Hai le Gm mettile in funzione !!! farai dopo il resto.PPoli ha scritto:E' per questo che ho preso una coppia di GM70. Solo che ad un progetto alla volta qui si invecchia.plovati ha scritto:manfatti.. una 845 a bassa tensione non é meglio di una 50 ?
#50
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Re: #50
Max
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Re: #50
dubito fortemente che abbiano incluso nel test anche chi quegli strumenti li usa abitualmente, altrimenti i risultati sarebbero stati inevitabilmente falsati. Ovvio che un musicista è in grado di riconoscere ad occhi chiusi il suo strumento. Mi stupirei del contrario. E penso che questo lo capirebbe chiunque, son mica tutti scemi...sinuko ha scritto:Hai pensato che per un professionista il suo strumento è un'appendice del suo braccio e riconosce lo strumento solo dal tocco... questi li mettono il profumo![]()
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... la cosa mi fa semplicemente ridere.
Per il resto, non vedo perché ti stupisci più di tanto. Cos'è, lesa maestà?
Oppure ti da tanto fastidio accettare il fatto (per altro ben noto ed acclarato da un bel pezzo...) che tutti, ma proprio tutti siamo facilmente suggestionabili e condizionabili e spesso percepiamo le cose in modo completamente diverso da come sono in realtà, talvolta addirittura percependo come reali cose che in realtà non esistono affatto?
Ciao, Paolo.
«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
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Re: #50
Paolo, ti avevo chiesto la marca della 2A3 monoplacca. Suggestionato dalla mancanza di suggestioni, ti sei dimenticato di rispondere 
p.s. cambia il tuo avatar. E' ormai vecchio e frutto di suggestioni ..... metti qualche bacherozzo
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Re: #50
Uh? non l'ho visto, dove? Cmq non saprei, mi pare fossero RCA. Citavo (quasi testualmente) le parole di Nardi. Ma è irrilevante, era solo un esempio come un altro.mariovalvola ha scritto:Paolo, ti avevo chiesto la marca della 2A3 monoplacca. Suggestionato dalla mancanza di suggestioni, ti sei dimenticato di rispondere
e perché mai? Anche se ora lo uso di rado, il buon vecchio Williamnson continua a suonare bene come prima, il 6C33 è anche meglio. E continuo a fare roba a valvole. Non fosse altro perché è molto più facile riuscire a farle suonare (oggettivamente) bene...mariovalvola ha scritto:p.s. cambia il tuo avatar. E' ormai vecchio e frutto di suggestioni ..... metti qualche bacherozzo
Ciao, Paolo.
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Re: #50
Non ci siamo.
Stiamo parlando di tue esperienze o di un sentito dire ?
Le Fivre , come distorsione non scherzavano. Di solito le RCA, sono molto migliori (come distorsione e come costruzione..... vorrei ricordarti che la 2A3 è uscita nel 1933. Poco tempo dopo, in Italia c'era il periodo autarchico. Fino al 1937 la Fivre aveva enormi difficotà nel realizzare filamenti sottili durevoli. Questo non l'ha scritto Nardi. l'ho letto su riviste italiane dell'epoca). Certo rimane il problema, per tutti, della rappresentatività del campione. (andrò a vedermi le foto su chf)
Ti chiedi perché molta gente straveda per le 2a3 monoplacca? provale in SE e in push-pull. Io l'ho potuto fare. Dopo una risposta te la darai da solo senza dipendere dal parere di altri. Io posso solo dirti che le FIVRE e le RCA anche con distorsioni diversissime, evidenziano in modo identico, una musicalità molto particolare.
Stiamo parlando di tue esperienze o di un sentito dire ?
Le Fivre , come distorsione non scherzavano. Di solito le RCA, sono molto migliori (come distorsione e come costruzione..... vorrei ricordarti che la 2A3 è uscita nel 1933. Poco tempo dopo, in Italia c'era il periodo autarchico. Fino al 1937 la Fivre aveva enormi difficotà nel realizzare filamenti sottili durevoli. Questo non l'ha scritto Nardi. l'ho letto su riviste italiane dell'epoca). Certo rimane il problema, per tutti, della rappresentatività del campione. (andrò a vedermi le foto su chf)
Ti chiedi perché molta gente straveda per le 2a3 monoplacca? provale in SE e in push-pull. Io l'ho potuto fare. Dopo una risposta te la darai da solo senza dipendere dal parere di altri. Io posso solo dirti che le FIVRE e le RCA anche con distorsioni diversissime, evidenziano in modo identico, una musicalità molto particolare.
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Re: #50
Paolo ti sei trasferito a San LazzaroPPoli ha scritto:Ci sono anche queste volendo spendere poco
http://valvole-audio.com/product_info_s ... sg-50.html
E tra l'altro vicino a casa mia.
