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5Z3P non collegata.
Inviato: 20 ott 2025, 19:54
da pro61
Buonasera a tutti.
Ho comprato un cinese usato per cominciare a smanettare un pò con le lempadine.
L'oggetto in questione è un Ming Da mc368-b90, un single ended con KT90, di cui avevo letto una prova su Audioreview, nella quale, Montanucci lo definiva tecnicamente buono. La prova, con analisi tecnica e schemino semplificato la potete leggere sul sito della Ming Da
https://www.mingdaitalia.com/extra/revi ... 8-b902.pdf.
Ora, la versione di 10 anni fa differisce da quella attuale per l'uso come ingresso di valvole russe 6H8C al posto delle ECC82 (io credevo), invece, una volta aperto per apportare una modofica (ho creato un nuovo ingresso che bypassa il potenziometro per usarlo come finale) ho visto una cosa strana. La valvola raddrizzatrice non è collegata all'uscita del trafo, ma i due anodi sono collegati sul positivo del secondo banco di cap del filtro CLC, mentre sul primo cap, dove entra il trafo, c'è un bel ponte di diodi.
La modifica sembra essere di serie, in quanto non ci sono giunte o cose fuori posto.
Secondo voi, si potrebbe ripristinare la raddrizzatrice, togliendo il ponte di diodi, abbassando il valore del primo banco di cap (sono 2 da 380 uF 420V in serie), o bisogna ricalcolare il tutto per la perdita di voltaggio nella raddrizzatrice? sulla resistenza di catodo ho letto 370V com'era originariamente nella prova di AR e le valvole sono polarizzate a 88mA (0.88V su 10 Ohm).
Altra cosa, ho notato che le ECC82 avevano i filamenti alimentati in alternata, mentre le 6H8C li hanno alimentati in continua. E' normale?
Altra cosa ancora, su nessun condensatore di fitraggio c'è un cap plastico di bypass. Vale la pena metterli e se si che valore?
Per ora basta così, poi visto che ci sono, tenterò di tirar giù uno schema e ve lo sottoporrò per vedere se ci sono grosse castronerie.
Del resto, l'ampli l'ho comprato più per giocarci che per ascoltarlo, altrimenti lo avrei costruito da zero, o comprato qualcosa di più serio.
Però mi devo fare un pò le ossa con le valvole perchè fino a 15gg fa non sapevo manco come funzionavano.
Michele.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 ott 2025, 07:47
da mariovalvola
È stata usata solo come soft start. Con quel trasformatore di alimentazione non puoi usare quella raddrizzatrice.dovresti al limite fare un ponte ibrido tubi/ stato solido
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 ott 2025, 11:11
da pro61
Francamente non ho capito come funziona. La coppia di fili gialli va sui diodi che sono saldati ai condensatori. Da un lato c'è la connessione a massa, dall'altro il collegamento con l'induttanza. L'uscita dell'induttanza va sull'altra coppia di condensatori e alle placche della raddrizzatrice. Basta, a questo circuito non è collegato niente. L'alimentazione anodica arriva tutta da quel filo blu che si vede entrare in quella resistenza verde. Tale filo esce dal buco del trasformatore, ma non è un'uscita di questo anche perché suppongo sia corrente continua. Per vedere da dove arriva dovrei togliere iltrasformatore.
Mario, perché la valvola non è adatta al trasformatore? Sulla prova di cui ho messo il link viene utilizzata.
Michele
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 ott 2025, 13:56
da mariovalvola
I filamenti sono alimentati. Dagli anodi collegati insieme esce un filo rosso. Misura la tensione tra masse e il piedino 6 o 4 dovrebbe essere una tensione negativa.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 ott 2025, 14:02
da mariovalvola
Nella vecchia versione, probabilmente, il secondario HT aveva una presa centrale.
La raddrizzatrice parrebbe usata in modo normale
Screenshot_2025-10-21-16-00-24-913_com.android.chrome-edit.jpg
Nel nuovo no. Non sembrerebbe
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 ott 2025, 17:28
da pro61
mariovalvola ha scritto: 21 ott 2025, 13:56
I filamenti sono alimentati. Dagli anodi collegati insieme esce un filo rosso. Misura la tensione tra masse e il piedino 6 o 4 dovrebbe essere una tensione negativa.
Ok, domani che torno a casa provo. La misura va fatta con tutte le valvole in sede, o la posso fare anche senza valvole?
Altra domanda dettata dalla mia ignoranza in materia. Ma in un single ended, serve la presa centrale del trasformatore?
Michele
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 ott 2025, 20:33
da mariovalvola
Stiamo parlando del trasformatore di alimentazione.
Se usi un doppio diodo come la 5Z3P, o lo usi in un ponte ibrido oppure....
https://it.wikipedia.org/wiki/Raddrizzatore
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 22 ott 2025, 10:36
da pro61
Ma quei due diodi in foto creano un centrale fittizio?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 22 ott 2025, 13:12
da mariovalvola
In questo caso stai usando un ponte ibrido metà a tubi metà stato solido.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 22 ott 2025, 20:59
da pro61
mariovalvola ha scritto: 22 ott 2025, 13:12
In questo caso stai usando un ponte ibrido metà a tubi metà stato solido.
Quella configurazione l'ho trovata nel mio pre.
Stasera ho fatto un po di misure: sui diodi arrivano rispettivamente 173 e 161 VAC ed escono 423 VDC. Dopo l'induttanza ci sono 411 VDC che vanno sulle placche della 5Z3P e li muoiono. Sui filamenti ho misurato 387 VDC.
Dal filo blu, che ho controllato, esce da un lato del trasformatore ci sono ci sono 390 VDC che diventano 380 dopo le due resistenze in parallelo da 100 Ohm. Dopo il primo filtraggio partono due fili che vanno ai TU e ritornano sull'anodo della KT90 con 363VDC.
Sulle resistenze catodiche delle KT90 ho regolato 900 mV su 10 Ohm.
Dopo la seconda cella RC ci sono 255 VDC che vanno agli anodi delle 6H8C.
Poi ci sono due secondari da 6.3 VAC che alimentano i filamenti delle KT90, 1 secondario con ponte raddrizzatore per il riscaldamento dei filamenti delle 6H8C e un secondario con ponte raddrizzatore che va al trimmer di Bias a circa -60 VDC.
Come fanno ad uscire 390 VDC dal filo blu e che cosa serve la raddrizzatrice, non è dato saperlo.
Avete qualche idea?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 23 ott 2025, 07:24
da mariovalvola
Cerca di disegnare lo schema. Seguirti, è faticoso. Oltretutto, dovevi misurare la tensione al filo rosso del tubo centrale
Screenshot_2025-10-23-09-22-50-417_com.android.chrome-edit.jpg
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 23 ott 2025, 09:29
da pro61
mariovalvola ha scritto: 23 ott 2025, 07:24
Cerca di disegnare lo schema. Seguirti, è faticoso. Oltretutto, dovevi misurare la tensione al filo rosso del tubo centrale
Screenshot_2025-10-23-09-22-50-417_com.android.chrome-edit.jpg
C'è la misura. Sul filo rosso c'è la tensione che esce dall'induttanza, dato che il cavo rosso è collegato lì. 411 VDC, mentre sui filamenti ci sono 387 VDC.
