Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 28 apr 2026, 19:27 Ecco, questa è una cosa che non ho capito come si fa (a simulare un TU) di cui, fra l'altro, non conosco i dati.
https://www.analog.com/en/resources/tec ... rmers.html

https://duckduckgo.com/?q=how+to+simula ... in+LTSpice :wink:

Il modello degli induttori consente anche di inserire la Rdc e le capacità parassite. Poi per essere davvero realistici bisognerebbe simulare anche le capacità parassite tra gli avvolgimenti, (banalmente aggiungendo dei condensatori esterni) ed un mucchio di altre cose, come ad es. la saturazione del nucleo, ecc... ma, in pratica, per quel che può servire una simulazione, specie con i tubi, il modello semplificato di base basta e avanza.

Ma se non hai i dati, e non hai modo di misurare tutti i parametri... ciao.

Però, per valutare il valore dei resistori di polarizzazione non hai bisogno di simulare la risposta in AC del TU: ti serve solo quella in continua. Laddove i semi-primari del TU si comportano banalmente come delle semplici resistenze.

Quindi nella simulazione puoi omettere del tutto il TU, ed al suo posto (al posto dei semi-primari) inserire nel circuito delle resistenze di valore pari alla resistenza in DC di tali avvolgimenti. Resistenza che puoi misurare banalmente col multimetro. Basta che sfili i tubi e misuri quanta resistenza c'è tra la presa centrale (B+) e ciascuno dei due estremi del primario, corrispondenti ai due anodi delle finali. Il valore dovrebbe essere circa uguale per entrambi i semi-primari. Nel simulatore usa un valore intermedio tra i due che hai misurato.
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 27 apr 2026, 23:05 ne metterei uno anche tra i due catodi
Stasera ho modificato un canale. Ma il condensatore fra i catodi cosa deve essere, un non polarizzato? Va bene un PP da 4 uF o ci vuole un elettolitico più grande. Come bypass delle resistenze ha messo 220 uF.
Con 400 Ohm la polarizzazione è un pò alta. Sui 75 mA, griglia a -31, mentre la tensione è scesa di una decina di volt, penso dissipati sulla resistenza da 150 Ohm.
Fra l'altro stasera mi i è rotto il multimetro. Misura alternata e Resistenza, ma non più la continua. Può essere?
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 29 apr 2026, 18:42 Stasera ho modificato un canale. Ma il condensatore fra i catodi cosa deve essere, un non polarizzato?
eh, purtroppo sì. La differenza di tensione sarà poca (a meno che non si guasti un tubo...), ma non puoi sapere che verso avrà. Un bel PP sarebbe l'ideale... idealmente ci vorrebbe almeno lo stesso valore che hai sugli altri by-pass. Più piccolo dovrebbe comunque essere meglio di niente, specie se ci metti un PP, ma 4uF sono davvero pochi. In compenso per andare sul sicuro basta un componente da 63V lavoro (o anche 50V; in condizioni normali avanza, ma se qualcosa va molto storto sei proprio al limite).
pro61 ha scritto: 29 apr 2026, 18:42 Con 400 Ohm la polarizzazione è un pò alta. Sui 75 mA, griglia a -31, mentre la tensione è scesa di una decina di volt, penso dissipati sulla resistenza da 150 Ohm.
Decisamente troppa corrente (e troppa potenza dissipata). Non lo tenere acceso così. Prova con 470...
pro61 ha scritto: 29 apr 2026, 18:42 Fra l'altro stasera mi i è rotto il multimetro. Misura alternata e Resistenza, ma non più la continua. Può essere?
curioso. Controlla i fusibili e, se non è quello, il commutatore. Se il resto funziona, è improbabile che sia un problema più serio.
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 29 apr 2026, 19:34 curioso. Controlla i fusibili e, se non è quello, il commutatore. Se il resto funziona, è improbabile che sia un problema più serio.
Il fusibile è buono, la commutazione di tensione è automatica. Una pila da 9 V la misura, 15V già non li misura più.
Mi sa che è il microprocessore che sceglie le tensioni.
Per i catodi ho trovato nel cassetto due Jantsen 220u 100V NP che mi sembrano adatti allo scopo. Ne ho pure di più grossi, ma credo che non valga la pena.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 29 apr 2026, 19:34 curioso. Controlla i fusibili e, se non è quello, il commutatore. Se il resto funziona, è improbabile che sia un problema più serio.
Mistero.
Il multimetro credevo si fosse rotto, data che fra una accensione e un altra non ha più misurato nessuna CC, manco i 750 mV sulla resistenza di catodo.
Oggi ne ho comprato uno nuovo: Stessa cosa. In continua niente. Ho detto boh, sarà malfunzionante pure questo. Allora ho preso quello che ho in macchina che uso per lavoro. Niente nemmeno con questo.
Per curiosità ho aperto l'altro valvolare che ho, e meraviglia delle meraviglie, tutti e 3 mi leggono la 450 VCC.
Eppure l'amplificatore è normalmente acceso, con tutte le valvole con la giusta illuminazione.
Che cavolo può essere, che non riesco a fare una lettura che sia una?
Intanto allego foto del canale modificato.
Michele.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 19:36 Il multimetro credevo si fosse rotto, data che fra una accensione e un altra non ha più misurato nessuna CC, manco i 750 mV sulla resistenza di catodo. [...]
Eppure l'amplificatore è normalmente acceso, con tutte le valvole con la giusta illuminazione
questo vuol dire pochino. Le valvole si accendono normalmente anche se manca l'anodica (o la massa). Sono i filamenti a far luce... basta che siano collegati quelli, e loro si accendono. Anche se non funziona nulla.
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 19:36 Che cavolo può essere, che non riesco a fare una lettura che sia una?
La prima ipotesi è una banale svista: ti sei dimenticato di collegare la massa e/o l'anodica (ad es., ti sei dimenticato di ricollegare il centrale del TU), oppure hai fatto un collegamento in un punto sbagliato, ecc. In questo caso non misuri nulla perché... non c'è nulla. :lol:

