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Inviato: 17 apr 2007, 17:09
da plovati
ma che è?

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Piergiorgio

Inviato: 17 apr 2007, 17:14
da PPoli
..forse quando tu vorresti ascoltarti un bel disco e i tre bimbi urlano e si picchiano e ti chiedono (pretendono) di guardare le ultime 120 puntate di Dragonball... :grin:

Inviato: 17 apr 2007, 17:45
da mr2a3
Potrei anche aggiungere una moglie (= abbassailvolume) che poi "si spara a palla" Renato Zero (solo quello però) ma credo che sia OT.

Da quello che ho capito la "fatica di ascolto" è messa in relazione con le (eccessive?) HF, che da un lato migliorano la percezione dei dettagli (anche di ricostruzione tridimensionale) ma che in qualche modo dopo una mezzoretta "stancano", proprio come se ascoltare fosse una lavoro muscolare e in definitiva (non subito, ho detto dopo un po') riducono il piacere di ascolto.
E voi che invece credevate di non sopportare i "terzi movimenti" delle sinfonie :D

Spesso questa è rilevata (anch'io) come la principale differenza tra ampli SS e a valvole, ma su questo ovviamente non prendo posizioni preconcette, lo dico solo perchè è opinione abbastanza diffusa.

IMHO naturalmente!

Ciao
Massimo

Inviato: 19 apr 2007, 18:18
da nullo
ma che è?

....perchè preoccuparsi, se non la percepisci? :)


...è una domanda retorica, oppure vuoi veramente sapere cosa "potrebbe" ingenerarla?

Ciao, Roberto

Inviato: 19 apr 2007, 18:57
da Giaime
Io personalmente la collego (la fatica d'ascolto) all'eccessivo riverbero dell'ambiente: più o meno la differenza che fa suonare nel garage del batterista, o suonare in un ambiente trattato e insonorizzato...

Quella sensazione lì credo di associarla anche ad un'esaltazione dell'estremo acuto della banda audio, credo.


Saluti termoionici
Giaime Ugliano

http://giaime.altervista.org

Inviato: 19 apr 2007, 19:12
da plovati
...è una domanda retorica, oppure vuoi veramente sapere cosa "potrebbe" ingenerarla?
Originally posted by nullo - 19/04/2007 :  13:18:09
più che una domanda, una riflessione.
più che una riflessione, una constatazione.

Fatica di ascolto qui fatica di ascolto là.. ma se si fa così fatica, perchè torturarsi? Spegnere lo stereo e andare a lavorare? Si fa fatica lo stesso ma invece che spendere si guadagna!

Belinate a parte, recentemente ho assistito ad un duetto di flauti, eseguito in una piccola cappella piuttosto riverberante.
Da spaccare le orecchie e far venire un mal di testa tremendo.
E con musica non amplificata, piacevole e ben suonata .

Fatica di ascolto dal vivo?


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Piergiorgio

Inviato: 19 apr 2007, 19:14
da riccardo
A me dopo qualche anno di azzardi, la fatica di ascolto appar(iva) correlata in massima parte alla mancanza di informazioni.
Non sono le HF a causarla, ma piuttosto delle mancanze, a macchia di leopardo, magari, che costringono il cervello a lavorare moltissimo per "integrare" quel che manca.
A distanza di tempo, sembrerebbe evidente che questo fenomeno sia dovuto al "mascheramento". Di fatto, a mio umile avviso, una larga parte di responsabilità è ascrivibile all'ambiente.
Però, e ci sono molti però, imho, lasciando fermo l'ambiente - sforzarzi di strutturarlo elementarmente, magari, ma a puro fine abitabile - e concentrando gli sforzi sui componenti, è possibile eliminare quasi completamente "l'incongruo comportamento elettroacustico" dello stereo che causa la parte fenomenologica più evidente del fenomeno.
A mio umile avviso, a quel punto sarà il momento di lanciarsi nella sperimentazione di un set up ambientale capace di rendere inabitabile una casa e di provocare il deterioramento dei rapporti coniugali.