Stasera provo a fare uno schemino.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 23 ott 2025, 14:14
da mariovalvola
Stiamo parlando dello zoccolo centrale? Quello nel disegno? Tra il piedino 2 e piedino 8 in AC ci sono 5V ?
Se la raddrizzatrice è usata come soft start, lo schema dovrebbe essere simile a questo
circuit.jpg
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 23 ott 2025, 15:58
da pro61
Lo schema è questo. Non c'è nessuna cannessione visibile all'uscita dei filamenti. Il filo blu che esce dal TA, non si vede dove è connesso sul TA, a differenza di tutte le altre alimentazioni che si vede benissimo da dove escono. Sta di fatto che il filo blu alimenta tutti gli anodi.
Sul tuo schema e sulla foto dell'articolo, si vede benissimo che da uno dei filamenti viene prelevata l'AT, mentre dalla foto del mio si vede chiaramente che non c'è nulla.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 23 ott 2025, 16:15
da mariovalvola
Non può funzionare così
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 23 ott 2025, 16:35
da pro61
Pure secondo me, però funziona. O devo togliere il cappuccio dal TA per vedere quel cappero di filo blu dove è connesso, però devo dissaldare tutte le alimentazioni, oppure mi limito ad ascoltarlo, e fanchiulus i cinesi. Ho visto che pure la controreazione è diversa dallo schema della prova. Li il centro del TU è collegato alla seconda griglia delle KT, nel mio invece l'uscita 8 ohm e riportata all'ingresso con una resistenza bypassata da un cap da 220 pico. Bho.
Altra cosa, ho provato a misurare l'induttanza, ma il mio strumento arriva a 100 mH, però mi ha dato una resistenza di 103 Ohm. Siccome sull'induttanza cadono 12V, su 100 Ohm fanno 120 mA, quindi sicuramente non sta alimentando le KT. Ma allora ma chi lo fa quest'assorbimento?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 25 ott 2025, 08:25
da pro61
mariovalvola ha scritto: 23 ott 2025, 16:15
Non può funzionare così
Non ce l'ho fatta, l'ho smontato. In foto, il famoso filo blu' da dove esce i 387 VDC che alimentano tutta l'anodica.
Domanda: non è che dal filamento della raddrizzatrice lo fanno rientrare nel trafo e poi lo fanno riuscire a tensione + bassa? 387 VDC sulla raddrizzatrice e 381 all'uscita del filo blu? Credo sia l'unico modo per far uscire la continua dal trasformatore.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 25 ott 2025, 12:52
da pro61
Ho fatto uno schema dell'ampli, così se qualche esperta anima pia gli da uno sguardo e riesce ad individuare punti ove si può migliorare, gliene sarei grato. Se il circuito va bene, o è migliorabile, penserò anche un po di componentistica passiva, sempre dietro vostro consiglio.
Ho controllato il filo blu. E' in continuita con i due fili della 5V del riscaldamento della rettificatrice. Quindi la 387V esce dal filamento della 5Z3P rientra nel TA ed esce dal filo blu, perdendo circa 6V. A cosa serve secondo voi questo massaggio?
In effetti i diodi e la 5Z3P sembrerebbero lavorare in serie.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 29 ott 2025, 19:14
da pro61
Azz, sono finite le anime pie in questo forum.
Intanto che cercavo un po in rete, questi caps sembrano originali, fatto sta che la serie PB di SCR è 400VDC, mentre qui c'è scritto 630 VDC che invece è la serie PPE sono venduti anche col marchio Solen. Sti cinesi non sanno manco copiare. Che dite li cambio con dei PPE, lascio perdere o qualcuno ha qualcosa da consigliare?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 30 ott 2025, 10:33
da mariovalvola
Fai bene lo schema. Vedrai che le anime pie ritornano.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 30 ott 2025, 11:29
da pro61
mariovalvola ha scritto: 30 ott 2025, 10:33
Fai bene lo schema. Vedrai che le anime pie ritornano.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 30 ott 2025, 11:31
da pro61
Mi dici per favore cosa non ti quadra, così ci guardo meglio.
Come dicevo sopra, sono a digiuno di valvole, anche se ho cominciato a studiare.
Michele
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 30 ott 2025, 14:25
da mariovalvola
IMG_20251030_152347.jpg
Scusa ma non si capisce vedi la parte nel cerchio rosso
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 30 ott 2025, 15:52
da pro61
mariovalvola ha scritto: 30 ott 2025, 14:25
IMG_20251030_152347.jpg
Scusa ma non si capisce vedi la parte nel cerchio rosso
Ho speso fiumi di inchiostro senza riuscire a farmi capire, si vede che sto inecchiando Ci riprovo.
Quello schema che non si capisce, è esattamente il motivo per cui ho aperto il 3d, ma lo schema è corretto.
Nella parte in alto si vede l'uscita del trasformatore che va ai diodi, poi al filtro CLC e da qui sulla raddrizzatrice (filo rosso).
Dalle foto si vede che sulla 5Z4P, oltre il filo rosso c'è collegato solo la 5V degli heater (filo grigio su 2 e 8 ), quindi non c'è nessuna presa per alimentare le valvole.
Dalla foto si vede la seconda parte dello schema, quello che alimenta il tutto. La resistenza verde, prende tensione dal filo blu, filtro RC che alimenta le KT90 e secondo filtro RC con fusibile che alimenta le 8H6C.
Ma il filo blu, esce dal trasformatore, da una locazione diversa da dove escono tutte le altre coppie di fili, ed esce in corrente continua.
Come puo essere tutto cio? Come fa la corrente a passare dalla 5Z3P al filo blu se non attraverso il trasformatore?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 30 ott 2025, 18:20
da mariovalvola
Scusami un attimo. Cosa sono L1 L2 e L4 e L5? Come può essere che si alimenti il single ended con una tensione alternata mentre tu leggi 387 VDC? siamo alle barzellette scusami Ti faccio notare che dopo L4 e L5 non vedo nessun raddrizzatore eppure tu leggi una tensione continua. Da un trasformatrore esce una tensione alternata.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 30 ott 2025, 19:52
da pro61
mariovalvola ha scritto: 30 ott 2025, 18:20
Da un trasformatrore esce una tensione alternata.
L1-2-4-5 sarebbero gli avvolgimenti del trasformatore. Non avendo trovato il simbolo del trafo, ho risolto così.
Se non era una barzelletta, non avrei aperto il 3d. Lo so benissimo che dal trasformatore non può uscire la corrente continua, ma sta di fatto che da quel cappero di fili blu, che esce da solo da un posto a caso del TA (si vede benissimo dalla foto) esce una corrente continua di 6 volt più bassa di quella che leggo fra massa e uno dei due fili grigi del riscaldamento della raddrizzatrice. Fra i due fili grigi ci sono 5VAC.
La domanda è: può essere che la prelevino da uno dei fili del riscaldamento all'interno del TA e la fanno uscire dal filo blu? e se si, visto che mi sembra l'unico modo, a cosa serve?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 31 ott 2025, 19:38
da UnixMan
Sicuro ti è sfuggito qualcosa. Ad apparecchio spento (e condensatori ben scarichi) misura continuità e resistenza tra i vari fili che escono dal TA...
