Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
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Buonasera a tutti.
Ho avuto in regalo da un mio amico, un ampli PP di 5881 che si era fatto costruire nel 1975 da un ing. milanese.
L'ampli è molto mrobusto e monta 2 ecc83, 2 ECC82, 4 5881, 2 5AR4 e 2 OA3.
Nel tempo sono stati fatti degli interventi, tipo la sostituzione degli elettrolitici di filtro, e le OA3 sostituite con non so che cosa (suppongo degli zener) immersi in resina in una base ottale.
L'ampli presenta un difetto. Una delle 5881 va a fuoco, cioè la placca diventa rossa. Quindi la prima cosa che vorrei fare è curare questo difetto. Ho pensato ad un cap di accoppiamento in perdita (sono degli Icel originali dell'epoca), ma volevo un vostro parere.
Ho tirato giù faticosamente uno schema, ma non essendo pratico, non so se ho fatto qualche strafalcione, per cui ve lo sottopongo assieme a qualche foto.
In seguito, una volta sistemato questo maalfunzionamento vediamo dove val la pena intervenire.
Saluti.
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L'ampli è molto mrobusto e monta 2 ecc83, 2 ECC82, 4 5881, 2 5AR4 e 2 OA3.
Nel tempo sono stati fatti degli interventi, tipo la sostituzione degli elettrolitici di filtro, e le OA3 sostituite con non so che cosa (suppongo degli zener) immersi in resina in una base ottale.
L'ampli presenta un difetto. Una delle 5881 va a fuoco, cioè la placca diventa rossa. Quindi la prima cosa che vorrei fare è curare questo difetto. Ho pensato ad un cap di accoppiamento in perdita (sono degli Icel originali dell'epoca), ma volevo un vostro parere.
Ho tirato giù faticosamente uno schema, ma non essendo pratico, non so se ho fatto qualche strafalcione, per cui ve lo sottopongo assieme a qualche foto.
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Saluti.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
è possibile. Ma ci possono essere diverse altre possibilità.pro61 ha scritto: 22 apr 2026, 14:26 Una delle 5881 va a fuoco, cioè la placca diventa rossa. Quindi la prima cosa che vorrei fare è curare questo difetto. Ho pensato ad un cap di accoppiamento in perdita (sono degli Icel originali dell'epoca), ma volevo un vostro parere.
Ad es. potrebbe essere banalmente che uno dei tubi - l'altro, quello le cui placche non si arrossano - è morto o più esaurito dell'altro. Dato che la polarizzazione è catodica con resistore unico, comune per entrambi i tubi, se uno dei due tubi non tira corrente (o ne fa passare meno del dovuto) la corrente totale diminuisce, e quindi si riduce la tensione di BIAS... di conseguenza il tubo che funziona (o che funziona meglio) si trova a far passare una corrente di riposo molto più alta del dovuto.
Altra possibilità (meno probabile) è che uno dei "sostituti" della OA3 sia guasto, o fuori specifiche, e quindi sia sballata la Vg2 di uno dei due tubi.
In ogni caso, oltre ai condensatori (tutti) controlla anche i resistori, a partire da quello di polarizzazione delle finali. Anche se a vista sembrano sani, non è detto che lo siano.
A parte la OA3 inserita come un triodo (potevi metterci uno Zener, avrebbe avuto più senso...), lo schema sembra corretto.pro61 ha scritto: 22 apr 2026, 14:26 Ho tirato giù faticosamente uno schema, ma non essendo pratico, non so se ho fatto qualche strafalcione, per cui ve lo sottopongo assieme a qualche foto.
In seguito, una volta sistemato questo maalfunzionamento vediamo dove val la pena intervenire.
È un classico circuito Williamson: preamp a catodo comune accoppiato direttamente all'invertitore di fase a carico ripartito, seguito da driver differenziale (LTP) che pilota le finali a pentodo puro (con il significativo tocco di raffinatezza dato dall'alimentazione stabilizzata delle g2), nella più semplice delle classiche configurazioni PP. Il tutto condito con NFB globale, che dal secondario del TU rientra dal catodo del preamp.
Se i TU sono validi, potrebbe essere un ottimo ampli.
Dopo aver risolto le problematiche esistenti e verificato che tutto funziona come dovrebbe così com'è, una delle prime cose che ti suggerirei di fare è di aggiornare il circuito di BIAS delle finali in modo da rendere possibile la regolazione della corrente anodica nonché il suo corretto bilanciamento anche in presenza di tubi finali non perfettamente accoppiati. Dai una occhiata a questo schema (Williamnson pure questo, molto simile al tuo), che per ottenere quel risultato impiega un sistema tanto semplice quanto efficace:
viewtopic.php?p=126508#p126508

Ciao, Paolo.
«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Intanto grazie.
Mi sa che è come dici, perchè, se inverto la posizione delle valvole, arrossisce sempre la stessa valvola.
La griglia è a circa -30 rispetto al catodo, quindi se faccio un -50 dovrei essere a posto.
