Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Progetti, domande e idee sparse sull'autocostruzione delle elettroniche
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:

All'accensione il relè è aperto e quindi il resistore in serie al primario del TA limita la corrente assorbita in ingresso, e quindi anche quella assorbita dai filamenti, i picchi di corrente nei condensatori di filtro, ecc. Inoltre (grazie alla corrente assorbita dai filamenti) riduce la tensione in ingresso (e quindi ovunque anche sui secondari) anche quando i tubi ancora non conducono. Così sale tutto più gradualmente e tutti (TA, tubi, condensatori) sono più contenti... dopo di che il resistore viene corto-circuitato quando i tubi hanno già cominciato a condurre, e tutto prende a funzionare normalmente senza troppi strapazzi.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Aaaahhh, si riferisce al picco che spara dentro il diodo quando la tensione raddrizzata supera quella presente nel condensatore, che più è grosso il condensatore, minore è il tempo di conduzione e maggiore è il picco di corrente :shock:
sì. Non dipende solo dalla capacità, ma anche dalla ESR (resistenza serie "parassita") e dalla ESL (induttanza serie "parassita") del condensatore, che limitano i picchi di corrente. Da questo punto di vista, tipicamente i condensatori a film hanno ESR ed ESL sensibilmente più basse rispetto agli elettrolitici, per cui favoriscono picchi più intensi (e più brevi).
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Mi è venuto un dubbio. Nel garter circuit che ho fatto, ho usato come resistenze di griglia quelle che prima andavano a massa , le cosiddette grid leak resistors. Dovevo lasciarle quelle e aggiungerne altre due, o va bene così?
va bene così, la loro funzione non cambia.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Altra cosa, non c'è una resistenza in serie alla griglia, va aggiunta, che so, un K o giù di li o va bene anche senza?
quei resistori ("grid stopper"), se opportunamente dimensionati e montati correttamente (direttamente sullo zoccolo, ed a valle del collegamento delle grid leak, AKA "resistori di fuga", in italiano) possono avere diverse funzioni importanti:

1) in combinazione con la capacità equivalente di griglia formano un filtro RC (un passa-basso del primo ordine), utile a prevenire eventuali "inneschi" (auto-oscillazione) dei tubi ad alta frequenza;

2) per lo stesso motivo, filtrano i disturbi RF in ingresso che, a causa degli inevitabili effetti di rettificazione ed intermodulazione dovuti alle non-linearità del tubo, vanno ad "inquinare" il segnale audio;

3) last but not least, possono evitare o quanto meno mitigare i fenomeni di "blocking".

Cos'è il "blocking"? È una forma di distorsione tanto subdola quanto dannosa all'ascolto, che si verifica e permane per un certo tempo in seguito ad un clipping anche momentaneo.

Quando il tubo viene "sovra-pilotato" da un segnale troppo ampio in ingresso, la semionda positiva può eguagliare o anche superare la tensione di BIAS. In tali condizioni la griglia, che normalmente è polarizzata inversamente e conduce una corrente trascurabile (e quasi costante), si comporta come un diodo polarizzato direttamente. Perciò, da un momento all'altro, non appena il segnale porta la Vgk a valori >= 0, la griglia comincia a "tirare" una corrente significativa. In un istante dai uA si passa ai mA. Detto in altro modo, questo significa che quello che fino ad un istante prima era quasi un circuito aperto (una impedenza molto elevata) improvvisamente assume una impedenza molto bassa.

Questo ovviamente causa clipping... ma non solo: poiché tipicamente l'impedenza della griglia (con Vgk positiva) è notevolmente inferiore all'impedenza di uscita dello stadio pilota (ed altrettanto spesso anche la max corrente erogabile dallo stadio pilota è inferiore a quella che la griglia potrebbe "tirare" in quelle condizioni), il condensatore di accoppiamento si scarica, e lo fa molto più rapidamente di quanto lo stadio pilota non sia in grado di ricaricarlo.

Di conseguenza si viene a modificare la polarizzazione del tubo finale per un certo tempo anche DOPO che il segnale in ingresso è tornato ad assumere una ampiezza "normale".

