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  • 08 gen 2023, 20:30 Re: Come testare vecchi condensatori elettrolitici 08 gen 2023, 20:30 Re: Come testare vecchi condensatori elettrolitici
    ESR e il correlato valore di tan delta costituiscono senza dubbio indici di qualità del condensatore, in dipendenza dal tipo di utilizzo che se ne fa.

    Una misura di qualità su un condensatore "vecchio" potrebbe essere quella della corrente di fuga, che è legata all'anzianità del componente e alla tecnologia costruttiva dello stesso (mi riferisco ai condensatori elettrolitici).

    Per fare questa misura si prende il condensatore e si alimenta con una tensione prossima alla sua tensione di lavoro ponendo in serie ad esso un resistore di adeguato valore (diciamo da 1000 ohm in su, a seconda della tensione nominale di lavoro).

    In parallelo al resistore si pone un multimetro regolato su una portata voltmetrica (2 V f.s. ?); dopo un paio di minuti (meglio tre, se il condensatore è rimasto inutilizzato a lungo) dall'inizio della carica il multimetro deve segnare pochi millivolt sulla scala. Se segna 1 V o più la corrente di perdita del condensatore è eccessiva e il condensatore è "vecchio".
    Per tarare la scala conviene fare una misura su un condensatore coi dati di targa simili e sicuramente in buono stato.
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    drpaolo Autore
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  • 21 ago 2024, 09:07 Re: Resistenze limitazione corrente raddrizzatrice 21 ago 2024, 09:07 Re: Resistenze limitazione corrente raddrizzatrice

    I due resistori Ra1 & Ra2 fanno da limitatori di corrente nella valvola e quindi Rk1 si può eliminare.
    Ma si possono eliminare anche Ra1 & Ra2 lasciando Rk1 e nella valvola scorrerebbe la stessa corrente.
    Risulterebbe così che le due versioni sono indifferenti.
    Doppia semionda o singola, è inifferente e Rf1 ha un'altra funzione.


    In realtà va considerato che il trasformatore di alimentazione non sarà perfettamente simmetrico. L'impedenza totale (Rdc+Rprimario riflessa) dei due semiavvolgimenti differirà anche (in alcuni casi) di molto.
    Senza contare che anche le due sezioni della raddrizzatrice non saranno identiche.
    Se è così mettere Ra1 e Ra2 di valori opportuni atti a bilanciare impedenza vista dal condensatore di filtro tra le due semionde dovrebbe essere meglio che mettere una sola Rk1
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    plovati Autore
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  • 30 dic 2023, 21:14 Re: condensatori elettrolitici - reforming... ? 30 dic 2023, 21:14 Re: condensatori elettrolitici - reforming... ?

    ...........
    vabbè... anche in questo come in molti altri aspetti del aifai si rimane appesi

    p.s.: circa il mio ampli ho risolto con un reforming di grande livello tecnico... ho acceso e amen! se salta salta, che tanto non ho nessuna voglia di smontare tutto (mica semplice) per cambiare quegli 8 cosi... portarlo da qualcuno per fare il lavoro, mettendoci dentro dei condensatori di livello (selezionati poi in base a cosa? alla marca? alla capacità e alla tensione? e tutto il resto? non è un po alla carlona?) mi costerebbe quasi quanto il mercato di malati-di-mente aifai da di valore all'ampli (ma certo non ha gli schermini blu e neanche una estetica che sembra il Nautilus per la famiglia Casamonica) e allora non ha senso


    Se in altri lidi si vede il problema come "aifai", qui ( e anche lì, se è per questo) dovrebbe essere visto solo dal punto di vista tecnico.
    Quanto accidenti dura un elettrolitico? Risposta dei costruttori: X ore se lo metti al massimo delle sue specifiche! Se fai un derating in maniera da farlo lavorare di meno, la vita si allunga fino anche ad arrivare ai fatidici 15 anni, età oltre la quale, a parte il degrado dovuto al funzionamento, ci possono essere problemi dovuti alla tenuta della sigillatura ed evaporazione dell'elettrolita. Cioè diventa inaffidabile. Sempre i costruttori lo dicono, perchè non crederci?
    Sempre la industria ci dice che se l'ESR arriva al 200-300% del valore iniziale( e chi lo sa? Ci basiamo sui valori medi delle tabelle no?) il cap è da sostituire, se vogliamo mantenere la funzionalità iniziale dell'apparecchio e se vogliamo anche evitare di vedere Cape Canaveral, ovvero se la capacità diminuisce oltre il 20% del valore di targa. Anche qui con un atto di fede posso considerare che il costruttore abbia selezionato i pezzi più vicini al valore facciale( se dalla platea qualcuno dice: povero illuso :o , gli do anche ragione). Devo ancora vedere un cap che abbia un ESR fuori tolleranza con un tan d normale. E comunque lo cambierei lo stesso. Invece ho visto dei cap che dopo 25 anni avevano una capacità superiore del 20% rispetto a quella nominale... cassati immediatamente!
    L'industria non sa a priori dove verrà utilizzato il cap che sia un ampli aifai in cui una diminuzione della funzionalità può portare, almeno inizialmente, ad uno sperettamento sui bassi, o in apparecchiature molto sensibili il cui malfunzionamento potrebbe causare disastri.
    Chi si è preso la briga di testare in maniera indipendente la vita dei condensatori ha mostrato un costante deterioramento con l'uso che inzialmente procede abbastanza lentamente, ma superate circa le 2000 ore di uso progredisce in maniera più veloce. Molto più veloce! Che faccio? Lo cambio con un ESR al 180%?
    Quindi IMHO la prima cosa da fare è quella di andare a misurare il ripple dell'allimentatore, magari proprio sul primo condensatore dopo il ponte raddrizzatore per vedere se è quello specificato nel manuale di manutenzione e poi agire di conseguenza, essendosi fatti un po' di reverse engineering per capire quanto il progettista abbia sovradimensionato per mantenere prestazioni ottimali nel tempo.
    Il senso di fare manuntenzione non credo debba essere dato solo dal valore sul mercato, ma anche dalle prestazioni che l'oggetto ha/aveva e che per riavere costringe a spendere tanti soldini, molti di più di quelli di un recap di 8 condensatori.

    Ciao, Trini
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    trini Autore
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  • 10 mar 2023, 07:25 Audioxpress test tracks 10 mar 2023, 07:25 Audioxpress test tracks
    Guest Editorial
    John Marks

    Test Tunes for Subjective Evaluation of Drivers and Loudspeakers

    Here are some of the many audio tracks I often use for the subjective evaluation of drivers and loudspeakers. The theme is Voices: Male, Female, and Group. These tracks are available as a playlist on two high-quality streaming platforms:

    QOBUZ: https://play.qobuz.com/playlist/13499996
    and TIDAL: https://tidal.com/browse/playlist/1936b3ee-9ca4-465a-b807-ac916bd4f975


    Subjective listening tests to evaluate speakers and drivers requires familiarity with the recordings.

    1. Donald Fagen, “Ruby Baby,” from The Nightfly (recorded 1981-82).
    Sound Reinforcement professionals often use this track to fine-tune their PA setups in arena-sized Rock venues. If, in a 12,000-seat venue, it takes a little EQ to make the chattering “Party Noise” voices at the end of this song sound more intelligible and more distinguishable from each other; then, so be it. However, your loudspeaker design, in a normal room, should not need EQ. By the way, in 2010, the Vatican newspaper L'Osservatore Romano put The Nightfly on its list of Top 10 Albums. Really. You can look it up.

    2. Enrico Caruso, “Ideale” (F.P. Tosti)(single, recorded 1906).
    Italian opera singer Enrico Caruso (1873-1921) was the first superstar of the crank-up phonograph era. That was, at least in part, because there is a serendipitous synergy between the acoustical-horn 78-rpm recording process and male operatic voices. The horn’s internal resonances give a little extra heft and power to male voices, while the lossy mechanical coupling to the cutting stylus of the energy captured by the horn reduces high-frequency vocal “brassiness.” Caruso’s 78-rpm records sold tons of acoustical phonographs! Listen for the unavoidable artifacts; but also prepare to be surprised at how listenable his voice is. (The orchestra is a totally lost cause, sad to say.)

    3. Franco Vassallo, “Ideale” (F.P. Tosti), from Arcano, Songs of Francisco Paolo Tosti (recorded 2021).
    One hundred-fifteen years after Enrico Caruso stood in front of an acoustical horn, baritone Franco Vassallo recorded the same song, but in 24-bit/96kHz high-definition fidelity. Listen for all the little details, and for the micro and macro dynamics as Vassallo’s voice swells and soars. Also, be on the lookout for any stray loudspeaker resonances. BTW, the piano sound is stunningly natural.

    4. Frank Sinatra, “I’m a Fool to Want You” (Sinatra, Wolf, and Herron), from Where Are You? (recorded 1957).
    For all his flaws as a person (and at least before he began believing his own press releases), Frank Sinatra was a true artist of the American Popular Song. The album Where Are You is supposed to have been inspired (or perhaps triggered), by Ava Gardner’s break-up with Sinatra. Where Are You? is really a song cycle about wandering around town late at night, while hoping to run into your ex.
    If you pay close attention, you can hear that small bits of one song are often woven into the instrumental setting of a different song. The mono version has twice the data density of the stereo version, so that is what I am going with. Listen for transient dynamic linearity, timbral coherence, and the lack of crossover-region artifacts.

    5. Gordon Lightfoot, “If You Could Read My Mind” (Lightfoot), (recorded 1969).
    One would be tempted to say that singers/songwriters have been with us since the time of the Troubadours of the Middle Ages (btw, Lady Troubadours were called Trobairitzes). However, that would perhaps be unfair to King David. Either way, from circa 1960 to 1980, singers/songwriters, from Bob Dylan and Joan Baez to James Taylor and Joni Mitchell, owned the airwaves and the charts.
    Gordon Lightfoot’s evergreen breakthrough hit (mercifully) was recorded before Aphex Aural Exciters, to say nothing of Auto-Tune. At 06 seconds after the start, Lightfoot quietly breathes in through his nose as he gets ready to sing. If you can hear that from several feet away, you are listening to a high-resolution loudspeaker.

    6. Ella Fitzgerald, “Easy to Love” from Ella Fitzgerald Sings the Cole Porter Songbook, (recorded 1956).
    This mono track from 1956 is the decisive test for “phantom center imaging.” In addition, the timbre of Fitzgerald’s voice can reveal much about the all-important midrange in a music system — the midrange is where most of the real musical action takes place. Between verses, Ella briefly turns off-mic and politely swallows. If you can hear that from a listening distance of, say eight feet, then that loudspeaker is likely producing a finely detailed midrange that is also more phase-coherent than not.