Piuttosto, dalle misure fatte, mi pare che siamo un po oltre il limite. L'anodica è circa 520V quando il DS, a pentodo in PP consiglia 270V e da 500V come limite massimo. Anche i filamenti lavorano a 7,3 VAC quando dovrebbero essere 6.3.
31V sul catodo su 220 Ohm di resistenza sono 136mA che diviso 2 fa 68, anche questo fuori specifica. Eppure sto coso lavora da 50 anni.
E' vero che ho misurato con una tensione di rete di 243V, ma anche a 220V che c'era 50 anni fa siamo sempre quasi al limite. Se ci metto una 150R all'uscita della rettificatrice, dovrei abbassare una ventina di Volt, 10W dovrebbero bastare.
Per i filamenti, non saprei come fare.
Ho visto che si trovano delle valvole russe degli anni 78-80 a poco prezzo, siglate 6P3S e 6P3S-E. Le danno come compatibili. Sapresti dirmi qualcosa a riguardo?
Grazie
Michele.
Stamattina l'ho acceso e fatto un po di misure.UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31
è possibile. Ma ci possono essere diverse altre possibilità.
Ad es. potrebbe essere banalmente che uno dei tubi - l'altro, quello le cui placche non si arrossano - è morto o più esaurito dell'altro. Dato che la polarizzazione è catodica con resistore unico, comune per entrambi i tubi, se uno dei due tubi non tira corrente (o ne fa passare meno del dovuto) la corrente totale diminuisce, e quindi si riduce la tensione di BIAS... di conseguenza il tubo che funziona (o che funziona meglio) si trova a far passare una corrente di riposo molto più alta del dovuto.
Mi sa che è come dici, perchè, se inverto la posizione delle valvole, arrossisce sempre la stessa valvola.
questa è esclusa, perchè ho misurato 440V su tutte e quattro le griglie.UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31 Altra possibilità (meno probabile) è che uno dei "sostituti" della OA3 sia guasto, o fuori specifiche, e quindi sia sballata la Vg2 di uno dei due tubi.
CorrettoUnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31 A parte la OA3 inserita come un triodo (potevi metterci uno Zener, avrebbe avuto più senso...), lo schema sembra corretto.
Il tizio che me lo ha dato ha detto che sono molto buoni, ed hanno circa 90 KHz di banda passante
E se, dato che c'è spazio, ci faccio un alimentatore per il negativo con 4 trimmer?UnixMan ha scritto: 22 apr 2026, 20:31 Dopo aver risolto le problematiche esistenti e verificato che tutto funziona come dovrebbe così com'è, una delle prime cose che ti suggerirei di fare è di aggiornare il circuito di BIAS delle finali in modo da rendere possibile la regolazione della corrente anodica nonché il suo corretto bilanciamento anche in presenza di tubi finali non perfettamente accoppiati. Dai una occhiata a questo schema (Williamnson pure questo, molto simile al tuo), che per ottenere quel risultato impiega un sistema tanto semplice quanto efficace:
La griglia è a circa -30 rispetto al catodo, quindi se faccio un -50 dovrei essere a posto.
Piuttosto, dalle misure fatte, mi pare che siamo un po oltre il limite. L'anodica è circa 520V quando il DS, a pentodo in PP consiglia 270V e da 500V come limite massimo. Anche i filamenti lavorano a 7,3 VAC quando dovrebbero essere 6.3.
31V sul catodo su 220 Ohm di resistenza sono 136mA che diviso 2 fa 68, anche questo fuori specifica. Eppure sto coso lavora da 50 anni.
E' vero che ho misurato con una tensione di rete di 243V, ma anche a 220V che c'era 50 anni fa siamo sempre quasi al limite. Se ci metto una 150R all'uscita della rettificatrice, dovrei abbassare una ventina di Volt, 10W dovrebbero bastare.
Per i filamenti, non saprei come fare.
Ho visto che si trovano delle valvole russe degli anni 78-80 a poco prezzo, siglate 6P3S e 6P3S-E. Le danno come compatibili. Sapresti dirmi qualcosa a riguardo?
Grazie
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
come sarebbe a dire 440V ?! Da datasheet la massima Vg2 ammessa è di 400V, ed i valori consigliati vanno dai 200V ai 250V!pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 questa è esclusa, perchè ho misurato 440V su tutte e quattro le griglie.
ovviamente si può fare, ma... ne vale la pena? IMHO, no. Il resistore di catodo in comune, se non "by-passato", ha un (sia pur blando) effetto benefico sulla simmetria del circuito, facendo funzionare lo stadio di uscita come una sorta di differenziale (un pessimo differenziale, in quanto il valore del resistore è basso, ma sempre meglio di niente). Anche la rete "furba" che ti suggerivo si comporta allo stesso modo.pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 E se, dato che c'è spazio, ci faccio un alimentatore per il negativo con 4 trimmer?
La griglia è a circa -30 rispetto al catodo, quindi se faccio un -50 dovrei essere a posto.
