Secondo il recensore tale filtro è estremamente importante...
Ti direi: sì e no...
Mi spiego: dal punto di vista puramente acustico tutti i filtri di rete che ho provato su amplificatori di potenza "comprimono" in qualche modo il suono.
Lo stesso effetto di un filtro di rete (eccetto la compressione) lo può dare un contatto ossidato di una multipresa di collegamento (verificato in camera schermata, non sto scherzando).
Per questo io uso multiprese vecchie di almeno 30 anni...
Dal punto di vista dell'elettrotecnica e della compatibilità elettromagnetica, se l'alimentatore del finale è correttamente dimensionato ed è lineare un filtro non serve, perchè il finale non dovrebbe irradiare disturbi condotti in rete, secondo CEI-EN 55022.
Diverso è il discorso se l'alimentatore (anche del pre), è
switching; in questo caso un filtro ci vuole quasi sempre.
Io però su un finale non ce lo metterei (salvo il discorso dell'alimentatore
switching).
P.S. il filtro di rete, secondo il progettista, dovrebbe servire a far sì che l'amplificatore non emetta disturbi che possano disturbare apparati collegati sulla stessa linea elettrica. Questi disturbi sono causati dagli alimentatori lineari "generosamente dimensionati" (secondo i recensori audiofili) o dagli alimentatori
switching.
Gli amplificatori ben progettati, con un PSRR di buon valore, non dovrebbero richiedere un filtro in ingresso, perchè lavorano in ambienti dove non ci sono disturbi importanti (ambienti domestici, vedi tutta la famiglia di norme CEI-EN 61000).
Questo in linea di massima, in quanto la distorsione della forma d'onda della corrente di rete, che è estremamente perniciosa e sanzionata dalle norme EMC, per fortuna è causata solo da apparecchiature "digitali" che assorbono basse potenze (i vecchi CD player economici erano speciali, in questo).