Sono stato a HighEnd Vienna 2026

Discussioni varie, audio e non.
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drpaolo
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026

Messaggio da drpaolo »

dopo molti anni di assenza da quel simpatico fierone (per due anni sono stato un espositore), ho deciso nuovamente di assistere al grande circo del high-end e me ne sono andato in fiera con l’accredito B2B, in modo da poter girare nei primi due due giorni in relativa calma, senza troppo pubblico intorno.
Per il primo anno la mostra si svolge nella nuova sede di Vienna, che è una città bellissima, con molta gente cordiale, dove si mangia molto bene (Monaco non era così bella, era piena di truzzi e, sul mangiare, sorvoliamo).

L’edificio della fiera è molto moderno, ben concepito (si può girare da un’ala all’altra senza bagnarsi quando piove – e pioveva-) ed è pieno di scale mobili, ascensori, bagni, punti di ristoro, tutte cose molto utili per chi fa le fiere.
Premetto una cosa: questa fiera è un circo. Essa infatti è piena al 85% di simpatici clown più o meno blasonati che propinano a prezzi da appartamenti vista mare in località turistiche rinomate, dei sistemi che è già difficile chiamare ad “alta fedelta” (forse è per questo che li chiamano “high-end” :grin: ).

Se un marziano arrivasse a visitare questa mostra immaginerebbe terrestri senza l’uso completo dell’udito, o completamente rinco#####ti e senza alcun senso estetico, tanta era la bruttezza sonora e di figura che ivi regnava.
Altra considerazione: tutti i prezzi degli apparati “occidentali” sono aumentati in maniera esorbitante, anche in sistemi prettamente domestici (tranne un’eccezione: Indiana Line, che però non è più italiana).
Se si vuole una hi-fi a prezzi umani bisogna ricorrere a prodotti cinesi, oppure all’autocostruzione, che è una grande risorsa e anche di questo vi parlerò.

Ho detto al 85%, perché ho scoperto delle eccellenze che non conoscevo e solo di queste vi voglio parlare perché del brutto (tranne che per una significativa eccezione) è meglio tacere. Metterò poche foto compresse, per non sovraccaricare il server, per cui dovrete accontentarvi :grin:
QRVH2338.JPG
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drpaolo
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 - impianto migliore...

Messaggio da drpaolo »

Quando si va in una fiera di queste dimensioni è praticamente impossibile ascoltare tutti gli impianti in dimostrazione, anche perché la “musica” usata per le dimostrazioni difficilmente si caratterizza per essere “musica” :devil: .
Si va allora ad ascoltare i setup delle Ditte più famose per cercare dei livelli di riferimento e poi si va un po’ a caso. Dato che le comparazioni si devono fare con musica vera, parlerò di comparazioni eseguite con brani di mia scelta, con l’ascolto completo del brano o della facciata di Lp, senza salti compulsivi tra un brano e l’altro, come dovrebbe fare l’audiofilo che si rispetti.

Girando per caso nel padiglione sotterraneo, vedo la foto di un preamplificatore fono che ha:
  • quattro ingressi separati, con quattro circuiti differenti;
  • la possibilità di variare l’impedenza di carico delle testine;
  • la selezione tra diversi tipi di equalizzazione (RIAA, DECCA).
Visto ciò decido di entrare ad ascoltare; stanza molto dimessa, ma curata (nastro di carta a segnare la posizione dei diffusori, ad esempio) e chiedo di ascoltare un Lp orchestrale : Scheherazade diretta da Beecham.
L’unico aggettivo che riesco a trovare è: incredibile. Per capacità dinamica, resa del suono, immagine stereo dell’orchestra. Nessun paragone con impianti precedentemente ascoltati dal costo di diverse centinaia di migliaia di euro (si parla comunque di un impianto -digitale escluso- che costa circa 42.000 eurini).