La seconda ipotesi: è morta la raddrizzatrice. Anche in questo caso non misuri nulla perché non c'è nulla.

La terza ipotesi è che l'ampli stia auto-oscillando selvaggiamente. Sovrapposta alla DC c'è una forte componente AC, facilmente a frequenza relativamente elevata, che manda a pallino la lettura dei multimetri digitali. Per verificarlo avresti bisogno di un oscilloscopio con banda passante adeguata... :tmi:

In mancanza di un oscilloscopio, se hai una radiolina AM puoi tentare una prova empirica con quella. Accendi la radio e "sintonizzala" su una frequenza dove non ci sono emittenti né forti disturbi, ma solo un fruscio di fondo più o meno costante. Avvicinala all'ampli spento: ovviamente non dovrebbe cambiare nulla (un minimo potrebbe, per effetto dell'accoppiamento con le superfici metalliche; nel caso, prendine nota mentalmente e tieni quello come riferimento). Poi accendi l'ampli e ripeti: dovresti notare la comparsa di una quantità di disturbi sensibilmente maggiore. Se i disturbi aumentano e sono massimi in prossimità del TA e/o delle rettificatrici è normale. Se invece noti un incremento anche o addirittura soprattutto in prossimità dei tubi finali e/o del TU, l'ampli sta oscillando.

Purtroppo però questo semplice test non è sempre decisivo. Un eventuale esito negativo non è una prova definitiva... l'ampli potrebbe anche stare oscillando ad una frequenza (troppo alta o troppo bassa) che non produce disturbi significativi sulla radiolina. Ma, come direbbero in Emilia-Romagna, se non hai e non riesci a procurarti un oscilloscopio... “piutost' ca gnint, l'è meij piutost'”. :smile:

Ma, per prima cosa verifica le prime due ipotesi, che mi paiono più probabili.

Hai provato a misurare l'altro canale? Il problema c'è su entrambi, o solo su quello modificato?

Verifica che ci sia continuità tra la massa dello stadio finale (punto di unione tra i resistori di catodo "bassi" e il negativo dei loro condensatori di by-pass) e la massa dell'alimentazione.

Poi accendi e prova a misurare in vari punti, procedendo dalla rettificatrice in avanti verso lo stadio finale, per vedere se l'anodica c'è in partenza ed arriva fino a dove deve arrivare.