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 31 ott 2025, 19:50
da pro61
UnixMan ha scritto: 31 ott 2025, 19:38
Sicuro ti è sfuggito qualcosa. Ad apparecchio spento (e condensatori ben scarichi) misura continuità e resistenza tra i vari fili che escono dal TA...
Il TA l'ho smontato. Avevo già riportato che fra il filo blu e i fili del riscaldamento della raddrizzatrice, c'è continuità. Il multimetro segnna 0.3 Ohm.
Solo con quelli. Tutti gli altri hanno circuito aperto.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 31 ott 2025, 21:23
da UnixMan
pro61 ha scritto: 31 ott 2025, 19:50
Il TA l'ho smontato. Avevo già riportato che fra il filo blu e i fili del riscaldamento della raddrizzatrice, c'è continuità. Il multimetro segnna 0.3 Ohm.
E allora, "mistero" risolto. La 5Z3P è un diodo a riscaldamento diretto. Il filamento è anche il catodo. Il filo blu verosimilmente è la presa centrale del secondario dedicato al filamento della raddrizzatrice. Da lì esce la tensione che viene dal catodo della raddrizzatrice.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 31 ott 2025, 21:41
da pro61
Oooh, finalmente. Quindi l'anodica non si può prendere direttamente dalla raddrizzatrce come ho visto in tutti gli schemi del mondo ,(vabbè, in tanti schemi).
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 31 ott 2025, 23:37
da UnixMan
pro61 ha scritto: 31 ott 2025, 21:41
Oooh, finalmente. Quindi l'anodica non si può prendere direttamente dalla raddrizzatrce come ho visto in tutti gli schemi del mondo ,(vabbè, in tanti schemi).
in realtà si può, ma così è "più corretto".
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 01 nov 2025, 11:53
da mariovalvola
pro61 ha scritto: 31 ott 2025, 21:41
Oooh, finalmente. Quindi l'anodica non si può prendere direttamente dalla raddrizzatrce come ho visto in tutti gli schemi del mondo ,(vabbè, in tanti schemi).

Da un vecchio 3D qui su questi lidi, come vedi, i collegamenti alla raddrizzatrice, per certi versi sono così. Per altri, no.
Però capisci che il disegno non era a posto. Non è che l'ampli funzionasse nonostante i misteri irrisolvibili generati dai tuoi disegni. Semplicemente, com'era ovvio, erano i disegni a essere clamorosamente sbagliati. Speravo ci arrivassi.
Per ricavare decentemente uno schema devi usare il voltmetro quando l'ampli è acceso e verificare con un Ohmetro quando l'ampli è spento, come girano i collegamenti.
Prova adesso a disegnare uno schema.
Adesso devi solo risolvere i collegamenti a questa misteriosa raddrizzatrice ( gli anodi sono uniti? )
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 01 nov 2025, 12:37
da pro61
Scusa Mario, ma se avessi avuto idea che quel filo blu era il centrale degli heater, avrei disegnato anche uno schema giusto, infatti avevo anche scritto che l'anodica poteva prenderla dai fili degli heater, ma non avevo pensato alla presa centrale.
Lo schema corretto dovrebbe esere questo.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 01 nov 2025, 14:34
da pro61
Bene, risolto il mistero del filo blu, passiamo ad altro.
Ho misurato tutti i cap di alimentazione (sono marchiati i primi 4 Nippon Chemi Con e gli altri 3 Nichicon GU) e sono tutti sotto specifica del 10-15%.
Pensavo di sostituirli e dato che mi trovavo, cambiare anche i valori, che mi sembrano un po striminziti. Ho pensato ad una cosa del genere (vedi schema).
La domanda è, va bene usare roba industriale o conviene usare roba marchiata for audio?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 01 nov 2025, 16:00
da mariovalvola
Prima di sostituire componenti ragiona bene sullo schema. Non mi sembra che sia tutto smarcato.
Hai capito a cosa serve la raddrizzatrice messa così?
Le tensioni ai capi del secondario HT (173VAC ? e 161VAC ?) sono misurate rispetto a cosa?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 01 nov 2025, 16:43
da pro61
mariovalvola ha scritto: 01 nov 2025, 16:00
Prima di sostituire componenti ragiona bene sullo schema. Non mi sembra che sia tutto smarcato.
Hai capito a cosa serve la raddrizzatrice messa così?
Le tensioni ai capi del secondario HT (173VAC ? e 161VAC ?) sono misurate rispetto a cosa?
Che significa che non è tutto smarcato?
La raddrizzatrice, se non ho capito male, dovrebbe fare da soft start, cioè man mano che si scaldano i filamenti fa passare la tensione.
L'alternata l'ho misurata sui due rami di ingresso ai diodi rispetto a massa. Suppongo che se li misuro fra di loro ottengo la somma, 334 VAC.
Domanda: ma la prima serie prendeva la continua direttamente dalla raddrizzatrice, perchè poi ci han messo i diodi? Affidabilità?
Michele.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 07 nov 2025, 09:02
da pro61
Ho ritoccato un pò lo schema. Ditemi se manca ancre qualcosa e se possibile avere una qualche risposta alle varie domande che ho posto. Grazie.
Michele.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 07 nov 2025, 11:43
da plovati
Adesso riesco a seguire anche io lo schema. Ma mi sono perso le domande
Sulla base dello schema ricavato, cosa non ti torna o vorresti sapere (scusa in anticipo per la ripetizione che ti chiedo, colpa di Mario che fa casino

) ?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 07 nov 2025, 14:22
da pro61
plovati ha scritto: 07 nov 2025, 11:43
Ma mi sono perso le domande
Sulla base dello schema ricavato, cosa non ti torna o vorresti sapere ?
Grazie per l'interessamento.
1) Un dubbio che mi è venuto è, perchè sulla presa della seconda griglia, non c'è nessuna resistenza, dato che le ho viste in tutti gli schemi (100-330 Ohm). A tal proposito (ultralineare) ho visto che c'è una forte diatriba fra
chi dice che essenzialmente serve solo per i PP e che per il PE è addirittura negativo, però viene usato moltissimo anche in questa configurazione. Quale sarà mai la verità.
2) Se sula prima versione c'era solo la raddrizzatrice, perchè hanno messo i diodi e lasciato la 5Z3P nel circuito, che comunque si mangia una ventina di Volt. Non varrebbe la pena alimentare loso i filamenti, tanto per farla
accendere?
3) I condensatori di accoppiamento, vedi foto sopra, sono marcati SCR 630 VDC serie BP. Ma da una ricerca fatta in rete, la serie BP è da 400 VDC, non 630, che è la serie PPE. Non è che sono dei tarocchi cinesi?
Li cambio con degli originali SCR PPE o Solen PPE che è la stessa cosa o qualcosa che consigliate voi esperti del ramo. (Molti usano addirittura dei WIMA MKP10)
4) Ho misurato i cap dell'alimentatore e sono tutti sotto dal 10 al 20%, Cambio pure quelli, magari mettendone di voltaggio adatto(450VDC dovrebbero andar bene, visto che la tensione massima misurata è 411 VDC) così
magari anzichè metterli in serie, li metto in parallelo in modo che a parità di spazio aumento la capacità: e anche in questo caso, va bene roba industriale, tipo EPCOS, Panasonic, Nichicon, senza andare su roba specifica
per audio, tipo Mundorf o Elna o Nichicon?