“un po' oltre il limite”? Alla faccia dell'eufemismo!pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 Piuttosto, dalle misure fatte, mi pare che siamo un po oltre il limite. L'anodica è circa 520V quando il DS, a pentodo in PP consiglia 270V e da 500V come limite massimo. Anche i filamenti lavorano a 7,3 VAC quando dovrebbero essere 6.3. 31V sul catodo su 220 Ohm di resistenza sono 136mA che diviso 2 fa 68, anche questo fuori specifica.
Le 5881 sono sostanzialmente equivalenti alle 6L6GC, forse appena un pelo più "robuste". In quelle condizioni, non si capisce come facciano a non "esplodere" alla prima accensione...
ma sei sicuro? Non è che hai sbagliato qualcosa nelle misure? O che magari in origine montava tubi diversi, adatti a funzionare con quei parametri? In caso contrario, sarà mica che quell'ampli era pensato per la vecchia rete a 125V, e collegandolo alla 230V stai rischiando di mandarlo a fuoco?
anche lì, basta un resistore in serie per far cadere la tensione di troppo...
sono più o meno equivalenti alle 6L6GC. Se riporti il circuito entro parametri normali, accettabili per quei tubi, le puoi usare. Così com'è ora, IMHO non puoi metterci niente di meno potente delle EL34, se non addirittura 6550, KT88 o similari. Se le tensioni sono effettivamente quelle che dici, mi viene il forte sospetto che l'ampli fosse stato pensato proprio per una di queste, e poi qualcuno ci ha messo a caso le 5881 pensando che fossero più o meno equivalenti.pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 08:36 Ho visto che si trovano delle valvole russe degli anni 78-80 a poco prezzo, siglate 6P3S e 6P3S-E. Le danno come compatibili. Sapresti dirmi qualcosa a riguardo?
(Più o meno lo sarebbero pure... entro certi limiti. Cioè, fintanto che l'ampli impiega tensioni e correnti compatibili con i tubi meno potenti della famiglia. Che decisamente non è il caso di quello in questione).
Anche la tensione di filamento sensibilmente superiore a quella attesa punta in quella direzione: le "cugine" più potenti assorbono correnti di filamento maggiori, che caricano di più il relativo secondario del TA, facendo abbassare la tensione... facile quindi che con i tubi che erano stati previsti da progetto la tensione di filamento sia quella giusta (a meno della differenza dovuta al passaggio da 220Vac a 230Vac).
P.S.: anche per le EL34 / 6CA7 c'è un equivalente sovietico, la 6P27S (Cirillico: 6П27C). Non so se ci fossero equivalenti anche per le "cugine" più potenti (probabile).
Ciao, Paolo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Bhe, più che mettere il tester fra la massa e il primo condensatore in ingresso, non è che posso fare.UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 19:34 ma sei sicuro? Non è che hai sbagliato qualcosa nelle misure? O che magari in origine montava tubi diversi, adatti a funzionare con quei parametri? In caso contrario, sarà mica che quell'ampli era pensato per la vecchia rete a 125V, e collegandolo alla 230V stai rischiando di mandarlo a fuoco?![]()
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Ho messo 2 resistenze 0.33 5W in parallelo all'uscita dei filamenti e la tensione è scesa a 6.4V. Mmazza quanto scaldano. Sono circa 6A.
L'amplificatore se non sbaglio era nato con le 7027A, che più o meno è la stessa roba.
Ho mandato a prendere quattro TAD-6L6GCM-STR Redbase che dovrebbero essere un attimino più resistenti.
Ripeto, io ho misurato con la rete a 247. Il trafo, dato che ha 50 anni, sarà nato per la 220, ma comunque l'ha tirato a manetta.
Per la resistenza in ingresso, non dici niente, vale la pena abbassare una ventina di Volt?
Una modifica che voglio fare, è sostituire tutti quegli elettrolitici con dei PP. Sono 16 da 100u in serie a coppie, quidi 8 da 50u, Io ne ho 10 da 40u 900V, dovrebbero andar bene.
Per lo schema di polarizzazione che hai postato, non saprei assolutamente calcolare il valore dei trimmer e delle resistenze.
Michele.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=7027Apro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 L'amplificatore se non sbaglio era nato con le 7027A, che più o meno è la stessa roba.
https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=5881
VaMax=600V, Vg2Max=500V, PaMax=35W... contro rispettivamente 360V, 270V e 23W della 5881.
Ti pare la stessa roba? Sono della stessa "famiglia", pin-compatibili, ma la 7027A è sensibilmente più "robusta".
mah... perché restare su delle 6L6GC, che lavorerebbero al limite, anziché metterci tubi più robusti, come le EL34 / 6CA7 o simili, che sono decisamente più a loro agio con quelle tensioni?pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 Ho mandato a prendere quattro TAD-6L6GCM-STR Redbase che dovrebbero essere un attimino più resistenti.
resistenza in ingresso? Intendi dire in ingresso al filtro, in serie alla raddrizzatrice? Non è una cattiva idea. Anche la raddrizzatrice ringrazierà.pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 Per la resistenza in ingresso, non dici niente, vale la pena abbassare una ventina di Volt?