Chiaramente non è tutto merito dell’amplificazione, per cui elenco i componenti principali dell’impianto:
preamplificatore e amplificatore Moon River Audio (svedesi) ;
casse acustiche QLN (svedesi);
Giradischi e testina Takumi (olandesi) ;
Sorgente digitale Lucas Audio Lab (polacchi);
cavi assortiti, ma scelti per la migliore sinergia.

Ascolto anche lo streamer digitale, ma paradossalmente la dinamica e la resa non sono quelle dell’analogico e il progettista dell'amplificazione concorda con me. Ancora più paradossalmente (ma non tanto) il setup analogico costa circa un terzo di quanto non costi il setup digitale.

Ovviamente mi sono fatto amico il progettista e gli ho parlato a lungo (sono tornato tre volte ad ascoltare); anch’egli concorda sulla triade -che è la stessa mia- riguardante la preamplificazione e l’amplificazione audio che funziona: opamp moderni, cascode e dual mono ! :handshake:
(Poi sono anche andato a cercare il progettista del giradischi e ci risentiremo per telefono la prossima settimana, perchè abbiamo un po' di cose da dirci...).
IMG_2909.JPG
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 – ...e impianto peggiore

Messaggio da drpaolo »

Parlando in fiera con il progettista di una nota Ditta italiana che produce amplificatori audio e che non cito perché non voglio esporlo troppo :grin: , si concordava entrambi come in eventi di questo tipo regnasse incontrastata la cialtroneria.
Cialtroneria nella progettazione, con apparati messi insieme solo in nome del “famolo strano” e cialtroneria nell’esposizione, perché ritengo inconcepibile che chi espone impianti da centinaia di migliaia di euro (e ce n’erano tantissimi) non dedicasse alcuna cura alla sistemazione acustica della stanza di ascolto. Faccio osservare che il costo base di uno stand con piccola sala di ascolto dedicata era pari a 16.000 euro, per cui ritengo sia assurdo che chi investe questa cifra (come minimo) non dedichi poi la massima cura a rendere la stanza utilizzabile, come avevano fatto gli amici di Moon River Audio.
Assieme alla cialtroneria ritengo domini poi un complesso di superiorità indotto, per cui se le riviste parlano benissimo di te (e poi segue contratto pubblicitario; lo so, perché ho praticato quel mondo !), tu puoi permetterti di tutto.
Questo per premettere dell’unica citazione che farò relativa al peggior impianto che abbia ascoltato in fiera.

In questo caso il senso di superiorità deriva dal fatto che l’impianto era britannico (l’alta fedeltà ritengono di averla inventata loro).
Non citerò il produttore; basti sapere che era un nome molto famoso negli anni ‘80, anche tra i guretti italiani delle riviste audio.
L’impianto aveva suppergiù lo stesso costo dell’impianto migliore, forse di un paio di migliaia di euro più alto e anche in questo caso ho potuto scegliere i brani da ascoltare, che conoscevo benissimo.

Risultato: terribile ! Immagine stereo scollata o inesistente, voci ben conosciute perché ho ascoltato per decenni lo stesso disco a casa che erano totalmente irriconoscibili (il brano era il “Gloria” di Vivaldi), distorsione di intermodulazione dagli altoparlanti come se piovesse.

Il povero presentatore mi mostrava le recensioni -profondamente elogiative- delle riviste e mi illustrava i criteri di progetto delle casse acustiche (le responsabili dello scempio) dicendo che erano stati scelti gli altoparlanti migliori della loro categoria, ma solo per il fatto -ad esempio- che uno di loro aveva il magnete in AlNiCo e non perché le sue caratteristiche acustiche lo rendessero adatto a fare il midrange.
Me ne sono andato senza dire nulla, perché mi pareva inelegante insultarlo... :grin:
LENN3490.JPG
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Ultima modifica di drpaolo il 07 giu 2026, 10:56, modificato 2 volte in totale.
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 – intermezzo

Messaggio da drpaolo »

Fino a qui avete visto solo due salette di ascolto piccole, ma esistevano anche le sale di ascolto grandi, o molto grandi, che però erano occupate prevalentemente da produttori appartenenti a quella categoria sociale che ho citato nel precedente post, con alcune eccezioni di cui vi parlerò in seguito.