Tiziano
http://mrttg.net/blog
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Re: #50
Cnsiderto che sto sfogliando (si potrà dire) siti giapponesi direi che San Lazzaro è abbastanza vicino a casa mia. Peromeno da andare a prenderle di persona.
Oh...hanno anche queste:

http://valvole-audio.com/product_info_s ... -pair.html
Sembrano interessanti se uno vuole delle birra.
Oh...hanno anche queste:

http://valvole-audio.com/product_info_s ... -pair.html
Sembrano interessanti se uno vuole delle birra.
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Re: #50
PPoli ha scritto:Cnsiderto che sto sfogliando (si potrà dire) siti giapponesi direi che San Lazzaro è abbastanza vicino a casa mia. Peromeno da andare a prenderle di persona.
Oh...hanno anche queste:
http://valvole-audio.com/product_info_s ... -pair.html
Sembrano interessanti se uno vuole delle birra.
ma se hai gia' le GM70 .... allora le usiamo o no? cosi', finalmente, ti liberi di quella trecentobbi' vacca e borghese.
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Re: #50
?! mi pare che hai completamente frainteso il senso del discorso, interpretandolo addirittura alla rovescia. Non stavo a sindacare su un caso specifico, ne tantomeno volevo sottointendere che quelle nuove dovessero suonare meglio di quelle vecchie. Al contrario!mariovalvola ha scritto:Ti chiedi perché molta gente straveda per le 2a3 monoplacca? provale in SE e in push-pull. Io l'ho potuto fare. Dopo una risposta te la darai da solo senza dipendere dal parere di altri. Io posso solo dirti che le FIVRE e le RCA anche con distorsioni diversissime, evidenziano in modo identico, una musicalità molto particolare.
Il senso del discorso era: la gente stravede (e magari a ragione) per taluni tubi piuttosto che per altri, anche quando apparentemente dal punto di vista tecnico sembrerebbero peggiori. Perché?
Questa è la mia domanda, quello che mi interesserebbe sapere/capire. Non me ne frega nulla di sapere che il tubo X suona divinamente, o che il tubo Y suona meglio di quello Z. Io voglio sapere perché è così.
Per quanto ne so, in realtà nessuno lo sa... e quindi forse non lo saprò mai neanche io (a meno che non si tratti veramente solo di suggestione). Ma questa è l'unica cosa al mondo che mi interessa. Conoscere il PERCHÈ delle cose. In una parola, la scienza.
Ciao, Paolo.
«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
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Re: #50
Ehm....non so se dovrei dirtelo, ma sto lavorando ad un nuovo progetto pre+finali sempre con le 300B.gluca ha scritto: ma se hai gia' le GM70 .... allora le usiamo o no? cosi', finalmente, ti liberi di quella trecentobbi' vacca e borghese.
Provando a curare tutto nei dettagli.
Poi, con calma, paserò anche alla GM70. Mi spaventa un po' il TU, anche se penso che la grinta della GM70 dovrebbe supplire in parte a limiti costruttivi del TU.
In ogni caso l'idea sarebbe, sulle orme di Stereosound, di dotare il pre di doppia uscita, una diretta e una attenuta, da utilizzare anche per un eventuale biamplificazione: 300B medio alte, GM70 basse. Ovviamente tutto da verificare sul campo e con tempi molto lunghi.
PS Lo sai che nonostante lo spirito "on the road" in fondo apprezzo le comodità da vacca borghese. Giro con un'audi, compro elettrodomestici tedeschi, scrivo principalmente con la penna stilografica, mi piacciono i maglioni di cashmere....non seguo mai le mode (anzi le evito) ma ho una certa attrazione verso i classici intramontabili.
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Re: #50
PPoli ha scritto:Ci sono anche queste volendo spendere poco
http://valvole-audio.com/product_info_s ... sg-50.html
E tra l'altro vicino a casa mia.
salve
visto che ho un se di 300b che poi non mi entusiasma moltissimo, vorrei provare proprio queste.
non vorrei un diretto rimpiazzo sia chiaro, con le dovute modifiche, cercare di mettere su qualcosa di decente.
in giro si sentono solo 300b e 2a3, è divertente sperimentare qualcosa di diverso.
anche se sinceramente non saprei dove mettere le mani,dovendomi ricalcolare tutto daccapo, non sono molto ferrato ma mi applico.
..cioè, nel senso.. non vorrei prendere una bidonata!
qualcuno le ha provate, qualitativamente come sono, come vanno.
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Re: #50
Con calma, le 50 NOS, al limite non globe, si trovano relativamente a poco. Anche se molto musicale, non è un tubo ambitissimo essendo un poco più difficile da usare (Rg max 10KOhm).