Perciò, anche un singolo picco sporadico che causa un clipping momentaneo (che normalmente sarebbe del tutto inaudibile), causa anche un sensibile aumento della distorsione per un tempo più lungo... abbastanza lungo da produrre effetti percepibili all'ascolto.

Questo fenomeno è detto "blocking", ed è esacerbato dalla presenza di NFB.

Infatti, cosa fa l'NFB se il segnale di uscita è più basso di quello che dovrebbe essere? Aumenta l'ampiezza del segnale (effettivo) in ingresso... e quindi, se l'ampli è già in clipping o quasi, lo spinge ancora più a fondo.

Cosa può fare la grid stopper per limitare i danni? Ovviamente non può evitare il clipping ma, se il suo valore è sufficientemente alto, limita la corrente di griglia, e quindi la scarica del condensatore, e quindi anche il tempo che l'ampli impiega per tornare al funzionamento normale dopo un clipping.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Oggi ho ordinato due radrizzatrici nuove. Poi dopo aver provato decido se lasciare i diodi in serie o eliminarli.
toglili, non ha nessun senso lasciarli. Fanno solo danno...
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57 Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:
Si, ne ho fatta una sul mio classe A a mosfer, per caricare 250 mF di capacità. 100mS con 5 NTC in serie da 10 Ohm.
Qui potre fare 4-5 secondi con 33 o 66 Ohm.
Questo però non mi risolve il problema della tensione che schizza alle stelle, finchè non cominciano ad condurre gli anodi.
UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57 quei resistori ("grid stopper"), se opportunamente dimensionati e montati correttamente (direttamente sullo zoccolo, ed a valle del collegamento delle grid leak, AKA "resistori di fuga", in italiano) possono avere diverse funzioni importanti:
1) in combinazione con la capacità equivalente di griglia formano un filtro RC (un passa-basso del primo ordine), utile a prevenire eventuali "inneschi" (auto-oscillazione) dei tubi ad alta frequenza;
Per capacità equivalente intendi la somma di quelle evidenziate nel grafico?
Se sono quelle, con 10K avrei un Passabasso a circa 1 MHz.
Sbaglio?
Michele
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 05 mag 2026, 12:52 Questo però non mi risolve il problema della tensione che schizza alle stelle, finchè non cominciano ad condurre gli anodi.
e invece sì, perché c'è la corrente assorbita dai filamenti! Che non solo non ha ritardi, ma è massima con quando i filamenti (e quindi i catodi) sono freddi (cioè quando i tubi non conducono...) e cala man mano che si scaldano (ed i tubi cominciano a condurre).

Ma con poche decine di Ohm ad occhio e croce ci fai la birra, a naso penso che ce ne vogliano molti di più. Con la sola corrente nominale dei filamenti (riportata al primario) su quel resistore deve cadere abbastanza tensione da ridurre l'AC delle anodiche di circa un 100io di Volt abbondanti.

Per cui: leggi sui data-sheet dei tubi quanto vale la corrente di filamento nominale alla tensione nominale. Calcola a quanto equivalgono quelle correnti riportate al primario (dividi per i rapporti di trasformazione). Poi calcola il rapporto di trasformazione dei semi-secondari dell'anodica, e in base a quello calcola di quanto devi ridurre la tensione al primario per ridurre la tensione anodica al valore desiderato (non più di 400V di picco, ossia circa 280 Vrms), dividi per la corrente, ed hai una stima approssimativa (molto a spanne) del valore del resistore che devi mettere in serie... (non dimenticare di calcolare anche la potenza dissipata per dimensionarlo adeguatamente. Probabile che dovrà essere un bel bestione da almeno una 15ina di Watt, se non più...).
pro61 ha scritto: 05 mag 2026, 12:52 Per capacità equivalente intendi la somma di quelle evidenziate nel grafico?
Se sono quelle, con 10K avrei un Passabasso a circa 1 MHz.
sì, sono quelle. Devi tener conto dell'effetto Miller (in pratica, devi moltiplicare la capacità per il guadagno in tensione dello stadio), ma restano comunque valori molto bassi, e quindi frequenze di taglio molto al di sopra della banda audio anche con resistori di valore relativamente elevato.