Anticipo che l'unica sala di grandi dimensioni che secondo me suonasse decentemente e non portasse a spasso mandrie di mucche attive sui toni bassi :grin: era quella della INNUOS.
Ultima modifica di drpaolo il 07 giu 2026, 15:44, modificato 1 volta in totale.
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 – i marchi storici

Messaggio da drpaolo »

E i marchi “storici”, qualcuno si chiederà (o forse no )?
C’erano, ed erano anche agguerriti.

REVOX
Tenetevi, ora Revox produce… i Deep Purple, quelli veri, quelli che incidevano dischi.
Nello stand Revox erano in vendita i nastri R2R e anche le cassette.
Voglio ascoltare una cassetta Revox dei Deep Purple, magari la compro. Arriva un giovane standista che mi porge una cuffia collegata ad un registratore ...Marantz e armeggia con l’apparecchio, cercando di farne uscire qualche suono, che non esce. Impacciato chiama l’anziano collega che si accorge che:
  • la cassetta era inserita a rovescio;
  • il tasto di monitor del tre testine Marantz non era premuto.
La registrazione non era gran che (anno 1970, dal vivo, pesantemente rimasterizzata in digitale) e quindi non ho comprato (il ragazzino dello stand si chiederà ancora adesso in cosa consisteva il magheggio per far sentire il nastro). Al termine dell’ascolto ho provveduto io a spegnere il tutto, ringraziando.

KLIPSCH
la Klipsch aveva uno stand di grandi dimensioni, che però mancava di...angoli. Per fare sentire la nuova edizione delle Klipschorn hanno dovuto costruire un baracchino di legno molto piccolo, che aveva pochi posti per ascoltare. Qualcosa sono riuscito a sentire e devo dire che questi altoparlanti sono estremamente coinvolgenti, anche se di immagine stereo e di finezza non se ne parla proprio.

JBL
Anche la JBL aveva uno stand molto grande (ora è di proprietà Samsung – danarosi-) e esponeva con Mark Levinson (altro marchio Samsung).
Ho ascoltato la nuova versione di JBL Everest; che dire, se avessi i soldi e un salone di 70 mq le comprerei come secondo impianto. :grin:
Terribilmente coinvolgenti e con un’articolazione del basso incomparabilmente migliore rispetto al branco di mucche highend :grin: dello stesso prezzo o superiore che avevo ascoltato sino ad allora.
La mia idea di riproduzione stereo corretta è però un’altra.

AUDIO TECHNICA
Hanno fatto una dimostrazione meravigliosa con la storia della registrazione stereo direct-to-disc dagli anni ‘70 ad oggi, con ascolti, utilizzando la loro storica testina AT-33 che hanno rimesso in produzione. Nonostante avessi fatto notare al dimostratore un paio di errori fatti durante lo spiegone, non l’ha presa male :grin: e dopo abbiamo parlato dei progetti A-T.
La Ditta si è è messa a produrre Lp direct-to-disc con giovani interpreti molto bravi, che verranno pagati il giusto (il 30% del ricavato del disco, moltissimo) per le loro performances. Suppongo che questi dischi andranno a ruba tra gli audiofili giapponesi e li ritroveremo nelle fiere, fra poco.
IMG_2945.JPG
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 – il mondo delle cuffie

Messaggio da drpaolo »

L’ascolto in cuffia ha preso molto piede tra gli amanti dell’alta fedeltà tanto che anche nella passata HighEnd Munich c’era una sezione della fiera chiamata The World of Headphones.
In questa sezione ho trovato cose meravigliose, anche se il prezzo della cuffia che mi è piaciuta di più era di circa 3.400 euri (ZMF Caldera, chiusa), ahimé. :sad:
Per consolarmi, mi sono fatto piacere anche una cuffia AUDEZE; purtroppo il prezzo era di poco inferiore. :sad: :sad:

Il malefico virus dell’audiofilia highend ha purtroppo colpito anche qui: in esposizione c’erano amplificatori per cuffia di dimensioni maggiori di quelle del mio finale di potenza Marantz da 250 W per canale !

