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Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 22 apr 2026, 14:26
da pro61
Buonasera a tutti.
Ho avuto in regalo da un mio amico, un ampli PP di 5881 che si era fatto costruire nel 1975 da un ing. milanese.
L'ampli è molto mrobusto e monta 2 ecc83, 2 ECC82, 4 5881, 2 5AR4 e 2 OA3.
Nel tempo sono stati fatti degli interventi, tipo la sostituzione degli elettrolitici di filtro, e le OA3 sostituite con non so che cosa (suppongo degli zener) immersi in resina in una base ottale.
L'ampli presenta un difetto. Una delle 5881 va a fuoco, cioè la placca diventa rossa. Quindi la prima cosa che vorrei fare è curare questo difetto. Ho pensato ad un cap di accoppiamento in perdita (sono degli Icel originali dell'epoca), ma volevo un vostro parere.
Ho tirato giù faticosamente uno schema, ma non essendo pratico, non so se ho fatto qualche strafalcione, per cui ve lo sottopongo assieme a qualche foto.
In seguito, una volta sistemato questo maalfunzionamento vediamo dove val la pena intervenire.
Saluti.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 22 apr 2026, 20:31
da UnixMan
pro61 ha scritto: 22 apr 2026, 14:26 Una delle 5881 va a fuoco, cioè la placca diventa rossa. Quindi la prima cosa che vorrei fare è curare questo difetto. Ho pensato ad un cap di accoppiamento in perdita (sono degli Icel originali dell'epoca), ma volevo un vostro parere.
è possibile. Ma ci possono essere diverse altre possibilità.

Ad es. potrebbe essere banalmente che uno dei tubi - l'altro, quello le cui placche non si arrossano - è morto o più esaurito dell'altro. Dato che la polarizzazione è catodica con resistore unico, comune per entrambi i tubi, se uno dei due tubi non tira corrente (o ne fa passare meno del dovuto) la corrente totale diminuisce, e quindi si riduce la tensione di BIAS... di conseguenza il tubo che funziona (o che funziona meglio) si trova a far passare una corrente di riposo molto più alta del dovuto.

Altra possibilità (meno probabile) è che uno dei "sostituti" della OA3 sia guasto, o fuori specifiche, e quindi sia sballata la Vg2 di uno dei due tubi.

In ogni caso, oltre ai condensatori (tutti) controlla anche i resistori, a partire da quello di polarizzazione delle finali. Anche se a vista sembrano sani, non è detto che lo siano.
pro61 ha scritto: 22 apr 2026, 14:26 Ho tirato giù faticosamente uno schema, ma non essendo pratico, non so se ho fatto qualche strafalcione, per cui ve lo sottopongo assieme a qualche foto.
In seguito, una volta sistemato questo maalfunzionamento vediamo dove val la pena intervenire.
A parte la OA3 inserita come un triodo (potevi metterci uno Zener, avrebbe avuto più senso...), lo schema sembra corretto.

È un classico circuito Williamson: preamp a catodo comune accoppiato direttamente all'invertitore di fase a carico ripartito, seguito da driver differenziale (LTP) che pilota le finali a pentodo puro (con il significativo tocco di raffinatezza dato dall'alimentazione stabilizzata delle g2), nella più semplice delle classiche configurazioni PP. Il tutto condito con NFB globale, che dal secondario del TU rientra dal catodo del preamp.

Se i TU sono validi, potrebbe essere un ottimo ampli. :nod:

Dopo aver risolto le problematiche esistenti e verificato che tutto funziona come dovrebbe così com'è, una delle prime cose che ti suggerirei di fare è di aggiornare il circuito di BIAS delle finali in modo da rendere possibile la regolazione della corrente anodica nonché il suo corretto bilanciamento anche in presenza di tubi finali non perfettamente accoppiati. Dai una occhiata a questo schema (Williamnson pure questo, molto simile al tuo), che per ottenere quel risultato impiega un sistema tanto semplice quanto efficace:

viewtopic.php?p=126508#p126508

Immagine

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 23 apr 2026, 08:36
da pro61
Intanto grazie.
UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31
è possibile. Ma ci possono essere diverse altre possibilità.

Ad es. potrebbe essere banalmente che uno dei tubi - l'altro, quello le cui placche non si arrossano - è morto o più esaurito dell'altro. Dato che la polarizzazione è catodica con resistore unico, comune per entrambi i tubi, se uno dei due tubi non tira corrente (o ne fa passare meno del dovuto) la corrente totale diminuisce, e quindi si riduce la tensione di BIAS... di conseguenza il tubo che funziona (o che funziona meglio) si trova a far passare una corrente di riposo molto più alta del dovuto.
Stamattina l'ho acceso e fatto un po di misure.
Mi sa che è come dici, perchè, se inverto la posizione delle valvole, arrossisce sempre la stessa valvola.
UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31 Altra possibilità (meno probabile) è che uno dei "sostituti" della OA3 sia guasto, o fuori specifiche, e quindi sia sballata la Vg2 di uno dei due tubi.
questa è esclusa, perchè ho misurato 440V su tutte e quattro le griglie.
UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31 A parte la OA3 inserita come un triodo (potevi metterci uno Zener, avrebbe avuto più senso...), lo schema sembra corretto.
Corretto
UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31 Se i TU sono validi, potrebbe essere un ottimo ampli. :nod:
Il tizio che me lo ha dato ha detto che sono molto buoni, ed hanno circa 90 KHz di banda passante
UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31 Dopo aver risolto le problematiche esistenti e verificato che tutto funziona come dovrebbe così com'è, una delle prime cose che ti suggerirei di fare è di aggiornare il circuito di BIAS delle finali in modo da rendere possibile la regolazione della corrente anodica nonché il suo corretto bilanciamento anche in presenza di tubi finali non perfettamente accoppiati. Dai una occhiata a questo schema (Williamnson pure questo, molto simile al tuo), che per ottenere quel risultato impiega un sistema tanto semplice quanto efficace:
E se, dato che c'è spazio, ci faccio un alimentatore per il negativo con 4 trimmer?
La griglia è a circa -30 rispetto al catodo, quindi se faccio un -50 dovrei essere a posto.

Piuttosto, dalle misure fatte, mi pare che siamo un po oltre il limite. L'anodica è circa 520V quando il DS, a pentodo in PP consiglia 270V e da 500V come limite massimo. Anche i filamenti lavorano a 7,3 VAC quando dovrebbero essere 6.3.
31V sul catodo su 220 Ohm di resistenza sono 136mA che diviso 2 fa 68, anche questo fuori specifica. Eppure sto coso lavora da 50 anni.
E' vero che ho misurato con una tensione di rete di 243V, ma anche a 220V che c'era 50 anni fa siamo sempre quasi al limite. Se ci metto una 150R all'uscita della rettificatrice, dovrei abbassare una ventina di Volt, 10W dovrebbero bastare.
Per i filamenti, non saprei come fare.
Ho visto che si trovano delle valvole russe degli anni 78-80 a poco prezzo, siglate 6P3S e 6P3S-E. Le danno come compatibili. Sapresti dirmi qualcosa a riguardo?
Grazie
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 23 apr 2026, 19:34
da UnixMan
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 questa è esclusa, perchè ho misurato 440V su tutte e quattro le griglie.
come sarebbe a dire 440V ?! Da datasheet la massima Vg2 ammessa è di 400V, ed i valori consigliati vanno dai 200V ai 250V! :o
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 E se, dato che c'è spazio, ci faccio un alimentatore per il negativo con 4 trimmer?
La griglia è a circa -30 rispetto al catodo, quindi se faccio un -50 dovrei essere a posto.
ovviamente si può fare, ma... ne vale la pena? IMHO, no. Il resistore di catodo in comune, se non "by-passato", ha un (sia pur blando) effetto benefico sulla simmetria del circuito, facendo funzionare lo stadio di uscita come una sorta di differenziale (un pessimo differenziale, in quanto il valore del resistore è basso, ma sempre meglio di niente). Anche la rete "furba" che ti suggerivo si comporta allo stesso modo.
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 Piuttosto, dalle misure fatte, mi pare che siamo un po oltre il limite. L'anodica è circa 520V quando il DS, a pentodo in PP consiglia 270V e da 500V come limite massimo. Anche i filamenti lavorano a 7,3 VAC quando dovrebbero essere 6.3. 31V sul catodo su 220 Ohm di resistenza sono 136mA che diviso 2 fa 68, anche questo fuori specifica.
“un po' oltre il limite”? Alla faccia dell'eufemismo! :grin:

Le 5881 sono sostanzialmente equivalenti alle 6L6GC, forse appena un pelo più "robuste". In quelle condizioni, non si capisce come facciano a non "esplodere" alla prima accensione... :o :tmi:
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 Eppure sto coso lavora da 50 anni.
ma sei sicuro? Non è che hai sbagliato qualcosa nelle misure? O che magari in origine montava tubi diversi, adatti a funzionare con quei parametri? In caso contrario, sarà mica che quell'ampli era pensato per la vecchia rete a 125V, e collegandolo alla 230V stai rischiando di mandarlo a fuoco? :? :sweat:
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 Per i filamenti, non saprei come fare.
anche lì, basta un resistore in serie per far cadere la tensione di troppo...
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 Ho visto che si trovano delle valvole russe degli anni 78-80 a poco prezzo, siglate 6P3S e 6P3S-E. Le danno come compatibili. Sapresti dirmi qualcosa a riguardo?
sono più o meno equivalenti alle 6L6GC. Se riporti il circuito entro parametri normali, accettabili per quei tubi, le puoi usare. Così com'è ora, IMHO non puoi metterci niente di meno potente delle EL34, se non addirittura 6550, KT88 o similari. Se le tensioni sono effettivamente quelle che dici, mi viene il forte sospetto che l'ampli fosse stato pensato proprio per una di queste, e poi qualcuno ci ha messo a caso le 5881 pensando che fossero più o meno equivalenti. |(

(Più o meno lo sarebbero pure... entro certi limiti. Cioè, fintanto che l'ampli impiega tensioni e correnti compatibili con i tubi meno potenti della famiglia. Che decisamente non è il caso di quello in questione).