Se ci ragioni un attimo, è banale. Nel complesso, la rete si comporta esattamente come il singolo resistore comune che c'è sotto ai catodi nel tuo schema. Perciò basta calcolare il valore della resistenza equivalente (Req).pro61 ha scritto: 23 apr 2026, 21:37 Per lo schema di polarizzazione che hai postato, non saprei assolutamente calcolare il valore dei trimmer e delle resistenze.
Nel dettaglio qui sotto il circuito si "legge" meglio, e ci sono indicati tutti i valori dei componenti (per quel caso specifico): R12 ed R13 sono i resistori di fuga di griglia. Sono tutto fuorché critici, e vanno bene così come sono (100K). Dal punto di vista della corrente catodica, è praticamente come se non ci fossero. Quindi li ignoreremo.
Restano R14, R15, R20 ed i due potenziometri P1 e P2 (a filo, belli robusti... sul cursore di P1 ci deve passare tutta la corrente catodica di entrambi i tubi!).
P1 è il potenziometro di "bilanciamento": spostando la posizione del riferimento di massa dal centro aumenta la tensione di BIAS di un tubo e si riduce nell'altro.
P2 regola la corrente per entrambi i tubi; R20 (insieme a R14, R15 e P1) fissa il limite minimo per il valore della resistenza di catodo equivalente, cioè pone un limite alla max corrente di riposo, e rende "più fine" la regolazione.
Come calcoli i valori giusti per il tuo caso?
Assumi i cursori di P1 e P2 al centro.
P2 diventa banalmente un resistore di valore pari a P2/2 (ad es., 50 Ohm) in serie ad R20.
P1 diventano due resistori di valore pari a P1/2, connessi a massa nel punto di giunzione.
Trascurando R12 ed R13, una metà di P1 è in serie ad R14 e l'altra è in serie ad R15. Le due serie così composte sono in parallelo tra loro.
Quindi, in definitiva (indicando con "//" il parallelo tra resistenze) abbiamo:
Req = ((P1/2 + R13) // (P1/2 + R14)) + P2/2 + R20
R14 ed R15 ovviamente devono essere uguali tra loro, e conviene anche che siano uguali al valore di P1. Indichiamo tale valore con R e sostituiamo:
Req = ((R/2 + R) // (R/2 + R)) + P2/2 + R20
Req = (1.5R // 1.5R) + P2/2 + R20
ponendo per comodità anche P2 = P1 = R, otteniamo:
Req = (1.5R // 1.5R) + R/2 + R20
esplicitando la formula del parallelo:
Req = ((1.5R * 1.5R)/3R) + R/2 + R20
Req = (2,25R²/3R) + R/2 + R20
Req = (2.25/3)R + R/2 + R20
Req = 0.75R + 0.5R + R20
Req = 1.25R + R20
Ora, con entrambi i potenziometri al centro, vuoi che Req = 220 Ohm (quello che hai nel tuo circuito) o giù di lì.
Per cui ottieni: 1.25R + R20 = 220 Ohm.
Potenziometri da 100 Ohm sono facili da reperire, e vanno bene anche nel tuo caso. Quindi puoi fissare R=P1=P2=R14=R15=100 Ohm. Di conseguenza poi calcolare banalmente anche il valore di R20:
R20 = 220 - 1.25R = 220 - 125 = 95, che ovviamente arrotonderai a 100 Ohm.
Complicato?
P.S.: il condensatore che attualmente è presente in parallelo al resistore catodico lo puoi lasciare al suo posto, collegato così com'è tra il punto di giunzione dei catodi e massa... ma personalmente proverei ad eliminarlo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Di queste valvole, vecchia produzione, ce ne sono pochissime in vendita, a prezzi alti e quasi tutte negli USA. Le nuove produzioni hanno parametri molto più blandi.UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 23:38 https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=7027A
https://tdsl.duncanamps.com/show.php?des=5881
VaMax=600V, Vg2Max=500V, PaMax=35W... contro rispettivamente 360V, 270V e 23W della 5881.
Ti pare la stessa roba? Sono della stessa "famiglia", pin-compatibili, ma la 7027A è sensibilmente più "robusta".
Quelle che ho preso io sono un po più robuste.
https://www.strumentimusicali.net/manua ... air-en.pdf
Chiarisimo.UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 23:38 Se ci ragioni un attimo, è banale. Nel complesso, la rete si comporta esattamente come il singolo resistore comune che c'è sotto ai catodi nel tuo schema. Perciò basta calcolare il valore della resistenza equivalente (Req).
Peò non ho capito dove leggi la tensione per equilibrare lla corrente sulle due valvole.
Oggi ho rifatto l'alimentatore, e indovina. Sono cambiate tutte le tensioni delle pre, e si è pure abbassata la tensione principale. Probsbilmente i vondensatori di filtro non lavoravano bene.
Ho messo due resistenze in ingresso, così vedo pure il consumo di corrente, ed il canale con la valvola che arrossisce ha circa 33 mA in meno di assorbimento, 100 contro 133mA. in più quel canale ha pure un bel ronzio. Lunedì dorebbero arrivare le valvole nuove.