In compenso, girando tra gli stand della componentistica, ho visto questo:
AKM.jpg
La foto non rappresenta una nuova marca di amplificatori per cuffia, ma l’implementazione pratica di una serie di mostrini di silicio da cui usciva un suono meraviglioso !
Domani scriverò subito al distributore italiano per averne una campionatura, perché opamp e convertitori DAC di questa marca sono allo stato dell’arte !

Infatti, proseguendo nell’esplorazione, mi sono imbattuto in un’altra meraviglia italiana: AUDMA, amplificatori per cuffia con un sistema digitale di elaborazione di immagine sonora (ELISA, brevettato), che implementava proprio questi componenti.
Il sistema ELISA è un sistema molto semplice, a detta dell’inventore (molto semplice solo se conoscete bene la teoria dei controlli automatici e la trasformata Z) che fa veramente faville.
La Ditta che produce questi gioielli è una Ditta di automazione industriale che ha creato uno spin-off audio; ho parlato a lungo con l’inventore, che è un ingegnere entusiasta (persino più anziano di me) e spero di utilizzare i loro prodotti in futuro.
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 – c’è spazio per la hi-fi dal prezzo umano ?

Messaggio da drpaolo »

Sul catalogo ufficiale della mostra ci sono due pagine (Sounds Clever) dedicate agli impianti di primo prezzo. Quelli più economici (da 2.000 a 3.000 euro) sono tre soundbar :sad: di Cambridge Audio, Technics e Primare.

In realtà è presentato anche un impianto di Linkwitz Lab (gli eredi) che costa circa 2.400 euri ed è a componenti separati, con cavi di marca.
Oltre a questo c’è il nulla, a meno di non acquistare qui e là amplificatore e streamer (cinesi) e altoparlanti (ex italiani).

Persino una marca polacca dei tempi d’oro dell’URSS (UNITRA) ha presentato un impianto in puro stile anni ‘70 come design che però costa solo 10.500 euro (non c’è più religione :grin: ).

L’alternativa è l’autocostruzione e infatti a Vienna -in fiera- si è tenuto il primo salone della subfornitura audio (IPS). Poche cose interessanti e molte cineserie, ma un paio di altoparlanti degni di nota (che proverò) tra cui un subwoofer (ascoltato) con meno di 2 l di Vas e una Xmax di 32 (trentadue !) mm
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 – ascolti fuori Fiera

Messaggio da drpaolo »

In fiera sono andato a trovare il mio amico Samuel di Wiener Lautsprecher Manufaktur (WLM, per dirla semplice) che non vedevo da tempo.
WLM è la Ditta che ha prodotto (a mio parere, ma non solo mio) il più meraviglioso minidiffusore che abbia mai ascoltato, le vecchie Stella, che infatti erano gli altoparlanti che usavamo in sala di ascolto.
WLM Stella.JPG
Abbiamo fatto quattro chiacchere, ci siamo raccontati le rispettive vicissitudini e poi lui mi dice : “ vorresti venire domani sera alla presentazione che faremo in centro a Vienna con i dirigenti e i tecnici di Accuphase ?”. “certamente !” e così vado da imbucato alla presentazione.
Il problema dell’imbucamento è che se arrivi in ritardo -come ho fatto io- qualcuno ha già spazzolato via tutto dal buffet. Il vino e i dolci erano già spariti e rimaneva solo molta birra (buona), il caffè (eccellente) e una microscopica pasta dolce viennese (eccellente anch’essa).

