La mia "visione" di furum....

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Arge
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Messaggio da Arge »

Nel mondo normale le persone fanno ciò che permette di accrescere il proprio benessere compatibilimente con le leggi ed il rispetto degli altri. Punto. Questo è un assioma. E vale anche per i masochisti.

Mi fa piacere che ci siano persone più preparate che fanno quello che fai ad esempio tu gratuitamente (anzi rimettendoci danaro e tempo ma gudagnando in buon umore, autostima, "narcisismo" e tua stessa cultura). Evidentemente Aloia non gradisce condividere le sue considerazioni ed esperienze nei pollai dove razzolo io... questo permetterebbe a me ed ad altri di farmi una cultura.

Io sono uno di quelli che sparge letame ... ma ho il buon gusto di chiedere se puzza e di pulire subito dopo.

---------> DISCLAIMER: ooops credo di aver detto una fesseria ... scusate <---------


Originariamente inviato da gluca - 20/09/2006 :  19:01:38

IL TUTTO E' MOLTO PIU' SEMPLICE:

HANNO PAURA......

VEDONO CHE STIAMO CRESCENDO,
VEDONO CHE IL FORUM E FREQUENTATO DA MOLTI CHE POSSONO DIRE LA LORO FACENDO CHIAREZZA E QUINDI NON INFLUENZABILI CON LEGGENDE METROPOLITANE DETTATE DAI VARI GURU DEL SETTORE, CREATE A DOVERE SOLO PER VENDERE IL LORO PRODOTTO MIRACOLOSO DEL GIORNO ....
....

STIAMO DIVENTANDO UNA POTENZA ;)
IL TUTTO SI TRADUCE IN UN TERREMOTO CHE VA A MINARE LE FONDAMENTA DEI LORO CASTELLI DI CRISTALLO, MA SOPRATUTTO DISTRURBA PERCHE' REALMENTE FREE !!! :D :D

CIAO DA GIOVANNI
Ciao da JOE
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Messaggio da PPoli »

nel mondo delle persone normali nessuna fa nulla se non guadagna qualcosa
A parte alcune considerazioni sul termine "normali" che ci porteebbero lontano, non credo che l'affermazione in se possa essere definita scorretta, nel senso che è coerente con il modello sociale che si va diffondendo in questo paese.
E' anche comprensibile che una persona "normale" che si trova a dover lottare quotidianamente con la banca che gli ha rifilato un'operazione non adeguata, con la compagnia telefonia che gli addebita competeze non dovute e impiega sei mesi per trasferirgli una linea....
Parcheggiare in seconda fila, saltare la coda, e tanti altri comportamenti che si stanno affermando sempre più in fin dei conti sembrano del resto "comprensibili", dal punti di vista individuale ("...avevo fretta...mi sono inventato qualcosa per sbrigarmi...").

Non vorrei fare il processo ad una frase, soprattutto estrapolata dal contesto originale, ma mi limito ad una affermazione:
anche io non capisco perchè qualcuno senta il bisogno/piacere di mettersi a disposizione degli altri sottraendo tempo ai propri interessi, alla famiglia, agli impegni di lavoro, ma tuttavia sono realmente compiaciuto e orgoglioso di questo piccolo angolino di mondo che siamo riusciti a crearci.

Angolino in cui, messe da parte le esasperate logiche commerciali che ci costringono a lottare durante la giornata, possiamo liberamente ritrovarci tra amici per scambiarci idee su una passione comune.

Volendo fare un paragone allegorico (se ne sono fatti spesso e rendono a mio avviso bene i concetti) il forum (cosi come anche altri spazi "pubblici" su internet) non è per me una vetrina, ma un bel tavolone a cui sedersi con degli amici per gustare insieme un buon bichiere di vino.

Certo, si può farne a meno (la maggior parte delle cose che abbiamo in fondo sono "superflue"), ma se c'è o sono contento.
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Messaggio da mauropenasa »

Aloia ha sempre un suo modo particolare per dire le cose (diretto e sentenzioso...).