(BTW, curiose coincidenze: nel mio ampli simile al tuo ci misi proprio 10K. :lol: ).
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:

All'accensione il relè è aperto e quindi il resistore in serie al primario del TA limita la corrente assorbita in ingresso, e quindi anche quella assorbita dai filamenti, i picchi di corrente nei condensatori di filtro, ecc. Inoltre (grazie alla corrente assorbita dai filamenti) riduce la tensione in ingresso (e quindi ovunque anche sui secondari) anche quando i tubi ancora non conducono. Così sale tutto più gradualmente e tutti (TA, tubi, condensatori) sono più contenti... dopo di che il resistore viene corto-circuitato quando i tubi hanno già cominciato a condurre, e tutto prende a funzionare normalmente senza troppi strapazzi.
Ieri sera ho montato la schedina modificata con quello che avevo in casa. Resistore 47 Ohm 10W e tempo 5 secondi. La tensione anodica scende di circa 25V.
Con 300 mA sul primario e una resistenza da 210 Ohm abbasserei 63 Volt sul primario, dissipando circa 20W. Il tempo andrebbe allungato di ancora 2-3 secondi.
A funzionare funziona.
Quello che proprio non mi piace, è il fatto che se per caso si dovesse rompere qualcosa nel circuitino che mantiene il relè chiuso, e questo si dovesse aprire, mi ritroverei con 850mA sulla resistenza da 210 che dovrebbe dissipare oltre 60W. Quindi per non mandare a fuoco il tutto prima che me ne accorga, dovrei mettere una resistenza corazzata da almeno 150W per stare sul tranquillo.
Col sistema che avevo fatto io, è vero che non avevo un soft start, ma perlomano, se si rompeva, semplicemente scollegava il primario da massa e si spegneva l'ampli.
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 06 mag 2026, 12:37 Quello che proprio non mi piace, è il fatto che se per caso si dovesse rompere qualcosa nel circuitino che mantiene il relè chiuso, e questo si dovesse aprire, mi ritroverei con 850mA
850mA no... con la resistenza inserita e quindi la tensione più bassa, anche la corrente assorbita sarebbe minore. Poi magari per stare tranquillo puoi banalmente aggiungere una protezione termica sul resistore, come ad es. un interruttore termostatico a contatto (PTO) che corto-circuita il resistore se la sua temperatura supera una soglia ragionevole.

https://www.amazon.it/interruttore-term ... re+termico

https://it.rs-online.com/web/c/interrut ... mostatici/
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 03 mag 2026, 21:42
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Poi se ho capito bene il grafico sotto, con 150 mA di assorbimento, questa valvola non dovrebbe perdere più di una quindicina di volt, anche se non ho capito se bisogna raddoppiarla, perchè il grafico dice "per plate".
"per plate" si intende la corrente. Ovviamente, nel tuo caso (con il tubo impiegato come raddrizzatore a doppia semionda), entrambe le placche forniscono la stessa corrente, alternativamente per ciascuna semionda. Ma, attenzione... la corrente non è quella continua (media) assorbita dai tubi, ma la corrente pulsata assorbita dai condensatori di livellamento (oltre che da carico), che ovviamente ha picchi molto più alti della corrente DC assorbita dal carico (quindi la caduta di tensione è sensibilmente maggiore di quella corrispondente alla corrente DC assorbita dal carico).
Stasera ho tolto i diodi e ho montato le nuove GZ34.
Praticamente non è cambiato quasi niente, nel senso che rispetto ai diodi, ho perso si e no 10V, quindi mi sa che quello schema che avevo postato è giusto.
Ricapitolando, ho 420V AC, 437VDC alla raddrizzatrice, 370VDC all'ingresso dei condensatori di filtro dopo 470 Ohm di resistenze che si mangiano circa 67V che su 470 Ohm fanno circa 142 mA a canale. Anodo a 357VDC, G2 a 293VDC, G1 a 34VDC e 62mA di polarizzazione, che per 357 V di anodica fanno 22W a valvola.
La schedina con i 6 secondi di ritardo, a questo punto serve solo a non stressare i filamenti, dato che la rettificatrice comincia ad condurre solo dopo ancora 2-3 secondi, quindi condensatori e anodo sono poco stressati.
L'unica cosa che mi rode, a questo punto, sono quei 470 Ohm di resistenze che contavo di togliere usando le rettificatrici; dissipano 10W, e nonostante siano complessivamente 40W, non ci si può tenere un dito sopra, quindi sono fra i 50 e i 60 °C, naturalmente, moltiplicato per due.
Ha, dimenticavo. Con l'aggiunta del carico dei filamenti della rettificatrice, il fusibile da 2A ritardato si è bruciato. Proverò con uno da 3A.
Avatar utente
plovati
sostenitore
Messaggi: 8110
Iscritto il: 05 ott 2005, 20:19
Località: Italy
Has thanked: 4 times
Been thanked: 63 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da plovati »

