Primo Amplificatore
Primo Amplificatore
Buongiorno a tutti, un pò di anni fa ho acquistato il kit di novarria SE 6550 per vari motivi non l'ho mai realizzato. Ora è giunto il momento di costruirlo. Diciamo che probabilmente non averlo realizzato subito è stato un bene in quanto oggi ho molte nozioni in più e infatti scrivo perchè ho un dubbio sullo schema da realizzare che mi è stato fornito. Penso ci sia un'errore, secondo me il collegamento che ho evidenziato in rosso è sbagliato? Qualcuno mi aiuta. Grazie.
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- trini
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Re: Primo Amplificatore
No, non è sbagliato. E' il riferimento di tensione per il filamento delle preamplificatrici.
Ciao, Trini
Ciao, Trini
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Re: Primo Amplificatore
confermo trini,serve a tenere il valore catodo/filamento entro dei limiti di corretto funzionamento.
Anche se non vedo:
- le resistenze tra piedino 4 e alta tensione
-gli eventuali condensatori tra piedino 4 e massa (indispensabili se ci sono le resistenze)
-l'uso obsoleto di una raddrizzatrice
-il condensatore ( o il gruppo resistenza condensatore) sul primario del TU
Io aggiungerei un voltmetro e lo installerei sul primo elettrolitico giusto per vedere quando funziona se i previsti (da datatseet 265 volt)
https://frank.pocnet.net/sheets/030/e/EL34.pdf
Non scendano tirandogli il collo. E' vero che non è un push pull (quindi l'assorbimento non ha grossi picchi) ma un controllino lo farei.
FONDAMENTALE è quando lo accenderai ,misurare il negativo di griglia che da datasheet DEVE essere 13,5/14,5 volt.
Anche se non vedo:
- le resistenze tra piedino 4 e alta tensione
-gli eventuali condensatori tra piedino 4 e massa (indispensabili se ci sono le resistenze)
-l'uso obsoleto di una raddrizzatrice
-il condensatore ( o il gruppo resistenza condensatore) sul primario del TU
Io aggiungerei un voltmetro e lo installerei sul primo elettrolitico giusto per vedere quando funziona se i previsti (da datatseet 265 volt)
https://frank.pocnet.net/sheets/030/e/EL34.pdf
Non scendano tirandogli il collo. E' vero che non è un push pull (quindi l'assorbimento non ha grossi picchi) ma un controllino lo farei.
FONDAMENTALE è quando lo accenderai ,misurare il negativo di griglia che da datasheet DEVE essere 13,5/14,5 volt.
A casa mia il loudness e i controlli di tono sono presenti,se serve si usa anche l'equalizzatore e l'effetto eco. Perchè il suono deve essere come lo si desidera e non come gli altri lo vogliono a casa nostra
Re: Primo Amplificatore
Ok grazie, è come se fosse una specie di center tap? Docelektro a quali resistenze tra piedino 4 e alta tensione ti riferisci? o gli eventuali condensatori? Il condensatore o gruppo resistenza condensatore sul primario del TU? Tempo fa avevo letto che cera qualche errore sullo schema ma purtroppo ho perso i riferimenti ti sarei grato se mi dai qualche indicazione in merito. Perchè dici uso obsoleto della raddrizzatrice? In relazione al condensatore sicuramente lo terrò sotto controllo anche a me sembra un pò abbondante dovrebbe essere un 40 µF se non ho commesso errori. Un'ultima cosa esiste uno schema delle misure o tensioni da rilevare?
- docelektro
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Re: Primo Amplificatore
in tutti gli stadi finali a valvole se si guarda anche questa radio vecchia si alimenta la griglia schermo attraverso l'alta tensione ma nei ricevitori un goccio più "di classe" si fa un filtro mettendo una resistenza come in questo link
https://www.rsp-italy.it/Electronics/Ra ... %2011A.pdf
Questo perchè con quella resistenza e un condensatore verso massa (normalmente un 1 microfarad basta già) si tolgono dai piedi tutti i disturbi che vagano sull'alimentazione. Puoi calcolarlo sperimentalmente facendo qualche prova ,a volte basta avvicinare all'amplificatore un telefono o un alimentatore a commutazione.
Per lo stesso motivo (ossia il migliorare del suono) si mette un gruppo resistenza condensatore in parallelo al primario.