    7. Lisa Richard, “Never Have I” (Wakefield and Schwartz), from Virgin Tracks (recorded 2001-02).
    From Ella Fitzgerald to Patricia Barber, audiophiles have craved a constant diet of Female Vocals. To the point that, at audio expos, some tracks get played and replayed to the point of it being just too much. Examples being “Famous Blue Raincoat” and “Ode to Billy Joe.” So, here’s a Female Vocal track that hardly anyone has ever heard. Really.
    Reportedly, Jane Olivor commissioned this song. In any event, Olivor did take it on tour in 1982. However, for some reason, Olivor deleted it from the live LP of that tour, and she never made a commercial recording of it. Lisa Richard, having sung more than 1,300 live performances of Mama Mia, was putting together a self-produced solo album. The composer and the lyricist of “Never Have I” gave her permission to release a recording of the song. So, this is the first-and-only recording.
    This is, in my opinion, the greatest “Jilted Girl” song performance in existence. Listen to the little break in her voice, as Richard portrays the Jilted Girl. The production values are of the 1990s “Everything, plus the Kitchen Sink” variety; but that only means that there is more art and craft to admire. Bernie Grundman mastered. The guitar solo by Danny Jacobs is amazing.

    8. Patricia O’Callahan, “Real Emotional Girl” (Randy Newman), (recorded 2000).
    The music business is fundamentally unfair. Therefore, it should not surprise anyone that cabaret singer Patricia O’Callahan really should be better known than she is. This, the title track of her first major-label release, shows off O’Callahan’s classical-voice training in the service of a chamber-music treatment of one of Randy Newman’s more somber, downbeat songs. This recording captures the rich harmonic complexity of O’Callahan’s voice very well.

    9. Julia Fordham, “For You Only For You” (Fordham), from Porcelain (recorded 1989).
    Julia Fordham embraced a variety of styles, from Singer-Songwriter to World Music to, every now and then, Retro. Her self-penned song “For You Only For You” has a bit of a Cole-Porteresque “List Song” vibe, as the singer names all the major rivers she has cried... “I cried the Solent, the Tyne, the Severn and the Rhine/The Thames and the Seine over again,” with a 1940s-style piano accompaniment.

    10. Frederica von Stade, “La Delaïssádo” (Canteloube), from Frederica von Stade Sings Chants d‘Auvergne, Volume I (recorded 1982).
    “The Abandoned (Shepherdess)” is a folk-song orchestration by Joseph Canteloube (1879-1957). Canteloube was a master of orchestration, creating lush textures that nevertheless managed not to eclipse the essential simplicity of the peasant songs he collected. Aided by Antonio de Almeida’s meticulously paced conducting, Frederica von Stade’s performance is a study in quiet intensity. Toward the end of the song, a piano at the rear of the orchestra adds some broken arpeggios to the mix. The piano should appear to be very much at the rear of the soundstage.

    11. Cantus, ”Shenandoah” (trad., arr. J. Erb), from Let Your Voice Be Heard (recorded 2000).
    A recording engineer I know told me that this was the best chamber vocal-group recording he had ever heard. Certainly, it is one of the best. The recording venue, of circa 500 seats, was chosen for its clear focused sound (in preference to a reverberant ”cathedral” sound). The 12 singers stood in a single-file arc in front of the microphones.
    The microphones were a pair of spaced omnis six feet apart and nine feet off the stage floor, 13 feet from the singers. The omnis were supplemented by a (time-aligned) near-coincident ORTF pair 10 feet back from the edge of the stage. (John Atkinson recorded.) Listen for spatial and tonal realism. What singing!

    12. Boston Modern Orchestra Project and Providence Singers, from La Koro Sutro (Lou Harrison), ”3a Paragrafo” (recorded 2009).
    La Koro Sutro is a setting (in the constructed international auxiliary language Esperanto), for large unison chorus and percussion orchestra, of verses from the Buddhist ”Heart Sutras.” This particular recording (there actually is more than one) was made in Mechanics Hall, a historically significant concert hall in Worcester, MA. I have it upon good authority that Mechanics Hall is Yo-Yo Ma’s favorite place to record. Listen for how well the size of the recording venue (1,300 seats) is reproduced, as well as the placement and transient speed of the various shimmering percussion instruments.


    About the Author
    John Marks is a multidisciplinary generalist and a lifelong audio hobbyist. He was educated at Brown University and Vanderbilt Law School. He has worked as a music educator, recording engineer, classical-music record producer and label executive, and as a music and audio-equipment journalist. He was a columnist for The Absolute Sound, and for Stereophile magazine. His consulting clients have included the University of the South (Sewanee, TN), Grace Design, Fountek Electronics Company, Ltd., and Steinway & Sons. He keeps a blog called The Tannhauser Gate where he writes about worthwhile new music.
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    plovati Autore
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  • 04 ago 2022, 18:41 Pentriode by Alan Kimmel 04 ago 2022, 18:41 Pentriode by Alan Kimmel
    Meet the Pentriode
    20220728060756_Figure2-DIY-Meet-Pentriode.jpg
    In Pentriode mode, V1 essentially operates as a triode, but its screen grid current no longer burdens the plate of V1. Instead, CF V2 provides all current to V1’s screen grid. Pentriode mode brings nice advantages.

    Pentriode mode is not strictly triode mode nor is it pentode mode. It is also not “ultra-linear” (aka partial-triode) operation. I had to come up with an entirely new name for this circuit, and the name Pentriode seemed appropriate. Pentriode mode is definitely most like a triode mode, with the same (or closely the same) mu and gain as the pentode would have in conventional triode connection. In fact, designing a Pentriode stage is as simple as designing a standard triode stage, the only extra part being the addition of a simple cathode follower. [...] ( leggi tutto )
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    plovati Autore
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  • 22 ott 2022, 13:53 Grado RA1 Clone 22 ott 2022, 13:53 Grado RA1 Clone
    GradoRA1Clone.jpg
    GradoRA1Schema.JPG
    cG6mbob.jpg
    GradoRA1PCB.jpg
    GrtadoRA1Clone-Bottomview.jpg
    Grado RA1 Cablaggio.jpg
    GradoRA1-DettaglioCablaggio.jpg
    1-GradoRA1-bottomview.jpg
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    plovati Autore
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  • 21 mar 2022, 13:45 Re: Sull'alimentazione dei filamenti dei DHT 21 mar 2022, 13:45 Re: Sull'alimentazione dei filamenti dei DHT

    è possibile alimentare i filamenti delle DHT (in questo caso la 300B) in alternata (5V diretti) e mettere il negativo di griglia con relativo catodo a massa ?
    Certo che sì. Puoi fare come nello schema che hai postato, oppure banalmente utilizzando un secondario con presa centrale e mettendo a massa quella. L'importante ovviamente è che ciascun tubo abbia un secondario dedicato, e che questo sia collegato a massa soltanto nel punto previsto (attraverso la presa centrale del secondario dedicato oppure il cursore del potenziometro nel tuo schema).
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    UnixMan Autore
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  • 02 set 2024, 06:46 Re: Piccolo SE di EL86 02 set 2024, 06:46 Re: Piccolo SE di EL86
    Una architettura molto furba a mio avviso sarebbe fare un SE stereo in un telaio, convertibile a PP mono facendone un secondo per avere lo stereo PP..
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    plovati Autore
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  • 29 mar 2024, 04:38 Re: Rete di zobel altoparlanti 29 mar 2024, 04:38 Re: Rete di zobel altoparlanti
    Arca vè quando leggo queste cose mi sento un goccio "derubato" perchè avevo trovato la soluzione costruttiva 30 anni fa (distribuire il carico su più finali relativamente piccoli invece uno solo).

    Se si guarda lo schema di qualunque integrato finale audio di 10/20 anni fa era previsto mettere appunto una rete RC per rifasare il carico.
    e in qualche caso (il TDA2002 era campione in questo) evitare autoscillazioni.

    Tuttavia tutto parte dal discorso che l'impedenza di un altoparlante NON si mantiene costante con la frequenza e in presenza di diffusori molto mal costruiti ci sono variazioni che non tutti gli amplificatori digeriscono.

    Queste variazioni IN PARTE si correggono con queste reti

    Un amplificatore "perfetto" in teoria ha un impedenza di uscita ZERO e se ne frega di cosa gli viene collegato.
    in pratica NON ESISTONO amplificatori perfetti .

    I valvolari per esempio risentono moltissimo dell'impedenza sull'uscita e delle sue variazioni,un pò meno quelli allo stato solido.
    Specialmente se sono previsti per uso "giostrume" perchè oltre ai muscoli hanno anche efficaci protezioni che aiutano anche a non fare il botto.

    Un amplificatore costruito con il didietro (come il gracilerrimo grundig v1700 sfiatato e sottodimesionato )faceva addirittura il barbecue interno se l'impedenza era un goccio "difficile" ma era un bidone fatto e finito. Manco le lamiere le potevi usare per fare un barbecue tanto che erano sottili e schifide.

    L'ampli che avevo costruito per l'onda okkupata poteva funzionare in corto 24/24 ma come qualità era quello che era.

    Il discorso si può comunque portare al fatto che il suono una volta lasciato i finali o il trasfo di uscita (ogni ampli fa storia a se) il suono deve attraversare un sacco di "perdite parassite" che vanno dalla perdita sui cavi alle perdite negli odiosi crossover e tutto il resto.
    Poi viene arricchito da qualche forza contro elettromotrice generata dai woofer,specie se a corsa lunga.

    E quindi procedendo PER TENTATIVI si mette o no una rete RC per migliorare il tutto. Per esempio avere tre metri di doppino rossonero da 0,75 non è come avere 20 metri di cavo.

    Se il costruttore le ha previste è perchè con qualche amplificatore possono dare qualche miglioria. Poi conta la pratica e le sensazioni. Perchè un ampli che va "sotto sforzo" bene o male lo si sente.

    Si potrebbe calcolare quanto influisca in fin dei conti una resisteza da 10 ohm (in serie a un condensatore che la inserisce progressivamente) a certe frequenze.
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    docelektro Autore
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  • 20 nov 2021, 11:53 Re: Il TQWT Di Bose 20 nov 2021, 11:53 Re: Il TQWT Di Bose
    solita paraculata di bose. brevetta cose di pubblico dominio https://www.diyaudio.com/forums/subwoof ... ar-26.html
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    audiofanatic Autore
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  • 29 gen 2023, 21:39 Re: Po-Jama 29 gen 2023, 21:39 Re: Po-Jama
    Mario, prova questo :rofl:
    eyJidWNrZXQiOiJwcmVzdG8tY292ZXItaW1hZ2VzIiwia2V5IjoiNzkzMzQ1MS4xLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6OTAwfSwianBlZyI6eyJxdWFsaXR5Ijo2NX0sInRvRm9ybWF0IjoianBlZyJ9LCJ0aW1lc3RhbXAiOjE0MDE5ODI1NzN9.jpeg
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    Michelag Autore
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  • 20 gen 2025, 19:31 Re: Subwoofer pro Fane 20 gen 2025, 19:31 Re: Subwoofer pro Fane


    ho un piccolo problemache riscontro sviluppando il Box da tue specifiche:
    poniamo di avere un baffle di 45cm x 45cm (che mi sembra il minimo per alloggiare un 15")
    per quanto riguarda l'altra camera però il conto al netto di tutto mi dà uno sviluppo di profondità di soli 19,4 cm. Adesso considerando che il cono è profondo 17,4 cm lascia solo 2 cm di spazio.
    Secondo te è fattibile oppure dovremmo passare al prossimo scalino di dimensionamento?
    Avevo già visto che il volume della camera minore era un po' risicato in rapporto agli ingombri dei componenti al fine di compattare le dimensioni del sub.
    A questo punto per mantenere la stessa banda utile bisogna necessariamente aumentare i rispettivi volumi, a tale scopo ho simulato un sub che comporta necessariamente ingombri maggiori, ma allo stesso tempo si nota un piccolo guadano di livello quantizzabile in circa 1dB (max SPL= ca126 dB) e una F3 bassa leggermente minore.
    Il pannello intermedio dove alloggeranno i woofer dovrà essere sempre più robusto e ben fissato al cabinet.
    La misura interna del pannello interno puoi farla da cm 42x45, mentre il volume minore (compensato) vale 44 litri: dovrebbe bastare. Il volume maggiore va a 134,5 litri.
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    stereosound Autore
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  • 22 dic 2010, 21:06 Re: You Tube ... grande musica 22 dic 2010, 21:06 Re: You Tube ... grande musica
    E allora via con le segnalazioni motivate..

