Grazie per i complimenti, signori. La sfida più stimolante è stata proprio quella di mettere insieme un ampli ben suonante con poca spesa, svuotando i polverosi cassetti riempiti in gioventù, ma che fosse anche facilmente replicabile da chiunque avesse la buona volontà di avvolgersi i ferri.
Si tratta, per me, dell’ampli didattico di questo periodo, ancora aperto a sperimentazioni e perfezionamenti.
Come potete vedere è ancora in veste provvisoria, senza cornice definitiva, morsetti d’uscita, interruttore di accensione, con il cablaggio degli ingressi che arriva su un pezzetto di millefori. A parte queste cose secondarie, però, l’ampli sembra funzionare benissimo e suonare anche meglio. Almeno per le mie aspettative. Forse, quando si andranno a fare misure con strumenti più sofisticati di un tester, si potrà notare qualche carenza elettronica. Chissà. Per il momento le mie orecchie queste cose non le sentono e vivo felice e contento…
Ovviamente sto scherzando!
Il circuito audio di qualche pagina fa è sostanzialmente lo stesso, anche se c’è stato qualche adattamento. Ora l’ho completato (escluso il phono, non ancora realizzato) e corredato di tutte le misure di tensione e corrente rilevate durante il funzionamento di questo fine settimana.
All’inizio, eseguendo prove senza carico, mi ritrovavo con una preoccupante tensione di 350 v nell’alimentatore dell’anodica. Ma poi, sotto carico, ho avuto la caduta prevista per quella raddrizzatrice e la perfetta centratura della duale, per cui la tensione sugli anodi delle finali è ora di 255 v per circa 60 mA di corrente. Ho scelto per il momento ad orecchio questo punto di lavoro per la 2A3 Sovtek, ossia la massima dissipazione senza superarla, perché è quello che all’ascolto mi consente di godere di tutta la dinamica di cui l’ampli è capace senza assottigliamenti della timbrica nei pieni orchestrali ad alto volume.
E di birra ne ha parecchia, per me, riuscendo a far cantare dei diffusori a due vie da 87-88 db che mi sto autocostruendo a livelli perfino fastidiosi per la moglie, separata dalla mia stanza da ben due porte. Anche se questo è un discorso che resta altamente soggettivo. Il fatto è che questo ampli è così dolce, trasparente e naturalmente dinamico, con una fatica d’ascolto bassissima, che si tiene volentieri ad alto volume per molto tempo, senza troppo patire. In gamma media e alta è veramente delizioso e sovraperforma certamente il mio gainclone. Perfino la moglie, che da anni (ora molto meno di prima) deve sopportare musica live e riprodotta in casa - e saggiamente non mi stuzzica con commenti audiofili - oggi non ha potuto trattenersi dal chiedermi se la cantante fosse in camera con l’ampli. Ahò, detto dalla moglie, so’ soddisfazioni! Non mi sembra il caso comunque di esagerare con il volume d'ascolto in una stanza come la mia da 12-15 mq. Mezzo watt, uno al massimo, con questi diffusori a me basta e avanza per ascoltare la mia musica preferita.
Il guadagno del primo stadio è buono. Non l’ho ancora misurato esattamente, ma mi sembra sufficiente per portare al limite l’ampli, anche se dall’uscita del Mac non sono riuscito a farlo distorcere fino a gracchiare. Meglio così, non è necessario per me arrivare a tanto. Pensavo inoltre di provare in futuro delle 6072, come nel Neiro, ma da una prova veloce fatta con delle ECC81, che già moltiplicano di più, non avrei certamente un guadagno sufficiente per un integrato.
Per quanto riguarda il rumore, non avendo altro che un tester, ho potuto solo effettuare una prova di bilanciamento del ronzio in alternata sui potenziometri delle finali, ottenendo ciò che vedete in foto. Se però avete consigli da darmi per ulteriori prove, dite pure. Al momento, sebbene sia in fase sperimentale, è l’ampli più silenzioso che ho costruito. Per sentire qualcosina nei woofer bisogna proprio mettere l’orecchio a 10 cm dalla membrana, mentre il tw è muto. Il mio vecchio AN Oto, per inciso, faceva certamente più rumore di questo e a mezzo metro qualcosina già si sentiva.
A questo proposito, in verità devo dire che una modifica per me necessaria sarà l’impregnatura del TA, anche se mi costerà qualche oretta di lavoro. Purtroppo non c’è stato niente da fare, nonostante la cura messa negli avvolgimenti e pur essendo stato calcolato per lavorare a bassa induzione (è praticamente “freddo” anche dopo ore d’uso), sotto carico costante il TA ronza un po’. Certo in modo tollerabile (e inudibile con la musica a basso volume) ma lo fa. Di notte meno che di giorno (!). E io non voglio che lo faccia, per cui un bagnetto in qualche soluzione prima o poi se lo farà. Gli altri ferri invece sono muti.
Le masse le ho disposte così: quelle degli ingressi R e L, rimanendo separate sia sui connettori che sul potenziometro, vanno al bus del circuito audio. Questo bus va sul punto di massa del condensatore a valle dell’induttanza. Su questo condensatore arriva anche la massa dell’alimentatore duale. Questo punto viene poi collegato ad un vite del TA (che ha tutte le viti isolate tranne una) e qui arrivano anche lo schermo elettrostatico del TA, la terra della rete elettrica e (per il momento) un capo del secondario del TUU. Ho letto che si consiglia di non collegare direttamente al telaio la stella composta dalle masse alimentatore-audio-TU ma tramite un condensatore in poliestere metallizzato. Io, tuttavia, che non ce l’avevo in casa, ho collegato per il momento tutte queste cose direttamente al telaio e suono così.
Le immagini vi mostrano la forma dell’ampli, stretto 21 e lungo 42 cm, disegnato in questo modo perché, in questi anni di spostamenti per lavoro, volevo qualcosa che si adattasse facilmente su una mensola (lato lungo) o su una scrivania (lato corto) e fosse anche bello (!) da ambedue i lati. De gustibus... Per quanto riguarda il peso, la Tanita mi segna 13 kg con l'ampli al completo. Non è molto ma è meglio saperlo.
L’unico dispiacere di questi giorni me lo sono autoinflitto ieri con una distrazione sui collegamenti della valvola pilota, ottenendo che un fusibile in serie al primario del TUU si sacrificasse eroicamente per me. Gentilissimo. Lo terrò per un po’ in ricordo dei caduti per la causa audiofila.