Se guardi qui https://www.rsp-italy.it/Electronics/Ra ... 0RG610.pdf
Vedrai un solo condensatore in parallelo al primario,mettendo ancora una resistenza in serie puoi mitigare l'azione del condensatore.
Per quanto riguarda il condensatore,è difficile fare errori ma se vuoi fare una cosa "fine" in presenza di un oscilloscopio e di un oscillatore a onde quadre puoi fare in modo che gli odiosi picchi generati da tutti i valvolari possano venire smorzati.
Per caso possiedi un generatore di onde quadre oppure hai modo di preparare qualcosa con gli integrati serie 74?
Per quanto riguarda la raddrizzatrice,gli unici che la amano ancora sono i chitarristi che fanno blues e jazz,è una palla al piede per qualunque amplificatore.
Per spremere watt occorre che la tensione sotto carico vari il meno possibile (anche se il tuo essendo un classe A varia già di poco di suo) e la raddrizzatrice ti obbliga ad avere un trasfo a presa centrale e con volt in più rispetto a un raddrizzatore allo stato solido.
Io avevo progettato e costruito conto terzi ben 5 ampli stereofonici che come finale erano due push pull di el84. E avevo voluto fare l'uovo fuori dalla cesta mettendo un alimentatore regolato a ponte SCR. NON lo avessi mai fatto!!!! Il sistema che alzava la tensione sotto forte carico faceva autoscillare l'invertitore di fase e ogni 3 o 4 mesi saltava un SCR e se non eri lesto a spegnere rischiavi il trasfo.
A freddo inoltre ronzava nelle casse.
Dalla mia esperienza ho notato che l'unico alimentatore decente per le valvole è un trasfo SEPARATO con un normale ponte e condensatori da 10 micro in uscita ,tanti quanti bastano a togliere il ronzio....nulla di più.
Bene,gli ampli ci sono ancora dal 90 che li ho fatti ma nessuno ha più l'alimentatore a scr...
Veniamo al condensatore in questione,è un DOPPIO elettrolitico,specifico per l'alimentazione. Erano condensatori cilindrici che si avvitavano al telaio. In TEORIA doveva essere l'equivalente di due elementi da 32 micro
https://www.rsp-italy.it/Electronics/Ra ... %2011A.pdf
Questo perchè con quella resistenza e un condensatore verso massa (normalmente un 1 microfarad basta già) si tolgono dai piedi tutti i disturbi che vagano sull'alimentazione. Puoi calcolarlo sperimentalmente facendo qualche prova ,a volte basta avvicinare all'amplificatore un telefono o un alimentatore a commutazione.
Per lo stesso motivo (ossia il migliorare del suono) si mette un gruppo resistenza condensatore in parallelo al primario.
Se guardi qui https://www.rsp-italy.it/Electronics/Ra ... 0RG610.pdf
Vedrai un solo condensatore in parallelo al primario,mettendo ancora una resistenza in serie puoi mitigare l'azione del condensatore.
Per quanto riguarda il condensatore,è difficile fare errori ma se vuoi fare una cosa "fine" in presenza di un oscilloscopio e di un oscillatore a onde quadre puoi fare in modo che gli odiosi picchi generati da tutti i valvolari possano venire smorzati.
Per caso possiedi un generatore di onde quadre oppure hai modo di preparare qualcosa con gli integrati serie 74?
Per quanto riguarda la raddrizzatrice,gli unici che la amano ancora sono i chitarristi che fanno blues e jazz,è una palla al piede per qualunque amplificatore.
Per spremere watt occorre che la tensione sotto carico vari il meno possibile (anche se il tuo essendo un classe A varia già di poco di suo) e la raddrizzatrice ti obbliga ad avere un trasfo a presa centrale e con volt in più rispetto a un raddrizzatore allo stato solido.
Io avevo progettato e costruito conto terzi ben 5 ampli stereofonici che come finale erano due push pull di el84. E avevo voluto fare l'uovo fuori dalla cesta mettendo un alimentatore regolato a ponte SCR. NON lo avessi mai fatto!!!! Il sistema che alzava la tensione sotto forte carico faceva autoscillare l'invertitore di fase e ogni 3 o 4 mesi saltava un SCR e se non eri lesto a spegnere rischiavi il trasfo.