5) Ho notato che se regolo il bias a 88 mA e poi inverto le valvole, mi riprovo 83 da una parte e 93 dall'altra. Valvole non accoppiate? Fino a dove si possono polarizzare ste valvole, sono le cinesi di serie marcate Jingina ,
però sembrano fatte bene, piedini dorati, placca nera, vetro bello robusto. A tal proposito, visto che adesso le KT90 le fa solo la EH, si possono sostituire con cosa? 88, 120, 150, anche se so che queste ultime sono dei
pentodi e non dei beam tetrode, ma le danno tutti come equivalenti più potenti.
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Michele
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 07 nov 2025, 17:00
da UnixMan
pro61 ha scritto: 07 nov 2025, 14:22
1) Un dubbio che mi è venuto è, perchè sulla presa della seconda griglia, non c'è nessuna resistenza, dato che le ho viste in tutti gli schemi (100-330 Ohm).
immagino tu ti riferisca alla g2 della finale. In effetti, una resistenza di protezione potrebbe non essere una cattiva idea aggiungerla. N.B.: quella resistenza (così come qualsiasi altra grid-stopper) va montata a ridosso del tubo (con un reoforo - tenuto corto - saldato direttamente sullo zoccolo...).
pro61 ha scritto: 07 nov 2025, 14:22
A tal proposito (ultralineare) ho visto che c'è una forte diatriba fra chi dice che essenzialmente serve solo per i PP e che per il PE è addirittura negativo
PE? Intendevi dire SE (single-ended) ?
Comunque, argomenta: "dicono" non significa nulla. Quali sono gli argomenti portati a sostegno dell'una e dell'altra tesi?
Nota che "ultralineare" era (e resta) una "buzzword" del marketing dei tempi. Nella realtà, si tratta di una via di mezzo tra il funzionamento a Pentodo (che permette di ottenere la massima efficienza e potenza ottenibili da un dato tubo, al prezzo della massima distorsione ed impedenza di uscita) e quello a (pseudo-)Triodo (che permette di ottenere la minima distorsione e la minima impedenza di uscita, al prezzo di minore efficienza e potenza di uscita). Quale sia il motivo per cui tale configurazione dovrebbe essere più o meno vantaggiosa in PP rispetto al SE mi sfugge.
pro61 ha scritto: 07 nov 2025, 14:22
2) Se sula prima versione c'era solo la raddrizzatrice, perchè hanno messo i diodi e lasciato la 5Z3P nel circuito, che comunque si mangia una ventina di Volt. Non varrebbe la pena alimentare loso i filamenti, tanto per farla accendere?
...in tal caso, tanto varrebbe toglierla e basta. Che senso avrebbe lasciarla a consumare corrente inutilmente?!
Allo stato attuale a qualcosa serve. Fondamentalmente è impiegata per ritardare l'anodica della finale, per dar modo al catodo della stessa di riscaldarsi prima di applicare l'alta tensione.
Si potrebbe modificare il circuito per creare un ponte ibrido, rendendo più utile la raddrizzatrice. Ma c'è il problema della max corrente di picco, cosa che non permette di utilizzare filtri ad ingresso capacitivo con condensatori di capacità elevata. Quindi andrebbe rivisto completamente anche il filtro (di fatto, tutto l'alimentatore).
pro61 ha scritto: 07 nov 2025, 14:22
3) I condensatori di accoppiamento, vedi foto sopra, sono marcati SCR 630 VDC serie BP. Ma da una ricerca fatta in rete, la serie BP è da 400 VDC, non 630, che è la serie PPE. Non è che sono dei tarocchi cinesi?
poco ma sicuro, come tutto il resto...
pro61 ha scritto: 07 nov 2025, 14:22
5) Ho notato che se regolo il bias a 88 mA e poi inverto le valvole, mi riprovo 83 da una parte e 93 dall'altra. Valvole non accoppiate? Fino a dove si possono polarizzare ste valvole, sono le cinesi di serie marcate Jingina ,
è normale... non esistono al mondo due tubi identici. Ed ovviamente non sono stati selezionati a coppie per guadagno simile. Ma la cosa non è molto utile, perché le caratteristiche cambiano col tempo, e non è detto (anzi, è improbabile) che entrambi cambino allo stesso modo. Per cui tubi accoppiati (da nuovi) dopo un po' di tempo facilmente non lo sono più. In ogni caso, la cosa è pressoché irrilevante, specie in un SE. Polarizzali correttamente e basta.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 07 nov 2025, 20:49
da pro61
UnixMan ha scritto: 07 nov 2025, 17:00
Comunque, argomenta: "dicono" non significa nulla. Quali sono gli argomenti portati a sostegno dell'una e dell'altra tesi?
Nota che "ultralineare" era (e resta) una "buzzword" del marketing dei tempi. Nella realtà, si tratta di una via di mezzo tra il funzionamento a Pentodo (che permette di ottenere la massima efficienza e potenza ottenibili da un dato tubo, al prezzo della massima distorsione ed impedenza di uscita) e quello a (pseudo-)Triodo (che permette di ottenere la minima distorsione e la minima impedenza di uscita, al prezzo di minore efficienza e potenza di uscita). Quale sia il motivo per cui tale configurazione dovrebbe essere più o meno vantaggiosa in PP rispetto al SE mi sfugge.
Intanto ti ringrazio per le risposte.
Onestamente fino a un mese fa non sapevo manco cosa significasse "amplificatore ultralineare", quindi ricercando in rete ho trovato questo articolo
https://www.sb-lab.eu/category/letture-tecniche/page/2/ verso i due terzi della pagina, che parlava di questa cosa e il tizio mi dava l'impressione di essere abbastanza preparato. Poi se ha scritto una sbronzata, io ne ho scritte due, ma chiedevo solo perchè se effettivamente fosse così, gli amplificatori SE cosiddetti ultralineari, dovrebbero essere tutti una schifezza.
Nel caso volessi provare la configurazione a pseudotriodo, basta che stacco il filo che viene dall'alimentatore dalla G2 isolandolo, e la collego direttamente all'anodo con un resistore, che sarà lo stesso che inserirò sul piedino della G2, o c'è altro da fare?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 07 nov 2025, 23:16
da UnixMan
pro61 ha scritto: 07 nov 2025, 20:49
Nel caso volessi provare la configurazione a pseudotriodo, basta che stacco il filo che viene dall'alimentatore dalla G2 isolandolo, e la collego direttamente all'anodo con un resistore, che sarà lo stesso che inserirò sul piedino della G2, o c'è altro da fare?
Ni. In primo luogo devi verificare che la tensione di alimentazione anodica sia inferiore alla max tensione tollerata dalla g2, altrimenti non si può fare. In secondo luogo, poiché nelle due configurazioni cambiano curve ed impedenza interna del tubo, verosimilmente l'impedenza di carico anodico, cioè l'impedenza riflessa al primario del TU non sarà quella più adatta ad una connessione a triodo. Però, se la prima condizione è verificata, nulla vieta di provare.
Per altro, una connessione a pseudo-triodo più corretta andrebbe realizzata impostando una tensione di polarizzazione DC della g2 più bassa di quella anodica (in pratica, oltre al resistore tra g2 ed anodo ci andrebbe una stringa di Zener by-passati da condensatori.