Anche la tensione di filamento sensibilmente superiore a quella attesa punta in quella direzione: le "cugine" più potenti assorbono correnti di filamento maggiori, che caricano di più il relativo secondario del TA, facendo abbassare la tensione... facile quindi che con i tubi che erano stati previsti da progetto la tensione di filamento sia quella giusta (a meno della differenza dovuta al passaggio da 220Vac a 230Vac).

P.S.: anche per le EL34 / 6CA7 c'è un equivalente sovietico, la 6P27S (Cirillico: 6П27C). Non so se ci fossero equivalenti anche per le "cugine" più potenti (probabile).

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 23 apr 2026, 21:37
da pro61
UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 19:34 ma sei sicuro? Non è che hai sbagliato qualcosa nelle misure? O che magari in origine montava tubi diversi, adatti a funzionare con quei parametri? In caso contrario, sarà mica che quell'ampli era pensato per la vecchia rete a 125V, e collegandolo alla 230V stai rischiando di mandarlo a fuoco? :? :sweat:
Bhe, più che mettere il tester fra la massa e il primo condensatore in ingresso, non è che posso fare.
Ho messo 2 resistenze 0.33 5W in parallelo all'uscita dei filamenti e la tensione è scesa a 6.4V. Mmazza quanto scaldano. Sono circa 6A.
L'amplificatore se non sbaglio era nato con le 7027A, che più o meno è la stessa roba.
Ho mandato a prendere quattro TAD-6L6GCM-STR Redbase che dovrebbero essere un attimino più resistenti.
Ripeto, io ho misurato con la rete a 247. Il trafo, dato che ha 50 anni, sarà nato per la 220, ma comunque l'ha tirato a manetta.
Per la resistenza in ingresso, non dici niente, vale la pena abbassare una ventina di Volt?
Una modifica che voglio fare, è sostituire tutti quegli elettrolitici con dei PP. Sono 16 da 100u in serie a coppie, quidi 8 da 50u, Io ne ho 10 da 40u 900V, dovrebbero andar bene.
Per lo schema di polarizzazione che hai postato, non saprei assolutamente calcolare il valore dei trimmer e delle resistenze.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 23 apr 2026, 23:38
da UnixMan
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 L'amplificatore se non sbaglio era nato con le 7027A, che più o meno è la stessa roba.
https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=7027A

https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=5881

VaMax=600V, Vg2Max=500V, PaMax=35W... contro rispettivamente 360V, 270V e 23W della 5881.

Ti pare la stessa roba? Sono della stessa "famiglia", pin-compatibili, ma la 7027A è sensibilmente più "robusta".
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 Ho mandato a prendere quattro TAD-6L6GCM-STR Redbase che dovrebbero essere un attimino più resistenti.
mah... perché restare su delle 6L6GC, che lavorerebbero al limite, anziché metterci tubi più robusti, come le EL34 / 6CA7 o simili, che sono decisamente più a loro agio con quelle tensioni? :?
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 Per la resistenza in ingresso, non dici niente, vale la pena abbassare una ventina di Volt?
resistenza in ingresso? Intendi dire in ingresso al filtro, in serie alla raddrizzatrice? Non è una cattiva idea. Anche la raddrizzatrice ringrazierà.
pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 Per lo schema di polarizzazione che hai postato, non saprei assolutamente calcolare il valore dei trimmer e delle resistenze.
Se ci ragioni un attimo, è banale. Nel complesso, la rete si comporta esattamente come il singolo resistore comune che c'è sotto ai catodi nel tuo schema. Perciò basta calcolare il valore della resistenza equivalente (Req).

Nel dettaglio qui sotto il circuito si "legge" meglio, e ci sono indicati tutti i valori dei componenti (per quel caso specifico):
dm94-smart_bias_circuit.png
R12 ed R13 sono i resistori di fuga di griglia. Sono tutto fuorché critici, e vanno bene così come sono (100K). Dal punto di vista della corrente catodica, è praticamente come se non ci fossero. Quindi li ignoreremo.

Restano R14, R15, R20 ed i due potenziometri P1 e P2 (a filo, belli robusti... sul cursore di P1 ci deve passare tutta la corrente catodica di entrambi i tubi!).

P1 è il potenziometro di "bilanciamento": spostando la posizione del riferimento di massa dal centro aumenta la tensione di BIAS di un tubo e si riduce nell'altro.

P2 regola la corrente per entrambi i tubi; R20 (insieme a R14, R15 e P1) fissa il limite minimo per il valore della resistenza di catodo equivalente, cioè pone un limite alla max corrente di riposo, e rende "più fine" la regolazione.

Come calcoli i valori giusti per il tuo caso?

Assumi i cursori di P1 e P2 al centro.

P2 diventa banalmente un resistore di valore pari a P2/2 (ad es., 50 Ohm) in serie ad R20.

P1 diventano due resistori di valore pari a P1/2, connessi a massa nel punto di giunzione.

Trascurando R12 ed R13, una metà di P1 è in serie ad R14 e l'altra è in serie ad R15. Le due serie così composte sono in parallelo tra loro.

Quindi, in definitiva (indicando con "//" il parallelo tra resistenze) abbiamo:

Req = ((P1/2 + R13) // (P1/2 + R14)) + P2/2 + R20

R14 ed R15 ovviamente devono essere uguali tra loro, e conviene anche che siano uguali al valore di P1. Indichiamo tale valore con R e sostituiamo:

Req = ((R/2 + R) // (R/2 + R)) + P2/2 + R20

Req = (1.5R // 1.5R) + P2/2 + R20

ponendo per comodità anche P2 = P1 = R, otteniamo:

Req = (1.5R // 1.5R) + R/2 + R20

esplicitando la formula del parallelo:

Req = ((1.5R * 1.5R)/3R) + R/2 + R20

Req = (2,25R²/3R) + R/2 + R20

Req = (2.25/3)R + R/2 + R20

Req = 0.75R + 0.5R + R20

Req = 1.25R + R20

Ora, con entrambi i potenziometri al centro, vuoi che Req = 220 Ohm (quello che hai nel tuo circuito) o giù di lì.

Per cui ottieni: 1.25R + R20 = 220 Ohm.

Potenziometri da 100 Ohm sono facili da reperire, e vanno bene anche nel tuo caso. Quindi puoi fissare R=P1=P2=R14=R15=100 Ohm. Di conseguenza poi calcolare banalmente anche il valore di R20:

R20 = 220 - 1.25R = 220 - 125 = 95, che ovviamente arrotonderai a 100 Ohm.

Complicato? :razz:

P.S.: il condensatore che attualmente è presente in parallelo al resistore catodico lo puoi lasciare al suo posto, collegato così com'è tra il punto di giunzione dei catodi e massa... ma personalmente proverei ad eliminarlo.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 24 apr 2026, 21:12
da pro61
UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 23:38 https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=7027A

https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=5881

VaMax=600V, Vg2Max=500V, PaMax=35W... contro rispettivamente 360V, 270V e 23W della 5881.

Ti pare la stessa roba? Sono della stessa "famiglia", pin-compatibili, ma la 7027A è sensibilmente più "robusta".
Di queste valvole, vecchia produzione, ce ne sono pochissime in vendita, a prezzi alti e quasi tutte negli USA. Le nuove produzioni hanno parametri molto più blandi.
Quelle che ho preso io sono un po più robuste.
https://www.strumentimusicali.net/manua ... air-en.pdf
UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 23:38 Se ci ragioni un attimo, è banale. Nel complesso, la rete si comporta esattamente come il singolo resistore comune che c'è sotto ai catodi nel tuo schema. Perciò basta calcolare il valore della resistenza equivalente (Req).
Chiarisimo.
Peò non ho capito dove leggi la tensione per equilibrare lla corrente sulle due valvole.

Oggi ho rifatto l'alimentatore, e indovina. Sono cambiate tutte le tensioni delle pre, e si è pure abbassata la tensione principale. Probsbilmente i vondensatori di filtro non lavoravano bene.
Ho messo due resistenze in ingresso, così vedo pure il consumo di corrente, ed il canale con la valvola che arrossisce ha circa 33 mA in meno di assorbimento, 100 contro 133mA. in più quel canale ha pure un bel ronzio. Lunedì dorebbero arrivare le valvole nuove.
Allego schema aggiornato e foto delle modifiche.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 24 apr 2026, 22:25
da UnixMan
pro61 ha scritto: 24 apr 2026, 21:12 Di queste valvole, vecchia produzione, ce ne sono pochissime in vendita, a prezzi alti e quasi tutte negli USA.
non suggerivo di usare quelle, ma altre molto più comuni come le EL34, 6CA7 o altri tipi più "robusti" della stessa famiglia.
pro61 ha scritto: 24 apr 2026, 21:12 Chiarisimo.
Peò non ho capito dove leggi la tensione per equilibrare lla corrente sulle due valvole.
inserisci due resistori di precisione ( <= 1% ) di piccolo valore (ad es. 1 Ohm, o 10 Ohm) in serie ai catodi di ciascun tubo (tra il catodo e il punto di giunzione) e leggi le tensioni che cadono ai loro capi.

Sul mio ampli ho montato delle comode boccole isolate da 3 mm sul telaio, in cui si possono infilare direttamente i puntali standard di un multimetro. Ne basterebbero tre per canale, ma tanto che ci sei per maggiore comodità conviene metterne quattro, così puoi collegare due multimetri e avere sott'occhio contemporaneamente entrambi i tubi. Una o due boccole (dello stesso colore...) le colleghi dove i resistori di misura si uniscono tra loro (ed a R20), e le altre due (di colori diversi) all'altra estremità di ciascun resistore di misura (cioè, direttamente ai catodi...).

Misurando rispetto a massa (volendo si può aggiungere una ulteriore boccola apposita) puoi usare le stesse boccole per misurare anche la tensione su ciascun catodo, cioè la tensione BIAS.