P.S.: dimenticavo (altra banalità, ma alle volte...): se per caso sono presenti dei fusibili sulla linea dell'anodica, verifica che non si siano bruciati quelli. :tmi:

N.B.: visto che verosimilmente c'è qualcosa che non funziona come dovrebbe, evita di tenere l'ampli acceso a lungo. Potresti far danni. Ad es., i tubi non gradiscono affatto restare accesi senza anodica (muoiono per "avvelenamento del catodo"), una forte auto-oscillazione potrebbe bruciare il TU, ecc. Tienilo acceso solo il minimo indispensabile per fare i test.
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 19:36 Intanto allego foto del canale modificato.
Ovviamente non c'entra nulla col mistero delle tensioni scomparse, ma... con il "garter" non puoi mettere i resistori di misura lì in mezzo: scombini il funzionamento del sistema! :!:

Per altro, non ce n'è bisogno. La corrente di catodo la misuri banalmente misurando la tensione direttamente ai capi dei due resistori bassi (tra la massa ed i punti di unione delle due coppie di resistori, dove si collegano le 100K che vanno alle griglie). È un po' più scomodo fare il conto, ma pazienza.

Per altro, non essendoci nulla di regolabile, è una misura che farai una volta per assicurarti che la corrente sia in un range ragionevole... e poi mai più.

Edit: se vuoi mantenere la comodità di lettura volendo si potrebbero anche mettere dei resistori da 10 Ohm, ma dovresti metterne 4, due sopra e due sotto, per mantenere il bilanciamento del circuito.
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 20:50 La prima ipotesi è una banale svista: ti sei dimenticato di collegare la massa e/o l'anodica (ad es., ti sei dimenticato di ricollegare il centrale del TU), oppure hai fatto un collegamento in un punto sbagliato, ecc. In questo caso non misuri nulla perché... non c'è nulla. :lol:
Giusto per, l'ho attaccato all'impianto, ed effettivamente non suona quindi realmente la tensione non c'è.
Collegamenti sbagliati, non credo ce ne siano, perchè ieri dopo aver fatto la modifica, l'ho tenuto acceso per un pò, ed ho rilevato le misure che ho postato. Ad un certo punto l'ho spento, ed ho detto se ne parla domani. Poi mi sono ricordato che avevo dimenticato una misura e l'ho riacceso. Da quel momento è morto.
L'alternata sulle rettificatrici c'è, 424 VAC, ma non esce niente in continua. Vuoi dire che si sono fulminate le due rettificatrici nello stesso momento? L'ampli, a parte il TA che è unico per i due canali, dalle rettificatrici in poi è dual mono, e non funziona nessuno dei due canali.
Su un canale non ci ho messo proprio mano
Domani controllo meglio, ma a meno che non si sia staccato qualcosa, dato che l'alternata c'è, si doveva staccare su entrambe i canali.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 Domani controllo meglio, ma a meno che non si sia staccato qualcosa, dato che l'alternata c'è, si doveva staccare su entrambe i canali.
Michele.
magari si è staccata la massa, che presumibilmente è comune...

A proposito di massa, dalle foto non riesco a capire come sono collegati a massa le reti di polarizzazione catodica, ovvero come si richiude il circuito di alimentazione dello stadio finale.

Vedo un filo in rame nudo che collega il lato massa dei due canali, i due fili neri che vengono dai passanti, che presumo siano le estremità a massa dei secondari dei TU, ed un'altro filo nero che va ai morsetti di uscita, ma non riesco a vedere nessun collegamento verso il negativo dell'alimentatore. Dov'è? :?
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 21:50 Dov'è? :?
Il telaio è la massa. I vari sostegni sono collegati al telaio che fa da piano di massa. Non ci sono fili, a parte quelli dei trasformatori e i morsetti finali.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 22:02 Il telaio è la massa. I vari sostegni sono collegati al telaio che fa da piano di massa. Non ci sono fili, a parte quelli dei trasformatori e i morsetti finali.
:o
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 L'alternata sulle rettificatrici c'è, 424 VAC, ma non esce niente in continua.
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 Vuoi dire che si sono fulminate le due rettificatrici nello stesso momento?
salvo eventi "traumatici", mi pare a dir poco improbabile.
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 L'ampli, a parte il TA che è unico per i due canali, dalle rettificatrici in poi è dual mono, e non funziona nessuno dei due canali.
Domani controllo meglio, ma a meno che non si sia staccato qualcosa, dato che l'alternata c'è, si doveva staccare su entrambe i canali.
il collegamento a massa (cioè, al telaio... |( ) della presa centrale del TA. È lì che si richiudono tutte le correnti (tranne quelle dei filamenti, ovviamente).