Saluti

R.R.
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Atomo e vuoto sono in noi
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Inviato: 19 apr 2007, 20:00
da audiofanatic
A me dopo qualche anno di azzardi, la fatica di ascolto appar(iva) correlata in massima parte alla mancanza di informazioni.
Non sono le HF a causarla, ma piuttosto delle mancanze, a macchia di leopardo, magari, che costringono il cervello a lavorare moltissimo per "integrare" quel che manca.
A distanza di tempo, sembrerebbe evidente che questo fenomeno sia dovuto al "mascheramento". Di fatto, a mio umile avviso, una larga parte di responsabilità è ascrivibile all'ambiente.
Però, e ci sono molti però, imho, lasciando fermo l'ambiente - sforzarzi di strutturarlo elementarmente, magari, ma a puro fine abitabile - e concentrando gli sforzi sui componenti, è possibile eliminare quasi completamente "l'incongruo comportamento elettroacustico" dello stereo che causa la parte fenomenologica più evidente del fenomeno.
A mio umile avviso, a quel punto sarà il momento di lanciarsi nella sperimentazione di un set up ambientale capace di rendere inabitabile una casa e di provocare il deterioramento dei rapporti coniugali.

Saluti

R.R.
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Atomo e vuoto sono in noi
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Originariamente inviato da riccardo - 19/04/2007 : 14:14:28
quoto, anche per mio conto la fatica è massimamente data dalla mancanza di dettaglio, ma non tanto come fattore legato alla definizione del componente, quanto a problematiche di fase nell'interazione tra le vie, in pratica "confusione" nell'immagine, con ovvie cancellazioni e sottrazione di informazioni.
In linea di massima nei sistemi peggiori si osservano entrambi i fenomeni (e i peggiori risultati), con le cancellazioni energetiche brutalmente compensate da alterazioni (esaltazioni) nella risposta, per recupeare "informazioni", un po' quello che succede usando gli equalizzatori, si cerca di risolvere a valle un problema posto alla fonte.
Altri sistemi finiscono per avere lo stesso effetto di fatica e mancanza di dettaglio utilizzando invece cancellazioni nella risposta, questo per accentuare la "scena", cosa che si può artificiosamente ottenere deprimendo ad arte l'intervallo di frequenze tipiche della risonanza del condotto uditivo...

Filippo

Inviato: 19 apr 2007, 20:50
da plovati
ma scusate, avete presente le radio a valvole con il cabinet di legno aperto dietro?

Ritenete un suono simile, assolutamente privo di informazioni e dettaglio, dalla banda passante limitata e distorsione elevata, soggetto a mille interazioni (altoparlante a 10cm dalla valvole di ingresso etc..) un suono affaticante?

Vi viene veramente voglia di spegnerla?

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Piergiorgio

Inviato: 19 apr 2007, 21:59
da riccardo
Ma ti risulta che noi oggi si ascolti musica con quelle radio?
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Piergiorgio


Originariamente inviato da plovati - 19/04/2007 : 15:50:01

[/quote]

Saluti

R.R.
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Atomo e vuoto sono in noi
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Inviato: 19 apr 2007, 21:59
da audiofanatic
ma scusate, avete presente le radio a valvole con il cabinet di legno aperto dietro?

Ritenete un suono simile, assolutamente privo di informazioni e dettaglio, dalla banda passante limitata e distorsione elevata, soggetto a mille interazioni (altoparlante a 10cm dalla valvole di ingresso etc..) un suono affaticante?

Vi viene veramente voglia di spegnerla?

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Piergiorgio


Originariamente inviato da plovati - 19/04/2007 : 15:50:01
magari è prprio la banda passante limitata in alto e il fatto che sia un solo altoparlante a suonare a limitare la fatica, d'altra parte una radiolina a transistor ha la stessa distorsione e un solo altoparlante, ma la risposta è concentrata nella zona di massima sensibilità, quindi più fastidiosa...

Filippo

Inviato: 19 apr 2007, 22:14
da Natali
Ehm, io veramente ogni tanto la ascolto e mi piace molto il suono di una vecchia radio Magneti Marelli trovata in soffitta dalla nonna. Purtroppo ormai in AM è rimasta solo RAI 1, peccato.
Comunque trovavo a volte molto faticoso ascoltare CD registrati male con gainclone e monovia fostex, lo stesso non accade con gli stessi CD, ampli a valvole e monovia goodmans, che sia forse la maggiore distorsione del secondo sistema?

Comunque per me la fatica di ascolto si ha quando la musica non è piu' musica, cioè quando ad esempio un disco non è come penso che dovrebbe essere/suonare.
A volte anche la memoria fa dei brutti scherzi.

Ciao, Andrea

Inviato: 19 apr 2007, 23:25
da Piercarlo
quoto, anche per mio conto...


