Schema Cazzillo:
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Il Cazzillo è il nome con cui è diventato noto un progetto, o meglio un suggerimento, per un pre linea a stato solido a discreti scritto da Chiomenti su Fedeltà del suono n.32, Ottobre 1994, a conclusione di una rassegna tecnica sugli stadi compositi.
Impiega infatti un cascode FET-BJT.
Utilizza componenti banali in una circuitazione semplice. Ma è tutt’altro che banale! Ai tempi ha bastonato fior di pre esoterici a stato solido.
Questo progetto ha avuto un destino strano: poco conosciuto anche se molto apprezzato e utilizzato con diverse varianti in diversi progetti esoterici successivi. Ad esempio (
http://www.marshsounddesign.com/p2000b.html ) :
“Pure Class A circuitry is built from advanced bi-polar and field effect transistors (FET's) in a folded cascade configuration that helps to create the MSD® hallmarks--clean sound and effortless performance. “
E’ un cascode, dove la parte bassa a JFET funziona a transconduttanza, secondo la sua natura, mentre il transistor superiore sempre assecondando la propria natura lavora come base comune, con grande linearità di guadagno in corrente.
Un semplice inseguitore di emettitore garantisce una resistenza di uscita dell’ordine della decina di ohm, volendo esagerare si potrebbe far seguire a questo stadio, come consigliato nell’articolo originale, un ulteriore emitter-follower identico ma con R di emitter da 420ohm.
Sono presenti due reti di reazione: P2 e R1/R2 non bypassate. Il setting di P2 ed il valore esatto di R3 vanno determinati per pareggiare le tensioni e i guadagni.
Ci vuole un minimo di esperienza e intraprendenza per costruirlo e metterlo a punto ed è molto sensibile alla qualità dell’alimentazione. Ha una banda molto elevata e un PSRR scarsissimo, pertanto tira dentro qualsiasi cosa si presenti ai morsetti di ingresso e di alimentazione. Per evitare motorboating è assolutamente necessario usare una alimentazione stabilizzata. Chiomenti stesso suggeriva per cominciare un alimentatore stabilizzato con LM317.
Il fet va selezionato per Idss e (aggiungo io) sarebbe meglio anche per Gm, bisogna comprarsene un po’ ma non è un problema dato che il costo del JFET usato è bassissimo. In totale ci sono 8-10 euro di componenti per una versione stereo, escluso potenziometro e trasformatore. I dissipatori possono essere fatti con scarti di alluminio.
L’ho realizzato di fretta per il contest, riciclando il contenitore di una radiosveglia Philips. Le masse degli RCA sono in comune e a me in casa mia non danno fastidio. Al contest a molti ampli questo non piaceva. Meglio separare le masse dei due canali e schermare bene gli ingressi.
Mi sembra inutile dire alcunché sul suono, dato che ciascuno ha i propri gusti e che la spesa per provarlo (magari assemblato al volo su una millefiori, senza contenitore) è irrisoria. Ci si mette meno a costruirlo e provarlo che a descriverlo.
E’ talmente semplice e veloce da costruire (se si dispone di un alimentatore da laboratorio bastano un paio d’ore di saldature) che è più conveniente criticare il suono avendolo costruito piuttosto che impegnarsi a trovare argomentazioni teoriche per criticare lo schema.
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Piergiorgio