    Un poco di Sardegna. Amo quest'isola e spero resti tale: isola, selvaggia, vicina eppure distante, aspra e e accogliente. Lasciate perdere le spiagge e puntate il prossimo Aprile nel Supramonte o nel Sulcis. E in macchina o la sera al campeggio ascoltate questa colonna sonora..

    No potho reposare, un classico.

    TESTO:
    Non potho reposare. Parole di Salvatore Sini (prima meta' del '900)


    1-sardo
    Non potho reposare amore e coro
    pensende a tie soe donzi momentu.
    No istes in tristura prenda e oro
    né in dispiacere o pessamentu.
    T'assicuro ch'a tie solu bramo,
    ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.
    1-italiano
    Non posso riposare, amore e cuore,
    sto pensando a te ogni momento.
    Non essere triste gioiello d'oro,
    né in dispiacere o in pensiero.
    Ti assicuro che bramo solo te,
    che t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.

    2-sardo
    Amore meu prenda de istimare
    s'affettu meu a tie solu est dau;
    s'are iuttu sas alas a bolare,
    milli bortas a s'ora ippo bolau;
    pro benner nessi pro ti saludare,
    s'attera cosa non a t'abbissare.
    2-italiano
    Amore mio, gioiello da stimare,
    il mio affetto a te solo e' dato;
    se avessi avuto le ali per volare,
    mille volte all'ora avrei volato;
    per venire almeno a salutarti,
    o solamente per vederti.

    3-sardo
    Si m'esseret possibile d'anghelu
    d'ispiritu invisibile piccabo
    sas formas; che furabo dae chelu
    su sole e sos isteddos e formabo
    unu mundu bellissimu pro tene,
    pro poder dispensare cada bene.
    3-italiano
    Se mi fosse possibile d'angelo
    di spirito invisibile prenderei
    le forme; ruberei dal cielo
    il sole e le stelle e formerei
    un mondo bellissimo per te,
    per poter dispensare ogni bene.


    La voce piú classica: Maria Carta.
    http://www.youtube.com/watch?v=Ku4udUf_jag&feature=related

    (Sarebbe ancora piú classica la versione per voce ed organo, ma sul tubo non l'ho trovata..)

    Qui la riproposizione di Andrea Parodi:
    http://www.youtube.com/watch?v=2iXAvAJnZlE&feature=fvw

    Riscoperto da Al Di Meola:
    http://www.youtube.com/watch?v=bkMjUaC1L0A&feature=related

    e se Al di meola fa Parodi, insieme potranno bene reinterpretare i classici USA:
    http://www.youtube.com/watch?v=ubkSOun-SXY

    Noa omaggia Parodi, prematuramente scomparso, ma non é nelle sue corde, nella sua tradizione e la rovina:
    http://www.youtube.com/watch?v=xJ511LcwPyY

    La versione di Silvia Zucconi, molto meglio (non conosco altro di questa cantante)
    http://www.youtube.com/watch?v=Hh16l81gKP0&feature=related


    In versione corale sarda:
    http://www.youtube.com/watch?v=hEVeYhNfP5E

    e alpina:
    http://www.youtube.com/watch?v=sGiSisUXRWc&feature=related

    Decisamente é un brano da solista. Il coro snatura senso (é una serenata) e intensitá.

    Lo stesso cavallo di battaglia dei migliori artisti sardi viene riproposto anche dal Defilippesco (da Maria de Filippi di Amici) Marco Carta (non mi pare sia parente di Maria):
    http://www.youtube.com/watch?v=-I9OJxvY54Q

    Per completezza ho scelto di mettere anche questa ultima interpretazione. Se non altro le radici culturali cercano di riaffiorare anche attraverso le asfaltature piú grossolane.
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    plovati Autore
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  • 13 apr 2023, 14:21 Re: Audioxpress test tracks 13 apr 2023, 14:21 Re: Audioxpress test tracks
    Seconda parte:

    Back in March, in The Audio Voice, and now also available in a post on the audioXpress website I shared my “Test Tunes for Subjective Evaluation of Drivers and Loudspeakers," featuring some of the many audio tracks that I often use for the subjective evaluation of drivers and loudspeakers. Here are more selections from the audio tracks I often use for the subjective evaluation of drivers and loudspeakers. This time, the theme is Instrumental Music: Small-Scale Soundscapes.

    All these tracks present unamplified music being played in a performance venue (or a studio that once was, or which could do double-duty as, a performance venue), rather than in a typical acoustically dead recording studio. Moreover, as far as I know, with no added reverberation.

    These tracks are available as a playlist on two high-quality streaming platforms:
    Qobuz: https://play.qobuz.com/playlist/13835213
    TIDAL: https://listen.tidal.com/playlist/bd580fba-b148-4ded-b373-dc487746e4e4

    Please note: To its credit, Qobuz does not “normalize” the volume level of its tracks; therefore, you might have to adjust the volume levels as you go. If you listen on Tidal, you might wish to adjust your Account’s Settings to defeat "Loudness normalization."

    1. David Leisner, Nocturnal, after John Dowland (Reflections on “Come, heavy sleepe”), Op. 70 (Britten); from Favorites (recorded 2011).
    As difficult as it might be to believe, there is only one guitarist playing the veritable torrents of notes that occur at times in this, one of the most dark, serious, and mysterious (and also, technically and musically demanding) pieces that classical guitarists play. Britten’s Nocturnal is not so much a set of variations on a theme, as an 18-minute reconstruction of a previously-deconstructed “Come, heavy sleepe,” by John Dowland (1563-1626). In other words, inverting the classical model, the theme is stated only at the very end.

    Listen for the distinctive sounds of the variety of guitar techniques the composer Britten summoned, including harmonics and percussive pluckings and hammerings. Also, the “small sounds” of producing the music, and the incidental sounds such as breathing, and perhaps even of the guitar rubbing against the player’s clothes. Guitarist David Leisner has extraordinary technique, but even more importantly, he has a finely-honed sense of dramatic timing.

    By the way; and I should have mentioned this last time: If you decide to use a track such as this one, where so much of the information is in the “small sounds,” for the subjective evaluation of drivers and loudspeakers, it is very helpful to listen to the track on high-quality headphones, as a reference.

    2. Joel Frederiksen and Ensemble Phoenix Munich, from The First Booke of Songes or Ayres (1597): No. 20, “Come, heavy sleepe,” (Dowland); from Requiem for a Pink Moon (recorded 2012).

    Now that you have heard a modern (composed in 1963) instrumental version of “Come, heavy sleepe,” here’s a much more Elizabethan vocal version. Baritone-tenor a cappella harmony first, followed by an “original instruments” reprise. Joel Fredericksen’s voice should sound rich and weighty, but not boomy or slow.

    3. Benjamin Perrot, “Plainte” (Louis de Caix d’Hervelois); from Louis de Caix d’Hervelois, in the footsteps of Marin Marais (recorded 2020).

    The lute was a predecessor of the guitar; bass lutes were called Theorbos. Because it was designed to play a full octave lower than the other instruments for which it was providing the musical foundation, a theorbo often could be six feet long, or longer. This particular recording is wonderful; but there is a little more environmental noise present than we would wish. However, just as the case with old analog-tape hiss, there are times when environmental noise can be a useful diagnostic tool. Again, listen for all the small sounds of music making, such as clothes rubbing against the body of the instrument. And, revel in the truly luscious bass notes!

    4. Arturo Delmoni & Friends, “Ave Maria” (Bach-Gounod, arr. A. Delmoni for harp and string quartet); from A String Quartet Christmas (recorded 1996).

    Jerry Bruck made this recording using the Schoeps KFM 6 “sphere” stereo microphone; I produced. The KFM 6 was a development of previous “dummy head” binaural microphone arrays, but which, importantly, was designed to make recordings for loudspeaker listening, and not just headphone listening. That said, the headphone sound is excellent.

    After the start of the repeat, listen to violinist Nina Bodnar’s echoing of Arturo Delmoni’s melodic statements. Even though they play like “twins separated at birth,” there are tonal and, of course, spatial-cue differences.

    5. András Schiff, from Musikalisches Opfer, BWV 1079: “Ricercar à 3;” from J.S. Bach: Clavichord (recorded 2018)

    The clavichord was an early keyboard predecessor of the harpsichord and the piano. The grand piano uses a complicated mechanism to propel a felt hammer upward to strike a string set from below. The harpsichord uses a simpler mechanism to move a plectrum vertically to pluck the one or two strings of a note. Whereas, the clavichord uses the least complicated mechanism possible, a simple lever, to put small triangular pieces of metal called tangents into contact with crosswise strings. The tangent does not rebound, but stays in contact with the string for as long as the key is held down. Unique among keyboard instruments, the clavichord’s mechanism both sets the string in motion, and determines the pitch of the note.

    One might be tempted to think that the clavichord, in view of the above, is mostly a historical curiosity. However, András Schiff, one of today’s foremost exponents of the grand piano, last year released an entire album of Bach keyboard pieces played on a modern copy of a clavichord made in 1743.

    Says Schiff, “My ears, my mind, soul and spirit are cleansed. The lower pitch (a'=404Hz) is relaxing, harmonious, and pleasing. There is nowhere to hide—unlike on the piano where the player can cover up his or her shortcomings with the aid of the sustaining pedal.”

    The selected track is a three-voice fugue from Bach’s A Musical Offering, which is a suite of pieces all based on a single musical theme given to Bach by Frederick the Great of Prussia. (It is not clear who actually wrote the theme.) Apart from Schiff’s remarkable virtuosity, my purpose in including this track is to provide a frame of reference for the sounds of the later-developed harpsichord and piano.

    6. Jean Rondeau, from the “Goldberg” Variations, BWV 988: I. Aria; from Bach: Goldberg Variations (recorded 2021).

    Most clavichords were small enough to tuck under one’s arm. Because the strings run left to right, string length was limited; soundboard area was also limited. The result was that clavichords were suited for playing for one’s own amusement, or for family and friends in a domestic setting. But not for public performance in a larger setting. Harpsichords’ longer strings and larger soundboards allowed for performances in larger spaces.