Il suo discorso, anche la parte estrapolata, può essere condivisibile o meno a seconda del vissuto personale di chi lo legge, e come tutti i bicchieri riempiti a metà possono essere visti come mezzo pieni o mezzi vuoti.

La parte che "capisco" è lagata anche alle ragioni che mi avevano fatto meditare sul mio ruolo nei forum, oggetto di questo 3D. Il web è chiaramente una cosa che va presa con beneficio di inventario, ed in parte "appiattisce" ogni affermazione, mettendo sullo stesso piano le cose dimostrabili con quelle che uno si sogna la mattina.
Capisco anche la parte legata alle ilazioni che cita, perchè è evidente che non è sufficiente che una cosa l'abbia detta qualcuno sul web per dire che uno non arrivi alle stesse conclusioni "da solo" o con fonti diverse, insomma che uno debba per forza "copiare" qualcosa.

La parte che ritengo più "di sfogo" che analitica o condivisibile è quella legata a scelte di altri (competenti per sua ammissione) di usare il web come piattaforma di divulgazione. Fermo restando i distinguo di cui sopra, dove una coscienza critica deve sempre essere presente in chi legge le cose (in generale, non solo sul web), io ritengo questo strumento semplicemente un canale mediatico di ampissima portata e forse il più "democratico" della storia dell' umanità. L' "arma" è a doppio taglio, certamente.

Possiamo anche analizzare il problema del "conflitto di interessi", quando si è in presenza di qualche forma di guadagno commerciale diretto od indiretto. Ma il problema è che se si vuole ragionare in questa ottica (mercenaria o di mutuo interesse) nessuno (che abbia una attività legata all' argomento ovviamente, quindi praticamente nessuno dei presenti "attivi" in questo forum), si salva, compreso lo stesso (benemerito) Aloia.

Se Aloia trae un vantaggio di immagine da un suo articolo se ne avantaggia
anche una sua eventuale attività commerciale, e giustamente, aggiungerei io. Quindi si fa pagare per l' articolo e trae un vantaggio di immagine.
Dove starebbe (condizionale) l' anomalia in uno che invece decide di "divulgare gratis" ottenendo lo stesso guadagno di immagine potenziale ?
A me pare che si possa ritenere più "filantropo" il secondo caso, anche se nel primo caso non ci vedo nulla di male....

Come a dire: "Chi é senza peccato...."

PS: se è vero che non ci si può fare una "Cultura" con il web, è altrettanto vero che essa non "sgorga automaticamente" manco dalle riviste del settore ... ;)
Con il web si accede anche ai testi universitari, alle pubblicazioni mondiali ed ai brevetti (tutte cose che in altro modo spesso sono negate....), cose che io ritengo molto più attendibili di quello che può scrivere un buon giornalista, che alla fine "media" le stesse cose (quando è una persona seria....)

ciao


Mauro
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Messaggio da vexator »

Per molti di noi questo è un hobby, bello e costoso. Per altri l'hobby è o sta diventando un lavoro; hanno capito che le loro idee possono fruttare quattrini... quindi perchè no!?
Aloia vive dei sui prodotti, ovvio che deve difendersi (anche dalla ovvia realtà) se vuole mangiare e pagare le bollette.
E' vero che su internet c'è tanta spazzatura, ma, è anche vero che a noi lettori nessuno ci obbliga a prendere tutto per oro colato ;) .
Purtroppo quando ci sono interessi economici di mezzo va a farsi benedire qualsiasi cosa.
Credo che sia anche nella natura umana, se uno inventa qualcosa, prima o poi penserà anche a guadagnarsi qualcosa sopra... gli esempi sono tanti e spesso palesi ;) .

Buon audioFAIDATE a tutti!



Giovanni De Filippo

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A presto,
Giovanni De Filippo

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Messaggio da titano »

Onestamente non voglio entrare nel merito diretto delle affermazioni di Aloia, non le trovo particolarmente interessanti. Ha il diritto di pensarla come meglio crede.
Mi permetto solo di esprimere una mia riflessione di carattere più che altro generale.

