per via del fatto che la capacità dell'elemento varia al variare della frequenza del segnale
Varia la reattanza
misurata, non la capacità. Il capacimetro misura i condensatori tramite la misura della loro reattanza alle varie frequenze; se il condensatore fosse
ideale e avesse solo la capacità come caratteristica peculiare, la misura del capacimetro (anche il più scarso) alle varie frequenze darebbe sempre lo stesso valore.
L'apparente variazione della capacità in un condensatore
reale è dovuta al fatto che in un condensatore ci sono diversi parametri parassiti, il più importante dei quali è la ESR (Resistenza Serie Equivalente).
Se il capacimetro non è in grado di discernere il valore di ESR nella misura (non fa misure di angolo di perdita o le fa approssimate), la capacità misurata sembra variare con la frequenza, perchè è data dalla serie: reattanza capacitiva + ESR
ESR è approssimativamente costante su una vasta gamma di frequenze, mentre la reattanza capacitiva varia con la frequenza; la loro serie, misurata a diversi valori di frequenza con un capacimetro scadente, da valori di misura differenti, ma ciò non significa che la capacità varii con la frequenza.
Ci sarebbe anche la piccola capacità parassita in parallelo a ESR e la corrente di fuga (altra resistenza equivalente in parallelo a tutto il condensatore) da considerare, ma un capacimetro da laboratorio o un VNA le considera, il capacimetro di
eBay no per cui si leggono, sui siti stranieri, strafalcioni come quello di cui sopra.
Inoltre sul video relativo alle grandi capacità si dice di inserire, per ogni condensatore usato nell'anodica, un altro di valore di 100nF: è veramente utile inserirlo?
Se la cella di raddrizzamento fosse realizzata con diodi al silicio questo potrebbe avere senso in maniera del tutto teorica, dato che potrebbe attenuare di una dozzina di dB (o giù di li) i residui della commutazione; dal momento che che nell'alimentatore usi diodi a vuoto, la cosa non ha molto senso tecnico.
Tieni presente che quell'alimentatore con quadrupla cella di filtro (considerando anche la resistenza equivalente Thevenin dei tubi a vuoto e il primo condensatore) ha una banda passante che forse non arriva ai 2 (due) Hertz, per cui il ripple sparisce completamente.
L'attenuazione non è infinita alla frequenza dei residui di commutazione perchè un circuito
reale così incasinato, con un sacco di reattanze parassite, potrebbe comportarsi come un
notch a frequenze audio, con un'impedenza in salita verso le frequenze più alte (ma sempre moolto bassa !)
...e che il preampli, in determinati momenti, allorché deve chiedere corrente, si sedesse.
Se il preamplificatore lavora in classe A -come credo- l'assorbimento di corrente è pressochè costante a tutte le frequenze e ampiezze del segnale in cui viene mantenuto il funzionamento in classe A, per cui questo non dovrebbe succedere.