Non ho fatto i conti, li lascio a te, ma se invece tieni alta l'anodica delle 5881 ( e solo quella, le altre è facile regolarle con resistenze che dissipano molto meno) diciamo fino a 430V, alzi la resistenza di catodo per far passare meno corrente e stare nei limiti di 20-22W di dissipazione?
_________
Piergiorgio
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

plovati ha scritto: 08 mag 2026, 07:04 Non ho fatto i conti, li lascio a te, ma se invece tieni alta l'anodica delle 5881 ( e solo quella, le altre è facile regolarle con resistenze che dissipano molto meno) diciamo fino a 430V, alzi la resistenza di catodo per far passare meno corrente e stare nei limiti di 20-22W di dissipazione?
Credo che mi sposto troppo a Dx sulla curva della valvola. A 360 sembra abbastanza buona.
Michele
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

Alla fine ho seguito il consiglio di Piergiorgio.
410V sugli anodi, 750Ohm sui catodi divise a metà dal garter, ho messo le resistenze grid stopper 6k8 ed ho aggiunto una ulteriore RC.
Le valvole dissipano circa 22W cadauna.
Funziona bene, ed è abbastanza silenzioso, tranne un difetto che chiedo a voi da cosa possa dipendere: un canale suona leggermente più alto dell'altro.
Ho misurato col tester in alternata con un segnale sinusoidale di 1 KHz. Su un canale escono 740 mV, sull'altro 770.
Ho misurato le tensioni su tutte le valvole, che riporto sullo schema aggiornato (a proposito, come vi sembrano) e sono praticamente identiche sui due canali.
Ho provato anche a sostituire le 2 12AX7 con due che avevo in casa. Stessa cosa.
L'unica cosa che mi lascia perplesso, è che misurando l'ingresso del FB prima della resistenza di 1K, su un canale ho 0V, sull'altro la tensione balla fra i 50 e i 200 mV. E' normale?
Michele
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 15 mag 2026, 20:43 Funziona bene, ed è abbastanza silenzioso, tranne un difetto che chiedo a voi da cosa possa dipendere: un canale suona leggermente più alto dell'altro.
Ho misurato col tester in alternata con un segnale sinusoidale di 1 KHz. Su un canale escono 740 mV, sull'altro 770.
In un ampli retroazionato, se tutto funziona come dovrebbe, il guadagno lo fissa la rete di NFB. Cioè, nella fattispecie, il guadagno dovrebbe essere pari all'inverso del rapporto di partizione fissato dal partitore costituito dalla R da 1K che viene dal secondario del TU e quella da 47 Ohm verso massa. Ovvero circa 22 (1Vpp in ingresso = 22Vpp in uscita, se l'ampli non clippa prima... conviene misurare con 100mV in ingresso, che dovrebbero corrispondere a 2.2V in uscita. Ovviamente sul carico previsto. Non fare MAI lavorare un ampli a tubi a vuoto, senza carico. Specie se è retroazionato).

