Fuori Orario..

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riccardo
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Messaggio da riccardo »

mi è capitato per le mani un disco della Bandabardò.
Forse ero rimasto l'unico a non conoscerla.
Ottima musica, ottimi musicisti, testi niente affatto banali.
Il disco è credo una sorta di raccolta, e si chiama Fuori Orario.
bello.

però un titolo così mi fa venire in mente un sacco di cose:
Ultimamente ho letto un paio di libri.
Uno è di uno scrittore "importante" di origine italiana. Il nostro Ammanniti lo considera la sua musa ispiratrice, per quel che ne so.
John Fante, il libro è il suo primo romanzo.
"Aspetta primavera, Bandini".
Non sto a raccontare la storia, leggetevelo, ma forse l'avete già letto.
Ne vale davvero la pena.

Il secondo è "Lo Spazio Bianco" di Valeria Parrella. Questa storia, molto intensa, è una stprioa femminile, intimamente e intensamente femminile.
Riguarda un parto prematuro. Tuttavia è indubbio che l'esistenza di ognuno ha una matrice femminile, e quindi questo discorso, come quello di Fante, è per certi versi universale, assoluto.

Il perchè dico questo è mi ha colpito un nesso che lega i due libri.
Prima di tutto, Fante descrive con viscerale esattezza il rapporto estremamente complesso e conflittuale fra povertà e ricchezza. Come sia inteso il senso di dominazione e vittoria e come si configuri a seconda del soggetto che vive la situazione, e come viene "risolto" il rapporto nelle teste e nei modi dei protagonisti. Mi riferisco alla scappatella di Bandini con l'ereditiera.
La Parrella è in grado di narrare, o osservare, rapporti umani, fra immigrati e italiani, e fra persone, in termini positivi, di lotta per l'apprendimento e l'integrazione. Parla di una povertà che non ha nulla di "fastidioso" di "sociale"..e che interseca l'intera vicenda con un grado di umanità leggero e molto potente.
Nel libro della Parrella la storia ruota intorno a una lotta per nascere davvero, arrivare dal limbo a una forma di comunicazione umana, fatta dei nostri sensi, del nostro cuore, come lo conosciamo.Comunicazione MUTA, istintiva.
Dante riesce a raccontare, (come shakespeare?) il trascinamente e la lotta che serve per la conservazione della dignità individuale, nella caducità dell'esistenza. La lotta di cercare di comunicare, affermare quel che si è per essere "riconosciuti".Senza bisogno di cambiare, di camuffarsi.
E mi colpisce, moltissimo, il "deus ex machina" concepito da Fante per risolvere la sua narrazione, per farla muovere costantemente nell'arco di caducità, nell'intervallo rappresentato dall'esistenza rispetto alla morte.
Il cane, che non fa altro che raccogliere carogne di animali, e mostrare ciò che il sangue degli uomini odia e teme di più, la morte. Fante, come la Parrella, riescono a dare un ambito emotivo preciso, all'intervallo preciso che distingue, mutamente, lo scorrere dell'esistenza rispetto al vuoto.

Saluti

Riccardo
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Atomo e vuoto sono in noi
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Riccardo
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"We must believe in free will. We've got no choice.''

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