A chiosa dello stralcio riportato da Piergiorgio, Aloia riporta il seguente pensiero:

"...certe volte sono tentato di chiedere all'autore (delle email faziose NDR) se è proprio sicuro che sono stato io a "copiare" il presunto guru di internet o se per caso non potrebbe essere stato detto guru che ha copiato me, visto che purtroppo sono in circolazione da molto tempo prima che internet nascesse e soprattutto assumesse una forma pressochè universale come la conosciamo oggi..:"

A mio avviso c'è una terza ipotesi che deve esser presa in considerazione e che potrebbe fornire un'ulteriore chiave di lettura, una volta inserita nel contesto generale.

E se avessero copiato entrambi dalla stessa fonte? Sarò io il fazioso forse, ma mi pare che prima dell'avvento della comunicazione globale, certi testi fossero noti e disponibili solo ai professionisti del settore.

Non mi meraviglierei affatto se Tizio, completamente allo scuro delle pubblicazioni anni 70/80 del professionista nostrano di turno, scoprisse on line un testo antecedente a dette pubblicazioni e ne traesse giusta "ispirazione", giungendo poi alle medime considerazioni del professionista di cui sopra.
Non ci vedo nulla di strano.

Al giorno d'oggi, le vie di comunicazione sono di facile accesso e le pubblicazioni a carattere scientifico sono divenute accessibili ad un più ampio parco utenti di quanto non fosse prima. Basta dare uno sguardo al materiale disponibile nella biblioteca di audiofaidate per capire di cosa parlo.

Ho il sospetto che ciò che disturba professionisti del calibro di Aloia, è il fatto che i testi sacri non siano più disponibili solo per i professionisti.
Non voglio certo dire che niente del lavoro di Aloia sia originale, sia chiaro.
Però, visto che parla di cultura, da qualche parte una formazione di base se la sarà pur fatta. Se trova cosi importante lo spirito didattico e ritiene necessaria la capacità di discernimento tra bufale e techne, perchè non cita mai le sue fonti?

Se il fine di questi signori fosse quello di dare carattere didattico ai loro articoli, oltre a tralasciare digressioni stucchevoli su cosa non va nel mondo che li circonda, una semplice bibliografia dei riferimenti a cui si sono ispirati dovrebbe apparire in calce ai loro scritti.

Questa volta sono io a pensar male...


Marco
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Messaggio da audiofanatic »

Aloia ha sempre un suo modo particolare per dire le cose (diretto e sentenzioso...).

Il suo discorso, anche la parte estrapolata, può essere condivisibile o meno a seconda del vissuto personale di chi lo legge, e come tutti i bicchieri riempiti a metà possono essere visti come mezzo pieni o mezzi vuoti.

La parte che "capisco" è lagata anche alle ragioni che mi avevano fatto meditare sul mio ruolo nei forum, oggetto di questo 3D. Il web è chiaramente una cosa che va presa con beneficio di inventario, ed in parte "appiattisce" ogni affermazione, mettendo sullo stesso piano le cose dimostrabili con quelle che uno si sogna la mattina.
Capisco anche la parte legata alle ilazioni che cita, perchè è evidente che non è sufficiente che una cosa l'abbia detta qualcuno sul web per dire che uno non arrivi alle stesse conclusioni "da solo" o con fonti diverse, insomma che uno debba per forza "copiare" qualcosa.

La parte che ritengo più "di sfogo" che analitica o condivisibile è quella legata a scelte di altri (competenti per sua ammissione) di usare il web come piattaforma di divulgazione. Fermo restando i distinguo di cui sopra, dove una coscienza critica deve sempre essere presente in chi legge le cose (in generale, non solo sul web), io ritengo questo strumento semplicemente un canale mediatico di ampissima portata e forse il più "democratico" della storia dell' umanità. L' "arma" è a doppio taglio, certamente.