Quasi certamente è quello che si è staccato / non fa più contatto.
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 22:24
pro61 ha scritto: 30 apr 2026, 21:31 Vuoi dire che si sono fulminate le due rettificatrici nello stesso momento?
salvo eventi "traumatici", mi pare a dir poco improbabile.
Ebbene si, si sono fulminate le due 5AR4. Ho provato a mettere 2 diodi in parallelo e si è riacceso. Unico problema, l'anodica è schizzata a 440, la griglia a 375 e il bias a 900 mV, cioè 90 mA che per 440V sono 40W :-S .
Possibili soluzioni:
accatto due valvole nuove.
lascio le tensioni cosi e abbasso il bias, ma dovrei cambiare le resistenze su pre e invertitore per abbassare la tensione che adesso è 290 e 350 VDC.
metto una resistenza da 1 K che si mangia una 50 di volt e mi dissipa 6W.
Cambio le valvole e gli metto a monte due diodi in serie, così le valvole fanno solo il soft start.
Cosa suggerisci?
Altra cosa, ho visto che il fusibile sulla 230 è 5A. Mi pare un pù esagerato. 1.5 - 2 dovrebbero bastare credo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Ebbene si, si sono fulminate le due 5AR4.
:o

molto strano... a dir poco sospetto... :tmi:
pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Ho provato a mettere 2 diodi in parallelo e si è riacceso. Unico problema, l'anodica è schizzata a 440,
ovvio... le raddrizzatrici hanno una elevata resistenza interna, e causano cadute di tensione che si misurano in decine di volts, mentre i diodi a SS hanno resistenze interne bassissime e cadute di tensione trascurabili (circa 0.7V per i normali diodi al silicio, poco più - o addirittura meno - per altri tipi).
pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Possibili soluzioni: [...]
Cosa suggerisci?
Scarterei l'idea diodi+tubi, che non ha senso. Quale sarebbe il vantaggio rispetto ai soli tubi? Nessuno. Al contrario, perdi buona parte dei lati positivi delle raddrizzatrici ed introduci quelli negativi dei diodi al silicio. Pessima idea.

Lasciare la tensione alta cambiando il BIAS implica stravolgere il punto di lavoro. Se guardi le curve (e, guarda caso, i punti di lavoro suggeriti nei data-sheet), lavorare con tensione più alta e corrente più bassa non pare una buona idea. Vai a lavorare in una zona meno lineare. Inoltre, sebbene forse non di molto, cambia anche l'impedenza interna. Scarterei pure quella ipotesi.

Sostituire le raddrizzatrici è senz'altro una opzione possibile, ma prima bisognerebbe capire perché si sono guastate contemporaneamente quelle che c'erano. D'accordo che probabilmente erano vecchie e verosimilmente avevano lavorato per lo stesso numero di ore, ma come detto mi pare a dir poco improbabile, per non dire praticamente impossibile, che due tubi muoiano "per cause naturali" nello stesso identico momento, per puro caso. Qualcosa deve aver causato o quanto meno "favorito" il guasto improvviso e contemporaneo. Se le sostituisci senza aver prima identificato ed eliminato la causa, rischi che anche le nuove facciano la stessa fine in breve tempo.

La sostituzione delle raddrizzatrici con dei diodi a stato solido, con l'aggiunta di un qualche artificio per far cadere la tensione in eccesso è senza dubbio la scelta più semplice, affidabile ed economica. Potresti approfittarne per migliorare il filtraggio dell'alimentazione, consentendoti di aumentare notevolmente il valore dei condensatori di filtro (sul mio ho 470uF...), introdurre una o più celle CRC (e/o CLC), o addirittura una alimentazione stabilizzata.