Stessa cosa in realtà andrebbe fatta anche per l'ultralineare (in questo caso con gli Zener andrebbero tra la presa sul TU e la g2).
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 09 nov 2025, 11:27
da pro61
UnixMan ha scritto: 07 nov 2025, 17:00
Si potrebbe modificare il circuito per creare un ponte ibrido, rendendo più utile la raddrizzatrice. Ma c'è il problema della max corrente di picco, cosa che non permette di utilizzare filtri ad ingresso capacitivo con condensatori di capacità elevata. Quindi andrebbe rivisto completamente anche il filtro (di fatto, tutto l'alimentatore).
Così potrebbe andar bene?
Hai poi letto quell'articolo che avevo linkato sull'ultramineare?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 10 nov 2025, 08:21
da plovati
1) La resistenza su G2 serve a stabilizzare il punto di lavoro della G2. Se non c'è è perchè confidano nella resistenza in DC degli avvoilgimenti del trasformatore di uscita o perchè non lo sanno.
2) E' li per ritardare accensione (si potev afare con qualsiasi altro mezzo) e per estetica (qualsiasi altro mezzo non sarebbe stato altrettanto)
3) Nel punto in cui sono 400V dovrebbero basatre, misura la tensione a vuoto (senza valvole) in quel punto e vedi.
4) Se intendi che hai misurato capacità, per gli elettrolitici di qualunque marca è normale anche un 40% di scostamento dal valore nominale.
5) Valvole accopiate al 5% sono rare, al 10% più o meno al 20% pare sia la norma nelle produzioni correnti (così un po' a naso). Cambiare con valvole più potenti serve a poco se non vari il resto per accomodare quella potenza. KT88 e 6550A sono praticamente la stessa cosa. Penta labs era un selezionatore per uso militare di questi tubi ed è più facile trovarli ragionevolmente accoppiate sotto questo rebranding
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 10 nov 2025, 08:26
da stereosound
pro61 ha scritto: 09 nov 2025, 11:27
Così potrebbe andar bene?
Lo schema dell'alimentazione anodica è errato ,per semplificarti i collegamenti ti ho disegnato uno schemino che puoi facilmente adottare,la rettifica non è ibrida. (riporta lo zoccolo della 5Z3:UX4)
Il primo condensatore della cella di filtraggio però non deve superare i 4uF (come da datasheet del tubo...ma si tollera un valore max fino a 47uF),mentre l'induttanza dovrebbe essere non inferiore a 5/6H.
La 5Z3P (quella in tuo possesso) ha una diversa disposizione dei collegamenti sui piedini (zoccolo octal) ,ma lo schema di utilizzo non cambia.
qui le specifiche:
https://www.r-type.org/exhib/aag0056.htm
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 10 nov 2025, 14:37
da pro61
stereosound ha scritto: 10 nov 2025, 08:26
Lo schema dell'alimentazione anodica è errato
Perchè dici che è errato? Dovrebbe essere un ponte di Graetz ibrido. L'unico dubbio è se prendere la tensione dal centrale degli heater, come funziona adesso o se si può escludere in qualche modo.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 10 nov 2025, 15:37
da stereosound
pro61 ha scritto: 10 nov 2025, 14:37
Perchè dici che è errato?
Dovrebbe essere un ponte di Graetz ibrido. L'unico dubbio è se prendere la tensione dal centrale degli heater, come funziona adesso o se si può escludere in qualche modo.
Si esatto,ho in effetti preso una svista (avevo confuso i secondari del TA)! quello che hai disegnato è in effetti una rettifica ibrida.
L'uscita dell'anodica può essere presa dal centrale del secondario che alimenta il filamento della 5Z3P. Non serve escluderla.
Lo schema che ti ho riportato in precedenza si realizza in mancanza dei centrale del filamento, con o senza rettifica ibrida. La rettifica a doppia semionda si rende necessaria in assenza del centrale dell'anodica come nel tuo caso.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 10 nov 2025, 18:18
da pro61
stereosound ha scritto: 10 nov 2025, 15:37
Si esatto,ho in effetti preso una svista (avevo confuso i secondari del TA)! quello che hai disegnato è in effetti una rettifica ibrida.
L'uscita dell'anodica può essere presa dal centrale del secondario che alimenta il filamento della 5Z3P. Non serve escluderla.
Lo schema che ti ho riportato in precedenza si realizza in mancanza dei centrale del filamento, con o senza rettifica ibrida. La rettifica a doppia semionda si rende necessaria in assenza del centrale dell'anodica come nel tuo caso.
Quello che non mi è chiaro è se facendo un ibrido, vale sempre la regola della capacità dopo la raddrizzatrice. La 5Z3P dichiara 4 uF, ma per esempio la GU4G che dovrebbe essere uguale, ne dichiara 32 per le vecchie Brimar e anche 40 per le più moderne cinesi. Come ci si comporta in questo caso.
E ancora, nello stadio solido in classe A utilizzo in genere degli NTC sulla 230 per ammorbidire lo spunto, dato che dopo ci sono anche 100mF di capacità. Puo essere valido anche sui valvolari in classe A?
Michele
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 10 nov 2025, 19:02
da UnixMan
pro61 ha scritto: 10 nov 2025, 18:18
Quello che non mi è chiaro è se facendo un ibrido, vale sempre la regola della capacità dopo la raddrizzatrice.
ovvio che sì. Il limite è dovuto alla corrente di picco tollerabile dal tubo, che non cambia.
Sposta i resistori in serie a monte del primo C (aiutano a ridurre le correnti di picco), ma comunque non superare i 4uF sul primo C.
pro61 ha scritto: 10 nov 2025, 18:18
Puo essere valido anche sui valvolari in classe A?
Dipende dalla potenza assorbita (a prescindere dalla classe di funzionamento dell'ampli). Tipicamente non è necessario.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 10 nov 2025, 20:02
da pro61
UnixMan ha scritto: 10 nov 2025, 19:02
Sposta i resistori in serie a monte del primo C (aiutano a ridurre le correnti di picco), ma comunque non superare i 4uF sul primo C.
Ho un bel Rifa MKP da 4.7uF a 630VDC, va bene?
Dici le due in parallelo da 100 Ohm? che poi non ho capito, sono due da 10W quando l'assorbimento è circa 2W. Va bene abbundare ma qui si esagera.
Lo stesso la resistenza di catodo, che è da almeno 5W 10 Ohm, quando ci cade su 1V a 100mA, che fanno 100 mW.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 16 nov 2025, 15:23
da pro61
Arieccomi. Buonasera a tutti.
Ho rifatto il cablaggio come da schema allegato, ma non mi quadra qualcosa. Mi ritrovo infatti col voltaggio a vuoto, cioè senza valvole, 25 Volt in meno e 30V in meno sull'anodica delle finali e 20V sull'anodica del pre sotto carico. Le 2 resistenze che ho aggiunto. si mangiano 2V l'una, quinde non è quello. Dove ho potuto mangiarli sti 25V. Da premettere che ho anche provato a bypassare la raddrizzatrice con due diodi, ma non cambia niente (anche se la tolgo).
L'unica cosa che ho cablato all'incontrario è l'induttanza, ma non mi risulta che aabbiano un verso, almeno quelle dei crossover, qui non so.
Ringrazio chi voglia aiutarmi a capire.
