Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:

All'accensione il relè è aperto e quindi il resistore in serie al primario del TA limita la corrente assorbita in ingresso, e quindi anche quella assorbita dai filamenti, i picchi di corrente nei condensatori di filtro, ecc. Inoltre (grazie alla corrente assorbita dai filamenti) riduce la tensione in ingresso (e quindi ovunque anche sui secondari) anche quando i tubi ancora non conducono. Così sale tutto più gradualmente e tutti (TA, tubi, condensatori) sono più contenti... dopo di che il resistore viene corto-circuitato quando i tubi hanno già cominciato a condurre, e tutto prende a funzionare normalmente senza troppi strapazzi.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Aaaahhh, si riferisce al picco che spara dentro il diodo quando la tensione raddrizzata supera quella presente nel condensatore, che più è grosso il condensatore, minore è il tempo di conduzione e maggiore è il picco di corrente :shock:
sì. Non dipende solo dalla capacità, ma anche dalla ESR (resistenza serie "parassita") e dalla ESL (induttanza serie "parassita") del condensatore, che limitano i picchi di corrente. Da questo punto di vista, tipicamente i condensatori a film hanno ESR ed ESL sensibilmente più basse rispetto agli elettrolitici, per cui favoriscono picchi più intensi (e più brevi).
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Mi è venuto un dubbio. Nel garter circuit che ho fatto, ho usato come resistenze di griglia quelle che prima andavano a massa , le cosiddette grid leak resistors. Dovevo lasciarle quelle e aggiungerne altre due, o va bene così?
va bene così, la loro funzione non cambia.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Altra cosa, non c'è una resistenza in serie alla griglia, va aggiunta, che so, un K o giù di li o va bene anche senza?
quei resistori ("grid stopper"), se opportunamente dimensionati e montati correttamente (direttamente sullo zoccolo, ed a valle del collegamento delle grid leak, AKA "resistori di fuga", in italiano) possono avere diverse funzioni importanti:

1) in combinazione con la capacità equivalente di griglia formano un filtro RC (un passa-basso del primo ordine), utile a prevenire eventuali "inneschi" (auto-oscillazione) dei tubi ad alta frequenza;

2) per lo stesso motivo, filtrano i disturbi RF in ingresso che, a causa degli inevitabili effetti di rettificazione ed intermodulazione dovuti alle non-linearità del tubo, vanno ad "inquinare" il segnale audio;

3) last but not least, possono evitare o quanto meno mitigare i fenomeni di "blocking".

Cos'è il "blocking"? È una forma di distorsione tanto subdola quanto dannosa all'ascolto, che si verifica e permane per un certo tempo in seguito ad un clipping anche momentaneo.

Quando il tubo viene "sovra-pilotato" da un segnale troppo ampio in ingresso, la semionda positiva può eguagliare o anche superare la tensione di BIAS. In tali condizioni la griglia, che normalmente è polarizzata inversamente e conduce una corrente trascurabile (e quasi costante), si comporta come un diodo polarizzato direttamente. Perciò, da un momento all'altro, non appena il segnale porta la Vgk a valori >= 0, la griglia comincia a "tirare" una corrente significativa. In un istante dai uA si passa ai mA. Detto in altro modo, questo significa che quello che fino ad un istante prima era quasi un circuito aperto (una impedenza molto elevata) improvvisamente assume una impedenza molto bassa.

Questo ovviamente causa clipping... ma non solo: poiché tipicamente l'impedenza della griglia (con Vgk positiva) è notevolmente inferiore all'impedenza di uscita dello stadio pilota (ed altrettanto spesso anche la max corrente erogabile dallo stadio pilota è inferiore a quella che la griglia potrebbe "tirare" in quelle condizioni), il condensatore di accoppiamento si scarica, e lo fa molto più rapidamente di quanto lo stadio pilota non sia in grado di ricaricarlo.

Di conseguenza si viene a modificare la polarizzazione del tubo finale per un certo tempo anche DOPO che il segnale in ingresso è tornato ad assumere una ampiezza "normale".

Perciò, anche un singolo picco sporadico che causa un clipping momentaneo (che normalmente sarebbe del tutto inaudibile), causa anche un sensibile aumento della distorsione per un tempo più lungo... abbastanza lungo da produrre effetti percepibili all'ascolto.

Questo fenomeno è detto "blocking", ed è esacerbato dalla presenza di NFB.

Infatti, cosa fa l'NFB se il segnale di uscita è più basso di quello che dovrebbe essere? Aumenta l'ampiezza del segnale (effettivo) in ingresso... e quindi, se l'ampli è già in clipping o quasi, lo spinge ancora più a fondo.

