Sì, se non fossi riuscito ad utilizzare i pentodi in modo sonicamente soddisfacente, avevo pensato che sarei sempre potuto andare a pseudo-triodo. Le configurazioni da provare per lo stadio finale a quanto pare non mancheranno
Non ricordo bene per quale impedenza calcolai i TU, forse intorno ai 5K. Purtroppo il vecchio quaderno di appunti, se ancora esiste, si trova giù in Puglia, insieme con i ferri e le valvole. Ma prima o poi dovrei raggiungerli…
Ricordo che all’inizio provai a realizzare un tre stadi, con un srpp di 6SN7 all’ingresso, poi il finale con uno sfasatore di 6SL7 che pilotava le EL34 a pentodo, simile al Cary SLA-70 (
https://pdfslide.net/documents/cary-aud ... matic.html), ma con un’alimentazione più semplice a diodi al silicio. Suonava, ma non mi entusiasmava granché.
Un netto miglioramento della timbrica e della dinamica lo ebbi quando cambiai configurazione e sistema di polarizzazione per le finali: lasciando al suo posto la stessa valvola 6SL7, passai ad un coda lunga (
https://www.aikenamps.com/index.php/des ... e-approach); tolsi infine la polarizzazione catodica e misi una semplice negativa fissa, stabilizzandola con uno zener e regolando singolarmente con quattro trimmer la corrente di ciascuna finale. Questa è la configurazione con cui suonavo qualche anno fa sul tavolaccio.
Oggi, per realizzare un integrato, credo che scambierei innanzitutto la posizione delle due valvole, usando la 6SN7 come invertitore-pilota e la 6SL7 per lo stadio di ingresso. Volendo tenere il coda lunga di 6SN7 al secondo stadio (classico tra i classici), avevo pensato a due possibilità per un primo stadio ad accoppiamento diretto con l’invertitore: mu-follover oppure srpp.
Piccola parentesi, forse qualcuno si chiederà: “Ma come? Ti sei appena fatto un monotriodo NFB free ispirato all’Audio Note con la sublime 2A3 e adesso passi alle EL34 a pentodo, con tanto di controreazione? Il fatto è che tra questi due classici estremi ho ascoltato musica molto ben riprodotta da entrambi i tipi e col tempo ho notato di essere in numerosa compagnia, tra cui anche quella di un insospettabile produttore
https://www.audionote.co.jp/en/products ... -pm2i.html. Proprio reperendo informazioni su questo integrato mi è venuta l’idea di portare a termine il mio apparecchio. Il produttore ha affermato di aver voluto in quest’ampli coniugare tradizione e innovazione tecnologica alla ricerca del miglior suono possibile, per un sistema facile da usare e abbastanza potente per la maggior parte delle esigenze domestiche. In effetti, con un buon 30w a valvole si fanno suonare i più comuni sistemi dinamici anche in ambienti piuttosto grandi.
E veniamo a noi. Spinto dalla curiosità e da una certa fiducia personale nel buon gusto sonoro di AN ho cercato info sul circuito ma non sono riuscito a trovare lo schema di questo apparecchio on-line. Se fosse già stato pubblicato e qualcuno lo avesse, mi farebbe una cortesia ad inviarmelo.
Quello che ho potuto trovare in rete, oltre a ciò che si legge sul sito del produttore, è qualche recensione in cui si mostra l’interno dell’apparecchio e si spiegano per sommi capi le scelte adottate (
https://www.bemax-audio.de/assets/PDF-4 ... -Kopie.pdf). I recensori affermano che il primo stadio, a bassa impedenza per ottenere un suono trasparente e diretto, è composto da una 12AY7 accoppiata direttamente a una 12BH7 che funge da invertitore di fase e pilota delle EL34 finali.
Osservando le immagini pubblicate e cercando di vedere come sono disposti i componenti mi sembra di aver capito qualcosa di questo circuito:
- all’ingresso vi è un potenziometro Alps HQPRO da 50k che va direttamente alla griglia della prima valvola;
- la 12AY7 è configurata, se non vedo male, in mu-follower, tipo M77, con il catodo della sezione inferiore non disaccoppiato ma riferito a massa tramite due resistenze, al centro delle quali arriva la NFB. Il catodo della superiore ha anch’esso due resistenze che vanno verso massa al centro delle quali avviene l’accoppiamento diretto con la griglia della 12BH7;
- l’invertitore, se non erro, dovrebbe essere un coda lunga simile al Marantz 8 e ad altre decine di apparecchi similari. Il condensatore che sta a massa della sezione invertente è un polipropilene metallizzato da 1 uf della ASC, mentre dagli anodi della stessa valvola partono i due condensatori AN a lamina d’argento da 0,22 uf che vanno sulle griglie delle EL34;
- il negativo di griglia è ottenuto attraverso un circuito originale chiamato CCB (polarizzazione a corrente costante) e ciascuna finale ha un potenziometro per la regolazione del bias;
- le finali, configurate in ultralineare, lavorano a 22w (404v/55 mA);
- i secondari del TU sono riferiti a massa e subito collegati al telaio con pochi centimetri di cavetto;
- il cablaggio è ben serrato da fascette in alcuni punti, mentre è più lasco in altri e non è attorcigliato per i filamenti delle valvole, le quali mi sembrano tutte alimentate in alternata e con due resistenze a formare il riferimento centrale per la massa; interessante il fatto che, sebbene vi sia un solo secondario per le valvole di segnale, ciascuna valvola abbia i propri cavetti indipendenti, forse per ridurre ulteriormente il ronzio.
- si dichiara per l’ampli una potenza d’uscita di 32w all’1%.
Per quanto riguarda l’alimentatore:
- una tensione duale 320-70-0-70-320 viene raddrizzata da un paio di diodi non identificati in contenitore sod-57, positiva per l’anodica (320) e negativa per le griglie delle finali (70);
- la tensione raddrizzata per l’anodica incontra subito una resistenza RB57 da 1 ohm (?) e poi un condensatore assiale Unicon da 47u/500v; viene quindi filtrata da un’induttanza (3H?) che finisce su un grosso Unicon da 100+100u/500v; da qui credo si vada a due condensatori da 47u, uno per canale, posti nei pressi dei TU e, infine, nei TU stessi;
- una cella RC si occupa di filtrare l’anodica per il secondo stadio, con altri condensatori da 47u, uno per canale, posti nei pressi della valvola;
- altra cella RC per l’anodica del primo stadio, stavolta con un parallelo di tre elettrolitici, per un totale di 500u per canale, “al fine di ottenere la dinamica e larghezza di banda più ampie possibili” (sito Kondo);
- un’ultima RC con un partitore resistivo serve forse per la tensione che eleva i filamenti delle valvole di segnale;
- tutti i condensatori finali sono bipassati da un polipropilene di piccola taglia (0,22-0,47u);
- si dichiara un consumo complessivo di 180w. Il TA dovrebbe essere un EI 120/40-60 della Tango e non mi sembra di vedere una presa per schermo elettrostatico tra primario e secondari.
Caspita che papiro che è venuto fuori!
Quando sarà finita la Pasqua, prometto di fare per questo adeguata penitenza
