Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 19 mag 2026, 19:06 Poi, come suggerito da Paolo, ho collegato sia l'uscita da 4 che quella da 8, ed ho preso il FB da quella da 4 con due bei cavi schermati in teflon, con garza attaccata a massa lato terminali. In tutte e quattro le combinazioni altoparlanti e resistenze, adesso risulta stabile.
ottimo. :party:

Per "quattro combinazioni" intendi carico fittizio e AP su una uscita e poi sull'altra, fermo restando la presa del NFB sull'uscita ad impedenza (e guadagno) più basso, giusto?
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 19 mag 2026, 21:12 Per "quattro combinazioni" intendi carico fittizio e AP su una uscita e poi sull'altra, fermo restando la presa del NFB sull'uscita ad impedenza (e guadagno) più basso, giusto?
Giusto.

Una domanda per Paolo.
Alla tua prima risposta nel 3D hai scritto:
"È un classico circuito Williamson: preamp a catodo comune accoppiato direttamente all'invertitore di fase a carico ripartito, seguito da driver differenziale (LTP) che pilota le finali a pentodo puro (con il significativo tocco di raffinatezza dato dall'alimentazione stabilizzata delle g2), nella più semplice delle classiche configurazioni PP. Il tutto condito con NFB globale, che dal secondario del TU rientra dal catodo del preamp."
Ma qual'è il driver differenziale LTP.
Io vedo preamp a catodo comune, l'invertitore di fase a carico ripartito, e poi lo stadio finale.
Dove sbaglio.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

Stasera ho provato a misurare l'impedenza del primario dei TU.
Ho sparato 1V pp sulle uscite ed ho letto il risultato sugli anodi, dopo aver tolto le valvole.
Se la procedura è corretta, ho letto 19.3 V per l'uscita 4 Ohm e 25.7 per l'uscita 8 Ohm, che portano, se non sbaglio i calcoli ad un impedenza riflessa di 1500 e 3000 sull'uscita 4 Ohm per carico rispettivamente di 4 e 8 Ohm, e 2650 e 5300 su quella da 8.
Considerando che le mie casse hanno l'impedenza che potete vedere nel grafico sotto, dove le colleghereste?
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

pro61 ha scritto: 20 mag 2026, 06:38 Io vedo preamp a catodo comune, l'invertitore di fase a carico ripartito, e poi lo stadio finale.
Dove sbaglio.
Ho guardato meglio ed ho capito dove sbagliavo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 20 mag 2026, 06:38 Io vedo preamp a catodo comune, l'invertitore di fase a carico ripartito, e poi lo stadio finale.
le ECC82 te le eri mangiate? Temo siano indigeste... :O) :lol:
pro61 ha scritto: 20 mag 2026, 19:08 Ho sparato 1V pp sulle uscite ed ho letto il risultato sugli anodi, dopo aver tolto le valvole.
Se la procedura è corretta, ho letto 19.3 V per l'uscita 4 Ohm e 25.7 per l'uscita 8 Ohm,
c'è qualcosa che non torna: dovrebbe essere il contrario! L'uscita per l'impedenza più bassa ha un rapporto di trasformazione maggiore, quindi pilotando il TU "al contrario" è quella che produce la tensione maggiore al primario.

Lo scopo delle diverse uscite del TU è proprio quello di presentare sempre (all'incirca) lo stesso carico anodico ai tubi, sia con carichi da 4 che da 8 Ohm (nominali), se collegati alle rispettive uscite dedicate.

Fai la controprova... pilota l'ampli con 100mV in ingresso, e misura la tensione su entrambe le uscite (visto che ci sei, calcola il guadagno in tensione nei due casi). L'uscita dove leggi la tensione più alta (e che quindi presenta il guadagno più alto) è quella prevista per il carico ad impedenza più alta (8 Ohm, presumibilmente).

Come misurare l'impedenza riflessa: il rapporto tra la tensione applicata al secondario e quella riflessa misurata al primario ti fornisce il rapporto di trasformazione (in tensione). Quello, elevato al quadrato e moltiplicato per l'impedenza (nominale) dell'uscita ti da l'impedenza riportata al primario (cioè il carico anodico presentato ai tubi).

BTW: hai misurato i semi-primari, tra le estremità e il centrale, o tutto il primario, da anodo ad anodo? (per i PP di solito si considera l'impedenza da anodo ad anodo).
pro61 ha scritto: 20 mag 2026, 19:08 Considerando che le mie casse hanno l'impedenza che potete vedere nel grafico sotto, dove le colleghereste?
Fine della teoria, qui si passa alla pratica: le colleghi dove suona meglio. :razz: Prova entrambe le uscite, e scegli a orecchio. :wink:
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 20 mag 2026, 21:18 c'è qualcosa che non torna: dovrebbe essere il contrario! L'uscita per l'impedenza più bassa ha un rapporto di trasformazione maggiore, quindi pilotando il TU "al contrario" è quella che produce la tensione maggiore al primario.