Per contro, sostituendo le raddrizzatrici vai a "snaturare" l'ampli. Sia da un punto di vista meramente estetico e "filologico" (se ti interessa) che da quello del suono. In meglio o in peggio, dipende dai gusti. D'altro canto, a giudicare dalle foto, se non sbaglio mi pare che lo hai già abbondantemente snaturato sostituendo tutto il circuito stampato dell'alimentatore e mettendo dei condensatori a film plastico al posto degli elettrolitici che c'erano in origine (non so quanto la cosa abbia senso in un ampli push-pull, a pentodi, e con una tonnellata di NFB... ma tant'è).
pro61 ha scritto: 01 mag 2026, 20:00 Altra cosa, ho visto che il fusibile sulla 230 è 5A. Mi pare un pù esagerato.
Possibile che sia stato messo o sostituito un po' a caso con quello che avevano a portata di mano. Fai presto a fare il conto di quant'è la max potenza assorbita, e da quella determinare la corrente al primario del TA. Ovviamente nel dimensionare il fusibile devi tener conto che il TA non ha una efficienza del 100% (per cui la potenza assorbita dalla rete sarà sempre un po' più alta di quella calcolata) e, soprattutto, che c'è una notevole extra-corrente al momento dell'accensione (i filamenti freddi hanno una resistenza molto bassa e quindi causano un picco di corrente, ed i condensatori scarichi fanno altrettanto). Se vuoi evitare di dover usare un fusibile eccessivamente sovradimensionato (magari proprio come quello che c'è), ricorda che devi usare un fusibile di tipo ritardato ("T").
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 30 apr 2026, 21:17 , ma... con il "garter" non puoi mettere i resistori di misura lì in mezzo: scombini il funzionamento del sistema! :!:
Ce ne sono altre due sugli zoccoli. 10+2*470// presa per griglia +10+2*470//.
UnixMan ha scritto: 01 mag 2026, 23:54 Sostituire le raddrizzatrici è senz'altro una opzione possibile, ma prima bisognerebbe capire perché si sono guastate contemporaneamente quelle che c'erano.
Ma il fatto che solo cambiando le valvole finali, abbia sortito un abbassamento di tensione di quasi 100V, portandola addirittura 40 volt sotto la AC, non è indice di valvola alla frutta? Ripeto, la valvole si sono spente subito dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
UnixMan ha scritto: 01 mag 2026, 23:54 mettendo dei condensatori a film plastico al posto degli elettrolitici che c'erano in origine
Quei caps li avevo in un cassetto a far niente (ne ho ancora 7), mi è sembrato un buon motivo per utilizzarli, dato che c'era spazio a sufficienza e che sicuramente dovrebbero essere migliori degli elettrolitici, senza contare che 16 elettrolitici decenti sarebbero costati almeno 70-80 €, che mi ci compro le raddrizzatrici.
UnixMan ha scritto: 01 mag 2026, 23:54 Fai presto a fare il conto di quant'è la max potenza assorbita,
Dovrebbero essere circa 45W per i filamenti (7.3V per 6A) + 50-60W per canale, quindi 160-170W che sono circa 700 mA a 230V. Ne ho messo uno da 2A ritardato, ma non ho ancora acceso.
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pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ce ne sono altre due sugli zoccoli. 10+2*470// presa per griglia +10+2*470//.
Ah, ok. Non lo avevo notato. :up:
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ma il fatto che solo cambiando le valvole finali, abbia sortito un abbassamento di tensione di quasi 100V, portandola addirittura 40 volt sotto la AC, non è indice di valvola alla frutta?
Dato che è aumentata la corrente complessiva, un abbassamento della tensione ci sta. Ma effettivamente sembra decisamente troppo (non ho sottomano la rp di quei tubi per verificare). D'altro canto, vista l'età dell'ampli ed il fatto che una delle finali era morta, che anche le raddrizzatrici fossero alla frutta è a dir poco probabile. Non di meno, è comunque strano che siano morte entrambe proprio nello stesso momento.
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ripeto, la valvole si sono spente subito dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
si sono spente nel senso che si sono spenti (quindi si sono interrotti) i filamenti delle raddrizzatrici? :?
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Quei caps li avevo in un cassetto a far niente (ne ho ancora 7), mi è sembrato un buon motivo per utilizzarli, [...]
non era una critica... solo un commento riferito a quanto avevo chiesto poco sopra a proposito della tua volontà o meno di restare fedele all'originale. In pratica mi sono risposto da solo. Per la serie "fatti una domanda, datti una risposta". :grin:
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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UnixMan ha scritto: 02 mag 2026, 14:24
pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 13:04 Ripeto, la valvole si sono spente subito dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
si sono spente nel senso che si sono spenti (quindi si sono interrotti) i filamenti delle raddrizzatrici? :?
Mi sono spiegato male. I filamenti erano accesi ma niente + anodica, dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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pro61 ha scritto: 02 mag 2026, 15:23 Mi sono spiegato male. I filamenti erano accesi ma niente + anodica, dopo un'accensione seguita ad uno spegnimento.
il che è ancora più strano. Se si fossero interrotti i filamenti, si poteva ipotizzare uno sbalzo di tensione proprio al momento dell'accensione che ha dato il colpo di grazia a dei filamenti già provati da ore ed ore di lavoro, e questo avrebbe potuto spiegare la contemporaneità dell'evento. Esclusa questa ipotesi, come possibili cause di morte restano l'esaurimento dei catodi o la perdita del vuoto (i "getter" come sono?), che sono entrambe cose che difficilmente avvengono esattamente nello stesso momento in tubi diversi. :?: D'altro canto, non vedo neanche cosa avrebbe potuto causarlo. Boh. Che si sia trattato davvero di una incredibile coincidenza casuale?! :-/
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da pro61 »