Mario
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Re: #50
infatti non si trova un granche di schemi e realizzazioni
cavolo però...il prezzo basso mi aveva fatto fare qualche pensierino, pazienza mi dò un occhiata in giro per vedere qualcosìaltro
pensavo alle 6c4c russe in single end, oppure che consigli?
cavolo però...il prezzo basso mi aveva fatto fare qualche pensierino, pazienza mi dò un occhiata in giro per vedere qualcosìaltro
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Re: #50
La 50, è una valvola molto antica. Propriamente, non c'è scritto molto neppure sulla documentazione originale. Ciò non toglie, che, ricordandosi delle sue peculiarità, si possono fare ottimi ampli. In SE, mi viene in mente il famoso dinosaur di J.C. Morrison (pubblicato su Sound practices).
Forse adesso, si potrebbe fare molto di più ....
Sulla 45, si trova, al contrario tantissimo.
Le 6C4C, NOS, sono buone valvole. Le vedo molto più "definitive" in pp forse perché è tanto tempo che non le ascolto in SE rimanendo, comunque le si voglia usare, ottime.
Forse adesso, si potrebbe fare molto di più ....
Sulla 45, si trova, al contrario tantissimo.
Le 6C4C, NOS, sono buone valvole. Le vedo molto più "definitive" in pp forse perché è tanto tempo che non le ascolto in SE rimanendo, comunque le si voglia usare, ottime.
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Re: #50
le 50 sono molto rare (sulla baia se ne vede una ogni tanto) anche se mi stuzzicavano (punti di lavoro simili alla 300b)
le 2a3 nos non le guardo neanche, per me costano troppo.
ci avevo pensato alle 6b4g nos usa, da provare( se riesco a trovare una coppia a un buon prezzo le prendo)
farebbero compagnia a una coppia di hashimoto h20- 3.5k.
il punto di lavoro dovrebbe essere simile alle 2a3,casomai ci penso su, ho in cantiere altre cose(devo fare un po di ordine).
scusate mi sa che stò in ot..
le 2a3 nos non le guardo neanche, per me costano troppo.
ci avevo pensato alle 6b4g nos usa, da provare( se riesco a trovare una coppia a un buon prezzo le prendo)
farebbero compagnia a una coppia di hashimoto h20- 3.5k.
il punto di lavoro dovrebbe essere simile alle 2a3,casomai ci penso su, ho in cantiere altre cose(devo fare un po di ordine).
scusate mi sa che stò in ot..
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Re: #50
Le 6B4 americane NOS, cominciano a essere una quasi rarità. Se le trovi, non è detto che siano davvero a posto. A costo di sembrarti monotono, reitero il consiglio: acquistati le NOS russe. Spendi il giusto e molti problemi non li hai. Anch'io in passato stortavo il naso pensando ai tubi russi. Mi venivano in mente le nuove sovtek, ecc: tubi duri legnosi grezzi che richiedevano un infinito rodaggio.
I tubi russi Nos degli anni '60-70, non c'entrano nulla. Sono, soprattutto all'ascolto, un'altra cosa. Possiedo una decina di 6B4 americane (vari fabbricanti: RCA, KEN RAD, ecc.). Per me, non hanno nulla di più delle sorelle russe. Forse le americane, hanno, spesso, un sistema di molle per tendere i filamenti, meno efficace.
Se si vuole spendere poco con le valvole a riscaldamento diretto, rimangono sempre le cinesi. le 2A3, soprattutto nelle evoluzioni monoplacca (non c'entrano nulla con le prime del 1933 ovviamente) possono essere una valida alternativa. Le varianti B e C potrebbero essere interessanti.
Si potrebbe cercare anche la 5930. E' bruttina ma forse, per questo motivo, si trova a meno.
I tubi russi Nos degli anni '60-70, non c'entrano nulla. Sono, soprattutto all'ascolto, un'altra cosa. Possiedo una decina di 6B4 americane (vari fabbricanti: RCA, KEN RAD, ecc.). Per me, non hanno nulla di più delle sorelle russe. Forse le americane, hanno, spesso, un sistema di molle per tendere i filamenti, meno efficace.
Se si vuole spendere poco con le valvole a riscaldamento diretto, rimangono sempre le cinesi. le 2A3, soprattutto nelle evoluzioni monoplacca (non c'entrano nulla con le prime del 1933 ovviamente) possono essere una valida alternativa. Le varianti B e C potrebbero essere interessanti.
Si potrebbe cercare anche la 5930. E' bruttina ma forse, per questo motivo, si trova a meno.