Lo scopo delle diverse uscite del TU è proprio quello di presentare sempre (all'incirca) lo stesso carico anodico ai tubi, sia con carichi da 4 che da 8 Ohm (nominali), se collegati alle rispettive uscite dedicate.

Fai la controprova... pilota l'ampli con 100mV in ingresso, e misura la tensione su entrambe le uscite (visto che ci sei, calcola il guadagno in tensione nei due casi). L'uscita dove leggi la tensione più alta (e che quindi presenta il guadagno più alto) è quella prevista per il carico ad impedenza più alta (8 Ohm, presumibilmente).
Io ho pensato che se hai un rapporto di trasformazione più alto, hai più tensione ma meno corrente quindi più adatto a pilotare 8Ohm e viceversa.
Poi ho sempre visto i TU rappresentati come ingresso 8 Ohm presa intermedia 4 Ohm e poi massa. Quindi se 4 Ohm è intermedia vuol dire che ha meno spire. Poi forse ho pensato male.
A meno che, la presa con 19.3 spire non sia stata pensata per un'uscita a 16 Ohm, data l'età dell'ampli (19.3*19.3*16 fa 5959 contro 5284 dell'altra presa su 8 Ohm).
UnixMan ha scritto: 20 mag 2026, 21:18 BTW: hai misurato i semi-primari, tra le estremità e il centrale, o tutto il primario, da anodo ad anodo? (per i PP di solito si considera l'impedenza da anodo ad anodo).
Anodo-Anodo.
Michele
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 20 mag 2026, 22:21 Io ho pensato che se hai un rapporto di trasformazione più alto, hai più tensione ma meno corrente quindi più adatto a pilotare 8Ohm e viceversa.
stai facendo un po' di confusione... il TU è in discesa. A parità di tensione e corrente al primario, un rapporto di trasformazione più alto (in tensione) significa meno tensione e più corrente al secondario, e viceversa.

(Il rapporto di trasformazione in corrente è esattamente l'inverso di quello in tensione; per quello il rapporto di impedenze va col quadrato del rapporto di trasformazione).
pro61 ha scritto: 20 mag 2026, 22:21 Poi ho sempre visto i TU rappresentati come ingresso 8 Ohm presa intermedia 4 Ohm e poi massa. Quindi se 4 Ohm è intermedia vuol dire che ha meno spire. Poi forse ho pensato male.
no, questo è corretto. Ma meno spire al secondario a parità di spire al primario = rapporto di trasformazione maggiore.
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

Mumble, mumble, mumble.
Oggi sono riuscito a fare un pò di sperimentazioni. Innanzitutto ho rimisurato gli avvolgimenti, stavolta con un amplificatore a pilotare le uscite (il pre su 1 Ohm si sedeva un po).
Filo giallo, quello che prima andava al FB. R in continua 1.1 Ohm 100 mV in ingresso, 2.56 in uscita anodo anodo. Con ampli in funzione, 40 mV in ingresso 1.6 V in uscita. Con FB staccato 9.6 V clipping a 14 V. Quindi guadagno 40 Volte con FB che sono 32 dB e 240 volte senza FB che sono 47.6 dB, quindi abbiamo 47.6-32=15.6 dB di FB.
Prima delle misure ho riconfigurato il FB, mettendo una resistenza da 2.2K con un cap da 68 pF e presa da filo giallo che presumibilmente è quello da 8 Ohm.
Filo azzurro, R in continua 0.8 Ohm, 100 mV in ingresso, 3.68 V in uscita, Il rapporto fra le spire è 36.8/25.6=1.43, come da manuale.
Quindi col filo giallo abbiamo un'impedenza riflessa di 5240 su 8 Ohm e 2520 su 4.
Su quello azzurro, 11420 su 8 e 5700 su 4.
Ora, mi è parso di capire che le 6L6GC con 410V sull'anodo e 47V sul catodo con G2 70V sotto, dovrebbero lavorare bene con 5-6 K di impedenza, quindi essendo le mie casse fra i 4 e i 5 Ohm praticamente resistivi da 700 Hz in su, dovrebbero lavorare meglio sul filo azzurro, presunto 4 Ohm.
Ho fatto anche qualche prova con l'onda quadra (si fa per dire, perchè il PC con 192KHz in uscita, mi sa che non ce la fa tanto) comunque allego foto a 1KHz in ingresso e uscita, 15K, 100 e 20 Hz e non mettetevi a rider plz.
Fatemi sapere le vostre opinioni.
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