UnixMan ha scritto: 02 mag 2026, 15:47 il che è ancora più strano. Se si fossero interrotti i filamenti, si poteva ipotizzare uno sbalzo di tensione proprio al momento dell'accensione che ha dato il colpo di grazia a dei filamenti già provati da ore ed ore di lavoro, e questo avrebbe potuto spiegare la contemporaneità dell'evento.
Oggi ho fatto un pò di prove e qualche scoperta.
Con diodi al silicio e 500 Ohm di resistenza ho 365 di anodica, e 68 mA col catodo a 34V. Quindi 25W di dissipazione.
Il problema grosso è che all'accensione mi spara subito 560V sugli anodi, poi scende appena vanno in conduzione, ma non credo gli faccia bene.
Tempo fa avevo fatto, su quest'ampli, una schedina che metteva a massa il centrale del trasformatore per una trentina di secondi, in modo da dare il tempo ai filamenti di scaldarsi, ma poi l'ex proprietario l'aveva tolta. Può servire a qualcosa rimetterla?
Ho provato a mettere una 5Z3P sempre con i diodi in serie a monte. La tensione è scesa a 330V ma non mi pare che introducesse un ritardo. E' normale, conduce anche a freddo?
Poi ho capito che pur avendo due 5ar8 che alimentano ognuna un canale, anche togliendone una i canali sono sempre alimentati tutti e due. Questo perchè i filamenti sono cablati incrociati, la tensione passa da un filamento all'altro ed esce dal catodo, alimentando anche l'altro canale. A questo punto, non vorrei che una delle 5ar8 fosse già morta e aumentando la corrente con le valvole nuove, sia morta anche la superstite.
Poi se ho capito bene il grafico sotto, con 150 mA di assorbimento, questa valvola non dovrebbe perdere più di una quindicina di volt, anche se non ho capito se bisogna raddoppiarla, perchè il grafico dice "per plate".
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

Messaggio da UnixMan »

pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Il problema grosso è che all'accensione mi spara subito 560V sugli anodi, poi scende appena vanno in conduzione, ma non credo gli faccia bene.
decisamente no. Se vuoi mantenere il raddrizzamento a stato solido, potresti fare una alimentazione stabilizzata...
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Tempo fa avevo fatto, su quest'ampli, una schedina che metteva a massa il centrale del trasformatore
in che senso metteva a massa il centrale?! Quale centrale? :?
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Ho provato a mettere una 5Z3P sempre con i diodi in serie a monte. La tensione è scesa a 330V ma non mi pare che introducesse un ritardo. E' normale, conduce anche a freddo?
Ovviamente no. Ma, essendo un tubo a riscaldamento diretto, il catodo si riscalda molto più velocemente di quello a riscaldamento indiretto delle finali.
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Poi ho capito che pur avendo due 5ar8 che alimentano ognuna un canale, anche togliendone una i canali sono sempre alimentati tutti e due. Questo perchè i filamenti sono cablati incrociati, la tensione passa da un filamento all'altro ed esce dal catodo, alimentando anche l'altro canale.
in che senso "incrociati"? :?