Allego schema aggiornato e foto delle modifiche.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
non suggerivo di usare quelle, ma altre molto più comuni come le EL34, 6CA7 o altri tipi più "robusti" della stessa famiglia.pro61 ha scritto: 24 apr 2026, 21:12 Di queste valvole, vecchia produzione, ce ne sono pochissime in vendita, a prezzi alti e quasi tutte negli USA.
inserisci due resistori di precisione ( <= 1% ) di piccolo valore (ad es. 1 Ohm, o 10 Ohm) in serie ai catodi di ciascun tubo (tra il catodo e il punto di giunzione) e leggi le tensioni che cadono ai loro capi.pro61 ha scritto: 24 apr 2026, 21:12 Chiarisimo.
Peò non ho capito dove leggi la tensione per equilibrare lla corrente sulle due valvole.
Sul mio ampli ho montato delle comode boccole isolate da 3 mm sul telaio, in cui si possono infilare direttamente i puntali standard di un multimetro. Ne basterebbero tre per canale, ma tanto che ci sei per maggiore comodità conviene metterne quattro, così puoi collegare due multimetri e avere sott'occhio contemporaneamente entrambi i tubi. Una o due boccole (dello stesso colore...) le colleghi dove i resistori di misura si uniscono tra loro (ed a R20), e le altre due (di colori diversi) all'altra estremità di ciascun resistore di misura (cioè, direttamente ai catodi...).
Misurando rispetto a massa (volendo si può aggiungere una ulteriore boccola apposita) puoi usare le stesse boccole per misurare anche la tensione su ciascun catodo, cioè la tensione BIAS.
Se invece vuoi fare una cosa più "fancy", puoi installare uno o più strumentini sul pannello frontale, sempre collegati ai capi di ciascun resistore di sense. Ovviamente, a meno di non mettere quattro strumenti (che non mi pare il caso...), dovresti metterci anche un opportuno commutatore a due vie ed almeno 4 (o più) posizioni per selezionare cosa misurare (oltre a correnti e tensioni di BIAS, aggiungendo opportune reti resistive con lo stesso strumento potresti misurare anche la tensione anodica e quant'altro ti venga in mente. Se ti avanza una posizione puoi usarla per scollegare e/o spegnere lo strumento).
questo mi pare a dir poco strano. Non sarà che è il contrario? Senza contare che con tensioni e correnti del genere entrambi i tubi dovrebbero essere al punto di fusione!pro61 ha scritto: 24 apr 2026, 21:12 Ho messo due resistenze in ingresso, così vedo pure il consumo di corrente, ed il canale con la valvola che arrossisce ha circa 33 mA in meno di assorbimento, 100 contro 133mA. in più quel canale ha pure un bel ronzio.
Supponendo che tu non abbia avuto una simile idea balzana e malsana, con 100+133 = 233 mA di corrente sul resistore catodico avresti una tensione di BIAS pari a 220Ω * 233mA ~= 51V. Con circa 500V di anodica, avresti una Vak (Va - Vk) di circa 450V. Il che significa che i due tubi starebbero dissipando rispettivamente la bellezza di 45W l'uno e addirittura 60W l'altro!
Non si capisce come non sia andato tutto a fuoco...
Occhio anche ai TU! Non so quanta corrente possano reggere. Rischi di bruciarli, e addio. 100 e rotti mA sono un'enormità per un ampli pensato per tubi che normalmente dovrebbero lavorare con la metà di quelle correnti...
N.B.: verifica bene che non ci siano residui di alternata significativi (ed ovviamente le misure vanno fatte in assenza di segnale, con gli ingressi cortocircuitati a massa), altrimenti le misure in DC vengono sballate... ce l'hai un oscilloscopio?
Ciao, Paolo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Ecco, mi pareva che ci mancava qualcosa.UnixMan ha scritto: 24 apr 2026, 22:25
inserisci due resistori di precisione ( <= 1% ) di piccolo valore (ad es. 1 Ohm, o 10 Ohm) in serie ai catodi di ciascun tubo (tra il catodo e il punto di giunzione) e leggi le tensioni che cadono ai loro capi.
Comunque sto facenro fatica a trovare potenziometri da almeno 5W.
Forse mi sono spiegato male. La resistenza è all'ingresso dell'alimentatore, come da schema, quindi è il canale che assorbe 133mA non la valvola, L'altro canale ne assorbe 100 che saranno quasi tutti (tolto qualche decina di mA che assorbe il pre) a carico della valvola che arrossisce.UnixMan ha scritto: 24 apr 2026, 22:25 questo mi pare a dir poco strano. Non sarà che è il contrario? Senza contare che con tensioni e correnti del genere entrambi i tubi dovrebbero essere al punto di fusione!Per caso hai misurato con un solo tubo inserito alla volta?!
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Ieri sera l'ho ascoltato per una mezzoretta. Nonostante sia mezzo sgarruapato(
Michele
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
https://duckduckgo.com/?q=potenziomentro+100+Ohm+5Wpro61 ha scritto: 25 apr 2026, 10:24 Comunque sto facenro fatica a trovare potenziometri da almeno 5W.