    That is a bit of a historical irony. That’s because one of the most famous pieces of harpsichord music was written at the behest of an insomniac who wanted “smooth and somewhat lively” music to cheer his sleepless nights. The insomniac was Count Keyserlingk, the former Russian ambassador to Saxony (this was circa 1741). The variations are named after Bach’s student Johann Gottlieb Goldberg, who lived in the Count’s house and, as needed, played outside the Count’s bedroom door. The Count rewarded Bach with a golden goblet filled with 100 gold coins. (Assuming that the coins totaled 22.5 troy ounces, today’s value for that amount of gold is circa $45,000.)

    This recording was made in a church in Paris; the acoustic of the space supports the sustain and the overtones of the notes. By the way, Bach wrote the Goldberg Variations for a harpsichord with two keyboards, the upper one set back. This makes interweaving the musical lines easier, compared to the modern grand piano.

    7. Beatrice Rana, from the “Goldberg” Variations, BWV 988: I. Aria; from: Bach: Goldberg Variations (recorded 2016).

    Whereas Jean Rondeau’s harpsichord was tuned to the Baroque pitch of A=415Hz, here we have a modern piano (maker not specified, but most likely a Hamburg Steinway, seeing as she recorded in Teldex Studio Berlin) tuned to the modern standard of A=440Hz. The venue is a late-19th-century concert and dance hall of approximately 4,900 square feet.

    I think that Ms. Rana’s pacing, flow, voicings, dynamics, tone colors, and sense of musical architecture are all… perfect. Hers is my go-to version in modern sound.

    8. François Lazarevitch, from Partita in A minor, BWV 1013: III. Sarabande; from: Bach: Sonates & solo pour la flûte traversière (recorded 2013).

    William F. Buckley Jr. (himself an amateur harpsichordist) supposedly once remarked that the only piece of evidence for the existence of Space Aliens from Unidentified Flying Objects (UFOs) that could survive a moment’s critical examination was the catalog of works of Johann Sebastian Bach, in all its quantity (more than 1,100 works) and quality (supreme).

    Bach wrote for the largest musical forces available in his time, but he also excelled in the smallest-scale works. Bach’s solo works for organ, for harpsichord, for violin, and for cello are well-known as masterworks. Less well known is Bach’s solo Partita for the transverse flute, which was an interim development between the recorder and the modern flute. Interestingly, this recording was made in the same church in Paris as was the harpsichord Goldbergs Aria. Listen for the sounds of articulation, and the sound of the space.

    9. Johanna Martzy, from Violin Sonata No. 3 in C major, BWV 1005: III. Largo; from: Bach: Sonatas & Partitas for Solo Violin (recorded c. 1955).

    Johanna Martzy had a briefly successful career in the 1950s; but these days, with each passing year, her recordings get more and more respect. Back in her day, some naysayers thought that her Bach was too much “Just the facts, ma’am” mold as Sergeant Joe Friday (from the television show Dragnet). Today, her playing seems extraordinarily well-balanced between the desire to let the music speak for itself, and the necessity of having something worthwhile to say about it.

    The violin is usually a “monophonic” instrument, meaning that it usually plays only one note at a time. Here, Bach adds harmonies and even counterpoint to the singing line. Listen for the range of tone colors, from darker on the lower strings to brighter on the higher strings, and to the very subtle dynamic shadings that serve to illuminate the architecture of the piece.

    10. Daniil Trifonov, “Bist du bei mir” (Stölzel; formerly attributed to J.S. Bach as being from the Notebook for Anna Magdalena Bach, BWV 508); from Bach: The Art of Life (recorded 2020).

    The recorded sound of a piano doesn’t get much better than this. The piano is a Hamburg Steinway 9-foot Model D, and the venue is Mechanics Hall, Worcester, MA. An historical product of the 19th-century’s “Worker Self-Improvement” movement, built in 1855, Mechanics Hall presented everyone from Mark Twain to Enrico Caruso, from Dvorak to Rachmaninoff. Today, it is reportedly Yo-Yo Ma’s favorite place to record.

    Most of the notes (keys) of a modern piano correspond to “triplet” sets of three strings, all tuned to the same pitch. One result is the phenomenon known as “Double Decay,” where, after the hammer hits the triplet strings, for a brief time the sound decays rapidly; and then, for a longer time, the sound decays more slowly.

    Add to that, the fact that as a pianist plays a piece, the sustain of any given note will interact with the notes that came before and which will come after. The bottom line is, the tonal quality of the piano is not constant—the frequency spectrum varies as a function of time. The matter is so complex that during the “die-out” of a note or a chord, some overtones even increase in intensity, before finally completely decaying.

    11. Yevgeny Sudbin, Keyboard Sonata in D minor, Kk. 32; from Domenico Scarlatti: 18 Sonatas (recorded 2014).

    Well, here’s another stunning piano recording. A Steinway D, but not identified as from New York or Hamburg. (The recording venue was a church in Bristol, England.) Regardless, this is an excellent example of the oft-repeated statement that great pianos each have their own character. What luscious overtones!

    12. Shen Lu, from Études-Tableaux, op. 33: No. 3 in C minor (Rachmaninoff); from Watercolor (recorded 2015).

    Now, here’s a New York Steinway, in a former Episcopal chapel in Virginia. Luscious overtones… but of a different character than the two above. What I have been trying to accomplish here is to suggest that while it is all fine and well to have a “favorite” piano track, it is better to have half a dozen favorites, of differing tonal characters.

    13. Jenny Lin, “Meditation on ‘Laura’” (David Raksin, arr. Marc-André Hamelin); from Get Happy (recorded 2012).

    The sum total of all the complex acoustical interactions within the sound of a great piano is what my friends at Steinway & Sons call the “Steinway Shimmer.” (The word “shimmer” makes me think of the desert mirages that used to show up in the “Wile E. Coyote and the Road Runner” cartoons.)

    I just said that you should have half-a-dozen reference piano tracks; but now I am saying that if I had to pick just one track that best exemplifies the “Steinway Shimmer,” it would be this one.

    Are you ready for a surprise? This is the same recoding studio and the same New York Steinway piano as the Rachmaninoff track immediately above! In much the same way as all great pianos (supposedly) have their own tonal “personality,” I think that most great pianists have their own distinctive touch.

    But in this particular case, I think that a lot of the differences we hear in the overtones result from the stylistic divergences between Rachmaninoff, and a virtuoso re-interpretation of David Raksin’s film-score music. The “Meditation on ‘Laura’” has many very high notes, and many spaces between the notes or phrases; it also seems that the damper-lift pedal gets a real workout.
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  • 08 gen 2010, 21:18 Re: Alimentazione filamenti stabilizzata 08 gen 2010, 21:18 Re: Alimentazione filamenti stabilizzata
    a Roma direbbero... "ma allora sei de coccio!" ;)

    L'alimenzione in continua, se non e` piu` che perfettamente filtrata e ripulita e` solo DANNOSA !

    Lo puoi vedere dalle misure ma soprattutto lo SENTI all'ascolto.

    L'accensione in DC puo` essere vantaggiosa se e SOLO se questa e` perfettamente "pulita". Per la qual cosa la stabilizzazione attiva e` praticamente obbligatoria. A meno di non usare almeno un doppio LC. Cosa che - date le correnti in gioco - comporterebbe pesi, ingombri e costi decisamente elevati.

    In entrambi i casi, la cosa e` giustificabile solo con alcuni tubi ad accensione diretta (DHT) e/o in presenza di punti estremamente sensibili (alto guadagno + alta impedenza) che potrebbero captare ed amplificare anche il minimo campo residuo. In questo secondo caso, pero`, perche` la cosa abbia un qualche senso devi anche alloggiare l'alimentazione in un contenitore separato: il campo disperso da un qualsiasi TA e` enormemente piu` intenso di quello emesso dalla coppia twistata che porta l'alimentazione AC fino ai filamenti e/o a quello (insignificante) del riscaldatore stesso che, ripeto, e` stato inventato, studiato e progettato apposta per lavorare in AC.

    Fatte salve le eccezioni di cui sopra, indipendentemente da come sono accesi i filamenti, se c'e` ronzio significa solo che c'e` un errore da qualche parte, verosimilmente nel layout. Se tutto e` stato progettato e realizzato come si deve (e non ci sono guasti) non ronza nulla.

    Tu hai un banalissimo stadio linea con tubi a riscaldamento indiretto: accendi in alternata quei benedetti filamenti!
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  • 17 lug 2022, 15:29 Re: TAMURA F5006 come utilizzarli al meglio? 17 lug 2022, 15:29 Re: TAMURA F5006 come utilizzarli al meglio?

    Paolo, il circuito che proponi, è molto elegante ma presenta alcune criticità.
    E' agevole raggiungere l'equilibrio statico e dinamico di questo pushpull? a me sembra di no.

    così come disegnato, evidentemente no... ma come indicato è solo uno schema di principio. Nel progetto vero si può (e si dovrebbe) pensare a mettere in atto accorgimenti in tal senso (quando meno per avere la possibilità di un minimo di regolazione del "bilanciamento" dei BIAS delle due finali).


    I tubi per lo stadio driver, devono essere particolari. Immagino tubi ad alta Gm come la E810F a triodo( oppure fai lavorare molto il trasformatore di ingresso). Mi sbaglio?
    Ni. Sicuramente per il driver vanno scelti tubi con mu non troppo basso, ma non necessariamente altissimo. In effetti stavo pensando ad es. alle 6E5P (6Э5П) o 6E6P (6Э6П), che offrono un bel po' di guadagno, una notevole capacità di pilotaggio e (a triodo) sono molto lineari. Ma, pensando ad un finale puro, con sensibilità relativamente bassa, non serve poi così tanto guadagno. Assumendo per le 300B un punto di riposo con una Vgk intorno ai 70 V (o meno), e puntando ad una sensibilità diciamo intorno ai 2 Vrms (cioè intorno ai 3V di picco), tra TI e driver basta un guadagno complessivo di circa 25 per arrivare tranquillamente al clipping con qualsiasi pre (e perfino senza, con le sorgenti digitali moderne che tipicamente escono sui 2.5Vrms per 0dBFS). A naso forse potrebbero bastare perfino delle banali ECC88/6922. :?:
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  • 20 ott 2023, 19:24 Re: Pre Phono con C3G e E182CC 20 ott 2023, 19:24 Re: Pre Phono con C3G e E182CC
    Non è che dipende dalla raddrizzatrice, o da qualche falso contatto nel collegamento?

    Verifica le frequenze di risonanza delle celle CLC: sono sufficientemente basse?

    Personalmente proverei ad aumentare il valore di alcune capacità (quanto meno quella a valle della ultima L, che alimenta tutto), ed aggiungerei dei diodi (a stato solido) "di disaccoppiamento" laddove l'alimentazione si divide verso i due canali, ed in serie alle R tra un tubo e l'altro.

    Questo per quanto riguarda le anodiche.