Possiamo anche analizzare il problema del "conflitto di interessi", quando si è in presenza di qualche forma di guadagno commerciale diretto od indiretto. Ma il problema è che se si vuole ragionare in questa ottica (mercenaria o di mutuo interesse) nessuno (che abbia una attività legata all' argomento ovviamente, quindi praticamente nessuno dei presenti "attivi" in questo forum), si salva, compreso lo stesso (benemerito) Aloia.

Se Aloia trae un vantaggio di immagine da un suo articolo se ne avantaggia
anche una sua eventuale attività commerciale, e giustamente, aggiungerei io. Quindi si fa pagare per l' articolo e trae un vantaggio di immagine.
Dove starebbe (condizionale) l' anomalia in uno che invece decide di "divulgare gratis" ottenendo lo stesso guadagno di immagine potenziale ?
A me pare che si possa ritenere più "filantropo" il secondo caso, anche se nel primo caso non ci vedo nulla di male....

Come a dire: "Chi é senza peccato...."

PS: se è vero che non ci si può fare una "Cultura" con il web, è altrettanto vero che essa non "sgorga automaticamente" manco dalle riviste del settore ... ;)
Con il web si accede anche ai testi universitari, alle pubblicazioni mondiali ed ai brevetti (tutte cose che in altro modo spesso sono negate....), cose che io ritengo molto più attendibili di quello che può scrivere un buon giornalista, che alla fine "media" le stesse cose (quando è una persona seria....)

ciao


Mauro
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Originariamente inviato da mauropenasa - 21/09/2006 : 12:06:37

io stempererei i toni, in questo pazzo mondo la ragione e il torto stanno diventando cose troppo soggettive e passare dalle stelle alle stalle è cosa assai facile...
Se è vero che gli antichi insegnano, non vorrei fare la parte del rospo che esplode per assomigliare a bue, ben venga la consapevolezza di ciò che si è ora, ma non dimentichiamo i rapporti di proporzione, le origini (umili) e gli obiettivi (magari importanti e sempre lontani).
Ricordiamoci sempre che ciò a cui stiamo contribuendo è un modo ATTIVO di partecipare a qualcosa. Siamo circondati di fenomeni in cui la PASSIVITA' è dilagante: la televisione, il vedere lo sport e non praticarlo, l'ascoltare la musica e non suonarla. Ascoltare la musica riprodotta e inseguire PASSIVAMENTE il miglior suono, arricchendo il mercato commerciale, non è cosa che , evidentemente, è nelle nostre corde, di tutti, intendo. Se stiamo leggendo e scrivendo su Audiofaidate è perchè vogliamo CAPIRE e FARE. E facendo si impara e si sbaglia. Solo chi non fa non sbaglia. Io amo fare, sbagliare e imparare. Spero sia lo stesso per voi.

Riguardo alla divulgazione pare che questo voler mantenere i segreti di pulcinella sia un fenomeno tutto (credo) italiano. Tutti noi abbiamo imparato moltissimo leggendo testi non italiani, pochissimi dei Nostri divulgano le loro esperienze, e non capisco l'atteggiamento diffidente di Aloia nei confronti di Internet, dato che una delle sue più ripetute affermazioni riguarda proprio la pubblicazione dei suoi scritti come miglior modo per attribuirsi la proprietà intellettuale. Va bene che se il testo viene pubblicato da una rivista si presuppone il pagamento dell'articolo da parte dell'editore, ma non mi si venga a dire che SOLO per la mancata corresponsione di questa modesta cifra ci si nega la presenza sul web.
Molti testi sono reperibili a pagamento per interesse dell'editore, che sia la AES o la IEEE, ma sono sicuro che l'autore non avrebbe problemi a renderli pubblici.
Diversa cosa è lo sfruttamento commerciale dell'oggetto dei testi, ma su questo siamo TUTTI d'accordo, o no?
E allora di cosa si ha paura?
Non mi si venga a dire che in questo modo le cose vengono copiate, perchè se uno vuole copiare si smonta l'apparecchio e se lo copia comunque...