Prova anche a cercare utilizzando il termine "reostato" anziché potenziometro. Quelli di potenza spesso vengono indicati con quel termine.
Aaah... ok, ora mi torna.pro61 ha scritto: 25 apr 2026, 10:24 Forse mi sono spiegato male. La resistenza è all'ingresso dell'alimentatore, come da schema, quindi è il canale che assorbe 133mA non la valvola, L'altro canale ne assorbe 100 che saranno quasi tutti (tolto qualche decina di mA che assorbe il pre) a carico della valvola che arrossisce.
perciò nel canale che funziona hai circa 65mA per tubo, ed una tensione di BIAS di circa 29V. Ne consegue una Vak di circa 490V, e quindi una dissipazione di circa 32W per tubo. Che sono comunque una enormità per dei tubi che dichiarano una dissipazione massima di 23W.
Con le 6L6GC va decisamente meglio, ma sei proprio "al pelo". Sia per quanto riguarda la dissipazione che le tensioni max.
non lo tenere acceso in queste condizioni: rischi di far danni!
Il TU lavora in condizioni anomale, con corrente eccessiva su un semi-secondario ed una forte magnetizzazione non bilanciata che può causare la magnetizzazione permanente del nucleo.
P.S.: non avevo fatto caso ad un errore nello schema... lo Zener lo hai inserito al contrario. Gli Zener lavorano in polarizzazione inversa. Polarizzati direttamente si comportano come un normale diodo a giunzione (a parte alcuni dettagli nel "drogaggio" del semiconduttore, sostanzialmente quello sono) con una caduta di tensione di 0.7V o giù di lì.
Ciao, Paolo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Quasi dimenticavo. Un'altra possibilità per il BIAS potrebbe essere il “Blumlein garter”:
https://www.tubecad.com/2005/May/blog0046.htm
https://www.tubecad.com/2009/04/blog0163.htm
che ha una ottima regolazione automatica del bilanciamento, ma (almeno nella versione originale) non consente la regolazione della corrente...
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Semplice ed efficace. Il bias chi lo setta, la R da 500 Ohm, e la tensione che circala qual'è, quella di bias?UnixMan ha scritto: 26 apr 2026, 17:52 Quasi dimenticavo. Un'altra possibilità per il BIAS potrebbe essere il “Blumlein garter”:
Oggi ho messo delle R da 10 Ohm sui catodi per vedere cosa leggevo. In effetti la coppia che funziona è bella bilanciata, 600 mV su entrambe i K, mentre sull'altro canale, 900 mV su una valvola e niente sull'altra.
Le valvole nuove le polarizzerei più basse, diciamo 50mA. Può bastare?
Inoltre ho scoperto che ne''alimentatore ho sbagliato a leggere una resistenza, Ho preso un rosso per arancio, quindi ho messo una 68K al posto di una 6K8. Meno male che non ho fatto il contrario.
Alelgo lo schema aggiornato.
Inoltre ho cambiato tutti i cavi di alimentazione, che erano belli ossidati.
Altra cosa, sugli anodi delle 2 ECC83 leggo una differenza di tensione fra le due valvole dei due canali di circa 20V, mentre le le ECC82 sono uguali. Cos'è, valvole non tanto accoppiate?
Comunque, anche questo 3d, nonostante il titolo più accattivante, a parte te, è andato deserto.
L'altro ha fatto 20K visite in un mese e mezzo, ma nessuno ha avuto niente da dire. Bhaa.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
il BIAS lo setta il valore dei resistori (che ovviamente deve essere uguale per tutti e 4).pro61 ha scritto: 26 apr 2026, 20:38 Semplice ed efficace. Il bias chi lo setta, la R da 500 Ohm, e la tensione che circala qual'è, quella di bias?
Il trucco è geniale. I due resistori in basso sollevano le griglia, a tensione positiva. Se i due tubi conducono la stessa corrente, questa è pari alla metà delle tensioni sui catodi. Quindi la Vgk è negativa e pari alla metà della tensione sui catodi.
Se un tubo "tira" più corrente dell'altro, la tensione sui due resistori sotto il catodo di quel tubo aumenta... e quindi aumenta anche la tensione positiva sulla griglia dell'altro tubo. Di conseguenza la Vgk del tubo che tira meno corrente si riduce, forzandolo a condurre di più, e quindi ri-bilanciando le correnti. Analogamente nel caso opposto.
Immagina la situazione che hai ora col tubo rotto. Col resistore di catodo unico in comune, il tubo che funziona si trova a dover condurre una corrente molto più alta di quella normale (perché il resistore di catodo è calcolato per produrre la corretta tensione di BIAS con la corrente di due tubi). Cosa sarebbe successo se invece ci fosse stato il "garter"?
Supponiamo che il tubo rotto sia quello di destra nello schema. Corrente nulla = tensione nulla. La griglia del tubo di sinistra (quello funzionante), anziché essere positiva, ora si troverebbe a 0V, mentre sotto al catodo c'è sempre una resistenza doppia rispetto a quella che servirebbe per polarizzare correttamente il tubo. Quindi anche la corrente nel tubo funzionante, anziché aumentare pericolosamente, si ridurrebbe drasticamente.