Se invece vuoi fare una cosa più "fancy", puoi installare uno o più strumentini sul pannello frontale, sempre collegati ai capi di ciascun resistore di sense. Ovviamente, a meno di non mettere quattro strumenti (che non mi pare il caso...), dovresti metterci anche un opportuno commutatore a due vie ed almeno 4 (o più) posizioni per selezionare cosa misurare (oltre a correnti e tensioni di BIAS, aggiungendo opportune reti resistive con lo stesso strumento potresti misurare anche la tensione anodica e quant'altro ti venga in mente. Se ti avanza una posizione puoi usarla per scollegare e/o spegnere lo strumento).
pro61 ha scritto: 24 apr 2026, 21:12 Ho messo due resistenze in ingresso, così vedo pure il consumo di corrente, ed il canale con la valvola che arrossisce ha circa 33 mA in meno di assorbimento, 100 contro 133mA. in più quel canale ha pure un bel ronzio.
questo mi pare a dir poco strano. Non sarà che è il contrario? Senza contare che con tensioni e correnti del genere entrambi i tubi dovrebbero essere al punto di fusione! :o Per caso hai misurato con un solo tubo inserito alla volta?! :tmi:

Supponendo che tu non abbia avuto una simile idea balzana e malsana, con 100+133 = 233 mA di corrente sul resistore catodico avresti una tensione di BIAS pari a 220Ω * 233mA ~= 51V. Con circa 500V di anodica, avresti una Vak (Va - Vk) di circa 450V. Il che significa che i due tubi starebbero dissipando rispettivamente la bellezza di 45W l'uno e addirittura 60W l'altro! :o

Non si capisce come non sia andato tutto a fuoco... :tmi:

Occhio anche ai TU! Non so quanta corrente possano reggere. Rischi di bruciarli, e addio. 100 e rotti mA sono un'enormità per un ampli pensato per tubi che normalmente dovrebbero lavorare con la metà di quelle correnti...

N.B.: verifica bene che non ci siano residui di alternata significativi (ed ovviamente le misure vanno fatte in assenza di segnale, con gli ingressi cortocircuitati a massa), altrimenti le misure in DC vengono sballate... ce l'hai un oscilloscopio?

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 25 apr 2026, 10:24
da pro61
UnixMan ha scritto: 24 apr 2026, 22:25
inserisci due resistori di precisione ( <= 1% ) di piccolo valore (ad es. 1 Ohm, o 10 Ohm) in serie ai catodi di ciascun tubo (tra il catodo e il punto di giunzione) e leggi le tensioni che cadono ai loro capi.
Ecco, mi pareva che ci mancava qualcosa.
Comunque sto facenro fatica a trovare potenziometri da almeno 5W.
UnixMan ha scritto: 24 apr 2026, 22:25 questo mi pare a dir poco strano. Non sarà che è il contrario? Senza contare che con tensioni e correnti del genere entrambi i tubi dovrebbero essere al punto di fusione! :o Per caso hai misurato con un solo tubo inserito alla volta?! :tmi:
Forse mi sono spiegato male. La resistenza è all'ingresso dell'alimentatore, come da schema, quindi è il canale che assorbe 133mA non la valvola, L'altro canale ne assorbe 100 che saranno quasi tutti (tolto qualche decina di mA che assorbe il pre) a carico della valvola che arrossisce.
Ieri sera l'ho ascoltato per una mezzoretta. Nonostante sia mezzo sgarruapato( :lol: :lol: :lol:) ha un bel suono, molto aperto (l'altro cinese che ho suona leggermente più scuro), basso bello secco e soundstage bello ampio in tutte le direzioni (nonostante io non dia molto peso a questa caratteristica).
Michele

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 25 apr 2026, 13:29
da UnixMan
pro61 ha scritto: 25 apr 2026, 10:24 Comunque sto facenro fatica a trovare potenziometri da almeno 5W.
https://duckduckgo.com/?q=potenziomentro+100+Ohm+5W ;)

Prova anche a cercare utilizzando il termine "reostato" anziché potenziometro. Quelli di potenza spesso vengono indicati con quel termine.
pro61 ha scritto: 25 apr 2026, 10:24 Forse mi sono spiegato male. La resistenza è all'ingresso dell'alimentatore, come da schema, quindi è il canale che assorbe 133mA non la valvola, L'altro canale ne assorbe 100 che saranno quasi tutti (tolto qualche decina di mA che assorbe il pre) a carico della valvola che arrossisce.
Aaah... ok, ora mi torna. :grin:

perciò nel canale che funziona hai circa 65mA per tubo, ed una tensione di BIAS di circa 29V. Ne consegue una Vak di circa 490V, e quindi una dissipazione di circa 32W per tubo. Che sono comunque una enormità per dei tubi che dichiarano una dissipazione massima di 23W.

Con le 6L6GC va decisamente meglio, ma sei proprio "al pelo". Sia per quanto riguarda la dissipazione che le tensioni max.
pro61 ha scritto: 25 apr 2026, 10:24 Ieri sera l'ho ascoltato per una mezzoretta.
non lo tenere acceso in queste condizioni: rischi di far danni! :!:

Il TU lavora in condizioni anomale, con corrente eccessiva su un semi-secondario ed una forte magnetizzazione non bilanciata che può causare la magnetizzazione permanente del nucleo. :sweat:

P.S.: non avevo fatto caso ad un errore nello schema... lo Zener lo hai inserito al contrario. Gli Zener lavorano in polarizzazione inversa. Polarizzati direttamente si comportano come un normale diodo a giunzione (a parte alcuni dettagli nel "drogaggio" del semiconduttore, sostanzialmente quello sono) con una caduta di tensione di 0.7V o giù di lì.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 26 apr 2026, 17:52
da UnixMan
Quasi dimenticavo. Un'altra possibilità per il BIAS potrebbe essere il “Blumlein garter”:

https://www.tubecad.com/2005/May/blog0046.htm

https://www.tubecad.com/2009/04/blog0163.htm

che ha una ottima regolazione automatica del bilanciamento, ma (almeno nella versione originale) non consente la regolazione della corrente...

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 26 apr 2026, 20:38
da pro61
UnixMan ha scritto: 26 apr 2026, 17:52 Quasi dimenticavo. Un'altra possibilità per il BIAS potrebbe essere il “Blumlein garter”:
Semplice ed efficace. Il bias chi lo setta, la R da 500 Ohm, e la tensione che circala qual'è, quella di bias?
Oggi ho messo delle R da 10 Ohm sui catodi per vedere cosa leggevo. In effetti la coppia che funziona è bella bilanciata, 600 mV su entrambe i K, mentre sull'altro canale, 900 mV su una valvola e niente sull'altra.
Le valvole nuove le polarizzerei più basse, diciamo 50mA. Può bastare?
Inoltre ho scoperto che ne''alimentatore ho sbagliato a leggere una resistenza, Ho preso un rosso per arancio, quindi ho messo una 68K al posto di una 6K8. Meno male che non ho fatto il contrario.
Alelgo lo schema aggiornato.
Inoltre ho cambiato tutti i cavi di alimentazione, che erano belli ossidati.
Altra cosa, sugli anodi delle 2 ECC83 leggo una differenza di tensione fra le due valvole dei due canali di circa 20V, mentre le le ECC82 sono uguali. Cos'è, valvole non tanto accoppiate?
Comunque, anche questo 3d, nonostante il titolo più accattivante, a parte te, è andato deserto.
L'altro ha fatto 20K visite in un mese e mezzo, ma nessuno ha avuto niente da dire. Bhaa.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 26 apr 2026, 22:36
da UnixMan
pro61 ha scritto: 26 apr 2026, 20:38 Semplice ed efficace. Il bias chi lo setta, la R da 500 Ohm, e la tensione che circala qual'è, quella di bias?
il BIAS lo setta il valore dei resistori (che ovviamente deve essere uguale per tutti e 4).
BlumleinAutoBiasCircuit.png
Il trucco è geniale. I due resistori in basso sollevano le griglia, a tensione positiva. Se i due tubi conducono la stessa corrente, questa è pari alla metà delle tensioni sui catodi. Quindi la Vgk è negativa e pari alla metà della tensione sui catodi.

Se un tubo "tira" più corrente dell'altro, la tensione sui due resistori sotto il catodo di quel tubo aumenta... e quindi aumenta anche la tensione positiva sulla griglia dell'altro tubo. Di conseguenza la Vgk del tubo che tira meno corrente si riduce, forzandolo a condurre di più, e quindi ri-bilanciando le correnti. Analogamente nel caso opposto.

Immagina la situazione che hai ora col tubo rotto. Col resistore di catodo unico in comune, il tubo che funziona si trova a dover condurre una corrente molto più alta di quella normale (perché il resistore di catodo è calcolato per produrre la corretta tensione di BIAS con la corrente di due tubi). Cosa sarebbe successo se invece ci fosse stato il "garter"?

Supponiamo che il tubo rotto sia quello di destra nello schema. Corrente nulla = tensione nulla. La griglia del tubo di sinistra (quello funzionante), anziché essere positiva, ora si troverebbe a 0V, mentre sotto al catodo c'è sempre una resistenza doppia rispetto a quella che servirebbe per polarizzare correttamente il tubo. Quindi anche la corrente nel tubo funzionante, anziché aumentare pericolosamente, si ridurrebbe drasticamente.

Ovviamente quello è un caso estremo ed insanabile. Nei casi normali, quando entrambi i tubi funzionano normalmente, l'effetto è quello di bilanciare automaticamente e quasi perfettamente le correnti nei due tubi.