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Re: #50
scusate il parziale OT, ma ho un dubbio per la testa. A leggere in giro, si direbbe che più un tubo è vecchio e meglio suona. Assumendo che tali differenze siano reali, sembrerebbe quasi che ci sia una correlazione diretta tra l'età di un tubo e le sue "qualità sonore". Viene spontaneo chiedersi quale ne sia il motivo/i.mariovalvola ha scritto:Mi venivano in mente le nuove sovtek, ecc: tubi duri legnosi grezzi che richiedevano un infinito rodaggio.
I tubi russi Nos degli anni '60-70, non c'entrano nulla. Sono, soprattutto all'ascolto, un'altra cosa. Possiedo una decina di 6B4 americane (vari fabbricanti: RCA, KEN RAD, ecc.). Per me, non hanno nulla di più delle sorelle russe.
Le conoscenze scientifiche e tecnologiche dei principi che regolano il funzionamento dei tubi, quelle sui materiali impiegati, la qualità degli stessi e le tecniche costruttive non sono certo regredite negli anni. Casomai è vero il contrario, almeno fintanto che i tubi sono rimasti una tecnologia "mainstream" da una parte e fino alla crisi dell'URSS dall'altra.
Ci sarebbe quindi da aspettarsi che la qualità dei tubi abbia toccato un apice poco prima del loro declino e non che viceversa i tubi più ricercati ed addirittura venerati per il loro suono siano spesso quelli più antichi, "della prima ora", sicuramente molto meno perfezionati di quelli degli anni '60-'70.
Per i tubi Sovietici un peggioramento della qualità in seguito alla crisi ed al crollo dell'URSS sarebbe comprensibile per non dire ovvio e coinciderebbe perfettamente con le date di produzione che suggerisci. Ma il discorso a proposito del "rodaggio" mi fa' sorgere un dubbio:
sarà mica che c'è un qualche effetto legato proprio all'invecchiamento dei materiali?
Ciao, Paolo.
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Re: #50
Mah, secondo me è legato più all'industriallizzazione successiva. Alle esigienze economiche che via via hanno preso il sopravvento.
Se adopera spesso l'Anello per rendersi invisibile, sbiadisce: infine diventa permanentemente invisibile e cammina nel crepuscolo sorvegliato dall'oscuro potere che governa gli Anelli.
(J.R.R. Tolkien)
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Re: #50
Il mio parere vale quanto quello degli altri.
I tubi antichi come la AD1 telefunken e la RE604, avevano una tecnica di deposito e attivazione degli ossidi emittenti diversa. Nele bene e nel male la differenza c'era.
Questa tecnica è stata, nel tempo, abbandonata perché troppo complessa.
La PX4, pur avendo un deposito degli ossidi emittenti convenzionale (venivano depositati sul filamento prima del montaggio) era oggetto di un'attivazione e stabilizzazione maniacale che richiedeva arte, mestiere e soprattutto tempo.
Dopo la supremazia a prescindere dello stato solido, la produzione di tubi si è riaffacciata sul mercato soprattutto per strumenti musicali.
Per necessità numeriche o, semplicemente per fretta, l'empirismo sull'attivazione e sulla chimica degli ossidi emittenti, si è persa tutta o in parte per strada.
Si noti che anche i filamenti in torio tungsteno, meno sensibili alle magie/alchimie dell'attivazione, suonano diversissimi al variare dell'epoca. Quelli moderni cinesi o russi, sono molto diversi da quelli americani d'epoca. Se poi andiamo a confrontarli con quelli d'epoca europei (che erano carbonizzati) si diventa davvero crudeli.
La fretta, la produttività, il costo basso di produzione, collidono con la produzione di tubi.
I tubi antichi come la AD1 telefunken e la RE604, avevano una tecnica di deposito e attivazione degli ossidi emittenti diversa. Nele bene e nel male la differenza c'era.
Questa tecnica è stata, nel tempo, abbandonata perché troppo complessa.
La PX4, pur avendo un deposito degli ossidi emittenti convenzionale (venivano depositati sul filamento prima del montaggio) era oggetto di un'attivazione e stabilizzazione maniacale che richiedeva arte, mestiere e soprattutto tempo.
Dopo la supremazia a prescindere dello stato solido, la produzione di tubi si è riaffacciata sul mercato soprattutto per strumenti musicali.
Per necessità numeriche o, semplicemente per fretta, l'empirismo sull'attivazione e sulla chimica degli ossidi emittenti, si è persa tutta o in parte per strada.
Si noti che anche i filamenti in torio tungsteno, meno sensibili alle magie/alchimie dell'attivazione, suonano diversissimi al variare dell'epoca. Quelli moderni cinesi o russi, sono molto diversi da quelli americani d'epoca. Se poi andiamo a confrontarli con quelli d'epoca europei (che erano carbonizzati) si diventa davvero crudeli.
La fretta, la produttività, il costo basso di produzione, collidono con la produzione di tubi.
Mario