Ovviamente quello è un caso estremo ed insanabile. Nei casi normali, quando entrambi i tubi funzionano normalmente, l'effetto è quello di bilanciare automaticamente e quasi perfettamente le correnti nei due tubi.
Sfortunatamente, con questo circuito è praticamente impossibile introdurre una regolazione della corrente. Per farlo bisognerebbe cambiare contemporaneamente (ed esattamente nella stessa misura) il valore di tutti e 4 i resistori.
Forse è meglio l'altra opzione, che consente di regolare il BIAS a piacere (e quindi anche di sperimentare tubi di diversi tipi...) senza dover sostituire niente. Poco male se la regolazione del bilanciamento è manuale anziché automatica. Nel mio ho dovuto fare qualche piccolo aggiustamento solo una o due volte quando i tubi erano nuovi. Poi, una volta "rodati", non c'è più stato bisogno di toccare più nulla. E l'ho usato per anni...
Direi di sì. Fai presto a fare il conto... misura la Vk e la Va, sottrai la prima dalla seconda, e moltiplica per la corrente. Finché il risultato è inferiore a 30W, non ci sono problemi.pro61 ha scritto: 26 apr 2026, 20:38 Le valvole nuove le polarizzerei più basse, diciamo 50mA. Può bastare?
Però allo stato attuale i tubi lavoreranno in una zona molto poco lineare delle curve... per cominciare provalo così, ma in seguito farei qualche prova riducendo le tensioni (Va e soprattutto Vg2) per provare a far lavorare i tubi in una zona più lineare e sentire se va meglio...
probabile. Calcola quanta corrente passa nei due casi.pro61 ha scritto: 26 apr 2026, 20:38 Altra cosa, sugli anodi delle 2 ECC83 leggo una differenza di tensione fra le due valvole dei due canali di circa 20V, mentre le le ECC82 sono uguali. Cos'è, valvole non tanto accoppiate?
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Credevo ti riferissi allo schema sotto.UnixMan ha scritto: 26 apr 2026, 22:36 il BIAS lo setta il valore dei resistori (che ovviamente deve essere uguale per tutti e 4).
Ma nello schema che hai postato, le 100K vanno fra il cap di ingresso e la griglia? perchè non mi risulta che la griglia abbia 2 ingressi.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
ovviamente sì, è solo una comodità nel disegnare lo schema.pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 08:10 Ma nello schema che hai postato, le 100K vanno fra il cap di ingresso e la griglia? perchè non mi risulta che la griglia abbia 2 ingressi.
Ma, se stavi considerando gli altri schemi, occhio... mentre il "garter" originale è uno schema semplice e ben collaudato (così come quello che ti avevo proposto per primo), gli altri schemi proposti da Broskie sono solo abbozzi di idee, tutte da verificare e testare. Spesso sono solo schemi di principio, e non di rado possono contenere errori grossolani. Se non hai le competenze necessarie per riprogettarli ed un minimo di strumentazione per verificare che tutto funzioni come previsto (tra cui obbligatoriamente un oscilloscopio) non mi azzarderei ad uscire dal seminato.
Ciao, Paolo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Domani accatto le resistenze e lo faccio, dato che è veramente semplice.UnixMan ha scritto: 27 apr 2026, 18:08 Ma, se stavi considerando gli altri schemi, occhio... mentre il "garter" originale è uno schema semplice e ben collaudato
Buone nuove.
Stasera ho montato le 4 valvole nuove, e come per incanto è rientrato tutto a valori più umani. L'anodica è scesa a 390V, la G2 a 315, il bias da 518 a 525 mV sulle 4 resistenze da 10 Ohm, quindi le valvole sono molto ben selezionate (almeno per la corrente), quindi abbiamo 52 mA a valvola, per una dissipazione di circa 20W. La tensione della ax7 diversa per canale, è stato un mio errore nel montare la resistenza di bleed.
L'ho pure ascoltato un'oretta. Molto soddisfacente.
Il ronzio nella cassa Dx è completamente sparito, in compenso si sente ronzare un pò il TA, che è una roba enorme e si mantiene completamente freddo.
A questo punto mi sa che pure le rettificatrici saranno conciate. Quasi quasi, le cambio.
Allego foto della festa di Piedigrotta.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
occhio che però il garter "si mangia" il doppio della tensione di BIAS... quindi si ridurranno sensibilmente sia la Va che la Vg2 (rispetto al catodo, che è quello che conta). Prova con 4 resistori da 100 Ohm (equivalenti a un singolo in comune da 200 Ohm anziché gli attuali 220), ma è possibile che serviranno di valore anche più basso (oltre a quelli da 100, ti conviene prenderne subito altri 4 e.g. da 82).pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 Domani accatto le resistenze e lo faccio, dato che è veramente semplice.