Originariamente inviato da audiofanatic - 19/04/2007 :  15:00:13
Quoto tutti e due! :D . Sarebbe interessante a questo punto che anche Mauro Penasa si facesse vivo a dire la sua. Ho il sospetto che il famoso "DF" c'entri non poco a rendere sistemi, per altri versi simili, differenti dal punto di vista della fatica di ascolto, soprattutto per quanto riguarda il diverso andamento delle attenuazioni/esaltazioni che avvengono in banda audio in un impianto. Personalmente posso solo dire una cosa: quando l'impianto è fatto in modo da rendere dominante l'amplificatore sui diffusori (ovvero in grado di imporre la SUA risposta in frequenza su quella dei diffusori) la fatica di ascolto tende ad essere abbastanza costante e quasi unicamente dipedente da magagne INTERNE all'amplificatore rispetto alla linearità della risposta in frequenza (che possono riguardare anche la costanza del rapporto S/N sull'intera banda audio, neutro o "colorato" che sia).

Tutto imho come sempre...

Ciao
Piercarlo

Inviato: 19 apr 2007, 23:34
da mauropenasa
Però Piergiorgio ha posto l' attenzione su una cosa che si tende sempre ad ignorare:
Belinate a parte, recentemente ho assistito ad un duetto di flauti, eseguito in una piccola cappella piuttosto riverberante.
Da spaccare le orecchie e far venire un mal di testa tremendo.
E con musica non amplificata, piacevole e ben suonata .

Fatica di ascolto dal vivo?
Singolare che queste riflessioni vengano saltate di pari passo dai principali filoni di pensiero su questo tema.
Cosi come una vecchia radio può essere pure rilassante, un suono dal vivo può benissimo essere affaticante e lontano mille miglia dalla "visione pindarica" dell'audiofilo di turno.
Spesso accade che si ascolti una pessima ripresa, causata da un pessimo ambiente di esecuzione, e che si tenda a lavorare sul sistema di riproduzione per correggere il problema.

Poi si deve sempre distinguere dal "piacevole" o "poco affaticante" al "reale" o "realistico".
Alla stregua, pensiamo ad un pugno in faccia:
esso è estremamente "realistico", con un poco di fortuna si può anche percepirne la provenienza (collocazione spaziale dell' evento), ma di certo non è annoverabile nel contesto del "piacevole".... :D
Sono certo che qualche insigne fisico potrebbe ipotizzare dubbi sulla "certezza del realismo dell' evento", ovviamente in nome della componente sensoriale definibile "non invariante"..... :D :D

ciao

opppsss:
scusate, ma forse dovevo parlare di DF ???? :oops:

Mauro
http://www.webalice.it/mauro.penasa/index.html

Inviato: 20 apr 2007, 00:02
da Arge
ma scusate, avete presente le radio a valvole con il cabinet di legno aperto dietro?

Ritenete un suono simile, assolutamente privo di informazioni e dettaglio, dalla banda passante limitata e distorsione elevata, soggetto a mille interazioni (altoparlante a 10cm dalla valvole di ingresso etc..) un suono affaticante?

Vi viene veramente voglia di spegnerla?

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Piergiorgio


Originariamente inviato da plovati - 19/04/2007 :  15:50:01
Assolutamento NO !!!!!! anzi l' ascolto quando voglio rilassarmi.......

Immagine


JOE

PS: la sto ascoltando anche adesso

Inviato: 20 apr 2007, 00:02
da mauropenasa
Quoto tutti e due! . Sarebbe interessante a questo punto che anche Mauro Penasa si facesse vivo a dire la sua. Ho il sospetto che il famoso "DF" c'entri non poco a rendere sistemi, per altri versi simili, differenti dal punto di vista della fatica di ascolto, soprattutto per quanto riguarda il diverso andamento delle attenuazioni/esaltazioni che avvengono in banda audio in un impianto.
Tra questo andamento di DF e fase inversa:

Immagine



Mauro
http://www.webalice.it/mauro.penasa/index.html

Inviato: 20 apr 2007, 00:06
da mauropenasa
....E questo:

Immagine

Quale pensate che il nostro PG ritenga "più godibile" ? :D :D

ciao



Mauro
http://www.webalice.it/mauro.penasa/index.html

Inviato: 20 apr 2007, 00:58
da Piercarlo

Singolare che queste riflessioni vengano saltate di pari passo dai principali filoni di pensiero su questo tema.
Cosi come una vecchia radio può essere pure rilassante, un suono dal vivo può benissimo essere affaticante e lontano mille miglia dalla "visione pindarica" dell'audiofilo di turno.