Sfortunatamente, con questo circuito è praticamente impossibile introdurre una regolazione della corrente. Per farlo bisognerebbe cambiare contemporaneamente (ed esattamente nella stessa misura) il valore di tutti e 4 i resistori. :sad:

Forse è meglio l'altra opzione, che consente di regolare il BIAS a piacere (e quindi anche di sperimentare tubi di diversi tipi...) senza dover sostituire niente. Poco male se la regolazione del bilanciamento è manuale anziché automatica. Nel mio ho dovuto fare qualche piccolo aggiustamento solo una o due volte quando i tubi erano nuovi. Poi, una volta "rodati", non c'è più stato bisogno di toccare più nulla. E l'ho usato per anni...
pro61 ha scritto: 26 apr 2026, 20:38 Le valvole nuove le polarizzerei più basse, diciamo 50mA. Può bastare?
Direi di sì. Fai presto a fare il conto... misura la Vk e la Va, sottrai la prima dalla seconda, e moltiplica per la corrente. Finché il risultato è inferiore a 30W, non ci sono problemi.

Però allo stato attuale i tubi lavoreranno in una zona molto poco lineare delle curve... per cominciare provalo così, ma in seguito farei qualche prova riducendo le tensioni (Va e soprattutto Vg2) per provare a far lavorare i tubi in una zona più lineare e sentire se va meglio...
pro61 ha scritto: 26 apr 2026, 20:38 Altra cosa, sugli anodi delle 2 ECC83 leggo una differenza di tensione fra le due valvole dei due canali di circa 20V, mentre le le ECC82 sono uguali. Cos'è, valvole non tanto accoppiate?
probabile. Calcola quanta corrente passa nei due casi.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 27 apr 2026, 08:10
da pro61
UnixMan ha scritto: 26 apr 2026, 22:36 il BIAS lo setta il valore dei resistori (che ovviamente deve essere uguale per tutti e 4).
Credevo ti riferissi allo schema sotto.
Ma nello schema che hai postato, le 100K vanno fra il cap di ingresso e la griglia? perchè non mi risulta che la griglia abbia 2 ingressi.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 27 apr 2026, 18:08
da UnixMan
pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 08:10 Ma nello schema che hai postato, le 100K vanno fra il cap di ingresso e la griglia? perchè non mi risulta che la griglia abbia 2 ingressi.
ovviamente sì, è solo una comodità nel disegnare lo schema.

Ma, se stavi considerando gli altri schemi, occhio... mentre il "garter" originale è uno schema semplice e ben collaudato (così come quello che ti avevo proposto per primo), gli altri schemi proposti da Broskie sono solo abbozzi di idee, tutte da verificare e testare. Spesso sono solo schemi di principio, e non di rado possono contenere errori grossolani. Se non hai le competenze necessarie per riprogettarli ed un minimo di strumentazione per verificare che tutto funzioni come previsto (tra cui obbligatoriamente un oscilloscopio) non mi azzarderei ad uscire dal seminato.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 27 apr 2026, 20:57
da pro61
UnixMan ha scritto: 27 apr 2026, 18:08 Ma, se stavi considerando gli altri schemi, occhio... mentre il "garter" originale è uno schema semplice e ben collaudato
Domani accatto le resistenze e lo faccio, dato che è veramente semplice.
Buone nuove.
Stasera ho montato le 4 valvole nuove, e come per incanto è rientrato tutto a valori più umani. L'anodica è scesa a 390V, la G2 a 315, il bias da 518 a 525 mV sulle 4 resistenze da 10 Ohm, quindi le valvole sono molto ben selezionate (almeno per la corrente), quindi abbiamo 52 mA a valvola, per una dissipazione di circa 20W. La tensione della ax7 diversa per canale, è stato un mio errore nel montare la resistenza di bleed.
L'ho pure ascoltato un'oretta. Molto soddisfacente.
Il ronzio nella cassa Dx è completamente sparito, in compenso si sente ronzare un pò il TA, che è una roba enorme e si mantiene completamente freddo.
A questo punto mi sa che pure le rettificatrici saranno conciate. Quasi quasi, le cambio.
Allego foto della festa di Piedigrotta.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 27 apr 2026, 23:05
da UnixMan
pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 Domani accatto le resistenze e lo faccio, dato che è veramente semplice.
occhio che però il garter "si mangia" il doppio della tensione di BIAS... quindi si ridurranno sensibilmente sia la Va che la Vg2 (rispetto al catodo, che è quello che conta). Prova con 4 resistori da 100 Ohm (equivalenti a un singolo in comune da 200 Ohm anziché gli attuali 220), ma è possibile che serviranno di valore anche più basso (oltre a quelli da 100, ti conviene prenderne subito altri 4 e.g. da 82).

Ovviamente, dovrai anche "raddoppiare" il condensatore di by-pass. Anzi, io lo "triplicherei": oltre ai due tra i catodi e massa, ne metterei uno anche tra i due catodi. Perché? Perché, fintanto che l'ampli non esce dalla classe A, la corrente di segnale dello stadio di uscita circola attraverso entrambi i tubi, che di fatto (per il segnale) sono in serie. Con i soli due C verso massa, il segnale dovrebbe attraversarli entrambi (con conseguente dimezzamento della capacità). Inoltre aiuta a compensare le variazioni della tensione di BIAS causate dagli effetti di raddrizzamento dovute alle non-linearità dei tubi, che portano a caricare e scaricare i condensatori di by-pass, "modulando" il BIAS stesso.
pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 Stasera ho montato le 4 valvole nuove, e come per incanto è rientrato tutto a valori più umani. L'anodica è scesa a 390V, la G2 a 315, il bias da 518 a 525 mV sulle 4 resistenze da 10 Ohm, quindi le valvole sono molto ben selezionate (almeno per la corrente), quindi abbiamo 52 mA a valvola, per una dissipazione di circa 20W.
La tensione della ax7 diversa per canale, è stato un mio errore nel montare la resistenza di bleed.
L'ho pure ascoltato un'oretta. Molto soddisfacente.
Quindi in definitiva (come a questo punto immaginavo) l'ampli non aveva nessun problema salvo la valvola morta. Ottimo. :up: :party:
pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 Il ronzio nella cassa Dx è completamente sparito,
prevedibile... anche quello era dovuto al tubo non funzionante.
pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 in compenso si sente ronzare un pò il TA,
ci sta... prova a girare la spina nella presa (cioè a invertire fase e neutro): in uno dei due versi potrebbe ronzare un po' meno.
pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 A questo punto mi sa che pure le rettificatrici saranno conciate. Quasi quasi, le cambio.
è possibile. Volendo potresti anche sostituirle con dei diodi a stato solido (usa degli Schottky in SiC con max tensione inversa adeguata), così recuperi la tensione persa con il garter. Altrimenti, come minimo ti conviene togliere il resistore che hai aggiunto in serie alle raddrizzatrici.
pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 Allego foto della festa di Piedigrotta.
Speriamo di no... =@ :grin:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 28 apr 2026, 07:01
da pro61
UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 23:38 P.S.: il condensatore che attualmente è presente in parallelo al resistore catodico lo puoi lasciare al suo posto, collegato così com'è tra il punto di giunzione dei catodi e massa... ma personalmente proverei ad eliminarlo.
Qui mi avevi consigliato di eliminarlo, adesso mi suggerisci di triplicarlo. Se lo elimino dovrei introdurre controreazione locale, giusto? Cosa faccio.
Io avevo calcolato che per avere la stessa corrente per il singolo ramo, cioè 110mA/2, ci voleva il doppio del 220 che c'è adesso cioè 440 Ohm per ramo. Dove sbaglio?
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 28 apr 2026, 17:53
da UnixMan
pro61 ha scritto: 28 apr 2026, 07:01 Qui mi avevi consigliato di eliminarlo, adesso mi suggerisci di triplicarlo. Se lo elimino dovrei introdurre controreazione locale, giusto? Cosa faccio.
nel caso del resistore di catodo in comune (o del circuito regolabile che ti avevo proposto, che si comporta come un resistore comune), che se non by-passato fa lavorare lo stadio finale come un differenziale, migliorando il bilanciamento dinamico. Il rovescio della medaglia è che "si oppone" al funzionamento in classe AB (in pratica senza by-pass lo stadio finale lavora bene solo restando sempre in classe A).

Con i resistori di catodo separati (com'è anche nel caso del garter), il by-pass è sempre obbligatorio. Se non metti i condensatori introduci degenerazione locale che aumenta l'impedenza di uscita dello stadio (di ~ Rk*mu), che è una cosa assolutamente indesiderabile.
pro61 ha scritto: 28 apr 2026, 07:01 Io avevo calcolato che per avere la stessa corrente per il singolo ramo, cioè 110mA/2, ci voleva il doppio del 220 che c'è adesso cioè 440 Ohm per ramo. Dove sbaglio?
non sbagli... sono io che ero fuso :%) e ho fatto il conto al contrario... :wasntme:

Dato che la tensione è più bassa di prima, servirà comunque mettere resistori di valore minore. Puoi provare con 390. Ma, piuttosto che andare per tentativi, determina dalle curve dei tubi quanto deve essere la Vgk per avere circa 50 -:- 55 mA di corrente tenuto conto della Va e della Vg2 (rispetto al catodo) ridotte a causa del raddoppio della Vk per via del garter.

Oppure fai una simulazione e trova con quella il valore ottimale (ma assicurati di aver inserito nella simulazione tutti i parametri giusti, inclusa la Rdc del TU, e che le varie tensioni a riposo coincidano con quelle misurate nel circuito reale).

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 28 apr 2026, 19:27
da pro61
UnixMan ha scritto: 28 apr 2026, 17:53 Oppure fai una simulazione e trova con quella il valore ottimale (ma assicurati di aver inserito nella simulazione tutti i parametri giusti, inclusa la Rdc del TU, e che le varie tensioni a riposo coincidano con quelle misurate nel circuito reale).
Ecco, questa è una cosa che non ho capito come si fa (a simulare un TU) di cui, fra l'altro, non conosco i dati.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 28 apr 2026, 20:43
da UnixMan
pro61 ha scritto: 28 apr 2026, 19:27 Ecco, questa è una cosa che non ho capito come si fa (a simulare un TU) di cui, fra l'altro, non conosco i dati.
https://www.analog.com/en/resources/tec ... rmers.html

https://duckduckgo.com/?q=how+to+simula ... in+LTSpice :wink:

Il modello degli induttori consente anche di inserire la Rdc e le capacità parassite. Poi per essere davvero realistici bisognerebbe simulare anche le capacità parassite tra gli avvolgimenti, (banalmente aggiungendo dei condensatori esterni) ed un mucchio di altre cose, come ad es. la saturazione del nucleo, ecc... ma, in pratica, per quel che può servire una simulazione, specie con i tubi, il modello semplificato di base basta e avanza.