Quindi, salvo problemi più gravi, la differenza di guadagno potrebbe essere causata dalle tolleranze di quei 2 (x2) resistori. Sono quelli che devi verificare, e nel caso sostituire. Per le rete di NFB vanno sempre impiegati componenti di precisione, con tolleranze non superiori al 1%.
pro61 ha scritto: 15 mag 2026, 20:43 L'unica cosa che mi lascia perplesso, è che misurando l'ingresso del FB prima della resistenza di 1K, su un canale ho 0V, sull'altro la tensione balla fra i 50 e i 200 mV. E' normale?
Cosa intendi esattamente per "l'ingresso del FB prima della resistenza di 1K"? Il punto di giunzione tra la R da 1K che va al secondario del TU e quella da 47 Ohm che va a massa della rete di NFB ed il resistore (da 1K, in parallelo col C da 47u) della rete di polarizzazione catodica della ECC83?

Se intendi quello, NO, non è affatto normale. :tmi:

In quel punto, poche decine di mV (la caduta di tensione prodotta dalla frazione della corrente catodica della ECC83 che scorre nella R da 47 Ohm) ci dovrebbero essere. MA la tensione dovrebbe essere circa uguale su entrambi i canali, ed in assenza di segnale dovrebbe essere assolutamente stabile.

Il fatto che la lettura "balli" mi fa temere che l'ampli stia oscillando.

Altri possibili sospetti potrebbero essere il condensatore da 47u in perdita, o uno dei resistori lì sotto che è guasto (anche se all'apparenza sembra sano). O ancora (speriamo di no... :worried: ) che ad avere l'isolamento in perdita sia il TU.

Anche uno qualsiasi di questi problemi potrebbe spiegare la differenza di guadagno tra i canali.
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 15 mag 2026, 22:08 Altri possibili sospetti potrebbero essere il condensatore da 47u in perdita, o uno dei resistori lì sotto che è guasto (anche se all'apparenza sembra sano). O ancora (speriamo di no... :worried: ) che ad avere l'isolamento in perdita sia il TU.
Oggi ho fatto un po di prove. Ho cambiato i due cap con dei 220u NP che avevo in casa, ho provato a togliere le grid stopper, che era l'ultima modifica fatta prima che nascesse questo problema, ma non è cambiato niente.
Alla fine ho provato a staccare il cavo della controreazione, e tutto si è normalizzato. Riattaccandolo ricomoncia a ballare, e lo vedo anche sui bias dei catodi, dove durante tutte le modifiche del gater era bello fermo, adesso oscilla di 4-5V in continuazione.
Opinioni?
Michele.
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 16 mag 2026, 14:47 Alla fine ho provato a staccare il cavo della controreazione, e tutto si è normalizzato. Riattaccandolo ricomoncia a ballare, e lo vedo anche sui bias dei catodi, dove durante tutte le modifiche del gater era bello fermo, adesso oscilla di 4-5V in continuazione.
Opinioni?
Certezze, purtroppo... con il NFB collegato, è instabile. Va in auto-oscillazione.

Il problema è capire perché. Assumendo che in origine fosse stabile, cos'è che ha causato una sensibile riduzione del margine di stabilità? :?

Dubito cambi qualcosa ma, just in case, prova a scollegare il condensatore tra i catodi delle finali.
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 16 mag 2026, 15:44 Dubito cambi qualcosa ma, just in case, prova a scollegare il condensatore tra i catodi delle finali.
Purtroppo cambia niente.
L'altro canale invece è stabile.
Michele
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 16 mag 2026, 16:47 L'altro canale invece è stabile.
bisognerebbe capire se è vero. E quant'è il margine di stabilità. Avresti veramente bisogno almeno di un oscilloscopio.

Comunque, assumendo che effettivamente l'altro canale sia stabile, c'è da capire qual è la differenza tra i due. Una possibile (ma non molto probabile) causa è una sensibile differenza di guadagno ad anello aperto (con la NFB scollegata). Potresti provare a scollegare il NFB su entrambi i canali e misurarne il guadagno, per verificare se ci sono differenze significative.

Visto che ci sei, con l'NFB scollegato ri-misura anche le tensioni sui resistori da 47 Ohm... sono stabili e (circa) uguali su entrambi i canali?