    Per quanto riguarda i filamenti, l'alimentazione a corrente costante non mi pare affatto una buona idea! :shake: Tutt'altro. È intrinsecamente instabile: all'aumentare della temperatura del filamento la resistenza dello stesso aumenta, e quindi la corrente tenderebbe a diminuire; di conseguenza, per mantenere la corrente costante, il regolatore produce in uscita una tensione più alta, che causa un aumento della potenza dissipata dal filamento, e quindi un ulteriore aumento della temperatura... e così via (feedback positivo).

    L'unico limite (che può salvare la vita ai tubi) è dato dalla tensione in ingresso al regolatore. Che oltre tutto nel tuo caso mi pare piuttosto alta. Rischi di far lavorare i filamenti (ed i tubi) fuori specifica, peggiorandone le prestazioni ed accorciandone sensibilmente la vita... se non addirittura di distruggerli in un attimo.

    Viceversa, se la temperatura del filamento diminuisce diminuisce anche la sua resistenza e quindi la corrente tenderebbe ad aumentare... ma il regolatore la mantiene costante, riducendo la tensione. Col risultato che il filamento si raffredda ancora di più, e così via.

    I filamenti dei tubi a riscaldamento indiretto vanno alimentati rigorosamente a tensione costante , eventualmente aggiungendo un circuito di limitazione della corrente max (impostato a poco più della corrente nominale di lavoro prevista dal tubo) per evitare extra-correnti e stress termici nell'accensione a freddo.

    [A causa di questioni diverse per i DHT può essere conveniente una alimentazione del filamento ad alta impedenza (=corrente costante), MA in tal caso serve un circuito specifico che includa un limitatore di tensione in modo che questa non ecceda mai quella prevista...]
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    plovati Autore
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  • 09 set 2022, 19:36 Re: Po-Jama 09 set 2022, 19:36 Re: Po-Jama
    Il lavoro continua.
    Ho fatto diverse prove, ed ho verificato che parte dei buchi fra 900Hz ed 1Khz erano dovuti alle interferenze della stanza nel punto in cui facevo le prove.
    Dopo avere giocato molto ora lel curve sono queste:
    1 versione utile.jpg
    La frequenza di incrocio è un po' bassa ma è il meglio che sono riuscito a fare con le possibilità di attenuazione che avevo sul tweeter (mi manca un Lpad che devo trovare)
    Poi ho fatto alcune prove ed ho confrontato la risposta con quella dei monitor Behringer B3031A messo nella stessa posizione e mi sono reso conto lla risposta delle PoJama 8 ohm corrispondeva con quella con la gamma alta esaltata a +2db:
    confronto Po-Jama vs 3031A.jpg
    Per cui appena avrò un Lpad proverò ad attenuare ancora e ad aumentare un pochino l'induttanza in serie al woofer, magari potrei arrivare ad alzare un po' la frequenza d'incrocio.
    Qualche suggerimento?
    Buona notte

    P.S. Mario, stavo pensando agli anni 80, credo di avere costruito il primo ampli valvolare nell'84 con dei pezzi recuperati dalle tv, a Udine ed in ogni città c'erano negozi di hifi e di audio professionale ed ogni mese aspettavo che arrivasse in edicola Suono e Audio Review, sicuramente bello , per comprare qualche rivista americana ero andato fino a Milano, erano anni in cui anche tra appassionati si viveva più di piccoli segreti che di vere competenze. Mi ricordo ancora i coni JBL in vetrina ma credo che ora con i forum ed i computer riesco ad imparare molte più cose e le persone sono anche in questo forum molto disponibili a condividere le proprie esperienze. Comunque alzarsi presto ed andare in treno al SIM era un esperienza da raccontare. La nostra è una bella passione.
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    tubetrapper Autore
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  • 07 nov 2025, 13:55 Re: Ripristino delle sospensioni in tela dei vecchi altoparlanti 07 nov 2025, 13:55 Re: Ripristino delle sospensioni in tela dei vecchi altoparlanti

    Ho recuperato due coppie di casse acustiche giapponesi (eggià !) molto pregevoli, che hanno le sospensioni degli altoparlanti in tela.
    La vernicetta di tenuta è oramai essicata per cui vi chiedo se conoscete qualche prodotto, regolarmente acquistabile, che possa ripristinarla.
    (possibilmente con colore "trasparente").

    Potrebbero andar bene questi prodotti:
    https://www.topservicepro.it/prodotto/vernice-smorzante-ciare-yac-903/
    Questo è trasparente.
    https://www.ebay.it/itm/114833427097?mkevt=1&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&campid=5338624524&toolid=20006&customid=f52da3d51ac4b915cbac1786790ed1e8&gclid=CjwKCAiAzrbIBhA3EiwAUBaUdYDONiQ56KPpHnuoU9Grl_XthOhLlcvnDsmp8manrqOEnsAle7CDuhoC4F8QAvD_BwE&gad_source=1&gad_campaignid=20632093812&gbraid=0AAAAApeDmRANOUG0NQ1jVL7fdq_jP8jne
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    stereosound Autore
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  • 09 feb 2017, 08:25 Re: Bottom Audio 2017 09 feb 2017, 08:25 Re: Bottom Audio 2017
    A me van bene tutte le date proposte ... :handshake:
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    campedel Autore
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  • 29 set 2021, 17:09 Re: Bypass amplificatore giradischi 29 set 2021, 17:09 Re: Bypass amplificatore giradischi
    Il connettore DIN a cinque poli, siglato sullo schema come BU2 porta fuori dal compatto le uscite dell'amplificatore fono quando lo stesso è selezionato sul deviatore, siglato come 5-1 pos. III sullo schema.

    Con un cavo pentapolare DIN > RCA dovresti essere in grado di intercettare l'uscita fono del giradischi, dopo l'equalizzazione RIAA. Il guadagno potrebbe essere basso, per cui la sensibilità del preamplificatore di linea cui andrà collegato deve essere alta.

    L'amplificatore fono del compatto, a due transistor, non è il miglior fono 'due transistor' prodotto dalla Philips, ma è comunque più che decente, per testine MM fino a 50-70 € di spesa.
    Fino a 1,5 V di uscita la distorsione armonica è inferiore a 0,25% (dati Philips), e cresce monotonicamente, per cui l'accettazione -usando testine MM con uscita pari a 3 mV/cm*sec - è buona anche con dischi fortemente modulati, perchè il guadagno è basso.

    Certamente oggi ci sono transistor più performanti del BC149C, dal punto di vista del rumore, ma io proverei ad usare il RIAA interno, se non ci sono problemi di rumore o ronzio.

    Le modifiche per ottenere migliori prestazioni non sono difficili, ma io lascerei il circuito così com'è.

    Il giradischi e il braccio sono 'molto validi' (per l'epoca di fabbricazione) a patto che siano perfettamente a punto.
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    drpaolo Autore
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  • 27 nov 2022, 09:23 Re: la trecentobbì di melma 27 nov 2022, 09:23 Re: la trecentobbì di melma
    gluca ha scritto: 22 nov 2022, 20:21 EML mesh
    Non mi ricordo se lo avevo scritto in passato. I Coleman con le EML 300B mesh, tendono ad avere un tempo di accensione inusitatamente lungo. Ricordati di ritardare l'anodica al limite con schedine come questa
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    mariovalvola Autore
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    mariovalvola Autore
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  • 30 gen 2025, 08:58 Re: Amplificatore a stato solido senza NFB globale - Triplo inseguitore Vs. Tripletta QUAD 30 gen 2025, 08:58 Re: Amplificatore a stato solido senza NFB globale - Triplo inseguitore Vs. Tripletta QUAD
    TRIPLO INSEGUITORE DI EMETTITORE, SENZA COMPENSAZIONE

    Triplo inseguitore di emettitore.JPG

    TRIPLETTA QUAD, SENZA COMPENSAZIONE

    Tripletta QUAD_senza compensazione.JPG

    (meglio il triplo inseguitore di emettitore, ma era facilmente prevedibile).

    TRIPLETTA QUAD SENZA COMPENSAZIONE - ONDA QUADRA SU CARICO RESISTIVO

    Tripletta QUAD_carico resistivo.JPG

    (serve di raffronto, rispetto al carico birichino )
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    drpaolo Autore
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  • 19 mar 2023, 16:52 Re: Trasformatori rumorosi 19 mar 2023, 16:52 Re: Trasformatori rumorosi
    Salve quel tipo di collegamento mi pare un po strano, prova con un solo ponte o usa lo schema che usa Pass tipo questo del F4
    Ps_F4.jpg
    Salve Sergio
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    green marlin Autore
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  • 25 lug 2025, 13:09 Valvolare SE 6v6 triodo 8+8W due telai 25 lug 2025, 13:09 Valvolare SE 6v6 triodo 8+8W due telai
    Vendo Valvolare con valvole di trasmissione 6v6 Autocostruito (non da me, ma da chi sa fare...)

    circa 8+8W in SE.

    alimentazione separata 2 telai, sezione pre con 2 valvole per canale (tipo di valvole devo guardare)

    Trasformatori di uscita TUU di Audiofaida te, quelli 'bboni

    raddrizzatrice al mercurio, tutti Cap in Polipropilene sull'alimentazione, filamenti in CC (no non ronza nemmeno su alta efficienza, chiedetemi perchè lo so).

    suona come un trecentobbifattodalgiapponeseincantina o forse meglio o forse peggio se avete bevuto troppo poco.

    800€

    foto su richiesta, ce l'ho da tanto, ho voglia di provare altro ma non posso tenere tutto.

    solo ritiro a mano previo ascolto sul mio o sul vostro impianto.

    (davvero fà vedè li sorci verdi a tanti finali blasonati...)
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    berga12 Autore
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  • 29 nov 2022, 15:55 Re: Po-Jama 29 nov 2022, 15:55 Re: Po-Jama

    Filippo...
    Filippo tu lo sai che noi organisti (seeee magara :D ) ci gasiamo a fare tremare i palazzi con le canne a 64 e 32 piedi no?

    Tutto questo per dire cosa?

    Non sarebbe il momento giusto di iniziare un bellissimo progetto di subwoofer da accompagnare alle po' jama ad uso degli organofili?
    Eh? ;)


    come ho già accennato in precedenza il sub per le po-jama è già in programma, ma non ho bene a fuoco come indirizzare il progetto in termini di forma e dimensioni, tra l'altro voglio rispettare lo spirito originario, quindi massima semplicità di costruzione e costi contenuti, a ciò si aggiunge il fatto che volendolo fare attivo vorrei anche lasciare aperta la questione amplificazione, quindi non bloccare il progetto a un determinato amplificatore per sub, ma aprendo alla possibilità di usare un amplificatore di recupero e un crossover elettronico magari recuperato usato a pochi euri. Tutti questi "paletti" mi stanno un po' bloccando nello sviluppo...

    Filippo

    EDIT ...mi sono deciso e ho ordinato l'altoparlante che avevo in testa... per la cronaca è un 10" e il box che lo dovrà contenere sarà esattamente uguale a quello delle po-jama, l'idea di base sarebbe quella di poterlo mettere affiancato oppure dietro alle stesse con il woofer orientato di lato, appoggiando il sub alla parete di fondo e poi le po-jama al sub, si otterranno sia l'imboscamento del sub che un bel caricamento dello stesso in un angolo. Ho preso un woofer abbastanza economico da 8 Ohm in previsione di poterlo raddoppiare e utilizzare la coppia in parallelo con uno stesso ampli dedicato oppure con i due canali di un finale stereo. stay tuned :grin:
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    audiofanatic Autore
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  • 07 giu 2024, 14:37 Re: Po-Jama 07 giu 2024, 14:37 Re: Po-Jama
    Confermo, anche le mie, ad orecchio (e con un misero Umik) usando file di prova, scendono bene fino a circa 35 in ambiente. Non ho però la possibilità di fare misure più accurate, come eseguite da Mario.

    Il Faital usato è da 10”, il crossover è quello da progetto, versione “corretta”.

    Ciao
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    m_b Autore
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  • 14 giu 2024, 19:39 Re: Diego Nardi, che fine ha fatto? 14 giu 2024, 19:39 Re: Diego Nardi, che fine ha fatto?
    Ciao, penso, spero sia ancora attivo, ma non ho nessuna sicurezza...
    Tempo fa pubblicava qualcosa su Youtube , ma è da tempo che anche li non si fa più sentire neanche li , ti giro il link perchè è uno spasso e poi a me personalmente è sempre piaciuto a 360° :
    https://www.youtube.com/@andreariga7751
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    Desperado Autore
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  • 20 apr 2023, 21:05 Storia del Jazz 20 apr 2023, 21:05 Storia del Jazz
    STORIA DEL JAZZ 1/4 – le radici nel 700 . Emanuele Sartoris e Claudio Messora

    Insieme a Emanuele Sartoris, pianista, compositore e insegnante, nonché astro nascente del jazz italiano, iniziamo oggi un percorso suddiviso in quattro puntate sulla storia del jazz, partendo dalle sue radici, che affondano addirittura nella musica barocca e poi romantica del settecento e dell’ottocento. Insieme a Claudio Messora, Sartoris racconta le gare di improvvisazione dei tempi di Bach e Beethoven, fino ad arrivare ad Art Tatum e Bad Powell, alternando i racconti alle note eseguite sul pianoforte Yamaha del palcoscenico dello storico Jazz Club di Biella, calcato nel tempo dai più importanti jazzisti di fama mondiale, due su tutti Bill Evans e Keith Jarret. Proprio a Bill Evans sarà dedicata una puntata intera di questa quadrilogia che gli amanti della musica non possono perdersi. E neppure gli altri.

    https://www.youtube.com/watch?v=Ri8GfG1xs7c
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    UnixMan Autore
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  • 21 mar 2022, 14:41 Re: Sull'alimentazione dei filamenti dei DHT 21 mar 2022, 14:41 Re: Sull'alimentazione dei filamenti dei DHT
    immagino che con lo zero cetrale il collegamento sia questo:

    no. In quel caso il potenziometro non ci va (il collegamento è fisso, non puoi regolare il riferimento di massa per minimizzare il ronzio).

    Ps: Per la griglia, meglio un trasformatore separato ? Oppure sono sufficienti avvolgimenti separati ?
    basta e avanza un avvolgimento separato; anche uno solo per entrambi i tubi, basta che separi dopo raddrizzatore e (primo) filtro per permettere la regolazione indipendente del BIAS di ciascun tubo.
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    UnixMan Autore
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  • 04 mag 2023, 01:41 Re: 2A3jj-40 Full monkey 04 mag 2023, 01:41 Re: 2A3jj-40 Full monkey

    Ora volendo utilizzare la 300b e la 6e6p, si può ipotizzare questo?

    posto che correnti e tensioni che hai indicato siano quelle "giuste" per quei tubi (cioè corrispondano ai punti di lavoro ottimali che vuoi utilizzare), senz'altro. Di per sé stessa la topologia si può applicare a qualsiasi tubo (o altro dispositivo analogo...). Evidentemente, come accennavo in precedenza, l'uso della doppia alimentazione diventa tanto più conveniente quanto più il tubo finale è potente, mentre per ovvi motivi diventa un costo ed una complicazione inutile e ingiustificata se le potenze in gioco sono modeste, come potrebbe essere ad es. il caso di un preamplificatore, o un ampli cuffia.

    Ti sarei grato se mi spiegassi nel modo più semplice come “girano” le correnti, come si “chiudono” su un alimentatore o sull’altro. E poi magari come dimensionare l’alimentazione, per iniziare. Chiedo scusa a Salvo, non vorrei dirottare troppo l’argomento iniziale.
    trattandosi di questioni generali, che si applicano anche al suo caso... penso (spero) che interessi anche a lui. :wasntme:

    Come "girano" le correnti? Secondo i soliti semplici principi di base.

    Per prima cosa, come immagino sappiano tutti, assumendo il verso convenzionale (che è opposto al reale flusso degli elettroni, ma tant'è...), la corrente scorre sempre da un punto a potenziale più alto ad uno a potenziale più basso. Se tra due punti non c'è differenza di potenziale (=tensione), non scorre alcuna corrente.

    Come l'acqua, che scorre solo se c'è una differenza di livello (cioè anche qui di potenziale , in questo caso gravitazionale...) e lo fa sempre e solo dall'alto in basso (a meno che tu non la spinga in qualche modo, ad es. con una pompa, che è l'analogo di un generatore di tensione, cioè di una batteria, un alimentatore, ecc).

    Chiarito questo, fondamentalmente si tratta di tenere a mente la solita legge di Ohm e le due Leggi di Kirchhoff .

    Le definizioni fisico/matematiche più precise ed "eleganti" delle leggi di Kirchhoff possono sembrare astruse, ma in realtà si tratta di due concetti banalissimi.

    La prima legge , che riguarda le correnti , in parole povere significa che la corrente (cioè, gli elettroni...) non può comparire dal nulla, né sparire nel nulla.

    Dato un qualsiasi "dipolo" (cioè, un qualsiasi elemento circuitale che ha due soli terminali: una batteria, un resistore, una lampadina, ecc), la corrente che "entra" in un terminale è sempre uguale a quella che esce dall'altro.

    Per lo stesso motivo, la corrente elettrica scorre sempre e solo lungo circuiti chiusi .

    In altre parole, se da un terminale di un generico “ generatore ” (che può essere una batteria, un alimentatore da rete, ecc) "esce" una certa corrente, quella stessa corrente deve "rientrare" all'altro capo dello stesso generatore. Non si scappa. Se c'è una "diramazione" dalla quale non esiste un percorso attraverso il quale la corrente possa richiudersi su sé stessa, la corrente semplicemente non può prendere quella strada.

    Analogia idraulica: una pompa collegata a dei tubi, pieni di un liquido incomprimibile, tutto completamente e perfettamente sigillato. Se il tubo collegato all'uscita della pompa non è unito a quello attaccato all'ingresso della pompa stessa, cioè se ad es. sono due diversi tubi, tappati alle estremità, per quanta pressione possa esercitare la pompa, il liquido non può andare da nessuna parte... e quindi non si muove (=circuito aperto: ci può essere tensione, ma non ci sarà mai corrente). Se al contrario il tubo che esce dalla pompa, dopo aver fatto un giro più o meno lungo e complicato, alla fine si ricollega a quella stessa pompa, il liquido circola (pensa ad un impianto di riscaldamento, dove l'acqua spinta da una pompa esce dalla caldaia, si divide su vari tubi che seguono diversi percorsi, attraversa i radiatori, ed infine si riunisce e rientra nella caldaia da dove è uscita...). Evidentemente, se non ci sono perdite, il flusso di liquido che rientra nella pompa è esattamente identico a quello che ne esce. Né una goccia di più né una di meno (nel caso elettrico le perdite semplicemente non possono esserci , è fisicamente impossibile, per cui la corrente che esce è sempre esattamente uguale a quella che entra e viceversa).

    Più in generale, la somma algebrica delle correnti che entrano ed escono da un nodo (cioè, un punto dove si uniscono tre o più conduttori) è sempre uguale a zero . Stesso discorso di prima: la corrente non può comparire dal nulla, né scomparire nel nulla.

    Ad es., se in un nodo si uniscono tre "fili", che chiameremo A, B e C, e sappiamo che dal filo A "entrano" nel nodo X mA e dal filo B entrano Y mA, dal filo C devono uscire X+Y mA. E viceversa. La somma algebrica (mettendo il segno + o - a seconda che la corrente "entri" o "esca" da quel nodo) fa sempre zero. Ovviamente la cosa vale per qualsiasi numero di conduttori che insistono su un nodo.

    La seconda legge riguarda invece ( ma pensa... :lol: ) le tensioni , cioè le differenze di potenziale . Qui cito direttamente Wikipedia: “la somma algebrica delle tensioni lungo una linea chiusa (con il segno appropriato in funzione del verso di percorrenza della maglia stessa) è pari a zero”.

    Cioè, dato un qualsiasi "percorso" all'interno di un circuito( 1 ), se sommo (col segno giusto) tutte le differenze di potenziale che incontro lungo quel percorso, che alla fine mi riporta al punto di partenza (cioè se sto considerando, per l'appunto, una "maglia"), la somma è sempre nulla.

    ( 1 ) in questo caso, dato che stiamo parlando di tensioni, la maglia può anche essere "aperta", cioè non deve necessariamente seguire un circuito chiuso.

    Par capirlo, facciamo ancora una volta una analogia.

    Se raccolgo un sasso da terra e lo lancio in aria, man mano che questo sale di quota ovviamente acquista (energia) potenziale (gravitazionale), direttamente proporzionale all'altezza raggiunta.

    Per comodità prendiamo proprio l'altezza del suolo (che supporremo perfettamente piano...) come riferimento: pertanto, quando il nostro sasso è per terra, il suo potenziale vale zero.

    Col nostro lancio, il sasso raggiunge il balcone del primo piano, che si trova ad una certa altezza. Quindi avrà acquisito un certo potenziale, diciamo +X, rispetto a terra. Qualcuno lo raccoglie e lo lancia ancora più in alto, fino al balcone del terzo piano. Che si trova ad una altezza maggiore, e quindi a potenziale maggiore. Diciamo che la differenza di potenziale tra il primo ed il terzo piano sia pari a +Y. Ovviamente, rispetto a terra ora il potenziale del sasso sarà pari a Z=X+Y. A questo punto la signora del terzo piano, indispettita, prende il sasso e lo ributta a terra. :lol: Arrivato di nuovo a terra (alla stessa altezza a cui si trovava all'inizio, quindi al punto di partenza... abbiamo completato la nostra "maglia"), il sasso ha di nuovo potenziale pari a zero. Quindi, nel percorso dal terzo piano a terra la differenza di potenziale incontrata è (ovviamente...) pari a -Z.

    Se sommiamo lungo tutto il percorso, abbiamo quindi: +X +Y -Z

    ma abbiamo visto che Z=X+Y, e quindi -Z = -(X+Y) = -X -Y,

    perciò +X +Y -Z = +X +Y -X -Y = 0

    q.e.d. :razz:

    Ovviamente: ricordiamo che quando parliamo di "potenziale" (gravitazionale o elettrico che sia) stiamo parlando di energia potenziale . E l'energia si conserva, sempre. Non si crea, né si distrugge. Perciò, essendo il potenziale finale uguale a quello iniziale, la somma delle differenze di potenziale lungo qualsiasi percorso possibile e immaginabile che alla fine torna al punto di partenza non può che essere nulla.