Ovviamente, dovrai anche "raddoppiare" il condensatore di by-pass. Anzi, io lo "triplicherei": oltre ai due tra i catodi e massa, ne metterei uno anche tra i due catodi. Perché? Perché, fintanto che l'ampli non esce dalla classe A, la corrente di segnale dello stadio di uscita circola attraverso entrambi i tubi, che di fatto (per il segnale) sono in serie. Con i soli due C verso massa, il segnale dovrebbe attraversarli entrambi (con conseguente dimezzamento della capacità). Inoltre aiuta a compensare le variazioni della tensione di BIAS causate dagli effetti di raddrizzamento dovute alle non-linearità dei tubi, che portano a caricare e scaricare i condensatori di by-pass, "modulando" il BIAS stesso.
Quindi in definitiva (come a questo punto immaginavo) l'ampli non aveva nessun problema salvo la valvola morta. Ottimo.pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 Stasera ho montato le 4 valvole nuove, e come per incanto è rientrato tutto a valori più umani. L'anodica è scesa a 390V, la G2 a 315, il bias da 518 a 525 mV sulle 4 resistenze da 10 Ohm, quindi le valvole sono molto ben selezionate (almeno per la corrente), quindi abbiamo 52 mA a valvola, per una dissipazione di circa 20W.
La tensione della ax7 diversa per canale, è stato un mio errore nel montare la resistenza di bleed.
L'ho pure ascoltato un'oretta. Molto soddisfacente.
prevedibile... anche quello era dovuto al tubo non funzionante.
ci sta... prova a girare la spina nella presa (cioè a invertire fase e neutro): in uno dei due versi potrebbe ronzare un po' meno.
è possibile. Volendo potresti anche sostituirle con dei diodi a stato solido (usa degli Schottky in SiC con max tensione inversa adeguata), così recuperi la tensione persa con il garter. Altrimenti, come minimo ti conviene togliere il resistore che hai aggiunto in serie alle raddrizzatrici.pro61 ha scritto: 27 apr 2026, 20:57 A questo punto mi sa che pure le rettificatrici saranno conciate. Quasi quasi, le cambio.
Speriamo di no...
Ciao, Paolo.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Qui mi avevi consigliato di eliminarlo, adesso mi suggerisci di triplicarlo. Se lo elimino dovrei introdurre controreazione locale, giusto? Cosa faccio.UnixMan ha scritto: 23 apr 2026, 23:38 P.S.: il condensatore che attualmente è presente in parallelo al resistore catodico lo puoi lasciare al suo posto, collegato così com'è tra il punto di giunzione dei catodi e massa... ma personalmente proverei ad eliminarlo.
Io avevo calcolato che per avere la stessa corrente per il singolo ramo, cioè 110mA/2, ci voleva il doppio del 220 che c'è adesso cioè 440 Ohm per ramo. Dove sbaglio?
Michele.
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
nel caso del resistore di catodo in comune (o del circuito regolabile che ti avevo proposto, che si comporta come un resistore comune), che se non by-passato fa lavorare lo stadio finale come un differenziale, migliorando il bilanciamento dinamico. Il rovescio della medaglia è che "si oppone" al funzionamento in classe AB (in pratica senza by-pass lo stadio finale lavora bene solo restando sempre in classe A).pro61 ha scritto: 28 apr 2026, 07:01 Qui mi avevi consigliato di eliminarlo, adesso mi suggerisci di triplicarlo. Se lo elimino dovrei introdurre controreazione locale, giusto? Cosa faccio.
Con i resistori di catodo separati (com'è anche nel caso del garter), il by-pass è sempre obbligatorio. Se non metti i condensatori introduci degenerazione locale che aumenta l'impedenza di uscita dello stadio (di ~ Rk*mu), che è una cosa assolutamente indesiderabile.
non sbagli... sono io che ero fusopro61 ha scritto: 28 apr 2026, 07:01 Io avevo calcolato che per avere la stessa corrente per il singolo ramo, cioè 110mA/2, ci voleva il doppio del 220 che c'è adesso cioè 440 Ohm per ramo. Dove sbaglio?
Dato che la tensione è più bassa di prima, servirà comunque mettere resistori di valore minore. Puoi provare con 390. Ma, piuttosto che andare per tentativi, determina dalle curve dei tubi quanto deve essere la Vgk per avere circa 50 -:- 55 mA di corrente tenuto conto della Va e della Vg2 (rispetto al catodo) ridotte a causa del raddoppio della Vk per via del garter.
Oppure fai una simulazione e trova con quella il valore ottimale (ma assicurati di aver inserito nella simulazione tutti i parametri giusti, inclusa la Rdc del TU, e che le varie tensioni a riposo coincidano con quelle misurate nel circuito reale).
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Re: Vecchio amplificatore PP da riparare, ricondizionare e perchè no, migliorare.
Ecco, questa è una cosa che non ho capito come si fa (a simulare un TU) di cui, fra l'altro, non conosco i dati.UnixMan ha scritto: 28 apr 2026, 17:53 Oppure fai una simulazione e trova con quella il valore ottimale (ma assicurati di aver inserito nella simulazione tutti i parametri giusti, inclusa la Rdc del TU, e che le varie tensioni a riposo coincidano con quelle misurate nel circuito reale).
Michele.
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