Altra possibilità è un problema di layout. Qualche collegamento che in un canale è più lungo che nell'altro e/o che passa troppo vicino (e troppo parallelo) a qualcos'altro, causando un accoppiamento parassita che causa l'oscillazione.

Occhio anche ai collegamenti di massa, specie visto come sono fatti. Un contatto imperfetto col telaio può facilmente essere la causa del problema.
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

Stamattina dopo ancora qualche prova a spostar cavi senza risultati, attacco l'oscilloscopio e mi accorgo che il canale buono non va. Alchè per essere sicuro, stacco le resistenze da 8 ohm che attacco ai terminali, e collego una coppia di altoparlanti car da 4 ohm. Il canale buono non suona. Misuro le tensioni e vedo che la tensione della pre è più alta del dovuto, segno che la valvola non sta assorbendo corrente. Per fortuna avevo messo sotto due cinesi che avevo in casa, molto usate, Rimetto le EH sue e il canale ricomincia a funzionare. Ma la sorpresa grossa è stata che con gli altoparlanti il canale che oscillava, ha smesso di farlo ed è tornato tutto normale. Ho fatto un pò du misure su entrambe i canali, che risultano praticamente uguali. Il guadagno è circa 14 volte che dovrebbero essere quasi 23 dB. 100 mV in ingresso e 1.4 volt in uscita.
Per controprova, alla fine ho reinserito le resistenze, e il canale ha iniziato di nuovo ad oscillare. Come si potrebbe spiegare sta faccenda, considerando che tutta la messa a punto del garter l'ho fatta con le resistenze?
L'ho tenuto a suonare 4-5 ore senza inconvenienti.
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 17 mag 2026, 21:05 Misuro le tensioni e vedo che la tensione della pre è più alta del dovuto, segno che la valvola non sta assorbendo corrente.
ecco spiegati gli 0V sotto al catodo di quel canale...
pro61 ha scritto: 17 mag 2026, 21:05 Ma la sorpresa grossa è stata che con gli altoparlanti il canale che oscillava, ha smesso di farlo ed è tornato tutto normale.
alquanto curioso, è più facile che accada il contrario (l'ampli sembra stabile su carico resistivo, ma oscilla quando lo colleghi ad un carico reattivo). Probabilmente dipende dal fatto che il carico fittizio era da 8 Ohm, mentre gli AP da 4 Ohm nominali... la minore impedenza riflessa (minore carico anodico delle finali) probabilmente ha ridotto il guadagno dello stadio, e quindi il guadagno ad anello aperto dell'ampli.

pro61 ha scritto: 17 mag 2026, 21:05 Ho fatto un pò du misure su entrambe i canali, che risultano praticamente uguali. Il guadagno è circa 14 volte che dovrebbero essere quasi 23 dB. 100 mV in ingresso e 1.4 volt in uscita.
stavo per dire “impossibile”... poi mi sono ricordato che il NFB è connesso all'altro secondario del TU. Dato che (se non ho visto male) i secondari sono solo due, verosimilmente quello era previsto per l'uscita per carichi da 8 Ohm, mentre l'unico (chissà poi perché) collegato ai morsetti di uscita è quello per carichi da 4 Ohm. Fossi in te, toglierei i ponticelli e ripristinerei la doppia uscita ricollegando anche gli altri secondari.
pro61 ha scritto: 17 mag 2026, 21:05 Come si potrebbe spiegare sta faccenda, considerando che tutta la messa a punto del garter l'ho fatta con le resistenze?
forse non ti eri accorto che stava oscillando? Oppure, è dovuto al fatto che hai cambiato il punto di lavoro, e con quello è cambiato anche il guadagno dello stadio finale.

Comunque sia, il punto è che l'ampli nella configurazione attuale non ha un margine di stabilità sufficiente. Basta un nulla, e si mette ad oscillare.

Non, ripeto, NON collegarlo ai diffusori! Rischi di friggerli! :!:

Per poterlo usare senza rischiare di far danni, devi prima renderlo stabile.