    Vediamo ora un esempio pratico, tornando al nostro caso. Esaminiamo ad es. il "DCMB" (che è più semplice):

    sappiamo che nel tubo finale scorre (deve scorrere...) una certa corrente, quella che abbiamo stabilito per il punto di lavoro scelto.
    sappiamo che in un triodo la corrente scorre dall'anodo al catodo, e che la corrente di griglia è trascurabile. Che è come dire che sappiamo che la corrente di catodo è (praticamente) uguale a quella anodica.

    da dove viene la corrente anodica? Evidentemente, non può che uscire dal positivo del nostro "generatore", V2, attraversare il primario del TU (L1) per giungere infine al nostro anodo. Di qui prosegue verso il catodo, esce da questo, ed incontra un nodo .

    Ouch... e mo', che strada prenderà? Legge di Kirchhoff, aiutami tu!

    Cosa sappiamo?

    Per cominciare, anche se nello schema i nodi paiono due (quello sotto il catodo e quello tra i due alimentatori), dal momento che sono connessi direttamente, senza nient'altro nel mezzo, in realtà si tratta di un unico nodo. Dal quale deve necessariamente uscire una corrente esattamente uguale a quella anodica che torna a V2 (tanta ne esce, tanta ne deve entrare... e viceversa).

    Ma possiamo anche fare un passo indietro, e considerare i due nodi separatamente così come disegnati. In tal caso, poiché nell'esempio abbiamo stabilito che nel triodo driver devono scorrere 20mA, e sappiamo che in quel nodo entrano 60mA (dal catodo) e a sinistra escono 20mA verso il driver, a destra devono per forza uscire i restanti 40mA. Che escono di lì per entrare subito dopo nel nodo presente tra i due alimentatori. Poiché da quel nodo devono necessariamente uscire 60mA verso V2, ovviamente gli altri 20mA che mancano devono entrare nel nodo provenendo da V1.

    Come sopra... ovviamente, comunque lo si guardi, il risultato non cambia.

    Fin qui abbiamo ragionato in termini meramente quantitativi, e in DC.

    Dal punto di vista del percorso del segnale, siccome sappiamo (dalla legge di Ohm...) che alla corrente "piace la vita comoda", e quindi segue sempre "la via più breve" (cioè, quella con resistenza/impedenza più bassa), già a questo punto è evidente che la corrente anodica si richiuderà proprio su V2 (verso la quale c'è di fatto un collegamento diretto, cioè impedenza idealmente nulla) e non andrà certo a fare un giro contorto (che presenta una impedenza enormemente più alta) passando attraverso Ra, il triodo driver e V1 per poi tornare finalmente al negativo di V2. ;)

    La cosa risulta ancora più chiara ed evidente se ridisegniamo lo schema così:
    dcmb1.jpg
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    UnixMan Autore
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  • 10 set 2024, 10:44 Re: Piccolo SE di EL86 10 set 2024, 10:44 Re: Piccolo SE di EL86
    Norse, non mi sembra particolarmente prodigo di informazioni.
    Per la raddrizzatrice, puoi usare anche due 5U4G/GB. Potresti usare anche raddrizzatrici monoplacca a riscaldamento indiretto.
    Usa una schedina di ritardo per fare arrivare l'anodica a filamenti caldi se scegli raddrizzatrici a riscaldamento diretto
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    mariovalvola Autore
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  • 01 apr 2024, 23:59 Re: valvole da buttare? 01 apr 2024, 23:59 Re: valvole da buttare?

    ..... allora io temo che la #1 e la #5 siano da scartare... le due sezioni mi sembrano molto sbilanciate.......

    ... ora che ho aperto le danze qualcun altro vorrebbe ballare?


    Mi sembrano tutte buone. Mi confonde un po' il fatto che i grafici abbiano le celle rettangolari. Sostanzialmente sono in tolleranza.
    Puoi postare il risultato del quick test per i due triodi e le curve di un solo triodo a tua scelta.
    La #1 e la #5 sembrano adatte per essere collegate in SRPP o come white cathode follower scegliendo con accuratezza i triodi inferiori(SRPP) o superiori (WCF), cioè i più simili fra loro. Spero che la cioccolata pasquale non abbia fatto scherzi
    Ciao, Trini
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    trini Autore
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  • 06 mar 2022, 15:43 Re: HELP! Upgrade Diffusori piramidali autocostruite da incompetente (me) 06 mar 2022, 15:43 Re: HELP! Upgrade Diffusori piramidali autocostruite da incompetente (me)
    Ciao,
    potresti guadagnare poco più di 1dB trasformandolo in un bass reflex.
    Mettendo il condotto posteriormente forse qualcosa in più avvicinandolo alla parete.
    A parte l'aumento in sè è probabile che suoni in maniera diversa e tu lo preferisca, in caso contrario puoi sempre richiudere il foro e tornare alla SP.
    Se vuoi provare ti dico come dimensionare il reflex.
    Altre alternative sono, aggiungere un sub o attenuare la gamma medio alta, ma in questo caso serve un simulatore e progettare il crossover.
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    marley Autore
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  • 25 gen 2025, 18:08 Re: BassCab 2x10 Jensen 25 gen 2025, 18:08 Re: BassCab 2x10 Jensen

    grazie mille dello schema, quindi cercando di capire meglio:
    i coni non sono filtrati c'è solo un passa alto sul tweeter (in parallelo)
    Esatto, il filtro serve solo al tweeter che lavorerà dai 5/5,5khz in su con regolazione del livello di emissione tramite L-PAD.
    Con quattro Jensen di quel tipo il basso andrà benone.

    se io avessi invece 2 porte rettangolari in basso di 30,2 x 4,4 cm che lunghezza del condotto ti verrebbe?

    In questo caso con due porte così le rispettive lunghezze passano a cm 7,6.
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    stereosound Autore
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  • 22 dic 2010, 23:14 Re: You Tube ... grande musica 22 dic 2010, 23:14 Re: You Tube ... grande musica
    tornando un attimo al'isola di prima (incidentalmente la terra che amo più di qualsiasi altro luogo al mondo):

    http://www.youtube.com/watch?v=0UvZfvD70aY
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    UnixMan Autore
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  • 04 ott 2023, 15:04 Re: Altro che provavalvole! 04 ott 2023, 15:04 Re: Altro che provavalvole!
    Io ho usato del filo isolato a 600V, ferriti le avevo trovate sulla baia; non ho montato tutti gli zoccoli uso degli adattatori montati su zoccolo octal
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    baldo95 Autore
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  • 07 mag 2010, 20:06 Re: Clone ST70 in fumo 07 mag 2010, 20:06 Re: Clone ST70 in fumo
    Grazie per il consiglio...

    io dal punto di vista riparazioni ho poca esperienza.
    La cosa strana comunque è che l'amply ha funzionato per un anno
    senza fare una piega.
    L'estate scorsa anche con temperature elevate...

    Francesco

    Motivo in più per cui ti conviene rivolgerti ad una persona un minimo esperta... :wink:
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    mrttg Autore
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  • 17 lug 2022, 16:00 Re: TAMURA F5006 come utilizzarli al meglio? 17 lug 2022, 16:00 Re: TAMURA F5006 come utilizzarli al meglio?
    il problema è il bilanciamento dei guadagni tra i vari tubi per ottenere la migliore distorsione possibile. Che lo schema fosse di massima, lo comprendevo ma diviene difficile qualunque regolazione essendo ad accoppiamento diretto. Se regoli il guadagno di un triodo, cambi anche le correnti circolanti.
    In realtà i files musicali, rarissimamente arrivano a 0dB. Stanno molto sotto.
    Io pensavo, per le griglie della 300B, a segnali maggiori con un Vgk tra i 90 e i 100V
    300b punti preferiti.jpg .
    Rimane interessante.
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    mariovalvola Autore
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  • 19 gen 2025, 09:25 Re: Soffio Pre Phono autocostruito 19 gen 2025, 09:25 Re: Soffio Pre Phono autocostruito
    Ahem, vedo che utilizzi delle Klipsch La Scala :clap: , diffusori molto sensibili ed efficienti, vedo lo stadio di segnale del pre fono poggiato sopra le alimentazioni :sad: e vedo anche una ciabatta con una certa quantità di cavi di alimentazione messa proprio sotto al giradischi :worried: .
    Ecco magari risistema nei limiti del possibile in maniera che la distanza di gira e pre da fonti inquinanti sia la massima possibile(almeno un metro se puoi) :wink: . Forse il problema potrebbe mitigarsi.
    Non è questa la sezione per parlare di tweaks e probabilmente neanche questo forum è incline a considerare pratiche "esoteriche" di trattamento dei cavi di alimentazione come plausibili. Però, però però....... quella ciabatta, comunque, sotto a un giradischi non si può vedere.
    1/2 cent.
    Ciao, Trini

    P.S.: se stiamo qui su AFDT è anche perchè pensiamo che non è tutto uguale.
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    trini Autore
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  • 06 lug 2021, 15:02 Re: Condensatori in polipropilene 06 lug 2021, 15:02 Re: Condensatori in polipropilene

    Ok, ma a livello audio cambierebbe qualcosa, se scambiassi un normale MKP, con un polipropilene X2, o X1, o Y?


    Probabilmente no in dipendenza dalla qualità del condensatore che definisci "normale". Le serie X e Y sono "di sicurezza " per applicazioni in cui sia coinvolta la tensione di rete; infatti si trovano montati in tutti i filtri di rete commerciali. Se non ricordo male un condensatore serie X quando si rompe non dovrebbe comportare il rischio di shock elettrico, contrariamente alla serie Y. I numeri stanno a definire la tensione "impulsiva" che sono capaci di reggere.
    Quindi, da un punto di vista meramente elettrico, li puioi utilizzare tranquillamente, una volta soddisfatti i requisiti di tensione rischiesti dal tuo circuito.
    Da un punto di vista sonico i primi "brevi cenni sull'universo" :rofl: :rofl: :rofl: li puoi trovare nei lavori di Marsh e Young e di Bateman.
    Ovviamente il condensatore fisico non è solo dielettrico e,quindi, i risultati sonori dipenderanno anche da altri fattori.
    Ti allego i lavori di Marsh e Young, quelli di Bateman non riesco a trovarli nel marasma delle pubblicazioni scaricate. Di sicuro il lavoro più recente non potrai per ora trovarlo perchè scritto per Linear Audio; le conclusioni sono fondamentalmente sovrapponibili con quelli precedenti.
    In più ti consiglio di consultare questo sito: http://www.humblehomemadehifi.com/Cap.html Il fatto che testi i condensatori in crossover per diffusori è un plus, non un minus come qualcuno , in altri lidi, crede.
    Ciao, Trini
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    trini Autore
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  • 14 dic 2023, 07:59 L'audiofilo del mese: ResistorMag 14 dic 2023, 07:59 L'audiofilo del mese: ResistorMag
    https://www.resistormag.com/features/devon-turnbull-old-school-hi-fi-influencer/

    https://www.resistormag.com/features/donna-leake-soul-trips-vinyl-and-vintage-hi-fi/

    https://www.resistormag.com/music/heavy-rotation-moby-play/

    ...

    una rubrica che ricalca molto la fortunata serie dedicata ad un particolare audiofilo ospitata ogni mese sul giapponese MJ magazine.
    Bella grafica, con del contenuto non scontato.
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    plovati Autore
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  • 28 set 2022, 21:19 Re: Po-Jama 28 set 2022, 21:19 Re: Po-Jama
    l'elenco puntato non ha molto senso ma questa sera sono stanco.
    Grazie ancora
    Guglielmo
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    tubetrapper Autore
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  • 20 ago 2023, 19:18 Re: Come dimensionare la lampadina a protezione per un tweeter o driver 20 ago 2023, 19:18 Re: Come dimensionare la lampadina a protezione per un tweeter o driver
    Le mie casse ElectroVoice hanno questo circuito qui a protezione del tweeter, che ritengo geniale, nella sua semplicità.