(...)

ciao

opppsss:
scusate, ma forse dovevo parlare di DF ???? :oops:

Mauro
http://www.webalice.it/mauro.penasa/index.html



Originariamente inviato da mauropenasa - 19/04/2007 :  18:34:21
Io posso dire solo quello che ho vissuto in prima persona. Ho sempre fatto, per un motivo o per l'altro, lavori MENTALMENTE stressanti. Fino a qualche anno fa, ascoltare musica era l'unico modo per ritrovare me stesso e ricordarmi almeno come mi chiamo.... Ora i meccanismi di stress sono cambiati e finisco per ascoltare musica molto di rado (in realtà è lo stesso "rado" di prima con una differenza importante: prima CERCAVO la musica ma non potevo averla, ora posso averla ma tendo a rifiutarla per eccesso di "cottura"): l'impianto è da anni il medesimo e la sua qualità (ottima per quel che posso giudicare per conto mio) pure.
Cosa è cambiato in me, oltre al fatto di aver messo su anni e chili di troppo? Evidentemente il modo di funzionare della mia mente: prima tra le cose che avevo da fare potevo inserirci l'ascolto della musica senza provare fatica; ora se la inserisco mentre sto facendo dell'altro mi distrae e disturba, affaticandomi. La stessa cosa, curiosamente NON vale per il parlato che, anzi, aumenta la mia produttività; a casa, salvo quando devo PROPRIO concentrarmi, la radio rimane quasi sempre accesa (e per me "radio" significa RAI, cioè gente che parla di tutto dal serio al faceto ma continuamente).

Devo dire che io non sono assolutamente il tipo di ascoltatore che si mette serio e compito in poltrona, fa due giri di cottonfioc nelle orecchie e poi si mette ad ascoltare col libretto in mano: questo per me è solo un rito, non un ascoltare musica e lo lascio volentieri a chi ha meno fantasia di me da vivere. Piuttosto ascolto musica come fruisco di ogni altro ingrediente della mia vita: in sè non è vitale ma se manca dopo un po' lo sento. Come sento la mancanza del mio caffé da 6 tazze al colpo o di un panino fatto come si deve. In questo modo di fruire la musica ho notato che la "fatica" è legata non tanto alle qualità dell'impianto (sono riuscito a godermi ore di relax con una radiolina tascabile!) quanto al fruire della musica e della presenza sonora degli altri (i conduttori della radio) in momenti azzeccati piuttosto che controvoglia: solo, quando posso fare tutto il baccano che voglio piuttosto che in compagnia di famigliari che ti dicono "abbassa" ogni volta che metti su qualcosa di diverso dagli "zumpa-pa, zumpa-pa, firufiruli-firufiirula!" che per loro è il massimo della vita in fatto di musica.

Avendo pure degli animali in casa posso, per quanto ho osservato, riferire ciò che mi pare il loro approccio alla musica: i gatti dormono sempre che è un piacere (sui maschi sembra che, oltre ad essere pigri loro, abbia un effetto ultrarilassante la musica classica), ai cani non gliene frega niente. Cani e gatti si "svegliano" solo in caso di "incidenti sonori": la puntina che casca come un peso sul disco, la "ronzata" che segue la rottura di un cavo (perché ci hai camminato sopra) e simili. Per il resto... che suoni o non suoni a loro non gliene frega niente. Proprio niente! Ah una cosa: il suono dei croccantini che cadono in ciotola NON è riproducibile da nessun impianto... e i miei gatti si regolano di conseguenza! (sgrunt!)

Ciao
Piercarlo

Inviato: 20 apr 2007, 01:02
da Luc1gnol0
Quale pensate che il nostro PG ritenga "più godibile" ?
Originariamente inviato da mauropenasa - 19/04/2007 : 19:06:39
Se ce lo dici tu, poi possiamo confrontare con la risposta di plo'! :D

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Ciao, Luca

Inviato: 20 apr 2007, 01:12
da mr2a3

Devo dire che io non sono assolutamente il tipo di ascoltatore che si mette serio e compito in poltrona, fa due giri di cottonfioc nelle orecchie e poi si mette ad ascoltare col libretto in mano: questo per me è solo un rito, non un ascoltare musica e lo lascio volentieri a chi ha meno fantasia di me da vivere. Piuttosto ascolto musica come fruisco di ogni altro ingrediente della mia vita: in sè non è vitale ma se manca dopo un po' lo sento.

Originariamente inviato da Piercarlo - 19/04/2007 :  19:58:25
Su questo punto si potrebbe tranquillamente aprire un'altro 3D.
Personalmente sono il tuo opposto, non riesco ad ascoltare musica se non concentrandomi su di essa (tipo che se lavo i piatti in cucina dopo poco in sala c'è un laghetto).

E' più forte di me, la musica o la ascolto oppure preferisco spegnerla, a differenza della televisione che "mi fa compagnia" senza attirarmi più di tanto.

Al solito, il mondo è bello perchè è variabile!

Ciao
Massimo