Ci sono vari modi per farlo. Una possibilità è di introdurre delle opportune reti di compensazione. Ma è tutt'altro che banale. La soluzione più semplice e sicura, che ti consiglio, è invece quella di ridurre il tasso di NFB.

Come? Si può fare in due modi:

1) riducendo il guadagno ad anello aperto. Ad es., sostituendo le ECC83 con delle ECC82, ovviamente adeguando i valori dei relativi resistori di carico e polarizzazione.

2) aumentando il guadagno ad anello chiuso, cioè agendo direttamente sulla rete di NFB. Ad es. sostituendo le R da 1K che dal TU riportano il segnale di uscita ai catodi dei tubi di ingresso con altre di valore più alto (ad es., 2.2K), oppure riducendo il valore delle R da 47 Ohm verso massa.

Una prova che puoi fare al volo senza cambiare nulla, ma banalmente spostando due fili è collegare il NFB all'altro secondario (quello attualmente connesso all'uscita). In quelle condizioni dovresti misurare un guadagno di circa 22, e l'ampli dovrebbe essere ragionevolmente stabile.
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
plovati
sostenitore
Messaggi: 8110
Iscritto il: 05 ott 2005, 20:19
Località: Italy
Has thanked: 4 times
Been thanked: 63 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da plovati »

la cosa più facile è che hai sbagliato a prendere la fase della retroazione. Sei sicuro che sia sulla parte giusta del secondario? Il segnale riportato indietro è in fase con quello sul catodo ?
_________
Piergiorgio
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

plovati ha scritto: 18 mag 2026, 06:50 la cosa più facile è che hai sbagliato a prendere la fase della retroazione. Sei sicuro che sia sulla parte giusta del secondario? Il segnale riportato indietro è in fase con quello sul catodo ?
Non saprei, io non ho toccato niente, rispetto a com'era, intendo sui TU. Delle modifiche nel tempo secondo me, sono state fatte, perché il fili giallo del canale Sx, è stato prolungato per attivare al pre, mentre lo spezzone originale arriva giusto giusto ai morsetti di uscita.
Metà settimana che arrivo a casa faccio qualche prova suggerita. Adesso sono a Jesi per lavoro.
Anche la resistenza di FB è stata cambiata, perché tutte le altre sono a impasto di carbone, mentre quella di FB è a strato metallico.
Michele
Avatar utente
UnixMan
sostenitore
Messaggi: 12410
Iscritto il: 27 ott 2005, 22:34
Località: L'Aquila (Italy)
Has thanked: 155 times
Been thanked: 76 times
Contatta:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

plovati ha scritto: 18 mag 2026, 06:50 la cosa più facile è che hai sbagliato a prendere la fase della retroazione. Sei sicuro che sia sulla parte giusta del secondario? Il segnale riportato indietro è in fase con quello sul catodo ?
A parte che è com'era prima, il guadagno è quello atteso. Altrimenti sarebbe enormemente più alto, sia senza NFB che - ancor più - con PFB. Ed oscillerebbe da matti sempre e comunque...
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente
pro61
starting member
Messaggi: 110
Iscritto il: 09 nov 2011, 18:57
Has thanked: 3 times

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

Stasera ho misurato la resistenza in continua dei due avvolgimanti verso massa. Quello che va al FB è 1.1 Ohm, quello che va ai morsetti 0.9.
Il tester è abbastanza preciso. Una resistenza da 0.47 mi da 0.5, una da 0.56 mi da 0.6, quindi l'errore credo sia al meglio di 0.05 Ohm.
Quindi l'uscita a 4 Ohm (o giu di li) va alle casse, e quella da 8 al FB, anche se teoricamente dovrebbe essere un pò più alta.
Poi, come suggerito da Paolo, ho collegato sia l'uscita da 4 che quella da 8, ed ho preso il FB da quella da 4 con due bei cavi schermati in teflon, con garza attaccata a massa lato terminali. In tutte e quattro le combinazioni altoparlanti e resistenze, adesso risulta stabile.
Domani faccio le prove di guadagno.
Michele.
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Rispondi
  • Argomenti simili
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio