ne ho già prese tante.
Infine, sulla "componentistica": a parte le domande iniziali di Enrico, che non ho visto precisate diversamente ed a cui rimane ferma la prima considerazione da me opposta, io francamente non ho capito moltissimo. Di che stiamo parlando? Del miglior - in base a cosa? - condensatore d'accoppiamento tra stadi SE a triodi in un circuito di amplificazione a due stadi? O di cos'altro?
Il confronto tra TUU e Tamura in permalloy è assolutamente fuorviante, soprattutto in un panorama dove tra il 95% ed il 99% degli autocostruttori fa i montaggi col multimetro e l'orecchio.
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Ciao, Luca
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Ciao, Luca
"Necessity is the plea for every infringement of human freedom. It is the argument of tyrants; it is the creed of slaves"
Ciao, Luca
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semi-OTsemi OT
Ecco questo è interessante. Come andavano? L'argento di Kondo fa la differenza? E cambiare valvola su un Sun Audio?
E rispetto alla ciofeca autocostruita da un appassionato con molta minore conoscenza ed esperienza dei mostri sacri?
/semi OT
Originally posted by plovati - 23/05/2008 : 10:46:18
Ho potuto ascoltare M7, Neiro, Kageki e Kassai (o Kessai), gli ultimi due nella stessa occasione. Ho avuto modo di provare anche uno dei primissimi M7 (un usato fine anni '70 proveniente dalla Svezia), con lo stadio phono a fet.
A Sun Audio non ho cambiato le valvole, invece, per cui sul punto tralascio.
L'argento di Kondo (e i condensatori speciali) fa(nno) la differenza?
A memoria vorrei dire di si, ma poiché Neiro e Kageki non li ho ascoltati assieme mi astengo, pur rimanendomi l'impressione di un suono più completo ed agile con l'argento al secondario.
Una cosa che posso dire è che con gli Altec grandi la godibilità complessiva dell'accoppiata con i finali Kondo era meno pronunciata che con gli AN-E, e questo per chiarire appena circa l'influenza dell'interfacciamento (il crossover in primis).
Peraltro soprattutto il grosso Kessai (PSE 300B) non aveva difficoltà di sorta a muovere aria, specie in basso, a qualsiasi cosa venisse attaccato (per non essere tacciato di andare in giro coi capelli spettinati, è stato l'unico finale valvolare che ha mi ha dato soddisfazione in gamma grave con le ESL-63).
Rispetto alle ciofeche autocostruite, parlo delle mie ciofeche perché tali sono, e relativamente bene le cognosco.
I Kondo e gli Shindo mi hanno sempre trasmesso una sensazione di maggiore equilibrio e godibilità d'insieme. Francamente con un Kageki o un Neiro ben interfacciati potrei convivere una vita intera senza sentire il bisogno di sperimentare altro (ma non perché non ci sia di meglio).
Sul pre M-7 ho qualche dubbio in più, specie preso da solo, od interfacciato con il Kessai.
Chiudo con Sun Audio: non mi ha convinto più di tanto. Al prezzo giapponese (specie di alcuni kit) sono dei begl'apparecchi (commerciali), costruiti con dei materiali buoni, con una resa sonora generalmente complessivamente definibile forse come "old style".
Al prezzo italiano personalmente non li prenderei mai in considerazione.
Altri apparecchi della casa mi hanno addirittura deluso: al finale SE con le VT-25 di Sun Audio (ferri d'uscita Tamura custom da 5k) ho preferito sempre, nettamente ed inequivocabilmente le mie ciofeche, e le mie sono ciofeche.
Tutto quanto sopra espresso sono impressioni e conseguenti opinioni puramente personali, e giammai valutazioni oggettive.
/semi-OT
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Ciao, Luca
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