Ma se non hai i dati, e non hai modo di misurare tutti i parametri... ciao.

Però, per valutare il valore dei resistori di polarizzazione non hai bisogno di simulare la risposta in AC del TU: ti serve solo quella in continua. Laddove i semi-primari del TU si comportano banalmente come delle semplici resistenze.

Quindi nella simulazione puoi omettere del tutto il TU, ed al suo posto (al posto dei semi-primari) inserire nel circuito delle resistenze di valore pari alla resistenza in DC di tali avvolgimenti. Resistenza che puoi misurare banalmente col multimetro. Basta che sfili i tubi e misuri quanta resistenza c'è tra la presa centrale (B+) e ciascuno dei due estremi del primario, corrispondenti ai due anodi delle finali. Il valore dovrebbe essere circa uguale per entrambi i semi-primari. Nel simulatore usa un valore intermedio tra i due che hai misurato.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 29 apr 2026, 18:42
da pro61
UnixMan ha scritto: 27 apr 2026, 23:05 ne metterei uno anche tra i due catodi
Stasera ho modificato un canale. Ma il condensatore fra i catodi cosa deve essere, un non polarizzato? Va bene un PP da 4 uF o ci vuole un elettolitico più grande. Come bypass delle resistenze ha messo 220 uF.
Con 400 Ohm la polarizzazione è un pò alta. Sui 75 mA, griglia a -31, mentre la tensione è scesa di una decina di volt, penso dissipati sulla resistenza da 150 Ohm.
Fra l'altro stasera mi i è rotto il multimetro. Misura alternata e Resistenza, ma non più la continua. Può essere?
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 29 apr 2026, 19:34
da UnixMan
pro61 ha scritto: 29 apr 2026, 18:42 Stasera ho modificato un canale. Ma il condensatore fra i catodi cosa deve essere, un non polarizzato?
eh, purtroppo sì. La differenza di tensione sarà poca (a meno che non si guasti un tubo...), ma non puoi sapere che verso avrà. Un bel PP sarebbe l'ideale... idealmente ci vorrebbe almeno lo stesso valore che hai sugli altri by-pass. Più piccolo dovrebbe comunque essere meglio di niente, specie se ci metti un PP, ma 4uF sono davvero pochi. In compenso per andare sul sicuro basta un componente da 63V lavoro (o anche 50V; in condizioni normali avanza, ma se qualcosa va molto storto sei proprio al limite).
pro61 ha scritto: 29 apr 2026, 18:42 Con 400 Ohm la polarizzazione è un pò alta. Sui 75 mA, griglia a -31, mentre la tensione è scesa di una decina di volt, penso dissipati sulla resistenza da 150 Ohm.
Decisamente troppa corrente (e troppa potenza dissipata). Non lo tenere acceso così. Prova con 470...
pro61 ha scritto: 29 apr 2026, 18:42 Fra l'altro stasera mi i è rotto il multimetro. Misura alternata e Resistenza, ma non più la continua. Può essere?
curioso. Controlla i fusibili e, se non è quello, il commutatore. Se il resto funziona, è improbabile che sia un problema più serio.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 29 apr 2026, 20:17
da pro61
UnixMan ha scritto: 29 apr 2026, 19:34 curioso. Controlla i fusibili e, se non è quello, il commutatore. Se il resto funziona, è improbabile che sia un problema più serio.
Il fusibile è buono, la commutazione di tensione è automatica. Una pila da 9 V la misura, 15V già non li misura più.
Mi sa che è il microprocessore che sceglie le tensioni.
Per i catodi ho trovato nel cassetto due Jantsen 220u 100V NP che mi sembrano adatti allo scopo. Ne ho pure di più grossi, ma credo che non valga la pena.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 30 apr 2026, 19:36
da pro61
UnixMan ha scritto: 29 apr 2026, 19:34 curioso. Controlla i fusibili e, se non è quello, il commutatore. Se il resto funziona, è improbabile che sia un problema più serio.
Mistero.
Il multimetro credevo si fosse rotto, data che fra una accensione e un altra non ha più misurato nessuna CC, manco i 750 mV sulla resistenza di catodo.
Oggi ne ho comprato uno nuovo: Stessa cosa. In continua niente. Ho detto boh, sarà malfunzionante pure questo. Allora ho preso quello che ho in macchina che uso per lavoro. Niente nemmeno con questo.
Per curiosità ho aperto l'altro valvolare che ho, e meraviglia delle meraviglie, tutti e 3 mi leggono la 450 VCC.
Eppure l'amplificatore è normalmente acceso, con tutte le valvole con la giusta illuminazione.
Che cavolo può essere, che non riesco a fare una lettura che sia una?
Intanto allego foto del canale modificato.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 30 apr 2026, 20:50
da UnixMan
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 19:36 Il multimetro credevo si fosse rotto, data che fra una accensione e un altra non ha più misurato nessuna CC, manco i 750 mV sulla resistenza di catodo. [...]
Eppure l'amplificatore è normalmente acceso, con tutte le valvole con la giusta illuminazione
questo vuol dire pochino. Le valvole si accendono normalmente anche se manca l'anodica (o la massa). Sono i filamenti a far luce... basta che siano collegati quelli, e loro si accendono. Anche se non funziona nulla.
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 19:36 Che cavolo può essere, che non riesco a fare una lettura che sia una?
La prima ipotesi è una banale svista: ti sei dimenticato di collegare la massa e/o l'anodica (ad es., ti sei dimenticato di ricollegare il centrale del TU), oppure hai fatto un collegamento in un punto sbagliato, ecc. In questo caso non misuri nulla perché... non c'è nulla. :lol:

La seconda ipotesi: è morta la raddrizzatrice. Anche in questo caso non misuri nulla perché non c'è nulla.

La terza ipotesi è che l'ampli stia auto-oscillando selvaggiamente. Sovrapposta alla DC c'è una forte componente AC, facilmente a frequenza relativamente elevata, che manda a pallino la lettura dei multimetri digitali. Per verificarlo avresti bisogno di un oscilloscopio con banda passante adeguata... :tmi:

In mancanza di un oscilloscopio, se hai una radiolina AM puoi tentare una prova empirica con quella. Accendi la radio e "sintonizzala" su una frequenza dove non ci sono emittenti né forti disturbi, ma solo un fruscio di fondo più o meno costante. Avvicinala all'ampli spento: ovviamente non dovrebbe cambiare nulla (un minimo potrebbe, per effetto dell'accoppiamento con le superfici metalliche; nel caso, prendine nota mentalmente e tieni quello come riferimento). Poi accendi l'ampli e ripeti: dovresti notare la comparsa di una quantità di disturbi sensibilmente maggiore. Se i disturbi aumentano e sono massimi in prossimità del TA e/o delle rettificatrici è normale. Se invece noti un incremento anche o addirittura soprattutto in prossimità dei tubi finali e/o del TU, l'ampli sta oscillando.

Purtroppo però questo semplice test non è sempre decisivo. Un eventuale esito negativo non è una prova definitiva... l'ampli potrebbe anche stare oscillando ad una frequenza (troppo alta o troppo bassa) che non produce disturbi significativi sulla radiolina. Ma, come direbbero in Emilia-Romagna, se non hai e non riesci a procurarti un oscilloscopio... “piutost' ca gnint, l'è meij piutost'”. :smile:

Ma, per prima cosa verifica le prime due ipotesi, che mi paiono più probabili.

Hai provato a misurare l'altro canale? Il problema c'è su entrambi, o solo su quello modificato?

Verifica che ci sia continuità tra la massa dello stadio finale (punto di unione tra i resistori di catodo "bassi" e il negativo dei loro condensatori di by-pass) e la massa dell'alimentazione.

Poi accendi e prova a misurare in vari punti, procedendo dalla rettificatrice in avanti verso lo stadio finale, per vedere se l'anodica c'è in partenza ed arriva fino a dove deve arrivare.

P.S.: dimenticavo (altra banalità, ma alle volte...): se per caso sono presenti dei fusibili sulla linea dell'anodica, verifica che non si siano bruciati quelli. :tmi:

N.B.: visto che verosimilmente c'è qualcosa che non funziona come dovrebbe, evita di tenere l'ampli acceso a lungo. Potresti far danni. Ad es., i tubi non gradiscono affatto restare accesi senza anodica (muoiono per "avvelenamento del catodo"), una forte auto-oscillazione potrebbe bruciare il TU, ecc. Tienilo acceso solo il minimo indispensabile per fare i test.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 30 apr 2026, 21:17
da UnixMan
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 19:36 Intanto allego foto del canale modificato.
Ovviamente non c'entra nulla col mistero delle tensioni scomparse, ma... con il "garter" non puoi mettere i resistori di misura lì in mezzo: scombini il funzionamento del sistema! :!:

Per altro, non ce n'è bisogno. La corrente di catodo la misuri banalmente misurando la tensione direttamente ai capi dei due resistori bassi (tra la massa ed i punti di unione delle due coppie di resistori, dove si collegano le 100K che vanno alle griglie). È un po' più scomodo fare il conto, ma pazienza.

Per altro, non essendoci nulla di regolabile, è una misura che farai una volta per assicurarti che la corrente sia in un range ragionevole... e poi mai più.