Michele.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 16 nov 2025, 16:36
da stereosound
Se le tensioni all'uscita del TA sono corrette,proverei intanto ad aumentare il valore del primo condensatore (anche se da datasheet si consigliano 4uF). Lo porterei ad almeno 33uF.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 16 nov 2025, 20:37
da pro61
stereosound ha scritto: 16 nov 2025, 16:36
Se le tensioni all'uscita del TA sono corrette,proverei intanto ad aumentare il valore del primo condensatore (anche se da datasheet si consigliano 4uF). Lo porterei ad almeno 33uF.
Credo c'entri poco, perchè ho provato anche a staccare l'ingresso del primo condensatore, ma ho sempre 450V mentre prima ne avevo 475. Se faccio 350VAC che è il valore de''alternata per SQRT 2 (1.41) dovrei avere almeno 490VDC.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 16 nov 2025, 21:15
da stereosound
Se dopo il ponte non usi nessun condensatore non puoi fare quel calcolo.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 16 nov 2025, 21:57
da pro61
stereosound ha scritto: 16 nov 2025, 21:15
Se dopo il ponte non usi nessun condensatore non puoi fare quel calcolo.
Avevi ragione, ho messo un 40 in parallelo al 4.7 e ho recuperato i 25 VAC persi.
Come si spiega questo fatto, non ci sarei mai arrivato.
Ora però, se tolgo i due diodi di Bypass, e faccio lavorare la rettificatrice, mi ritrovo ancora con 330VDC di anodica, anzichè 365 e 225 della sezione pre, anzichè 250. Il bias sulle finali lo posso regolare. Ci sono controindicazioni a lavorare più basso di tensione, o mi conviene lasciare il ponte completo di diodi?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 16 nov 2025, 23:35
da UnixMan
pro61 ha scritto: 16 nov 2025, 21:57
Avevi ragione, ho messo un 40 in parallelo al 4.7 e ho recuperato i 25 VAC persi.
eviterei di lasciare una capacità così alta se togli il by-pass con i diodi a stato solido e tieni il tubo.
pro61 ha scritto: 16 nov 2025, 21:57
Come si spiega questo fatto, non ci sarei mai arrivato.
la tensione in quel punto non è né una sinusoide né una tensione continua. Scollegando completamente il filtro (incluso il primo condensatore) ci troveresti una tensione pulsata (a 100Hz), simile ad una sinusoide la cui semionda negativa è "ribaltata". Nel momento in cui ci colleghi un condensatore questo tende a livellare la tensione ma, specie con un condensatore di valore relativamente piccolo e/o in presenza di un carico, il "ripple" residuo è elevato. In entrambi i casi la lettura con un multimetro è falsata, tanto in DC quanto in AC (a meno che non sia uno strumento "true RMS", che ti direbbe per l'appunto il vero valore efficacie, che è diverso da ciò che forse ti aspettavi di trovarci).
Con un condensatore di valore più elevato il ripple si riduce, e la lettura del multimetro in DC si avvicina di più al valore della tensione di picco, che è quello che calcoli moltiplicando il valore efficacie della tensione AC in ingresso per radice di 2. Ma tieni presente che quello è il valore massimo teorico che si otterrebbe solo in totale assenza di carico. Nella realtà, in presenza di carico, il valore efficacie della tensione sul primo condensatore sarà sempre inferiore a quello (e poi, ovviamente, a valle del filtro completo sarà ancora minore).
pro61 ha scritto: 16 nov 2025, 21:57
Ora però, se tolgo i due diodi di Bypass, e faccio lavorare la rettificatrice, mi ritrovo ancora con 330VDC di anodica, anzichè 365 e 225 della sezione pre, anzichè 250.
ovvio. La caduta di tensione ai capi dei diodi a stato solido è bassa (per i comuni diodi a giunzione al silicio è circa 0.7V) e quasi indipendente dalla corrente che ci scorre: superata la tensione di soglia, la curva caratteristica I/V dei diodi raddrizzatori a stato solido diventa quasi verticale. Al contrario, la curva dei diodi a vuoto è tutt'altro che verticale. Ai capi di una raddrizzatrice cadono decine di volts, e tale caduta (oltre che dal tipo di tubo) è fortemente dipendente dalla corrente che ci scorre (più alta è la corrente, maggiore è la caduta di tensione). Nota che questo fa sì che la caduta cambia dinamicamente durante i cicli di carica, influendo sensibilmente sulla tensione "media" che si ottiene ai capi del primo condensatore di filtro. Ovviamente cambia notevolmente anche la forma delle correnti di carica, e di conseguenza lo spettro del rumore prodotto (è uno dei motivi per cui usare una raddrizzatrice al posto di diodi a stato solido o viceversa può avere influenza sul suono).
pro61 ha scritto: 16 nov 2025, 21:57
Il bias sulle finali lo posso regolare. Ci sono controindicazioni a lavorare più basso di tensione, o mi conviene lasciare il ponte completo di diodi?
Puoi verificare sulle curve caratteristiche dei tubi come si sposta il punto di lavoro, ed eventualmente decidere di modificare (leggermente...) la corrente di BIAS rispetto a quella raccomandata. Ma differenze così piccole (le devi considerare in termini relativi, in percentuale rispetto al valore precedente) sono pressoché irrilevanti. Le variazioni ammesse della tensione di rete producono differenze maggiori...
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 18 nov 2025, 22:38
da pro61
Alla fine, dopo aver fatto un po di prove di ascolto, ho deciso di tenere il raddrrizzamento a tubo. Il primo condensatore l'ho messo da 20 uF, se vi sembra troppo lo posso dimezzare, visto che sono due da 10 in parallelo. La 5Z3P cinese sembra non aver gradito a lavorare da sola. All'accensione crea un arco nella parte bassa, poi funziona bene. L'ho sostituita con una 5C3S russa del 54 e gli archi sono spariti. Meglio così.
La tensione anodica con 100mA di polarizzazione è scesa da 370 con i diodi a 320 con il tubo. La tensione del pre è scesa da 250 a 210. A questo punto mi chiedo se i punti di lavoro della sezione pre vadano rivisti, o più banalmente cambio la resistenza da 10K dell'ultima cella RC per ripristinare la tensione a 250V. Consigliatemi plz.
Allego foto del nuovo layout. Ho tolto quei condensatori che erano incollati col chiulo per terra, che non mi sebrava il caso, in caso di perdita o di esplosione.
Michele.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 18 nov 2025, 23:29
da UnixMan
pro61 ha scritto: 18 nov 2025, 22:38
Il primo condensatore l'ho messo da 20 uF, se vi sembra troppo lo posso dimezzare,
direi. Per quanto ci siano i 50 Ohm in serie, anche con 10u sei a più del doppio della max capacità consentita (a meno che la russa che ci hai messo non abbia specifiche diverse... ma sarebbe sempre preferibile stare sotto al massimo consentito, e mai sopra).
pro61 ha scritto: 18 nov 2025, 22:38
La 5Z3P cinese sembra non aver gradito a lavorare da sola. All'accensione crea un arco nella parte bassa, poi funziona bene.
povera... non ha gradito tutta quella capacità e/o la tensione inversa, che così come era montata prima non riceveva. Ma sei sicuro si trattasse proprio di archi? Se così fosse, sarebbe piuttosto sorprendente che sia sopravvissuta: le scariche avrebbero potuto facilmente distruggere il filamento.