Filippo
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Messaggio da riccardo »


Se il fine di questi signori fosse quello di dare carattere didattico ai loro articoli, una semplice bibliografia dei riferimenti a cui si sono ispirati dovrebbe apparire in calce ai loro scritti.

Marco


Originariamente inviato da titano - 21/09/2006 :  12:42:09

Direi che queste poche righe risolvono la questione posta dal Professor Aloia.
Colui che usa commercialmente idee altrui è tenuto a riconoscerne la proprietà intellettuale, e a retribuire l'autore nel rispetto della normativa vigente.
Colui che intende con una propria dissertazione di contenuto tecnico e scopo divulgativo, rendere note al pubblico determinate argomentazioni, qualora non stia usando concetti frutto del suo lavoro, è tenuto, per consuetudine accademica, per uso consolidato, per obbligo morale, e in sostanza anche per dovere civile, a pubblicare in calce al suo scritto le fonti di quanto dice, corredate dalla reperibilità dei testi.

Questi comportamenti rispettosi e legittimi sono rari nell'ambito audio, e in coloro che in questo ambito fondano le proprie sorti economiche.
Noi abbiamo il diritto di essere stanchi di questo malcostume.



Saluti

R.R.
Riccardo
--------------------------------
"We must believe in free will. We've got no choice.''

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mauropenasa
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Messaggio da mauropenasa »

Non saprei dire se appartengo alla classe delle "persone che hanno tanto tempo da perdere ed una buona dose di narcisismo",
Tranquillo, Piergiorgio, lui cita "....individui molto preparati....", quindi sei in una botte di ferro.... :D :D
io stempererei i toni, in questo pazzo mondo la ragione e il torto stanno diventando cose troppo soggettive e passare dalle stelle alle stalle è cosa assai facile...
Sagge parole..... :)
Riguardo alla divulgazione pare che questo voler mantenere i segreti di pulcinella sia un fenomeno tutto (credo) italiano. Tutti noi abbiamo imparato moltissimo leggendo testi non italiani, pochissimi dei Nostri divulgano le loro esperienze, e non capisco l'atteggiamento diffidente di Aloia nei confronti di Internet, dato che una delle sue più ripetute affermazioni riguarda proprio la pubblicazione dei suoi scritti come miglior modo per attribuirsi la proprietà intellettuale.
Condivido sua la tua analisi che quelle di Aloia. Credo che ci sia anche un problema "strutturale". Pass, ad esempio, divulga moltissimo, ma quasi sempre dopo avere brevettato il lavoro. Negli US (e per certi ambienti) è molto più facile ottenere legittimazione di un lavoro, mentre da noi la burocrazia ci mette molto del suo, sia economicamente che come tempi e difficoltà. Ecco che un' arma utile è proprio divulgare il progetto, cosa che impedisce ad altri di "blindare" il lavoro dietro un brevetto e definirne il monopolio, ma come controaltare hai che in questo modo ti resta solo (quando va bene) la paternità originale, e chiunque può decidere di usare il tuo lavoro (praticamente secondo regole "open source", per cui uno può farsi pagare il plus che aggiunge al lavoro originale ma non "la piattaforma" ). Discorsi noisi ma che, garantisco, contribuiscono a castrare molte "menti" nostrane....
....Però, visto che parla di cultura, da qualche parte una formazione di base se la sarà pur fatta.