Edit: se vuoi mantenere la comodità di lettura volendo si potrebbero anche mettere dei resistori da 10 Ohm, ma dovresti metterne 4, due sopra e due sotto, per mantenere il bilanciamento del circuito.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 30 apr 2026, 21:31
da pro61
UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 20:50 La prima ipotesi è una banale svista: ti sei dimenticato di collegare la massa e/o l'anodica (ad es., ti sei dimenticato di ricollegare il centrale del TU), oppure hai fatto un collegamento in un punto sbagliato, ecc. In questo caso non misuri nulla perché... non c'è nulla. :lol:
Giusto per, l'ho attaccato all'impianto, ed effettivamente non suona quindi realmente la tensione non c'è.
Collegamenti sbagliati, non credo ce ne siano, perchè ieri dopo aver fatto la modifica, l'ho tenuto acceso per un pò, ed ho rilevato le misure che ho postato. Ad un certo punto l'ho spento, ed ho detto se ne parla domani. Poi mi sono ricordato che avevo dimenticato una misura e l'ho riacceso. Da quel momento è morto.
L'alternata sulle rettificatrici c'è, 424 VAC, ma non esce niente in continua. Vuoi dire che si sono fulminate le due rettificatrici nello stesso momento? L'ampli, a parte il TA che è unico per i due canali, dalle rettificatrici in poi è dual mono, e non funziona nessuno dei due canali.
Su un canale non ci ho messo proprio mano
Domani controllo meglio, ma a meno che non si sia staccato qualcosa, dato che l'alternata c'è, si doveva staccare su entrambe i canali.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 30 apr 2026, 21:50
da UnixMan
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 Domani controllo meglio, ma a meno che non si sia staccato qualcosa, dato che l'alternata c'è, si doveva staccare su entrambe i canali.
Michele.
magari si è staccata la massa, che presumibilmente è comune...

A proposito di massa, dalle foto non riesco a capire come sono collegati a massa le reti di polarizzazione catodica, ovvero come si richiude il circuito di alimentazione dello stadio finale.

Vedo un filo in rame nudo che collega il lato massa dei due canali, i due fili neri che vengono dai passanti, che presumo siano le estremità a massa dei secondari dei TU, ed un'altro filo nero che va ai morsetti di uscita, ma non riesco a vedere nessun collegamento verso il negativo dell'alimentatore. Dov'è? :?

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 30 apr 2026, 22:02
da pro61
UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 21:50 Dov'è? :?
Il telaio è la massa. I vari sostegni sono collegati al telaio che fa da piano di massa. Non ci sono fili, a parte quelli dei trasformatori e i morsetti finali.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 30 apr 2026, 22:24
da UnixMan
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 22:02 Il telaio è la massa. I vari sostegni sono collegati al telaio che fa da piano di massa. Non ci sono fili, a parte quelli dei trasformatori e i morsetti finali.
:o
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 L'alternata sulle rettificatrici c'è, 424 VAC, ma non esce niente in continua.
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 Vuoi dire che si sono fulminate le due rettificatrici nello stesso momento?
salvo eventi "traumatici", mi pare a dir poco improbabile.
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 L'ampli, a parte il TA che è unico per i due canali, dalle rettificatrici in poi è dual mono, e non funziona nessuno dei due canali.
Domani controllo meglio, ma a meno che non si sia staccato qualcosa, dato che l'alternata c'è, si doveva staccare su entrambe i canali.
il collegamento a massa (cioè, al telaio... |( ) della presa centrale del TA. È lì che si richiudono tutte le correnti (tranne quelle dei filamenti, ovviamente).

Quasi certamente è quello che si è staccato / non fa più contatto.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 01 mag 2026, 20:00
da pro61
UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 22:24
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 Vuoi dire che si sono fulminate le due rettificatrici nello stesso momento?
salvo eventi "traumatici", mi pare a dir poco improbabile.
Ebbene si, si sono fulminate le due 5AR4. Ho provato a mettere 2 diodi in parallelo e si è riacceso. Unico problema, l'anodica è schizzata a 440, la griglia a 375 e il bias a 900 mV, cioè 90 mA che per 440V sono 40W :-S .
Possibili soluzioni:
accatto due valvole nuove.
lascio le tensioni cosi e abbasso il bias, ma dovrei cambiare le resistenze su pre e invertitore per abbassare la tensione che adesso è 290 e 350 VDC.
metto una resistenza da 1 K che si mangia una 50 di volt e mi dissipa 6W.
Cambio le valvole e gli metto a monte due diodi in serie, così le valvole fanno solo il soft start.
Cosa suggerisci?
Altra cosa, ho visto che il fusibile sulla 230 è 5A. Mi pare un pù esagerato. 1.5 - 2 dovrebbero bastare credo.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 01 mag 2026, 23:54
da UnixMan
pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Ebbene si, si sono fulminate le due 5AR4.
:o

molto strano... a dir poco sospetto... :tmi:
pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Ho provato a mettere 2 diodi in parallelo e si è riacceso. Unico problema, l'anodica è schizzata a 440,
ovvio... le raddrizzatrici hanno una elevata resistenza interna, e causano cadute di tensione che si misurano in decine di volts, mentre i diodi a SS hanno resistenze interne bassissime e cadute di tensione trascurabili (circa 0.7V per i normali diodi al silicio, poco più - o addirittura meno - per altri tipi).
pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Possibili soluzioni: [...]
Cosa suggerisci?
Scarterei l'idea diodi+tubi, che non ha senso. Quale sarebbe il vantaggio rispetto ai soli tubi? Nessuno. Al contrario, perdi buona parte dei lati positivi delle raddrizzatrici ed introduci quelli negativi dei diodi al silicio. Pessima idea.

Lasciare la tensione alta cambiando il BIAS implica stravolgere il punto di lavoro. Se guardi le curve (e, guarda caso, i punti di lavoro suggeriti nei data-sheet), lavorare con tensione più alta e corrente più bassa non pare una buona idea. Vai a lavorare in una zona meno lineare. Inoltre, sebbene forse non di molto, cambia anche l'impedenza interna. Scarterei pure quella ipotesi.

Sostituire le raddrizzatrici è senz'altro una opzione possibile, ma prima bisognerebbe capire perché si sono guastate contemporaneamente quelle che c'erano. D'accordo che probabilmente erano vecchie e verosimilmente avevano lavorato per lo stesso numero di ore, ma come detto mi pare a dir poco improbabile, per non dire praticamente impossibile, che due tubi muoiano "per cause naturali" nello stesso identico momento, per puro caso. Qualcosa deve aver causato o quanto meno "favorito" il guasto improvviso e contemporaneo. Se le sostituisci senza aver prima identificato ed eliminato la causa, rischi che anche le nuove facciano la stessa fine in breve tempo.

La sostituzione delle raddrizzatrici con dei diodi a stato solido, con l'aggiunta di un qualche artificio per far cadere la tensione in eccesso è senza dubbio la scelta più semplice, affidabile ed economica. Potresti approfittarne per migliorare il filtraggio dell'alimentazione, consentendoti di aumentare notevolmente il valore dei condensatori di filtro (sul mio ho 470uF...), introdurre una o più celle CRC (e/o CLC), o addirittura una alimentazione stabilizzata.

Per contro, sostituendo le raddrizzatrici vai a "snaturare" l'ampli. Sia da un punto di vista meramente estetico e "filologico" (se ti interessa) che da quello del suono. In meglio o in peggio, dipende dai gusti. D'altro canto, a giudicare dalle foto, se non sbaglio mi pare che lo hai già abbondantemente snaturato sostituendo tutto il circuito stampato dell'alimentatore e mettendo dei condensatori a film plastico al posto degli elettrolitici che c'erano in origine (non so quanto la cosa abbia senso in un ampli push-pull, a pentodi, e con una tonnellata di NFB... ma tant'è).
pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Altra cosa, ho visto che il fusibile sulla 230 è 5A. Mi pare un pù esagerato.
Possibile che sia stato messo o sostituito un po' a caso con quello che avevano a portata di mano. Fai presto a fare il conto di quant'è la max potenza assorbita, e da quella determinare la corrente al primario del TA. Ovviamente nel dimensionare il fusibile devi tener conto che il TA non ha una efficienza del 100% (per cui la potenza assorbita dalla rete sarà sempre un po' più alta di quella calcolata) e, soprattutto, che c'è una notevole extra-corrente al momento dell'accensione (i filamenti freddi hanno una resistenza molto bassa e quindi causano un picco di corrente, ed i condensatori scarichi fanno altrettanto). Se vuoi evitare di dover usare un fusibile eccessivamente sovradimensionato (magari proprio come quello che c'è), ricorda che devi usare un fusibile di tipo ritardato ("T").

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 02 mag 2026, 13:04
da pro61
UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 21:17 , ma... con il "garter" non puoi mettere i resistori di misura lì in mezzo: scombini il funzionamento del sistema! :!:
Ce ne sono altre due sugli zoccoli. 10+2*470// presa per griglia +10+2*470//.
UnixMan ha scritto: 01 mag 2026, 23:54 Sostituire le raddrizzatrici è senz'altro una opzione possibile, ma prima bisognerebbe capire perché si sono guastate contemporaneamente quelle che c'erano.
Ma il fatto che solo cambiando le valvole finali, abbia sortito un abbassamento di tensione di quasi 100V, portandola addirittura 40 volt sotto la AC, non è indice di valvola alla frutta? Ripeto, la valvole si sono spente subito dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
UnixMan ha scritto: 01 mag 2026, 23:54 mettendo dei condensatori a film plastico al posto degli elettrolitici che c'erano in origine
Quei caps li avevo in un cassetto a far niente (ne ho ancora 7), mi è sembrato un buon motivo per utilizzarli, dato che c'era spazio a sufficienza e che sicuramente dovrebbero essere migliori degli elettrolitici, senza contare che 16 elettrolitici decenti sarebbero costati almeno 70-80 €, che mi ci compro le raddrizzatrici.
UnixMan ha scritto: 01 mag 2026, 23:54 Fai presto a fare il conto di quant'è la max potenza assorbita,
Dovrebbero essere circa 45W per i filamenti (7.3V per 6A) + 50-60W per canale, quindi 160-170W che sono circa 700 mA a 230V. Ne ho messo uno da 2A ritardato, ma non ho ancora acceso.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 02 mag 2026, 14:24
da UnixMan
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ce ne sono altre due sugli zoccoli. 10+2*470// presa per griglia +10+2*470//.
Ah, ok. Non lo avevo notato. :up:
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ma il fatto che solo cambiando le valvole finali, abbia sortito un abbassamento di tensione di quasi 100V, portandola addirittura 40 volt sotto la AC, non è indice di valvola alla frutta?
Dato che è aumentata la corrente complessiva, un abbassamento della tensione ci sta. Ma effettivamente sembra decisamente troppo (non ho sottomano la rp di quei tubi per verificare). D'altro canto, vista l'età dell'ampli ed il fatto che una delle finali era morta, che anche le raddrizzatrici fossero alla frutta è a dir poco probabile. Non di meno, è comunque strano che siano morte entrambe proprio nello stesso momento.
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ripeto, la valvole si sono spente subito dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
si sono spente nel senso che si sono spenti (quindi si sono interrotti) i filamenti delle raddrizzatrici? :?
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Quei caps li avevo in un cassetto a far niente (ne ho ancora 7), mi è sembrato un buon motivo per utilizzarli, [...]
non era una critica... solo un commento riferito a quanto avevo chiesto poco sopra a proposito della tua volontà o meno di restare fedele all'originale. In pratica mi sono risposto da solo. Per la serie "fatti una domanda, datti una risposta". :grin:

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 02 mag 2026, 15:23
da pro61
UnixMan ha scritto: 02 mag 2026, 14:24
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ripeto, la valvole si sono spente subito dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
si sono spente nel senso che si sono spenti (quindi si sono interrotti) i filamenti delle raddrizzatrici? :?
Mi sono spiegato male. I filamenti erano accesi ma niente + anodica, dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 02 mag 2026, 15:47
da UnixMan
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 15:23 Mi sono spiegato male. I filamenti erano accesi ma niente + anodica, dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
il che è ancora più strano. Se si fossero interrotti i filamenti, si poteva ipotizzare uno sbalzo di tensione proprio al momento dell'accensione che ha dato il colpo di grazia a dei filamenti già provati da ore ed ore di lavoro, e questo avrebbe potuto spiegare la contemporaneità dell'evento. Esclusa questa ipotesi, come possibili cause di morte restano l'esaurimento dei catodi o la perdita del vuoto (i "getter" come sono?), che sono entrambe cose che difficilmente avvengono esattamente nello stesso momento in tubi diversi. :?: D'altro canto, non vedo neanche cosa avrebbe potuto causarlo. Boh. Che si sia trattato davvero di una incredibile coincidenza casuale?! :-/

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 03 mag 2026, 19:22
da pro61
UnixMan ha scritto: 02 mag 2026, 15:47 il che è ancora più strano. Se si fossero interrotti i filamenti, si poteva ipotizzare uno sbalzo di tensione proprio al momento dell'accensione che ha dato il colpo di grazia a dei filamenti già provati da ore ed ore di lavoro, e questo avrebbe potuto spiegare la contemporaneità dell'evento.
Oggi ho fatto un pò di prove e qualche scoperta.
Con diodi al silicio e 500 Ohm di resistenza ho 365 di anodica, e 68 mA col catodo a 34V. Quindi 25W di dissipazione.
Il problema grosso è che all'accensione mi spara subito 560V sugli anodi, poi scende appena vanno in conduzione, ma non credo gli faccia bene.
Tempo fa avevo fatto, su quest'ampli, una schedina che metteva a massa il centrale del trasformatore per una trentina di secondi, in modo da dare il tempo ai filamenti di scaldarsi, ma poi l'ex proprietario l'aveva tolta. Può servire a qualcosa rimetterla?
Ho provato a mettere una 5Z3P sempre con i diodi in serie a monte. La tensione è scesa a 330V ma non mi pare che introducesse un ritardo. E' normale, conduce anche a freddo?
Poi ho capito che pur avendo due 5ar8 che alimentano ognuna un canale, anche togliendone una i canali sono sempre alimentati tutti e due. Questo perchè i filamenti sono cablati incrociati, la tensione passa da un filamento all'altro ed esce dal catodo, alimentando anche l'altro canale. A questo punto, non vorrei che una delle 5ar8 fosse già morta e aumentando la corrente con le valvole nuove, sia morta anche la superstite.
Poi se ho capito bene il grafico sotto, con 150 mA di assorbimento, questa valvola non dovrebbe perdere più di una quindicina di volt, anche se non ho capito se bisogna raddoppiarla, perchè il grafico dice "per plate".

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 03 mag 2026, 21:42
da UnixMan
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Il problema grosso è che all'accensione mi spara subito 560V sugli anodi, poi scende appena vanno in conduzione, ma non credo gli faccia bene.
decisamente no. Se vuoi mantenere il raddrizzamento a stato solido, potresti fare una alimentazione stabilizzata...
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Tempo fa avevo fatto, su quest'ampli, una schedina che metteva a massa il centrale del trasformatore
in che senso metteva a massa il centrale?! Quale centrale? :?
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Ho provato a mettere una 5Z3P sempre con i diodi in serie a monte. La tensione è scesa a 330V ma non mi pare che introducesse un ritardo. E' normale, conduce anche a freddo?
Ovviamente no. Ma, essendo un tubo a riscaldamento diretto, il catodo si riscalda molto più velocemente di quello a riscaldamento indiretto delle finali.
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Poi ho capito che pur avendo due 5ar8 che alimentano ognuna un canale, anche togliendone una i canali sono sempre alimentati tutti e due. Questo perchè i filamenti sono cablati incrociati, la tensione passa da un filamento all'altro ed esce dal catodo, alimentando anche l'altro canale.
in che senso "incrociati"? :?

Vuoi dire che c'è un unico secondario per i filamenti di entrambe le raddrizzatrici, che perciò sono in parallelo?
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 A questo punto, non vorrei che una delle 5ar8 fosse già morta e aumentando la corrente con le valvole nuove, sia morta anche la superstite.
è possibile. Oppure una è morta in quel momento e l'altra (verosimilmente già alla frutta) non ha retto ed è morta subito dopo. In entrambi i casi si spiega il "mistero" della morte "contemporanea".
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Poi se ho capito bene il grafico sotto, con 150 mA di assorbimento, questa valvola non dovrebbe perdere più di una quindicina di volt, anche se non ho capito se bisogna raddoppiarla, perchè il grafico dice "per plate".
"per plate" si intende la corrente. Ovviamente, nel tuo caso (con il tubo impiegato come raddrizzatore a doppia semionda), entrambe le placche forniscono la stessa corrente, alternativamente per ciascuna semionda. Ma, attenzione... la corrente non è quella continua (media) assorbita dai tubi, ma la corrente pulsata assorbita dai condensatori di livellamento (oltre che da carico), che ovviamente ha picchi molto più alti della corrente DC assorbita dal carico (quindi la caduta di tensione è sensibilmente maggiore di quella corrispondente alla corrente DC assorbita dal carico).

La corrente di picco nei diodi (e nei condensatori) la puoi stimare approssimando il condensatore ad un corto-circuito, calcolando la differenza tra la tensione di picco della AC in ingresso e la tensione in uscita (sotto carico), ed una resistenza pari alla rp del tubo + la R in serie (se non ho visto male, in totale dovrebbero essere un 300 Ohm e spicci o giù di lì).

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 04 mag 2026, 19:35
da pro61
UnixMan ha scritto: 03 mag 2026, 21:42 in che senso metteva a massa il centrale?! Quale centrale? :?
Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
UnixMan ha scritto: 03 mag 2026, 21:42 in che senso "incrociati"? :?
Vuoi dire che c'è un unico secondario per i filamenti di entrambe le raddrizzatrici, che perciò sono in parallelo?
Esattamente.
UnixMan ha scritto: 03 mag 2026, 21:42 "per plate" si intende la corrente. Ovviamente, nel tuo caso (con il tubo impiegato come raddrizzatore a doppia semionda), entrambe le placche forniscono la stessa corrente, alternativamente per ciascuna semionda. Ma, attenzione... la corrente non è quella continua (media) assorbita dai tubi, ma la corrente pulsata assorbita dai condensatori di livellamento (oltre che da carico), che ovviamente ha picchi molto più alti della corrente DC assorbita dal carico (quindi la caduta di tensione è sensibilmente maggiore di quella corrispondente alla corrente DC assorbita dal carico).
Aaaahhh, si riferisce al picco che spara dentro il diodo quando la tensione raddrizzata supera quella presente nel condensatore, che più è grosso il condensatore, minore è il tempo di conduzione e maggiore è il picco di corrente :shock:

Mi è venuto un dubbio. Nel garter circuit che ho fatto, ho usato come resistenze di griglia quelle che prima andavano a massa , le cosiddette grid leak resistors. Dovevo lasciarle quelle e aggiungerne altre due, o va bene così?
Altra cosa, non c'è una resistenza in serie alla griglia, va aggiunta, che so, un K o giù di li o va bene anche senza?
Oggi ho ordinato due radrizzatrici nuove. Poi dopo aver provato decido se lasciare i diodi in serie o eliminarli.
Michele.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 04 mag 2026, 22:57
da UnixMan
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:

All'accensione il relè è aperto e quindi il resistore in serie al primario del TA limita la corrente assorbita in ingresso, e quindi anche quella assorbita dai filamenti, i picchi di corrente nei condensatori di filtro, ecc. Inoltre (grazie alla corrente assorbita dai filamenti) riduce la tensione in ingresso (e quindi ovunque anche sui secondari) anche quando i tubi ancora non conducono. Così sale tutto più gradualmente e tutti (TA, tubi, condensatori) sono più contenti... dopo di che il resistore viene corto-circuitato quando i tubi hanno già cominciato a condurre, e tutto prende a funzionare normalmente senza troppi strapazzi.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Aaaahhh, si riferisce al picco che spara dentro il diodo quando la tensione raddrizzata supera quella presente nel condensatore, che più è grosso il condensatore, minore è il tempo di conduzione e maggiore è il picco di corrente :shock:
sì. Non dipende solo dalla capacità, ma anche dalla ESR (resistenza serie "parassita") e dalla ESL (induttanza serie "parassita") del condensatore, che limitano i picchi di corrente. Da questo punto di vista, tipicamente i condensatori a film hanno ESR ed ESL sensibilmente più basse rispetto agli elettrolitici, per cui favoriscono picchi più intensi (e più brevi).
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Mi è venuto un dubbio. Nel garter circuit che ho fatto, ho usato come resistenze di griglia quelle che prima andavano a massa , le cosiddette grid leak resistors. Dovevo lasciarle quelle e aggiungerne altre due, o va bene così?
va bene così, la loro funzione non cambia.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Altra cosa, non c'è una resistenza in serie alla griglia, va aggiunta, che so, un K o giù di li o va bene anche senza?
quei resistori ("grid stopper"), se opportunamente dimensionati e montati correttamente (direttamente sullo zoccolo, ed a valle del collegamento delle grid leak, AKA "resistori di fuga", in italiano) possono avere diverse funzioni importanti:

1) in combinazione con la capacità equivalente di griglia formano un filtro RC (un passa-basso del primo ordine), utile a prevenire eventuali "inneschi" (auto-oscillazione) dei tubi ad alta frequenza;

2) per lo stesso motivo, filtrano i disturbi RF in ingresso che, a causa degli inevitabili effetti di rettificazione ed intermodulazione dovuti alle non-linearità del tubo, vanno ad "inquinare" il segnale audio;

3) last but not least, possono evitare o quanto meno mitigare i fenomeni di "blocking".