Possibile anche che, visto come era impiegata, in origine montino tubi di scarto, inutilizzabili per usi "canonici".
pro61 ha scritto: 18 nov 2025, 22:38
La tensione anodica con 100mA di polarizzazione è scesa da 370 con i diodi a 320 con il tubo. La tensione del pre è scesa da 250 a 210. A questo punto mi chiedo se i punti di lavoro della sezione pre vadano rivisti, o più banalmente cambio la resistenza da 10K dell'ultima cella RC per ripristinare la tensione a 250V. Consigliatemi plz.
per la finale non è detto che sia un male. Verifica sulle curve. Per il pre/driver, sì, direi che convenga ridurre quella resistenza per ripristinare la tensione anodica prevista.
P.S.: togli il resistore in parallelo al condensatore del CLC. Prima (con la raddrizzatrice a valle) forse serviva come "bleeder" per garantire la scarica completa dei condensatori a monte... adesso non serve a nulla.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 19 nov 2025, 22:19
da pro61
Ultimi aggiornamenti. Ho dimezzato il valore del C dopo raddrizzatrice da 20 a 10 uF, La cinese, non so se fa esattamente un arco, ma appena accendo, rogna il trasformatore e dopo qualche secondo, la cinese scintilla nella parte bassa il rumore cessa e la tensione inizia a salire. Questo anche con 10 uF. Con la russa, niente di tutto questo, sia con 20 che con 10uF. Ho ripristinato i 250V sulla sezione pre, dimezzando la resistenza da 10K.
Ho sostituito i 4 condensatori di accoppiamento con altri altrettanto economici, ma che mi ispirano più fiducia. Degli Obbligato serie nera da 630V. Ho anche alzato un pò i valori, dato che non erano disponibili quelli originali. 0,15 al posto di 0.10 e 0.56 al posto di 0.33.
La tensione anodica si è stabilizzata sui 300V con rete a 228. Ogni tanto arriva pure a 240. La G2 è 8V più alta.
La G1 è a -26 e -27. Secondo il datasheet dovrebbe essere circa -23. Significa qualcosa?
Mi rimane da mettere un cap all'ingresso, visto che non ce n'è e non so se sostituire quel 40uF PP con una coppia di 270 in parallelo. Ai valvolari la capacità alta fa bene come negli SS, o non serve averne tanta?
Michele
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 20 nov 2025, 08:35
da plovati
Discorso capacità Stato Solido / Valvolari:
quanta è energia immagazzinata in un condensatore di 1000uF carico a 10V ?
Quanto sarebbe la capacità necessaria per avere stessa energia immagazzinata ma con 100V ?
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 20 nov 2025, 09:13
da pro61
100.
Ma comunque 1000 uF a 400V sono 10000 a 40.
Su un classe A a stato solido si arriva anche a 100.000 a 40V che dovrebbero cossispondere a 10000 con 400.
Nel mio in origine erano 500. Non sono un po pochi.
Poi è anche veri che nello stato solido difficilmente si usano CRC o CLC, Pass ad esempio li usa, ma parliamo di resistenze da 0.1 Ohm su cap da 10000
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 20 nov 2025, 23:52
da UnixMan
pro61 ha scritto: 19 nov 2025, 22:19
La G1 è a -26 e -27. Secondo il datasheet dovrebbe essere circa -23. Significa qualcosa?
la tensione di BIAS dipende da molti fattori, tra cui il punto di lavoro (tensione e corrente anodiche), ed ovviamente il "mu" (guadagno) del tubo (che può variare sensibilmente da un esemplare all'altro). A quale punto di lavoro è riferito il valore riportato nel datasheet? Se è riferito ad una punto di lavoro diverso, è normale che anche la Vg1 sia diversa.
pro61 ha scritto: 19 nov 2025, 22:19
Mi rimane da mettere un cap all'ingresso, visto che non ce n'è
e perché mai? Non serve.
pro61 ha scritto: 19 nov 2025, 22:19
e non so se sostituire quel 40uF PP con una coppia di 270 in parallelo. Ai valvolari la capacità alta fa bene come negli SS, o non serve averne tanta?
Di capacità ce n'è già in abbondanza. Ci sono anche gli altri a valle, di fatto in parallelo.
Ci sono diversi modi - sostanzialmente equivalenti - per affrontare la questione. Uno è l'approccio suggerito da Piergiorgio, facendo considerazioni di carattere energetico. Un altro è considerare tensioni e correnti nei circuiti, ed un altro ancora è considerare le impedenze in gioco.
L'equivalenza tra gli ultimi due approcci è palese, stante la legge di Ohm: Z=V/I. Il primo potrebbe sembrare diverso, ma non lo è: E=P/t, e P=V*I, per cui E=(V*I)/t. In definitiva, quindi, quale che sia l'approccio, parliamo sempre delle stesse cose, e le conclusioni sono ovviamente le stesse.
Quanta capacità serve dipende dal valore di tensioni e correnti, che è come dire con le impedenze, con cui hai a che fare.
Salvo eccezioni (più uniche che rare), gli ampli a stato solido sono "OTL". Quindi l'amplificatore lavora con tensioni basse e correnti elevate, perché ha a che fare (direttamente) con carichi che hanno impedenze bassissime (quando va bene 8 Ohm, ma spesso sono solo 4 o anche meno).
D'altro canto, i transistors di potenza (BJT, *FET o altro che siano) possono avere impedenze interne minuscole, e non hanno difficoltà a lavorare con tensioni basse e correnti elevate.
Al contrario, i tubi (Triodi, Pentodi, ecc) per funzionare necessitano di tensioni elevate, hanno impedenze interne altrettanto alte e non sono in grado di gestire correnti molto intense.
Ne consegue che realizzare amplificatori a tubi OTL per pilotare carichi a bassa impedenza è a dir poco problematico. È per questo che quasi tutti i valvolari ricorrono ad un trasformatore di uscita. Il cui scopo è per l'appunto quello di adattare le impedenze, trasformando la bassa impedenza del carico al secondario in una molto più alta, adatta a quella dello dei tubi impiegati, al primario.
Cosa ha a che fare tutto ciò con la tua domanda? È presto detto. Per garantire che le cose funzionino bene, è necessario che l'impedenza di uscita dell'alimentatore sia trascurabile (cioè, molto minore) rispetto all'impedenza del carico.
Nei casi in questione, il carico è costituito dal circuito amplificatore da alimentare.
Quanto vale la sua impedenza? In generale, evidentemente sempre V/I.
Nel caso di un ampli a stato solido, in genere si può considerare approssimativamente pari a quella del carico esterno, o talvolta anche inferiore (in alcuni casi anche drasticamente inferiore: ad es., nelle configurazioni "a ponte", ciascuno dei due stadi di uscita "vede" una impedenza pari alla metà di quella del carico esterno).
Nel caso di un ampli a tubi (con TU) valgono discorsi analoghi, salvo che in questo caso lo stadio finale non "vede" direttamente l'impedenza del carico esterno, ma quella "riflessa" al primario del TU. Che è molto maggiore.