Se il fine di questi signori fosse quello di dare carattere didattico ai loro articoli, oltre a tralasciare digressioni stucchevoli su cosa non va nel mondo che li circonda, una semplice bibliografia dei riferimenti a cui si sono ispirati dovrebbe apparire in calce ai loro scritti.....
La buona vecchia "formazione accademica"..... :D
E' vera la cosa dei riferimenti, doverosi almeno quando si trattano teorie complesse o dati non direttamente e completamente elaborati "in proprio".... (mi pare anche obbligatori in campo accademico o in sede legale, come per i brevetti...)
edit: come citato da Riccardo.....
Purtroppo quando ci sono interessi economici di mezzo va a farsi benedire qualsiasi cosa.
Credo che sia anche nella natura umana, se uno inventa qualcosa, prima o poi penserà anche a guadagnarsi qualcosa sopra... gli esempi sono tanti e spesso palesi .
Esiste sempre questa cortina di "vile denaro" che gravita su questi discorsi, ma il mondo non è bianco o nero. Anche in oggetto a questo 3D ho toccato spesso questo punto.
Secondo me, chiunque parli a scopo divulgativo è benemerito per questo. Come si distingue tra cose corrette o cavolate, si può anche distinguere tra pubblicità occulta o divulgazione. Io ho letto molti testi di Pass, ma non ho mai comprato un suo prodotto, ad esempio, ho letto cose di Aloia ed idem come sopra, in pratica un conto sono le idee un conto è il mercato.
Sul fatto che chiunque abbia una idea sia pienamente legittimato a cercare di averne ricavo credo che non ci siano dubbi.

Audiofaidate non ha scopi commerciali.

Chi vi partecipa manco (a parte io che notoriamente ci faccio i soldi con la "promozione occulta" dei miei PCB e che ormai vivo di rendita..... :D ), per cui questo elemento non esiste.

Se partecipasse un professionista con buoni argomenti ben venga, tutta cultura.

Riguardo al "tempo da perdere", è vero, alcuni come me si possono ritenere dei "privilegiati" perchè dispongono di un lavoro su stazione PC e con un buon grado di flessibilità di orario, per cui possono "perdere del tempo" maggiore nelle pause caffè o momenti morti.
Per gli "addetti ai lavori", magari basterebbe rinunciare ad infastidire la segretaria "gnocca" per avere il tempo di postare..... :D

ciao


Mauro
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Messaggio da Davide »

Onestamente non voglio entrare nel merito diretto delle affermazioni di Aloia, non le trovo particolarmente interessanti. Ha il diritto di pensarla come meglio crede.
Mi permetto solo di esprimere una mia riflessione di carattere più che altro generale.

A chiosa dello stralcio riportato da Piergiorgio, Aloia riporta il seguente pensiero:

"...certe volte sono tentato di chiedere all'autore [delle email fazione NDR] se è proprio sicuro che sono stato io a "copiare" il presunto guru di internet o se per caso non potrebbe essere stato detto guru che ha copiato me, visto che purtroppo sono in circolazione da molto tempo prima che internet nascesse e soprattutto assumesse una forma pressochè universale come la conosciamo oggi..:"

A mio avviso c'è una terza ipotesi che deve esser presa in considerazione e che potrebbe fornire un'ulteriore chiave di lettura, una volta inserita nel contesto generale.

E se avessero copiato entrambi dalla stessa fonte? Sarò fazioso, ma mi pare che prima dell'avvento della comunicazione globale, certi testi fossero noti e disponibili solo ai professionisti del settore.

Non mi meraviglierei affatto se Tizio, completamente allo scuro delle pubblicazioni anni 70/80 del professionista nostrano di turno, scoprisse on line un testo antecedente a dette pubblicazioni dal quale trarre "ispirazione" e giungesse poi alle medime considerazioni del professionista di cui sopra.
Non ci vedo nulla di strano.

Al giorno d'oggi, le vie di comunicazione sono di facile accesso e le pubblicazioni a carattere scientifico sono divenute accessibili ad un più ampio parco utenti di quanto non fosse prima. Basta dare uno sguardo al materiale disponibile nella biblioteca di audiofaidate per capire di cosa parlo.

Forse, quello che disturba professionisti del calibro di Aloia è il fatto che i testi sacri non siano più disponibili solo per i professionisti.
Non voglio certo dire che niente del lavoro di Aloia sia originale, sia chiaro.
Però, visto che parla di cultura, da qualche parte una formazione di base se la sarà pur fatta.