Ho fatto in tempo ad assistere al commiato dei giapponesi, che si inchinavano come se non ci fosse un domani e poi è iniziata la dimostrazione.
Impianto Accuphase con gli ultimi modelli di CD player, di preamplificatore e di finale in classe A e sorgente digitale professionale di marca DAS.
Altoparlanti WLM Rudi, che sono queste cose buffe qui:
Rudi WLM.jpg
L’ambiente era una sala di bellissima dimora patrizia del centro di Vienna, in cui era stata messa correzione acustica attiva e passiva.
Che dire ? Una meraviglia, anche se non ai livelli sbalorditivi dell’impianto che ho citato in un precedente post.
Il motivo era probabilmente la sorgente digitale: sul display dell’amplificatore venivano indicati i livelli di picco in forma numerica, la dinamica dei brani (tutti di musica “classica” e jazz) non arrivava ai 16/18 dB in potenza; un po’ pochini, forse.
Si ripeteva quindi l’osservazione fatta con il progettista di Moon River Audio: la dinamica dei brani digitali disponibili nei servizi musicali è bassa e questo tarpa molto le potenzialità di questo medium.
La cosa singolare è che una coppia di eccellenti WLM Rudi costa la metà di una coppia delle peggiori casse innominate che vi ho descritto in un post precedente e il mio amico Samuel non mi ha voluto dire cosa ci fosse dentro !
(se pensate di comprare degli altoparlanti nuovi, provate anche questi, o i modelli piccoli del catalogo WLM).

P.S. Accuphase non fà le fiere, almeno fuori dal Giappone e questo vorrà pur dire qualcosa 8)
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drpaolo
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Sono stato a HighEnd Vienna 2026 - e per finire, se ne avete il coraggio...

Messaggio da drpaolo »

...guardatevi questo video di tre ore (non mio, ovviamente) che riporta la gran parte delle sale di cui ho accuratamente evitato di parlare (immaginate il perchè; io non mi occupo di circhi, ma di elettronica applicata :grin: ).
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plovati
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Re: Sono stato a HighEnd Vienna 2026

Messaggio da plovati »

Grazie mille per il reportage.
_________
Piergiorgio
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Re: Sono stato a HighEnd Vienna 2026

Messaggio da drpaolo »

Grazie mille per il reportage.
Dovere ! :grin:

Spero sia stato sufficientemente interessante e utile. Frequentare quelle sale di ascolto è assai spesso causa di acuto dolore, per un tecnico progettista, perché sembra si siano persi proprio i fondamentali della progettazione elettroacustica. Io vi evito di soffrire :grin: distillando le mie impressioni. :grin: :grin:
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Conclusione: a cosa serve l'audio high-end ?

Messaggio da drpaolo »

Dopo aver letto sino a qui, i gentili lettori penseranno che io abbia qualche prevenzione verso l'audio high-end :grin: che considero tecnicamente (per lo più) inutile e anche brutto.
E avranno pienamente ragione ! :rofl:

Ma -come per le mosche- la domanda sorge spontanea : "come mai si produce così tanto high-end in Europa e nel mondo ?"

Ebbene, è una questione di soldi, grana, denaro, ecc.: il mercato dell'audio high-end vale (dati 2024-2025) circa il 20% del mercato audio globale. In soldoni: in Europa è un mercato che vale circa 1 miliardo di euro (sono proprio tanti).