Vuoi dire che c'è un unico secondario per i filamenti di entrambe le raddrizzatrici, che perciò sono in parallelo?
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 A questo punto, non vorrei che una delle 5ar8 fosse già morta e aumentando la corrente con le valvole nuove, sia morta anche la superstite.
è possibile. Oppure una è morta in quel momento e l'altra (verosimilmente già alla frutta) non ha retto ed è morta subito dopo. In entrambi i casi si spiega il "mistero" della morte "contemporanea".
pro61 ha scritto: 03 mag 2026, 19:22 Poi se ho capito bene il grafico sotto, con 150 mA di assorbimento, questa valvola non dovrebbe perdere più di una quindicina di volt, anche se non ho capito se bisogna raddoppiarla, perchè il grafico dice "per plate".
"per plate" si intende la corrente. Ovviamente, nel tuo caso (con il tubo impiegato come raddrizzatore a doppia semionda), entrambe le placche forniscono la stessa corrente, alternativamente per ciascuna semionda. Ma, attenzione... la corrente non è quella continua (media) assorbita dai tubi, ma la corrente pulsata assorbita dai condensatori di livellamento (oltre che da carico), che ovviamente ha picchi molto più alti della corrente DC assorbita dal carico (quindi la caduta di tensione è sensibilmente maggiore di quella corrispondente alla corrente DC assorbita dal carico).

La corrente di picco nei diodi (e nei condensatori) la puoi stimare approssimando il condensatore ad un corto-circuito, calcolando la differenza tra la tensione di picco della AC in ingresso e la tensione in uscita (sotto carico), ed una resistenza pari alla rp del tubo + la R in serie (se non ho visto male, in totale dovrebbero essere un 300 Ohm e spicci o giù di lì).
Ciao, Paolo.

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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.

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UnixMan ha scritto: 03 mag 2026, 21:42 in che senso metteva a massa il centrale?! Quale centrale? :?
Scusa, sollevava da massa il centrale dell'anodica, quindi, niente anodica per 30 secondi.
UnixMan ha scritto: 03 mag 2026, 21:42 in che senso "incrociati"? :?
Vuoi dire che c'è un unico secondario per i filamenti di entrambe le raddrizzatrici, che perciò sono in parallelo?
Esattamente.
UnixMan ha scritto: 03 mag 2026, 21:42 "per plate" si intende la corrente. Ovviamente, nel tuo caso (con il tubo impiegato come raddrizzatore a doppia semionda), entrambe le placche forniscono la stessa corrente, alternativamente per ciascuna semionda. Ma, attenzione... la corrente non è quella continua (media) assorbita dai tubi, ma la corrente pulsata assorbita dai condensatori di livellamento (oltre che da carico), che ovviamente ha picchi molto più alti della corrente DC assorbita dal carico (quindi la caduta di tensione è sensibilmente maggiore di quella corrispondente alla corrente DC assorbita dal carico).
Aaaahhh, si riferisce al picco che spara dentro il diodo quando la tensione raddrizzata supera quella presente nel condensatore, che più è grosso il condensatore, minore è il tempo di conduzione e maggiore è il picco di corrente :shock:

Mi è venuto un dubbio. Nel garter circuit che ho fatto, ho usato come resistenze di griglia quelle che prima andavano a massa , le cosiddette grid leak resistors. Dovevo lasciarle quelle e aggiungerne altre due, o va bene così?
Altra cosa, non c'è una resistenza in serie alla griglia, va aggiunta, che so, un K o giù di li o va bene anche senza?
Oggi ho ordinato due radrizzatrici nuove. Poi dopo aver provato decido se lasciare i diodi in serie o eliminarli.
Michele.
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