Cos'è il "blocking"? È una forma di distorsione tanto subdola quanto dannosa all'ascolto, che si verifica e permane per un certo tempo in seguito ad un clipping anche momentaneo.

Quando il tubo viene "sovra-pilotato" da un segnale troppo ampio in ingresso, la semionda positiva può eguagliare o anche superare la tensione di BIAS. In tali condizioni la griglia, che normalmente è polarizzata inversamente e conduce una corrente trascurabile (e quasi costante), si comporta come un diodo polarizzato direttamente. Perciò, da un momento all'altro, non appena il segnale porta la Vgk a valori >= 0, la griglia comincia a "tirare" una corrente significativa. In un istante dai uA si passa ai mA. Detto in altro modo, questo significa che quello che fino ad un istante prima era quasi un circuito aperto (una impedenza molto elevata) improvvisamente assume una impedenza molto bassa.

Questo ovviamente causa clipping... ma non solo: poiché tipicamente l'impedenza della griglia (con Vgk positiva) è notevolmente inferiore all'impedenza di uscita dello stadio pilota (ed altrettanto spesso anche la max corrente erogabile dallo stadio pilota è inferiore a quella che la griglia potrebbe "tirare" in quelle condizioni), il condensatore di accoppiamento si scarica, e lo fa molto più rapidamente di quanto lo stadio pilota non sia in grado di ricaricarlo.

Di conseguenza si viene a modificare la polarizzazione del tubo finale per un certo tempo anche DOPO che il segnale in ingresso è tornato ad assumere una ampiezza "normale".

Perciò, anche un singolo picco sporadico che causa un clipping momentaneo (che normalmente sarebbe del tutto inaudibile), causa anche un sensibile aumento della distorsione per un tempo più lungo... abbastanza lungo da produrre effetti percepibili all'ascolto.

Questo fenomeno è detto "blocking", ed è esacerbato dalla presenza di NFB.

Infatti, cosa fa l'NFB se il segnale di uscita è più basso di quello che dovrebbe essere? Aumenta l'ampiezza del segnale (effettivo) in ingresso... e quindi, se l'ampli è già in clipping o quasi, lo spinge ancora più a fondo.

Cosa può fare la grid stopper per limitare i danni? Ovviamente non può evitare il clipping ma, se il suo valore è sufficientemente alto, limita la corrente di griglia, e quindi la scarica del condensatore, e quindi anche il tempo che l'ampli impiega per tornare al funzionamento normale dopo un clipping.
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Oggi ho ordinato due radrizzatrici nuove. Poi dopo aver provato decido se lasciare i diodi in serie o eliminarli.
toglili, non ha nessun senso lasciarli. Fanno solo danno...

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 05 mag 2026, 12:52
da pro61
UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57 Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:
Si, ne ho fatta una sul mio classe A a mosfer, per caricare 250 mF di capacità. 100mS con 5 NTC in serie da 10 Ohm.
Qui potre fare 4-5 secondi con 33 o 66 Ohm.
Questo però non mi risolve il problema della tensione che schizza alle stelle, finchè non cominciano ad condurre gli anodi.
UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57 quei resistori ("grid stopper"), se opportunamente dimensionati e montati correttamente (direttamente sullo zoccolo, ed a valle del collegamento delle grid leak, AKA "resistori di fuga", in italiano) possono avere diverse funzioni importanti:
1) in combinazione con la capacità equivalente di griglia formano un filtro RC (un passa-basso del primo ordine), utile a prevenire eventuali "inneschi" (auto-oscillazione) dei tubi ad alta frequenza;
Per capacità equivalente intendi la somma di quelle evidenziate nel grafico?
Se sono quelle, con 10K avrei un Passabasso a circa 1 MHz.
Sbaglio?
Michele

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 05 mag 2026, 17:56
da UnixMan
pro61 ha scritto: 05 mag 2026, 12:52 Questo però non mi risolve il problema della tensione che schizza alle stelle, finchè non cominciano ad condurre gli anodi.
e invece sì, perché c'è la corrente assorbita dai filamenti! Che non solo non ha ritardi, ma è massima con quando i filamenti (e quindi i catodi) sono freddi (cioè quando i tubi non conducono...) e cala man mano che si scaldano (ed i tubi cominciano a condurre).

Ma con poche decine di Ohm ad occhio e croce ci fai la birra, a naso penso che ce ne vogliano molti di più. Con la sola corrente nominale dei filamenti (riportata al primario) su quel resistore deve cadere abbastanza tensione da ridurre l'AC delle anodiche di circa un 100io di Volt abbondanti.

Per cui: leggi sui data-sheet dei tubi quanto vale la corrente di filamento nominale alla tensione nominale. Calcola a quanto equivalgono quelle correnti riportate al primario (dividi per i rapporti di trasformazione). Poi calcola il rapporto di trasformazione dei semi-secondari dell'anodica, e in base a quello calcola di quanto devi ridurre la tensione al primario per ridurre la tensione anodica al valore desiderato (non più di 400V di picco, ossia circa 280 Vrms), dividi per la corrente, ed hai una stima approssimativa (molto a spanne) del valore del resistore che devi mettere in serie... (non dimenticare di calcolare anche la potenza dissipata per dimensionarlo adeguatamente. Probabile che dovrà essere un bel bestione da almeno una 15ina di Watt, se non più...).
pro61 ha scritto: 05 mag 2026, 12:52 Per capacità equivalente intendi la somma di quelle evidenziate nel grafico?
Se sono quelle, con 10K avrei un Passabasso a circa 1 MHz.
sì, sono quelle. Devi tener conto dell'effetto Miller (in pratica, devi moltiplicare la capacità per il guadagno in tensione dello stadio), ma restano comunque valori molto bassi, e quindi frequenze di taglio molto al di sopra della banda audio anche con resistori di valore relativamente elevato.

(BTW, curiose coincidenze: nel mio ampli simile al tuo ci misi proprio 10K. :lol: ).

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 06 mag 2026, 12:37
da pro61
UnixMan ha scritto: 04 mag 2026, 22:57
pro61 ha scritto: 04 mag 2026, 19:35 Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
Puoi fare una cosa molto più furba... inserire un resistore di valore opportuno in serie al primario del TA (sulla 230V di rete) e mettere il contatto (normalmente aperto) del relè in parallelo a quello. :wink:

All'accensione il relè è aperto e quindi il resistore in serie al primario del TA limita la corrente assorbita in ingresso, e quindi anche quella assorbita dai filamenti, i picchi di corrente nei condensatori di filtro, ecc. Inoltre (grazie alla corrente assorbita dai filamenti) riduce la tensione in ingresso (e quindi ovunque anche sui secondari) anche quando i tubi ancora non conducono. Così sale tutto più gradualmente e tutti (TA, tubi, condensatori) sono più contenti... dopo di che il resistore viene corto-circuitato quando i tubi hanno già cominciato a condurre, e tutto prende a funzionare normalmente senza troppi strapazzi.
Ieri sera ho montato la schedina modificata con quello che avevo in casa. Resistore 47 Ohm 10W e tempo 5 secondi. La tensione anodica scende di circa 25V.
Con 300 mA sul primario e una resistenza da 210 Ohm abbasserei 63 Volt sul primario, dissipando circa 20W. Il tempo andrebbe allungato di ancora 2-3 secondi.
A funzionare funziona.
Quello che proprio non mi piace, è il fatto che se per caso si dovesse rompere qualcosa nel circuitino che mantiene il relè chiuso, e questo si dovesse aprire, mi ritroverei con 850mA sulla resistenza da 210 che dovrebbe dissipare oltre 60W. Quindi per non mandare a fuoco il tutto prima che me ne accorga, dovrei mettere una resistenza corazzata da almeno 150W per stare sul tranquillo.
Col sistema che avevo fatto io, è vero che non avevo un soft start, ma perlomano, se si rompeva, semplicemente scollegava il primario da massa e si spegneva l'ampli.

Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Inviato: 06 mag 2026, 18:07
da UnixMan
pro61 ha scritto: 06 mag 2026, 12:37 Quello che proprio non mi piace, è il fatto che se per caso si dovesse rompere qualcosa nel circuitino che mantiene il relè chiuso, e questo si dovesse aprire, mi ritroverei con 850mA
850mA no... con la resistenza inserita e quindi la tensione più bassa, anche la corrente assorbita sarebbe minore. Poi magari per stare tranquillo puoi banalmente aggiungere una protezione termica sul resistore, come ad es. un interruttore termostatico a contatto (PTO) che corto-circuita il resistore se la sua temperatura supera una soglia ragionevole.

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