Tolti i competitor industriali (Samsung, ad esempio, che possiede quasi tutti i marchi storici dell'audio) è quindi possibile ad "industrie" piccolissime, in nome del famolo strano entrare in questo mercato che ha delle barriere di entrata solo sulla promozione (riviste fiere) e non sui contenuti tecnici. In questo modo anche i singoli artigiani -ricchi di famiglia- possono avere un certo successo e magari portarsi a casa un paio di milioncini di euro di fatturato, producendo un numero di pezzi annui che si possono contare sulle dita di due mani (sono generoso :grin: ). Ci sono preclari esempi di ciò anche in Italia, ma non ve li cito, perchè voglio vivere tranquillo. :grin:

Le due piccole Ditte produttrici di altoparlanti eccellenti che ho citato (QLN e WLM) sono invece sul mercato da decenni, producono sistemi ad alto contenuto tecnico, ma se le filano in pochi, almeno in Italia. Forse non sono sufficientemente high-end. :grin:

I dati che vi cito li ho presi da una Ditta tedesca che esponeva in fiera (Apollum) e che si propone di fare da marketplace esclusivo dei prodotti high-end usati, prechè prevede un forte incremento della vendita di tali oggetti. La vendita sarà su abbonamento (ad abbonarsi saranno i venditori) e non ci sarà una provvigione da parte dell'acquirente. Loro sperano di fare i soldi così, basandosi sull'audio high-end e forse hanno ragione.

Ecco perchè bisognerà abituarsi a vedere sempre le fiere piene di ciofeconi lussuosissimi, e costosissimi, ma "muggenti".
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Re: Conclusione: a cosa serve l'audio high-end ?

Messaggio da docelektro »

drpaolo ha scritto: 10 giu 2026, 06:41 Dopo aver letto sino a qui, i gentili lettori penseranno che io abbia qualche prevenzione verso l'audio high-end :grin: che considero tecnicamente (per lo più) inutile e anche brutto.
E avranno pienamente ragione !

Ecco perchè bisognerà abituarsi a vedere sempre le fiere piene di ciofeconi lussuosissimi, e costosissimi, ma "muggenti".
Mi aggrego e dico presente!

Esatto...giusto per riempire le case di certi personaggi che nel 70 avrebbero comprato quell'aborto termodinamico che era la fiat 130 perchè dovevano fare vedere che erano dei danarosi cumenda del kaiser . Adesso spendono così.

Non girerò il coltello nella piaga dicendo che uno di questi appassionati aveva sentito come splendidamente suonante un CAVO ....si un CAVO che avevo fatto sgusciando un RG58 e con un pò di guaina trasparente e degli RCA Di metallo che avevo preso da negrini elettronica...

Oppure che vogliono il muro di casse dei pink floyd e poi la moglie gli lascia solo quei cessi rogers/BBC grossi come la scatola delle scarpe
A casa mia il loudness e i controlli di tono sono presenti,se serve si usa anche l'equalizzatore e l'effetto eco. Perchè il suono deve essere come lo si desidera e non come gli altri lo vogliono a casa nostra
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Messaggio da drpaolo »

...aborto termodinamico che era la fiat 130...
L'avvocato Agnelli (Giovanni) ci andava a sciare a Skt. Moritz, con la Fiat 130; evidentemente faceva la sua porca figura ! :grin:
Non girerò il coltello nella piaga dicendo che uno di questi appassionati aveva sentito come splendidamente suonante un CAVO
I cavi suonano (e si sentono) una volta eliminati tutti gli errori sistematici che impediscono l'ascolto di qualità. Se ne è accorta anche mia figlia, che mi aveva -9 anni fa- accompagnato in fiera a Bonn come traduttrice dal tedesco.

In una stanza acusticamente "perfetta" che avevamo allestito io e il mio socio (giudicata una delle tre stanze meglio suonanti della fiera -che ne aveva 98, oltre agli spazi nei saloni- da un giornalista hi-end), mia figlia, che non è mai stata audiofila, si è accorta del "giro" della spina nella presa di corrente dalla molto migliore resa audio del sistema che stava ascoltando e ne è rimasta stupefatta.

Quindi non si può dire -in assoluto- che quella dei cavi è una panzana. Non lo è e non lo è mai stata; bisogna avere un sistema audio che permette di sentire le differenze.
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