A freddo inoltre ronzava nelle casse.
Dalla mia esperienza ho notato che l'unico alimentatore decente per le valvole è un trasfo SEPARATO con un normale ponte e condensatori da 10 micro in uscita ,tanti quanti bastano a togliere il ronzio....nulla di più.
Bene,gli ampli ci sono ancora dal 90 che li ho fatti ma nessuno ha più l'alimentatore a scr...
Veniamo al condensatore in questione,è un DOPPIO elettrolitico,specifico per l'alimentazione. Erano condensatori cilindrici che si avvitavano al telaio. In TEORIA doveva essere l'equivalente di due elementi da 32 micro
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Re: Primo Amplificatore
Gentilissimo e chiarissimo docelektro. Allora parto seguendo lo schema, sulla base di quello che salterà fuori faro gli aggiustamenti del caso. Ormai i materiali sonno quelli e voglio iniziare a fare qualche cosa. Anche perchè ho il telaio già finito da un pezzo e sono curioso di vedere cosa esce. Dispongo di oscilloscopio e generatore di segnale pertanto posso effettuare anche misure. Per caso hai o sei a conoscenza di un tab con i punti e valori di tensione e correnti da effettuare?
Re: Primo Amplificatore
Domanda: ma per il riferimento di tensione dei filamenti, non si dovrebbe creare un center tap sull'alimentazione con due resistenze verso massa?
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Re: Primo Amplificatore
si POTREBBE,bisogna vedere quanti volt sono tollerabili tra filamento e catodo e in che condizioni. Personalmente quando vedo una valvola usata come serie le difficoltà aumentano.
Personalmente non mi è mai capitato un catodo ad alta tensione rispetto a massa in un finale,mi è capitato invece in un amplificatore cascode in un circuito RIAA.
E me n'è capitato un altro in un alimentatore anodici.
in qualche caso ho visto mettere addirittura dei piccoli trasformatori e raddrizzatori per avere il filamento in continua e al potenziale previsto.
Personalmente non mi è mai capitato un catodo ad alta tensione rispetto a massa in un finale,mi è capitato invece in un amplificatore cascode in un circuito RIAA.
E me n'è capitato un altro in un alimentatore anodici.
in qualche caso ho visto mettere addirittura dei piccoli trasformatori e raddrizzatori per avere il filamento in continua e al potenziale previsto.
Ultima modifica di docelektro il 28 mar 2026, 16:39, modificato 1 volta in totale.
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Re: Primo Amplificatore
su tubi a riscaldamento diretto (DHT), laddove il filamento funge anche da catodo, sì, è opportuno tenere la massa al centro, perché a causa della corrente che scorre nel filamento si viene sempre ed inevitabilmente a creare un gradiente di tensione lungo il filamento/catodo, che altera il funzionamento del tubo: la tensione tra griglia e catodo/filamento (Vgk) varia inevitabilmente da un punto all'altro del filamento!pro61 ha scritto: 28 mar 2026, 14:31 Domanda: ma per il riferimento di tensione dei filamenti, non si dovrebbe creare un center tap sull'alimentazione con due resistenze verso massa?
Idem per la Vak, ma in quel caso le differenze sono piccole rispetto alla Vak "media", e per giunta la sensibilità del tubo rispetto alle variazioni di Vak è molto minore, per cui la cosa diventa sostanzialmente irrilevante, mentre ovviamente non lo è per quanto riguarda la Vgk. Non per caso, nei DHT si cercava di impiegare tensioni di filamento basse.
Con tubi a riscaldamento indiretto (IHT), laddove il riscaldatore è un elemento a sé stante, separato dal catodo, il problema non si pone, perché il catodo ha sempre lo stesso potenziale in ogni suo punto (non per caso i tubi a riscaldamento indiretto sono detti anche "a catodo unipotenziale").
Di conseguenza, nel caso di IHT, dove colleghi il riferimento di massa (diretto o "sollevato") è sostanzialmente irrilevante. L'unica cosa che conta è tenere ragionevolmente bassa - e possibilmente negativa - la tensione tra catodo e riscaldatore. Cioè, riscaldatore sempre positivo rispetto al catodo. di modo che i sia pur pochi elettroni emessi dal riscaldatore vengano respinti dal catodo anziché esserne attratti.
Ciao, Paolo.
«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
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