Se il fine di questi signori fosse quello di dare carattere didattico ai loro articoli, oltre a tralasciare digressioni stucchevoli su cosa non va nel mondo che li circonda, una semplice bibliografia dei riferimenti a cui si sono ispirati dovrebbe apparire in calce ai loro scritti.

Ma forse, sono io a pensar male...


Marco


Originally posted by titano - 21/09/2006 :  12:42:09
Quoto in pieno quanto detto da Marco.

Uno dei principali difetti del Sig. Aloia (1) è infatti lo stesso che lui spesso rimprovera ai suoi presunti "copiatori" e cioè quello di non citare quasi mai le fonti, i riferimenti, la bibliografia; elemeto fondamentale alla base della divulgazione tecnico/scientifica.
Ciò non toglie ovviamente che possa essere un ottimo progettista dotato di notevoli competenze ed esperienza originali.

Davide

(1) a quanto mi risulta il Sig. Aloia non è ne laureato in ingegneria ne tantomeno professore. Per quanto anche io ritengo che possa avere un bagaglio di conoscienze e di esperienze al di sopra della media degli ingegneri o dei professori che operano nello stesso settore, ritengo anche che se uno si è fatto il mazzo per un bel po di anni per acquisire una laurea o un dottorato in ingegneria può scegliere se fregiarsi o meno del titolo di Ing. o Dott. altrimenti sarebbe più serio dichiarare chiaramente la propria formazione.
Anche questo a mio avviso è sintomatico dell' attitudine al "citare le fonti".
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Messaggio da plovati »

(1) a quanto mi risulta il Sig. Aloia non è ne laureato in ingegneria ne tantomeno professore. Per quanto anche io ritengo che possa avere un bagaglio di conoscienze e di esperienze al di sopra della media degli ingegneri o dei professori che operano nello stesso settore, ritengo anche che se uno si è fatto il mazzo per un bel po di anni per acquisire una laurea o un dottorato in ingegneria può scegliere se fregiarsi o meno del titolo di Ing. o Dott. altrimenti sarebbe più serio dichiarare chiaramente la propria formazione.
Anche questo a mio avviso è sintomatico dell' attitudine al "citare le fonti".


Originally posted by Davide - 21/09/2006 :  15:01:05
Aloia non si è mai attribuito titoli che non ha. Mi risulta che abbia frequentato l'accademia di Modena e abbia un titolo di studio equiparabile (equipollente? non lo so ma non interessa) a ingenere.
Professore (di istituti tecnici credo) lo è stato.

Non si è mai firmato ing. . Il titolo glielo hanno attribuito, per piaggeria tipicamente italica, diversi lettori o redattori.

Per quanto mi riguarda, se è solo per i titoli, ha diritto a quello di proff. dott. ing. onorario alla carriera.


_________
Piergiorgio
_________
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Messaggio da mauropenasa »

Se c' è uno che non ha i titoli, qui, sono io.... :D

Qualcuno, laureato o dottorato, ritiene che io dica cose non realistiche ? :twisted:

La cosa importante è "metterci la faccia", nelle cose, non nascondersi dietro un titolo (come dice Piergiorgio un malcostume Italico) e se possibile cercare di mantenere una correttezza descrittiva e nei riferimenti (voce: trasparenza), nulla più...


ciao






Mauro
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Messaggio da vexator »

http://www.gttrading.it/eventi/default.asp
in fondo alla pagina c'è la biografia di Aloia.

Giovanni De Filippo

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A presto,
Giovanni De Filippo

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Messaggio da MBaudino »

[ OT on]

Noto con dispiacere che molti giovani stanno rivalutando l' uso pubblico del titolo di studio. ''....Non è neanche laureato'' è una frase che sento ripetere molto spesso , anche da giovani con impronta spirituale ed assai poco materialista o pragmatica. Come ex 68-ino, un' altra delusione.
Personalmente posso solo ringraziare, all' inizio della mia attività lavorativa, alcune persone come il p.i. Cardani e altri per tutto quello che mi hanno insegnato e la pazienza dimostrata di fronte alla mia profonda ignoranza. Il 110lode ha semplicemente attestato la mia applicazione e diligenza, ben poco ha detto sulle capacità reali di comprendere ma sopratutto di risolvere (naturalmente parlo del settore chimico e non elettronico)
Giusto per chiudere, fra i miei 12 attuali collaboratori, le delusioni piu' grandi le ho sempre avute da laureati.
Mauro
[OT off]