Sorvolando su una quantità di questioni e problematiche che qui non ci interessa analizzare, possiamo considerarla pari a quella del carico esterno moltiplicata per il quadrato del rapporto di trasformazione del TU (la tensione viene moltiplicata per il rapporto di trasformazione, mentre la corrente viene divisa per il medesimo rapporto. Di conseguenza l'impedenza, che vale sempre V/I, risulta moltiplicata per il quadrato di tale rapporto).
Per inciso, quando comunemente si parla di "impedenza primaria" di un TU, in realtà si sta parlando della sua impedenza riflessa al primario quando al secondario è collegato un carico di impedenza pari al valore previsto.
Detta "impedenza primaria del TU" viene scelta in funzione delle caratteristiche dei tubi impiegati, perché ogni tubo può lavorare in modo ottimale solo su una ben precisa impedenza di carico. Più l'impedenza reale si discosta da quella prevista, più le prestazioni dell'ampli peggiorano: la potenza max diminuisce, e la distorsione aumenta.
A voler essere pignoli, per i triodi non è esattamente così: la distorsione diminuisce tanto più più quanto più la pendenza della retta di carico diminuisce, cioè tanto più è alta l'impedenza di carico. Però la max potenza erogabile sul carico si riduce sempre non appena ci si discosta dal valore ottimale. Per cui, a parte piccoli compromessi volti a ridurre leggermente distorsione ed impedenza di uscita (al secondario del TU) a scapito di una riduzione tollerabile della potenza max, la cosa è di interesse pratico solo per gli stadi di segnale (dove non per caso si vedono utilizzare relativamente spesso carichi attivi, proprio al fine di massimizzare l'impedenza vista dal tubo. Cosa che oltre tutto porta anche a massimizzare il guadagno in tensione).
Ma sto divagando... torniamo a noi.
Per farla breve, tipicamente l'impedenza riflessa al primario dei TU degli ampli audio a tubi è nell'ordine dei KOhm (si va da qualche centinaio di Ohm per tubi a bassa impedenza interna, tipo le 6080, le Russe 6C33C, ecc, e/o con più tubi in parallelo fino ad oltre una decina di KOhm e più per tubi da trasmissione che lavorano a tensioni molto alte e correnti relativamente basse).
Si può facilmente intuire che tra un carico di pochi Ohm ed uno di qualche KOhm... c'è un abisso. Un fattore 1000, o poco meno.
E finalmente arriviamo ai condensatori: proprio per quanto appena detto, un condensatore da 10uF sull'alimentazione di un valvolare equivale (all'incirca) ad uno da 10.000uF su uno a stato solido, uno da 100uF equivale a un mostruoso banco da 100.000uF, e così via.
Perciò, la risposta alla tua domanda è: sì, ovviamente anche i valvolari beneficiano di una alimentazione "robusta", con capacità "sostanziose". Solo che cambia enormemente la quantità di uF necessari ad ottenere tale risultato. Laddove in uno stato solido ci vogliono decine - se non centinaia - di migliaia di uF, in un valvolare bastano poche decine di uF, o al più poche centinaia se proprio si vuole esagerare e/o se si stanno usando tubi a bassa impedenza, o più tubi in parallelo, ecc.
Se vuoi avere una stima a spanne (ma sensata) di quanta capacità ti serve nell'alimentazione di un dato circuito, la prima cosa da fare è valutare l'impedenza del carico da alimentare. Nota quella, la condizione da verificare è che l'impedenza del condensatore sia trascurabile rispetto a quella del carico. Nella pratica, di solito si considera trascurabile se è minore o uguale di 1/10 di quella del carico.
In prima approssimazione, l'impedenza di un condensatore si può considerare pari alla sua reattanza capacitiva. Che ovviamente dipende dalla frequenza: Xc = 1/(2*Pi*f*C). Ne consegue che il calcolo va fatto alla minima frequenza che deve essere "trattata" dal circuito. Per l'audio, 20 Hz (ma spesso il conto si fa per 10 Hz).
Attenzione che quando si ha a che fare con impedenze molto basse e capacità enormi (come nel caso degli ampli a stato solido), la prima approssimazione di cui sopra potrebbe non essere più molto valida, e bisogna tenere conto anche degli elementi parassiti (resistenza ed induttanza) dei condensatori (ecco perché, negli ampli a stato solido, i condensatori sull'alimentazione hanno un impatto notevole sul "suono" dell'apparecchio. Non solo in funzione del loro valore, ma anche delle altre caratteristiche...).
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 nov 2025, 00:18
da UnixMan
pro61 ha scritto: 20 nov 2025, 09:13
100.
Ma comunque 1000 uF a 400V sono 10000 a 40.
l'energia immagazzinata in un condensatore non si calcola così. L'energia non è proporzionale alla tensione, ma al suo quadrato: E = (CV²)/2
1000uF a 400V sono la bellezza di (10^-3 * 400²)/2 = (0.001 * 160.000)/2 = 80 Joule
10000uF a 40V sono solo (10^-2 * 40²)/2 = (0.01 * 1600)/2 = 8 Joule
Compito a casa: inverti la formula, e calcola quanta capacità ti serve per avere 80 Joule a 40V...

Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 21 nov 2025, 10:55
da pro61
UnixMan ha scritto: 20 nov 2025, 23:52
pro61 ha scritto: 19 nov 2025, 22:19
La G1 è a -26 e -27. Secondo il datasheet dovrebbe essere circa -23. Significa qualcosa?
UnixMan ha scritto: 20 nov 2025, 23:52
la tensione di BIAS dipende da molti fattori, tra cui il punto di lavoro (tensione e corrente anodiche), ed ovviamente il "mu" (guadagno) del tubo (che può variare sensibilmente da un esemplare all'altro). A quale punto di lavoro è riferito il valore riportato nel datasheet? Se è riferito ad una punto di lavoro diverso, è normale che anche la Vg1 sia diversa.
Ho preso come riferimento questo grafico, che ha anche la G2 a 300V come la mia configurazione.
pro61 ha scritto: 19 nov 2025, 22:19
Mi rimane da mettere un cap all'ingresso, visto che non ce n'è
UnixMan ha scritto: 20 nov 2025, 23:52
e perché mai? Non serve.
Non c'è il rischio che entri continua dall'esterno o che sbarelli il pot del volume?
pro61 ha scritto: 19 nov 2025, 22:19
e non so se sostituire quel 40uF PP con una coppia di 270 in parallelo. Ai valvolari la capacità alta fa bene come negli SS, o non serve averne tanta?
UnixMan ha scritto: 20 nov 2025, 23:52
Di capacità ce n'è già in abbondanza. Ci sono anche gli altri a valle, di fatto in parallelo.
Ceerto, se ti avessi avuto come insegnante di Elettrotecnica/Elettronica alle superiori, forse mi sarei appassionato prima anzichè 30 anni dopo, e soprattutto avrei avuto l'hard disk neurale con ancora spazio per immagazzinare informazioni. Oggi, a 65 anni faccio una fatica del diavolo per assimilare, ma fortunatamente ci arrivo ancora.
Ti ringrazio per le tue spiegazioni non dovute.
Re: 5Z3P non collegata.
Inviato: 24 nov 2025, 20:14
da pro61
Secondo voi esperti, come si abbina l'amplificatore in oggetto con una cassa con le caratteristiche riportate sotto. Considerate che il vu meter che c'è sull'ampli, durante i miei ascolti, non supera quasi mai i -20 dB.