    Per quanto riguarda l'uso di una lampadina è pur vero che, collegata in parallelo, può fungere da espansore di dinamica per altoparlanti a larga banda (ricordo i consigli di CQElettronica degli anni '60).

    Collegata in serie, invece, il fenomeno di compressione (potenzialmente sempre presente) potrebbe ridursi ed essere ininfluente per queste ragioni che di seguito espongo.

    Cominciamo innanzitutto a definire i due concetti chiave: resistività e coefficiente di temperatura .

    La resistività (o resistenza specifica) è la resistenza caratteristica che presentano i vari materiali conduttori ed è descritta dalla resistenza di un conduttore avente una sezione di 1 mmq e una lunghezza di 1 m alla temperatura di 20 °C

    Il coefficiente di temperatura indica la variazione di resistenza per una resistenza di 1 Ohm, quando la sua temperatura varia di 1 °C

    La resistività del tungsteno (filamento della lampadina) è di circa tre volte superiore a quella del rame e di circa due volte superiore a quella dell'alluminio (materiali che possono comporre gli avvolgimenti delle bobine mobili dell'altoparlante), mentre il coefficiente di temperatura dei tre metalli è all'incirca uguale ed è positivo , cioè all'aumentare della loro temperatura aumenta la loro resistenza.

    In soldoni, quando una corrente attraversa un conduttore questo si scalda e -nei casi da me considerati- aumenta la sua resistenza (coefficiente di temperatura positivo o PTC come ti ha già detto Stereosound).
    I due conduttori (filamento della lampadina e bobina mobile dell'altoparlante) sono collegati in serie al generatore (l'amplificatore) e sono quindi attraversati dalla stessa corrente.
    Per Effetto Joule (Effetto termico della corrente) la corrente li fa riscaldare in maniera proporzionale alla sua intensità.

    Se i due conduttori (tungsteno e rame o tungsteno e alluminio) fossero entrambi all'aria aperta, la stessa intensità di corrente farebbe variare maggiormente la resistenza del filamento in tungsteno e quindi al punto centrale del partitore resistivo, costituito dal filamento e dalla bobina mobile della maglia circuitale si avrebbe una riduzione della tensione disponibile ai capi del tweeter e quindi una compressione, legata dinamicamente al regime termico.

    Si dà però il caso che la lampadina sia “in aria libera” all'interno della cassa, mentre l'avvolgimento della bobina mobile è confinato all'interno del traferro, dove la circolazione dell'aria è fortemente limitata.
    Dunque è assai possibile che la resistenza della bobina mobile, a maggiore temperatura (diciamo 100 °C) possa raggiungere un valore che riequilibra quello del filamento e quindi mantenga “invariato” il rapporto di partizione e riduca al minimo il fenomeno della compressione.

    Ecco perchè si usano le lampadine senza grossi problemi, nelle casse pro. L'uso di un fusibile, seppure possibile, interromperebbe il funzionamento del sistema e ciò, per il pro, è un male.

    Passiamo ora a quello che ti interessa: il dimensionamento della lampadina.

    Putroppo non è possibile dare formule esatte, perchè il regime termico all'interno della cassa è ignoto, come è ignoto il fattore di cresta del segnale che alimenta il driver, anche se si ipotizza che esso sia piuttosto basso (autooscillazioni del finale o eccessiva distorsione armonica) quando la protezione deve intervenire.
    Il funzionamento del circuito dipende da fattori che devono essere testati in laboratorio, tipo l'inerzia temica di quella particolare lampadina o la legge della variazione della resistenza in un bulbo di tipo commerciale (stessa cosa vale per l'uso dei resistori PTC).

    Supponiamo di avere un driver commerciale (CIARE NDA-1, ad esempio) che è già un driver semi-pro a giudicare dalle specifiche.
    La sua impedenza caratteristica è di 8 Ohm e la potenza nominale è di 50 W, secondo le raccomandazioni AES (non esistono norme specifiche, nel campo, credo).

    Uno dice: “50 W sono un sacco di potenza, la lampadina non serve”.

    Vediamo cosa dicono le raccomandazioni AES (AES2-1984 -r2003):

    la potenza è misurata con un segnale avente un fattore di cresta di 2;
    l'altoparlante in misura deve essere sospeso in aria libera (e la compressione termica ?);
    l'altoparlante deve potersi raffreddare prima di passare ad un livello di potenza superiore nel corso della prova (si, come nò !?).

    Diciamo che con queste specifiche si può ridimensionare la potenza massima effettiva in funzionamento continuo a 10 W RMS, che sono già tanti, per un driver sensibile !

    Ecco, direi che le lampade che hai citato tu (24 V 21 W) possono essere adeguate, in linea di massima, a proteggere un driver con tali specifiche.

    Questo secondo il mio personale parere, dato che non sono un grande esperto di altoparlanti (e neppure mi interessa esserlo :grin: )
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    drpaolo Autore
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  • 07 nov 2025, 14:07 Re: Ripristino delle sospensioni in tela dei vecchi altoparlanti 07 nov 2025, 14:07 Re: Ripristino delle sospensioni in tela dei vecchi altoparlanti
    JBL:

    https://www.ebay.it/itm/277329226426?_trkparms=amclksrc%3DITM%26aid%3D1110006%26algo%3DHOMESPLICE.SIM%26ao%3D1%26asc%3D20220405142716%26meid%3D112f0ab574ec4ad58c31491f2fcd6670%26pid%3D101506%26rk%3D6%26rkt%3D10%26sd%3D165417314004%26itm%3D277329226426%26pmt%3D0%26noa%3D1%26pg%3D4481478%26algv%3DDefaultOrganicWebWithV11WebTrimmedV3VisualRankerWithKnnV3AndUltBRecallAndCassiniEmbRecall&_trksid=p4481478.c101506.m1851

    sembra chiaro (non trasparente comunque), a base di gomma butilica thinner toluene

    altro:
    https://speakerrepairshop.nl/nl/overige-artikelen/coating-voor-linnen-randen-stofkappen-en-diafragma-s-6-ml/a-7123-18

    o semplice glicerina che è trasparente e costa nulla
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    plovati Autore
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  • 09 feb 2017, 09:45 Re: Bottom Audio 2017 09 feb 2017, 09:45 Re: Bottom Audio 2017
    Con questa carica e spinta si va poco lontano, se non ho feedback per quanto riguarda le date...o un'idea sulla partecipazione.

    Ciao, innanzi tutto complimenti per l'impegno nell'organizzazione della scorsa edizione, sarà un piacere partecipare anche a questa ma essendo un freelancer mi è impossibile sapere in che giorni sarò libero ad Ottobre (forse tutti e forse nessuno), diverso sarebbe se si trattase di confermare la presenza da qui a 15gg.

    Mi piace l'idea di organizzare stanze "a tema", io e George stiamo lavorando su due paia di casse, una da stand ed una da pavimento più le consuete modifiche a quanto già realizzato.
    Se ci fosse sufficiente spazio potremmo organizzarci e portare su 2 impianti completi, uno full solid state con casse da stand ed un ibrido valvole ss con casse da pavimento, un paio di ampli cuffia ss, le usuali sorgenti liquide e, se impazzisco....anche il giradisci :rofl: :rofl: :rofl:

    Ps: la location è decisamente pittoresca e sarà divertente tornarci ma non sarebbe male valutare una struttura che offra stanze con piu libertà nel posizionamento delle apparecchiature, ad esempio arredi amovibili...
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    mandello Autore
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  • 30 set 2021, 11:03 Re: Bypass amplificatore giradischi 30 set 2021, 11:03 Re: Bypass amplificatore giradischi
    Secondo il bollettino tecnico Philips quel pre RIAA ha un'uscita nominale di 60 mV per un ingresso di 4 mV.

    Bypassando (*) R526 e R527 dovresti avere un discreto aumento del livello di uscita; per mantenere una banda passante decente alle basse frequenze si dovrebbe anche modificare il valore di C14 e C15, portandolo a 470 o a 680 nF, a seconda del tipo di ingresso che ha il tuo preamplificatore.

    Per il momento lascia questi due condensatori al valore originale, per verificare se ti eliminano un po' di rumble del giradischi.

    (*) prova a mettere in parallelo ai due resistori in questione due resistori da 1 K
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    drpaolo Autore
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  • 06 ago 2021, 07:13 Re: valvole bruciate? 06 ago 2021, 07:13 Re: valvole bruciate?

    Belli, ma come fanno col traferro? Si potrebbe pensare di usare nuclei siffatti per dei TU per SE :razz:


    Li fanno infatti. Per il traferro è un metodo fantastico: si usa un nastro magnetico isolato in modo che venga un gap distribuito in tutto il volume.
    Una cosa simile, ma piu' grande e con materiale tradizionale:
    https://mstator.ru/en/products/cores/2b
    Da:

    https://www.butlerwinding.com/toroid-ring-transformer-cores/

    "Because of its circular nature, the magnetic path of a toroid is an unbroken continuous path unless intentionally broken. There is no air gap in the magnetic path (unless intentionally added) hence optimal use can be made of high permeability materials. Ferrite toroids and stacks of stamped lamination rings are examples of this. A tape wound core is the next closest example. The flux in each layer wound on the core can make a full revolution and then continues onto the next layer, but the magnetic flux must eventually pass from layer to layer encountering an air gap between layers in the process. The gap occurs because the tape strip is not perfectly flat. The layer to layer passage is distributed the surface area of an entire revolution, hence the magnetic reluctance of the gap becomes very small and usually can be ignored. A tape wound core can utilize the advantage of grain oriented materials (such as grain oriented silicon steel) while stamped rings cannot.

    In some applications it is desirable to have an air gap in the core path. For mechanical reasons, it is cumbersome to add air gap to a toroid. Large air gaps produce undesirable flux fringing. Powdered cores combined the magnetic material with a non-magnetic binder material. Magnetically, the binding material acts like an air gap, but this gap is distributed throughout the entire core. Because of this distribution there are no flux fringing effects. The binder(s) also reduce eddy currents.
    "
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    plovati Autore
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