PS: due domeniche fa ero a pranzo con moglie archietta e marito ingegnere (calcolo strutture). SCherzando, dicevano che per fare un bel lavoro, lei realizzava un bel progetto e lui lo calcolava. Io, sempre scherzando , ho aggiunto che se poi lo si voleva realizzare e fare stare in piedi era meglio dopo rivolgersi ad un geometra.
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Messaggio da mauropenasa »

Non si è mai firmato ing. . Il titolo glielo hanno attribuito, per piaggeria tipicamente italica, diversi lettori o redattori.

Per quanto mi riguarda, se è solo per i titoli, ha diritto a quello di proff. dott. ing. onorario alla carriera.
Sottoscrivo.... :p

Caro Mauro (Baudino), condivido in pieno. Poi trovo molto elegante non fregiarsi dei titoli di cui si dispone.....

ciao


Mauro
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Davide
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Messaggio da Davide »

Sempre proseguendo nell' OT....

giusto per non essere frainteso, sono sostanzialmente daccordo con tutti gli interventi che sono seguiti al mio post.
Proprio perchè sono particolarmente contrario all'uso improprio dei titoli che ho scritto quella puntualizzazione su Aloia. Non c'è ovviamente nulla di personale nei suoi confronti. Aloia è sicuramente uno dei migliori progettisti audio che ci siano in Italia indipendentemente da quale possa essere stato il suo percorso formativo.

So anche che lui stesso non si attribuisce direttamente titoli impropri, ma noto - e qui parlo in generale - un certo compiacimento nel vederseli attribuire da altri... si, direi che questo fa parte di un certo "stile Italico", come dire, se qualcuno ce li attribuisce non stiamo certo li a puntualizzare...

Il discorso generale dei titoli e delle professionalità è un po piu complesso.
Parlando del settore dell' Ingegneria Elettronica, che conosco abbastanza direttamente, io personalmente ho la mia idea dell' Ingegnere che risale a 25-30 anni fa. In tempi precedenti infatti era più facile trovare una maggiore correlazione fra studi fatti, titoli posseduti e reali competenze; c'erano pochi laureati in ingegneria ed erano quasi tutti Ingegneri. Non voglio in questa sede entrare nel merito delle cause perchè sarebbe un discorso troppo lungo e complesso, mi limito soltanto ad osservare che oggi sicuramente ci sono molti più laureati in ingegneria (peraltro con un bagaglio di conoscenze accademiche molto inferiore a prima) ma gli Ingegneri sono sempre pochi (ed alcuni di essi non sono neanche laureati).

Io credo che la tendenza dei giovani a rivalutare l'uso in pubblico del titolo di studio(1) sia proprio uno dei sintomi di crisi e di svalutazione del titolo stesso, sempre più necessario per l'immagine e meno legato alla sostanza.

Oggi un laureato in ingegneria, in azienda, se è fortunato, fa mediamente quello che 25 anni fa faceva un P.I. Il diploma per contro non conta praticamente più nulla. Ai tempi in cui non era necessaria una laurea per sperare di trovare un posto di lavoro precario e mal pagato con un contratto CoCoCo (come vedi MBaudino, c'è ben altro di cui restare delusi, da ex 68-ino....), al P.I. veniva giustamente riconosciuta la sua notevole professionalita.

Ci sarebbe tanto da dire, ma siamo OT e penso che si sia capito come la penso.....

Ciao

Davide

(1): Quando mi capita di parlare con qualcuno che tende a sottolineare il fatto di essere "ingegnere", in genere lo interrompo con la battuta: "Beh, non si preoccupi, nessuno è perfetto!"
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