Cosa può fare la grid stopper per limitare i danni? Ovviamente non può evitare il clipping ma, se il suo valore è sufficientemente alto, limita la corrente di griglia, e quindi la scarica del condensatore, e quindi anche il tempo che l'ampli impiega per tornare al funzionamento normale dopo un clipping.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Oggi ho ordinato due radrizzatrici nuove. Poi dopo aver provato decido se lasciare i diodi in serie o eliminarli.
toglili, non ha nessun senso lasciarli. Fanno solo danno...
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57 Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:
Si, ne ho fatta una sul mio classe A a mosfer, per caricare 250 mF di capacità. 100mS con 5 NTC in serie da 10 Ohm.
Qui potre fare 4-5 secondi con 33 o 66 Ohm.
Questo però non mi risolve il problema della tensione che schizza alle stelle, finchè non cominciano ad condurre gli anodi.
UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57 quei resistori ("grid stopper"), se opportunamente dimensionati e montati correttamente (direttamente sullo zoccolo, ed a valle del collegamento delle grid leak, AKA "resistori di fuga", in italiano) possono avere diverse funzioni importanti:
1) in combinazione con la capacità equivalente di griglia formano un filtro RC (un passa-basso del primo ordine), utile a prevenire eventuali "inneschi" (auto-oscillazione) dei tubi ad alta frequenza;
Per capacità equivalente intendi la somma di quelle evidenziate nel grafico?
Se sono quelle, con 10K avrei un Passabasso a circa 1 MHz.
Sbaglio?
Michele
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 05 mag 2026, 12:52 Questo però non mi risolve il problema della tensione che schizza alle stelle, finchè non cominciano ad condurre gli anodi.
e invece sì, perché c'è la corrente assorbita dai filamenti! Che non solo non ha ritardi, ma è massima con quando i filamenti (e quindi i catodi) sono freddi (cioè quando i tubi non conducono...) e cala man mano che si scaldano (ed i tubi cominciano a condurre).

Ma con poche decine di Ohm ad occhio e croce ci fai la birra, a naso penso che ce ne vogliano molti di più. Con la sola corrente nominale dei filamenti (riportata al primario) su quel resistore deve cadere abbastanza tensione da ridurre l'AC delle anodiche di circa un 100io di Volt abbondanti.

Per cui: leggi sui data-sheet dei tubi quanto vale la corrente di filamento nominale alla tensione nominale. Calcola a quanto equivalgono quelle correnti riportate al primario (dividi per i rapporti di trasformazione). Poi calcola il rapporto di trasformazione dei semi-secondari dell'anodica, e in base a quello calcola di quanto devi ridurre la tensione al primario per ridurre la tensione anodica al valore desiderato (non più di 400V di picco, ossia circa 280 Vrms), dividi per la corrente, ed hai una stima approssimativa (molto a spanne) del valore del resistore che devi mettere in serie... (non dimenticare di calcolare anche la potenza dissipata per dimensionarlo adeguatamente. Probabile che dovrà essere un bel bestione da almeno una 15ina di Watt, se non più...).
pro61 ha scritto: 05 mag 2026, 12:52 Per capacità equivalente intendi la somma di quelle evidenziate nel grafico?
Se sono quelle, con 10K avrei un Passabasso a circa 1 MHz.
sì, sono quelle. Devi tener conto dell'effetto Miller (in pratica, devi moltiplicare la capacità per il guadagno in tensione dello stadio), ma restano comunque valori molto bassi, e quindi frequenze di taglio molto al di sopra della banda audio anche con resistori di valore relativamente elevato.

(BTW, curiose coincidenze: nel mio ampli simile al tuo ci misi proprio 10K. :lol: ).
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:

All'accensione il relè è aperto e quindi il resistore in serie al primario del TA limita la corrente assorbita in ingresso, e quindi anche quella assorbita dai filamenti, i picchi di corrente nei condensatori di filtro, ecc. Inoltre (grazie alla corrente assorbita dai filamenti) riduce la tensione in ingresso (e quindi ovunque anche sui secondari) anche quando i tubi ancora non conducono. Così sale tutto più gradualmente e tutti (TA, tubi, condensatori) sono più contenti... dopo di che il resistore viene corto-circuitato quando i tubi hanno già cominciato a condurre, e tutto prende a funzionare normalmente senza troppi strapazzi.
Ieri sera ho montato la schedina modificata con quello che avevo in casa. Resistore 47 Ohm 10W e tempo 5 secondi. La tensione anodica scende di circa 25V.
Con 300 mA sul primario e una resistenza da 210 Ohm abbasserei 63 Volt sul primario, dissipando circa 20W. Il tempo andrebbe allungato di ancora 2-3 secondi.
A funzionare funziona.
Quello che proprio non mi piace, è il fatto che se per caso si dovesse rompere qualcosa nel circuitino che mantiene il relè chiuso, e questo si dovesse aprire, mi ritroverei con 850mA sulla resistenza da 210 che dovrebbe dissipare oltre 60W. Quindi per non mandare a fuoco il tutto prima che me ne accorga, dovrei mettere una resistenza corazzata da almeno 150W per stare sul tranquillo.
Col sistema che avevo fatto io, è vero che non avevo un soft start, ma perlomano, se si rompeva, semplicemente scollegava il primario da massa e si spegneva l'ampli.
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pro61 ha scritto: 06 mag 2026, 12:37 Quello che proprio non mi piace, è il fatto che se per caso si dovesse rompere qualcosa nel circuitino che mantiene il relè chiuso, e questo si dovesse aprire, mi ritroverei con 850mA
850mA no... con la resistenza inserita e quindi la tensione più bassa, anche la corrente assorbita sarebbe minore. Poi magari per stare tranquillo puoi banalmente aggiungere una protezione termica sul resistore, come ad es. un interruttore termostatico a contatto (PTO) che corto-circuita il resistore se la sua temperatura supera una soglia ragionevole.

https://www.amazon.it/interruttore-term ... re+termico

https://it.rs-online.com/web/c/interrut ... mostatici/
Ciao, Paolo.

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